CO.R.UM. Terzo giorno a Gaza [da Vik2Gaza]

Più che ripubblicare, rimando all’indirizzo del sito Vik2Gaza per una cronaca del terzo giorno a Gaza del Convoglio Restiamo Umani (CO.R.UM.), in onda su Radiondarossa.

La carovana, che comprende circa 80 volontari internazionali ed è entrata nella Striscia giovedì dal valico di Rafah, al confine con l’Egitto, prende il nome dal celebre invito dell’attivista per i diritti umani ucciso a Gaza un mese fa, Vittorio Arrigoni.

In occasione del primo mese dalla sua scomparsa, ripropongo quanto avevo detto allora e invito a credere nella possibilità di un futuro di libertà per i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania.

Domani, 15 maggio, ricorre l’anniversario della Nakba (la «catastrofe», ossia l’allontanamento coatto di centinaia di migliaia di palestinesi dalle loro case e dalla loro terra, a partire dal 15 maggio 1948).

Oggi a Roma si è tenuta una manifestazione in solidarietà del popolo palestinese e in sostegno della prossima Freedom Flotilla.

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Il convoglio «Restiamo Umani» è entrato a Gaza!

Alle 16.30 di oggi, giovedì 12 maggio, dopo aver superato 5 check-point egiziani, il convoglio internazionale «Restiamo Umani» (CO.R.UM.), intitolato alla memoria di Vittorio Arrigoni e composto da 80 attivist* di diverse nazionalità, partito stamattina all’alba dal Cairo, è entrato nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah.

Il Convoglio resterà all’interno della Striscia fino al prossimo 17 maggio, «per incontrarsi»,  come si legge nel comunicato stampa pubblicato sul sito della carovana, «con la popolazione palestinese che quotidianamente vive e resiste all’occupazione militare israeliana e per prendere parte alle celebrazioni previste nella nottata tra il 14 e il 15 maggio e ricordare insieme il trigesimo della morte di Vittorio e la Nakba, la catastrofe palestinese».

«Nelle stesse ore, da quella piazza Tahrir divenuta simbolo delle rivolte, partirà dal Cairo una seconda carovana composta da 100 pullman, per tentare di passare a sua volta il valico di Rafah il 15 maggio».

Del convoglio CO.R.UM. entrato oggi a Gaza fa parte anche Enrico Ventrella, membro del circolo Arci Espace Populaire di Aosta, da me intervistato QUI.

La corrispondenza da Gaza su Radio Onda Rossa:

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Dopo Milano, Roma: seminario in memoria di Vittorio Arrigoni

Ricevo e volentieri pubblico il programma del seminario in memoria di Vittorio Arrigoni, organizzato dall’ISM (International Solidarity Movement) Italia, che si terrà a Roma sabato 21 maggio 2011.

Le iscrizioni vanno effettuate inviando un’e-mail a: sem21maggioroma[at]gmail.com; a ogni partecipante sarà chiesto un contributo di 10 euro.

Roma, 21 maggio 2011
Seminario in memoria di Vik Utopia

ISM (International Solidarity Movement) Italia – Seminario In memoria di Vittorio Arrigoni – Roma, sabato 21 maggio 2011 – Hotel Massimo D’Azeglio – via Cavour 18, nei pressi della stazione Termini
Programma:

9.30-10.00 – Welcome e registrazione;
10.00-10.15 – Sessione di apertura:
Perché questo seminario – Alfredo Tradardi, ISM Italia;
10.15-12.30 – Sessione 1: Remembering Vik Utopia
Coordina Vincenzo Brandi, ISM Italia;
«A Vittorio Arrigoni hanno ucciso tutti» – Ibrahim Nasrallah, poeta palestinese;
Lettura delle poesie di Ibrahim in italiano – Cam Lecce, Deposito dei Segni;
La parola di Vik in Rete – Daniele Frongia, ISM Italia;
Vittorio, oltre l’attivista e il giornalista – Maria Elena Delia, ISM Italia;
Gaza. Restiamo umani, un breviario laico – Alfredo Tradardi, ISM Italia;
Interventi e dibattito.
12.30-13.30 – Sessione 2: Il rapporto Goldstone:
Il rapporto Goldstone – Gianfranca Scutari*;
Le “riconsiderazioni” di Richard Goldstone – Pietro Beretta*;
Interventi e dibattito.
13.30-14.30 – Lunch.
14.30-18.00 – Sessione 3: Palestina e mondo arabo, quale futuro?
Coordina Alfredo Tradardi, ISM Italia;
Il tempo di una speranza concreta – Ibrahim Nasrallah, poeta palestinese;
Le rivoluzioni democratiche delle società arabe – Sherif Salem, regista egiziano;
Le rivoluzioni delle società arabe e la Palestina – Wasim Dahmash, Università di Cagliari;
Quale economia per uno stato palestinese? – Diana Carminati – ISM Italia;L’Occidente e i mutamenti epocali in corso – Sergio Cararo, Forum Palestina;
Israele di fronte alle rivolte arabe – Giorgio S. Frankel, giornalista;
Interventi e dibattito.
18.00-18.30 – Break.
18.30-19.30 – Proiezione de «Palestina nei cuori italiani», di Sherif Salem, regista egiziano.
* Curatori della traduzione in italiano del rapporto Goldstone

Iscrizioni al seminario: inviare un’e-mail a: sem21maggioroma[at]gmail.com
A ogni partecipante sarà chiesto un contributo di 10 euro.

Vedi anche:
www.ism-italia.org/2011/05/roma-21-maggio-2011-seminario-in-memoria-di-vik-utopia/.

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Una carovana per Gaza – intervista a Enrico Ventrella

Mercoledì 11 maggio dal Cairo partirà la carovana Vik2Gaza/Restiamo Umani, che tenterà di raggiungere la Striscia attraverso il valico di Rafah. Del convoglio farà parte anche Enrico Ventrella, membro dell’Arci Valle d’Aosta e dell’Espace Populaire, il circolo di cui faccio parte.

Vorrei dire di avere provveduto a intervistarlo prima della partenza, ma io le domande non le so proprio fare, al limite dico: «Bè?» e aspetto che l’intervistato mi dica ciò che vuole. Per fortuna passava di là l’amica Alessandra Giovinazzo, che ha provveduto a chiedere, e che da questo momento è nominata, honoris causa, intervistatrice del blog.

Quello che segue è il testo dell’intervista. Siccome non registro ma prendo appunti eventuali imprecisioni sono colpa mia.

Blog: Come hai deciso di partecipare al convoglio?

Enrico: Ho conosciuto di persona Vittorio Arrigoni, alla memoria del quale la carovana è dedicata, in più sono già stato in Palestina e da anni ne conosco la situazione.

B: Qual è lo scopo della carovana?

E: Innanzitutto passare il valico di Rafah e forzare il blocco imposto da Israele alla Striscia di Gaza, con una richiesta ufficiale al governo egiziano affinché resti aperto il confine con la Striscia.

B: Ritieni che dopo la fine del regime di Mubarak questo sia un obiettivo a portata di mano?

E: Ci sono buone possibilità. La nostra, in ogni caso, è un’azione dimostrativa. A parte questo, porteremo la nostra solidarietà al popolo palestinese e cercheremo di condividerne la vita quotidiana, sia pure per pochi giorni. Alloggeremo presso famiglie palestinesi, spesso costrette ad arrangiarsi in maniera poco umana, con l’elettricità che va e che viene – ci hanno detto di portarci delle candele – e addirittura la scarsità di acqua e cibo. Speriamo che ai palestinesi faccia piacere la presenza di internazionali disposti a condividere questi aspetti della loro vita. Il 15 maggio, infine, insieme ai palestinesi, commemoreremo la Nakba, cioè l’allontanamento forzato di migliaia di palestinesi dalle loro case e dalla loro terra [a partire dal 15 maggio del 1948, quando gli inglesi lasciarono la Palestina], e ricorderemo Vittorio Arrigoni a un mese dalla sua morte.

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Una carovana per Gaza all’Espace Populaire

Praticamente fuori tempo, invito tutte le persone che si trovano dalle parti di Aosta questa sera (lunedì 9 maggio) a partire dalle 19 all’Espace Populaire per parlare della prossima carovana che cercherà di giungere a Gaza forzando il blocco (illegale) israeliano insieme al nostro compagno Enrico Ventrella, che farà parte del convoglio a nome dell’Arci nazionale e di quella valdostana.

Il convoglio si chiama Vik2Gaza/Restiamo Umani, naturalmente in memoria di Vittorio Arrigoni.

Questo che segue è il comunicato stampa dell’Arci Valle d’Aosta/Espace Populaire:

«Il modo migliore per tenere viva la memoria di Vittorio Arrigoni, che abbiamo avuto l’onore di ospitare all’Espace Populaire, è quello di continuare il suo cammino.

Con questo spirito, una nuova carovana, promossa da comitati di base, associazioni e semplici cittadini, intende raggiungere Gaza il 15 maggio: a un mese dall’omicidio di Vittorio e nella giornata da sempre dedicata alla Nakba («la catastrofe», così i palestinesi ricordano l’espulsione forzata dai territori occupati dagli israeliani).

Passeremo dal valico di Rafah, in Egitto, per rompere l’assedio che Israele da troppo tempo sta imponendo alla popolazione di Gaza. Ora, caduto il dittatore Mubarak, si può fare.

Un nostro compagno, Enrico Ventrella, a nome dell’ARCI nazionale e valdostana, parteciperà all’iniziativa.

Lunedì, dalle 19, saremo felici di fare con lui e con chi si vorrà unire a noi, un brindisi per augurargli buon viaggio e la riuscita della missione: comunque e sempre continuare a restare umani.

Update: Leggi l’intervista a Enrico Ventrella, in partenza per Gaza.

>>> Entrambe le immagini sono di Carlos Latuff.

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Funziona davvero la pubblicità sessista?

Fate finta di non aver notato che l’ultimo post pubblicato s’intitola Che cosa ci distingue da Bin Laden? (voglio dire che tutte queste domande retoriche potrebbero far pensare a una specie di rimbambimento pre-senile).

Fate anche finta che la domanda sia vera.

Nel dépliant che pubblico come immagine di questo articolo – un volantino trovato oggi 7 maggio in uno studio fotografico di Aosta – è presentata l’inaugurazione di un negozio di abbigliamento. «Te la do’ gratis» si legge a un certo punto, accanto alla foto di una ragazza che si sta slacciando il bikini. Che cos’è dunque che sarà dato gratis, a chi presenzierà all’inaugurazione? Difficile equivocare: «…una maglietta!», com’è specificato subito dopo.

Naturalmente potremmo limitarci a considerare il tutto una semplice battuta, un fulgido esempio magari di quella satira del costume (da bagno) contro cui è legittimo prendersela solo quando parla male dei politici, in particolare del presidente del consiglio. Il problema è che ormai questo genere d’ironia (ironia?) è diventato un mezzo molto comodo per chi deve (dovrebbe) fare lo sforzo di reclamizzare qualcosa, e nel contempo terribilmente lesivo della dignità femminile. Ricordo, qualche anno fa, un succo di mela che si chiamava «Mela Dai» e c’è una bevanda che per nome ha «Fi.Ga.», giusto per capire di cosa stiamo parlando.

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Che cosa ci distingue da Bin Laden?

Ho sempre trovato interessante che i governanti dei Paesi occidentali per apparire buoni cristiani (dote un tempo necessaria perché il trono veniva da Dio, oggi facoltativa ma non troppo) alternino le belle parole alle leggi confessionali, quelle che calpestano il concetto di laicità delle istituzioni dello Stato e sembrano fatte per “imbrigare” i cittadini (si confronti, per l’intelligenza del lettore, la poesia di Cecco Angiolieri, «S’io fossi foco», vv. 5-6: «s’ i’ fosse papa, sare’ allor giocondo, / ché tutt’ i cristiani imbrigherei»).

Allo stesso modo è significativo che detti signori considerino il proprio atteggiamento d’intolleranza «razionale» e persino «democratico», salvo etichettare quello altrui come un esempio di «fanatismo». Certo, c’è differenza tra il massacrare indiscriminatamente gli «infedeli» con le bombe e il lasciarli naufragare al largo di Lampedusa, mentre cercano di raggiungere una fetta di pace e benessere: tutta la differenza di una sana ipocrisia veicolata dai media televisivi.

Pare che il defunto Bin Laden, un tempo, avesse dichiarato che se Al Qaeda ce l’aveva con gli Usa ma non aveva mai attaccato la Svezia un motivo doveva esserci. I fortunati che riuscissero a trovare in biblioteca, se non in commercio, il libro di Paolo Barnard «Perché ci odiano?» (io, eventualmente, una copia da prestare ce l’ho) potrebbero approfondire il concetto. Naturalmente uno che dirotta aerei di linea per farli schiantare contro grattacieli pieni di civili non esiterebbe a colpire Stoccolma invece di Washington, se solo avesse un tornaconto; voglio dire che non credo nelle motivazioni ideali di chi non esita a spargere il sangue e, onestamente, l’eventuale tentativo di santificare Bin Laden, di farne un martire o una vittima non mi appassiona per niente.

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