E io ci sto (ma manco troppo)

 Lavori in corsoOggi 20 marzo alle 19 su Fusoradio andrà in onda E io ci sto (ma manco troppo)!, trasmissione di controinformazione, che si occuperà di cementificazione. Tra i brani letti, ci sarà anche questo mio (il che mi lusinga, anche se mi stanno un po’ viziando).


 Ascolta la trasmissione



 Ho intanto sentito la trasmissione dell’altro giorno, Grazie Beppino, che ho trovato molto bella: una specie di blob con l’imitazione di Berlusconi di Sabina Guzzanti; la toccante testimonianza di Marinella Chirico, l’unica giornalista ad aver visto Eluana nella clinica di Udine; un confronto tra Pierluigi Bersani e Roberto Formigoni; Vauro che legge le sue vignette sul caso Englaro; e per finire la mia lettura dell’Istituzione-branco di Wu Ming 1, con la musica di Beppe Barbera. [ascolta la trasmissione QUI] Continua a leggere

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Le forme della partecipazione nel secolo nuovo

 Le forme della partecipazine nel secolo nuovo
 
 

 Un breve
post per dire che domani sera (venerdì 20) alle 20.45, presso il Centro Servizi per il Volontariato (CSV) di Aosta si terrà un’iniziativa volta a riflettere sulle «forme della partecipazione» in relazione ai nuovi media. Interverrà Edoardo Fleischner, docente di Nuovi media e comunicazione all’Università Statale di Milano, che parlerà delle forme di partecipazione e cittadinanza legate
(non solo) alla rete. Si cercherà di mettere in evidenza opportunità e contraddizioni legate alle nuove forme comunicative. L’intervento sarà strutturato a mo’ di tavola rotonda, alla quale prenderanno parte i giornalisti Daniele Mammoliti, Christian Diémoz e Fabrizio Favre insieme a Jean Paul Lustrissy della società Netbe. A quanto pare, ci sarò anch’io, che sono stato invitato come «blogger» (così c’è scritto nella locandina), e cercherò di non dire troppe boiate.
 
 Durante la serata sarà presentato il corso «La partecipazione a portata di click», del quale parlerò ancora in queste pagine, anche perché una delle lezioni dovrò farla io…
 
 Una cosa è certa: anche nella piccola Aosta ci si sta cominciando a organizzare. Negli ultimi tempi sono aumentati i movimenti e i comitati cittadini nati per la difesa dei valloni montani, per i rifiuti zero e contro l’inceneritore in progetto a Brissogne, per la tutela delle aree verdi del capoluogo regionale (viale della Pace), per un aeroporto sostenibile e contro il progetto di un ampliamento-potenziamento commerciale dello scalo valdostano… Realtà vive e piuttosto variegate, unite – fra l’altro – dalla disponibilità a mettersi in rete, aprire blog e siti nei quali proporre le loro battaglie, ma anche citarsi a vicenda. Dal mettersi in rete (on line) al fare rete, spesso il passo è breve, come dimostrano realtà nazionali quali il Patto di mutuo soccorso.
 
 A volte, forse, è più difficile scendere in strada (non soltanto nella Roma di Alemanno) e uscire dalla cerchia ristretta delle persone che erano già convinte in partenza. In questo senso le nuove tecnologie forniscono una possibilità un tempo insperata per farsi sentire ed esprimere le proprie ragioni; una possibilità che da sola non basta: sarebbe infatti paradossale limitare al virtuale la difesa di qualcosa di concreto come il territorio. Continua a leggere

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Grazie Beppino

 Fusoradio
 Un’e-mail da Luigi, WJ di Fusoradio, radio libera su internet, che mi informa di aver «montato un file audio (stile blob)» e «prenotato la trasmissione» nella quale comparirà la lettura dell’Istituzione-Branco, testo poetico di Wu Ming 1, nella quale mi ero cimentato in occasione del secondo compleanno del blog, accompagnato dal pianoforte di Beppe Barbera. La trasmissione andrà in onda su www.fusoradio.net domani, mercoledì 18 marzo, dalle 18.30 alle 19.
 
 Curioso di sentire il montaggio nuovo, invito tutte e tutti a fare altrettanto, anche perché il programma, «Grazie Beppino», è ovviamente dedicato al signor Englaro.
 
 Approfitto dell’occasione anche per consigliarvi di dare un’occhiata a Fusoradio, una "luogo" che permette di vivere la radio diventando WJ e trasmetterendo in prima persona le proprie cose, musica o programmi. Continua a leggere

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Imprenditori ultima spiaggia

 La spiaggia
 Provo a guardare meglio, ma non c’è varco, solo il cancelletto della casa. Però l’indirizzo è giusto e in fondo sono stufo di tenere in mano la borsa e l’ombrellone («Ah, già che ci sei porta il pallone, che ci facciamo due tocchi»), così, sarà pure presto ma suono il citofono. Un attimo, poi il clac elettrico e il cancelletto si spalanca. L’uomo si affaccia sorridente sulla porta, m’invita:
 «Entri, venga» È tanto se si trattiene dall’aggiungere: «L’aspettavamo».
 «Mi scusi», abbozzo, «se l’ho disturbata… Ma poi, è proprio qui? Sarà giusto?»
 «Cercava l’Oasi, no? È questa, venga pure». «Dia qua che l’aiuto», aggiunge, prendendomi l’ombrellone.
 Attraversiamo il breve corridoio che introduce nella cucina e di lì usciamo sulla veranda.
 «Ecco, siamo arrivati, scenda gli scalini e si trovi un posto»
 «E per il pedaggio?»
 «Mi deve cinque euro, ma può pagare anche all’uscita» Continua a leggere

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Una Repubblica fondata sul cemento

 
 «La Costituzione dovrebbe mutare», suggerisce Roberto Saviano in Gomorra: «scrivere che [l’Italia] si fonda sul cemento e sui costruttori». E se lo scrittore punta il dito contro le attività edilizie dei sistemi mafiosi, le connivenze tra crimine, politica e imprenditoria del mattone che danno corpo a una delle lobby più potenti della Penisola, basta guardarsi intorno per capire che c’è davvero qualcosa che non va, che l’urbanizzazione procede senza sosta, continua, divorando il territorio e i beni paesaggistici. Secondo un’inchiesta di Legambiente, pubblicata sul mensile «La nuova ecologia» [dicembre 2008], «tra il 1990 e il 2005 in Italia è stato “mangiato” il 17,06% del territorio». Quasi 6 milioni di ettari di suolo agricolo sono stati edificati fra il 1982 e il 2005, mentre la superficie coltivata ha perso 3,1 milioni di ettari. «Come se Sicilia e Piemonte da verdi praterie si fossero trasformati negli anni in arido cemento», commenta la rivista. L’inchiesta di Legambiente fornisce alcune tabelle con cifre piuttosto impressionanti. Basti pensare che in Emilia Romagna la superficie occupata è passata dai 535.980 ettari del 1990 ai 906.290 del 2005, su una superficie complessiva di 2.212.300 ettari, con un incremento del 22,09%. Continua a leggere

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7 giugno 2009 – Quale Europa vogliamo?

 7 giugno 2009 - Quale Europa vogliamo?
 Il 7 giugno 2009 si vota per il rinnovo del Parlamento europeo.
 Questo spazio vuol essere – senza grandi pretese – un’occasione per incontrarsi on line, dibattere e informarsi.
 Perché il non voto è una delega in bianco. Continua a leggere

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Elezioni europee: e facciamola questa croce!

 
  EDITORIALE
 
 Domenica 7 giugno si svolgeranno le elezioni europee.
 

 Il tema potrebbe non essere di quelli accattivanti. Eppure, a ben vedere, nello sfacelo infinito di questo (ex?) Belpaese,
negli ultimi anni gli appelli istituzionali più forti al rispetto della legalità e dei diritti umani sono venuti proprio dall’Europa. E, insieme agli appelli, qualche gesto concreto (leggasi ispezioni, procedure d’infrazione).
 
 Non so se l’Europa avrà forza sufficiente per salvare il Paese da una maggioranza che non ha altro da proporre se non meno regole, meno scuola, più cemento, più militarizzazione, meno-parole-più-fatti, ad esempio il nucleare, i termovalorizzatori, i rigassificatori, le basi militari, il Ponte sullo Stretto… Non so se l’Europa avrà forza sufficiente per infondere un poco di energia in un’opposizione desiderosa di presentarsi, succeda quel che succeda, come il partito del dialogo, quello «del sì», a prescindere.
 
 Ma vale la pena tentare. Dal punto di vista della politica “ufficiale”, infatti, quella istituzionale, l’unica porta rimasta aperta è l’Europa. Ci sono i movimenti, certo; c’è la lotta che si fa sul territorio, giorno per giorno, ma se ancora resta possibile la speranza di una (piccola) sponda istituzionale, è inutile sprecarla. Continua a leggere

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