Il 2 marzo controllo

Sviluppi in merito ai rifiuti trovati sulle sponde del Canale Reale dopo i lavori di bonifica condotti dall’Arneo: il 24 febbraio u.s. il Comune di Mesagne ha diffidato il consorzio a rimuovere i rifiuti entro 5 giorni.

In base a tale diffida, e facendo partire la conta dal giorno successivo, le rive del Canale Reale dovrebbero teoricamente tornare pulite a partire dal 2 marzo 2017.

Io il 2 marzo vado a controllare. Se qualcuno mi vorrà accompagnare sarò ben contento.

>>> Leggi la lettera aperta sulla valorizzazione della campagna e sui possibili itinerari lungo il Canale Reale.

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Lettera aperta sul Canale Reale

Dei rifiuti trovati sulla riva del Canale Reale in prossimità di Mesagne (Brindisi) ho già detto QUI.

Le foto che pubblicavo non erano mie, perché fino all’altro giorno non ero ancora andato a fare un sopralluogo. Pubblico in questo articolo le foto che ho scattato personalmente e le riflessioni che i rifiuti, ma anche la bellezza della campagna e del canale, mi hanno suscitato.

Li pubblico come «Lettera aperta alla cittadinanza attiva e alle istituzioni», che intendo inviare ai media locali.

Credo che l’unico modo per tutelare i beni naturali che ci circondano sia ricominciare a utilizzarli, a percorrerli, fruendo in prima persona della bellezza del paesaggio e restituendo loro l’importanza che forse hanno avuto per le generazioni passate.

Rifiuti lungo il Canale Reale, a Mesagne
Lettera aperta alla cittadinanza attiva e alle istituzioni

Basterebbe poco. Basterebbe davvero poco per riscoprire la natura, i campi oltre le strade, la nostra dimensione di abitanti del mondo, non di infrastrutture di cemento: sarebbe sufficiente una traccia di sentiero, il prendere e partire, magari un poco d’attenzione – istituzionale – al problema dei randagi.

Qualche giorno fa sono andato a passeggiare lungo il Canale Reale, all’altezza di Mesagne, con l’intenzione di verificare coi miei occhi la presenza di rifiuti lungo le sponde registrata nei giorni scorsi da residenti della zona e denunciata da alcune testate.

Sono rimasto colpito dal contrasto tra la pulizia del letto del canale, dopo i lavori di bonifica del consorzio Arneo, e la presenza capillare d’immondizia lungo l’argine, tra le canne abbattute. Contenitori, flaconi di detersivo, giocattoli… Sull’altra riva, insieme a calcinacci, mi è sembrato di scorgere dell’amianto.

Com’è ovvio, scrivo questa lettera per sollecitare le istituzioni, i media e la società civile ad attivarsi perché si giunga, nel più breve tempo possibile, alla rimozione dei rifiuti, e perché siano appurate le responsabilità dell’accaduto.

Devo però aggiungere che, dopo un poco, i campi e il canale, sia pure nelle condizioni descritte, hanno saputo distogliere il mio sguardo dalla spazzatura: man mano che camminavo, sono stato conquistato dal silenzio, dall’odore della terra, dallo scrosciare dell’acqua in prossimità di qualche piccolo salto. Il corso piega, si meandrizza, e la campagna lo segue: compaiono i primi uccelli…

Sarebbe facile, mi dico, trasformare in itinerario pedonale un luogo come questo, un’eccezionale risorsa ambientale, storica e – in prospettiva – turistica (48 chilometri dalla sorgente al mare, attraverso gli ulivi e i campi, fino alla riserva naturale di Torre Guaceto).

Sarebbe sufficiente la volontà di farlo, tanto da parte dei comuni lambiti, quanto della loro popolazione. Probabilmente, l’unico modo per tutelare i beni naturali che ci circondano è cominciare a utilizzarli, a percorrerli, a fruirne la bellezza, presidiando in tal modo il territorio e restituendogli considerazione e importanza.

Mario Badino
(Mesagne)

>>> I rifiuti, ma anche la bellezza del Canale Reale: clicca sulle foto qui sotto per ingrandirle.

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Cumuli di rifiuti comparsi in campagna, accanto al Canale Reale

Opublikowany przez Paolo Summa na 15 lutego 2017

 

«Il Canale Reale», recita Wikipedia, «è uno dei rari corsi d’acqua presenti tra il Salento e la bassa Murgia. È lungo 48 chilometri; la sua sorgente, situata nel territorio del comune di Villa Castelli, è circondata da un canneto che la rende di non facile accesso; dopo aver attraversato quasi longitudinalmente la provincia di Brindisi, raggiunge il mar Adriatico in località Iazzo San Giovanni, nei pressi dell’oasi naturalistica di Torre Guaceto».

Il Canale Reale è naturalmente anche un «luogo storico e punto di interesse», secondo la pagina che lo rappresenta su Facebook.

Ed è certo che, a voler fare bene le cose, il Canale Reale sarebbe una carta importante da giocare in un progetto di rivalutazione complessiva della campagna in provincia di Brindisi, dove si potrebbero creare, con pochissimo sforzo, itinerari escursionistici a piedi, in bicicletta o a cavallo, attraverso i campi e gli uliveti, coinvolgendo le masserie e i comuni della zona, in genere piccoli, ma dotati di centri storici significativi.

I 48 chilometri del canale potrebbero essere allora una delle direttrici di marcia, attraverso la campagna e fino all’Adriatico, fino alla riserva naturale di Torre Guaceto.

Può rallegrare dunque che si proceda a lavori di bonifica del canale, come è successo nei giorni scorsi nell’area di Mesagne, mi dicono a cura dell’ARNEO. Può rallegrare finché non ci si accorge che, negli stessi giorni, cumuli di rifiuti, comprendenti amianto e carcasse di animali, sono stati abbandonati lungo le sponde del canale.

Si tratta dei rifiuti prima adagiati sul fondo del canale? Per quanto una simile evenienza abbia dell’incredibile, l’improvvisa comparsa in coincidenza con i lavori lascia pensare di sì. In ogni caso i rifiuti ci sono e occorre appurare le responsabilità, ma soprattutto bonificare l’area, prima che le piogge o i lavori di aratura provedano a complicare la situazione, contribuendo all’inquinamento del suolo.

Bisogna inoltre evitare che l’accaduto passi sotto silenzio. Invito perciò tutte e tutti a diffondere il materiale fotografico pubblicato in questo articolo, riferito al tratto del Canale Reale situato verso il terzo chilometro della strada provinciale che collega Mesagne a S.Vito dei Normanni. Le foto sono state scattate nella mattina del 15 febbraio 2017.

Chi può, verifichi la situazione con i propri occhi e, nel caso, provveda a denunciare l’accaduto presso gli uffici comunali e le forze dell’ordine.

>>> Cliccate sulle immagini per ingrandirle.

     

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Forse il letargo è andato

Forse il letargo è andato,
tra poco ci si spoglia.

Pensavo, posando l’occhio sui prati e sopra i pini.

Ci si potesse togliere i pensieri,
a questo punto, i chili,
sfilarli coi vestiti,
sentirli scivolare sulla pelle,
come sudore buono
di quando vai e cammini.

E dopo concludevo:

Forse il letargo è andato,
e un prato già ci basta.

Il tutto a due passi dallo stadio, il campo sportivo di Mesagne, nell’area del parco La Tagliata, pini d’Aleppo e terra di campagna, strada sterrata e campi e tanti itinerari da seguire, vuoi verso Latiano, Francavilla, Taranto, vuoi verso Serranova, San Vito, Brindisi. Terra distesa tra due mari, attraversata da vecchie provinciali poco trafficate, l’ideale per prendere e andare, in bicicletta o a piedi.

Percorsi da costruire, centri da unire. Oggi voglio propormi tanta strada per domani, quando il letargo sarà vinto, quando mi spoglierò del peso e partirò.

P.S. E ci vorrebbe poco per partire! Per trasformare la campagna in tanti itinerari, alla scoperta del territorio, degli ulivi, delle masserie abbandonate… E ci vorrebbe un occhio al territorio, togliere la spazzatura, ad esempio.

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Esclusivo: Non è in corso alcuna invasione

O, per meglio dire: in Italia non è in corso alcuna invasione, cosa che forse non si può dire in quelle parti del mondo in cui le armi occidentali fanno sentire la propria voce.

Lo dico a quelli che, nei social, postano e ripostano gli articoli più incredibili (bevendone fino all’ultima parola), anche quelli palesemente inventati.

Quelli che, quando le autorità di una qualsiasi regione si decidono ad accogliere (secondo la legge, peraltro) qualche centinaio di disperati richiedenti asilo, vomitano commenti su commenti parlando di invasione e mettono le faccine arrabbiate, come se davvero avessimo i barbari armati a spasso per l’impero.

Ho una serie di notizie per voi:

  1. le informazioni inventate non diventano vere a furia di «Mi piace»;
  2. essere stronzi per paura di essere “buonisti”, è un rimedio peggiore del male;
  3. richiedenti asilo e terroristi sono due categorie che c’entrano poco o nulla l’una con l’altra e, al limite, l’esempio di quanto poco possa contare una vita umana lo forniamo noi, con i nostri interventi «umanitari» fatti di bombardamenti dall’alto dei cieli;
  4. “aiutarli a casa loro” sarebbe facilissimo: basterebbe interrompere le guerre “umanitarie”, smettere di vendere armi agli amici-di-oggi-nemici-di-domani, piantarla con lo sfruttamento delle risorse dei Paesi poveri;
  5. in un mondo in cui 8 individui hanno la stessa ricchezza della metà più povera dell’umanità (tre miliardi e seicento milioni di esseri umani contro OTTO tizi, neanche le dita di due mani) forse il vero problema non sono i poveri, ma i ricchi che ci sfruttano e comandano, e che determinano i nostri consumi e stili di vita;
  6. conseguenza del punto 5 è che l’odio per gli ultimi arrivati, spesso fomentato apposta, sposta la questione dal conflitto verticale (che i ricchi stanno facendo contro i poveri) alla guerra orizzontale fra poveri.

Ciò detto, chi nega che l’immigrazione ha i suoi problemi?
Sarebbe giustappunto il caso di risolverli, invece di vomitare odio su Facebook, o di diffondere notizie inventate, come la patente gratis per gli stranieri.

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L’epifania

Uno schizzo praticamente illegibile. Mero pro-memoria.

Oggi che cade di venerdì
– oh caso memorabile! –
non porta via le feste, l’Epifania,
non tutte, almeno:
ci resta il fine settimana,
e i più faranno ponte,
e i ponti fanno ombra,
e dan riparo ai senza-casa;
i senza casa offrono una visione
diversa del mondo;
nel libro «Cecità» di Saramago
il non-vedere è un bianco luminoso
ma non una visione diversa
del mondo, piuttosto una non-visione;
e io non ho mai visto,
sotto i ponti del mondo,
i senza-casa con in mano Saramago,
né «Cecità» né altro.

Così poggiano i ponti sul saldo della riva.

Io non richiedo il saldo del mio conto
corrente, corrente come il fiume,
un passo oltre la sponda
– quant’è vicino il ponte, a ben pensarci! –
e tu ci pensi bene a che comporti
tutta quell’acqua in movimento?
C’è troppo poco fiume
nelle città del sud d’Italia,
come se il monopolio si fosse radicato
nelle contrade su, dove la pioggia
ha la pazienza necessaria
per alimentare sorgenti.

[Mario Badino, 5 gennaio 2017]

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Soltanto noi possiamo

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Soltanto noi
possiamo fermare il terrorismo, il tiro al bersaglio contro i civili. Soltanto noi, gli occidentali, i ricchi, i creatori di questo gioco terribile.

Non c’è giustizia al mondo. È colpa dell’islam o del nostro modello economico? Non c’è pietà per i civili, i bambini, le persone indifese. Andate a dirlo a quelli che le “nostre” bombe intelligenti hanno pescato a casa loro, cadendo dall’alto dei cieli.

Diamo il cattivo esempio, perciò la colpa è nostra.

Lo dico in senso pratico, mica in senso morale: di certo non nego la responsabilità personale, individuale, dell’ennesima strage commessa da cerebrolesi assassini.

Ma dico che abbiamo cominciato noi il gioco, rubando e ammazzando, e dico che stiamo continuando, che anche in questo momento – mentre bombardiamo l’Isis – lo riforniamo di armi.

Se dico che la colpa è nostra, in realtà voglio dire che la causa dipende da noi, da noi che per ciò stesso potremmo – per quanto difficile – disinnescare l’ordigno.

Ma per disinnescare l’odio occorrerebbe rinunciare ai disegni di dominio planetario. Allo sfruttamento. Alla globalizzazione dei mercati. Per questo continuiamo a fare guerre e a dare agli altri l’esempio più osceno.

Soltanto noi possiamo invertire il corso di questa deriva tragica verso uno uno stato di guerra diffusa che si fa mondiale.

Basterebbe volerlo.

>>> La vignetta è di Mauro Biani ed è stata pubblicata su «il manifesto».

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