Museo degli orrori

 

La fortezza di Terezin, vicino a Praga


 
Nei prossimi giorni pubblicherò il resoconto di un incontro avvenuto, in occasione della Giornata della Memoria, con l’ex deportata valdostana Ida Désandré e la proiezione di un filmato su un’altra ex deportata politica, Anna Cherchi. Pubblicherò anche il sunto di una mostra a cura dell’Aned (Associazione nazionale ex deportati politici nei campi di sterminio) che, in qualità d’insegnante, ho allestito a scuola. Ho deciso di lasciare un po’ di spazio all’orrore assoluto, perché credo che sia l’unico modo per fare caso ai piccoli o grandi orrori quotidiani cui i telegiornali ci hanno assuefatti. Snoopy fascista all'Università Cattolica, MilanoTutto questo mentre il potere briga per conservarsi, mentre la crisi di governo apre le porte a un Berlusconi che (leggo sulla Stampa di oggi) sarebbe disposto a candidare uomini di Forza Nuova. Mentre Veltroni accetterebbe di lasciare Roma commissariata per un anno.
 
Roma, la sede della Banca d'ItaliaDavanti all’orrore, questi personaggi sono solo macchiette. Ma – si perdoni la libertà delle mie riflessioni – io vedo in essi i responsabili di un presente sfasciato ed egoista, dove si allarga la forbice della disuguaglianza, come ci ha detto, recentemente, Bankitalia. Un Paese dove il 45% della ricchezza nazionale è nelle mani del 10% delle famiglie, dove gli incidenti sul lavoro sono all’ordine del giorno e dove chi fa notare queste cose è accusato di qualunquismo.
 Un Paese
dov’è possibile che la violenza torni a violentare il diritto, alla ricerca di capri espiatori sempre nuovi, dai lavavetri ai sospetti di non sottomissione al mercato e all’ideologia della crescita. Dov’è comune acquistare cacciabombardieri di nuova generazione per difendere la democrazia. Stasera all’espace populaire assisterò a un dvd sulla resistenza nonviolenta al nazismo in Danimarca.
 

 
Forse, anche nell’abisso, una via alternativa è possibile.

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Cattivi maestri – L’appello “Il mondo accademico solidale con i 67 docenti della Sapienza”

Non so se come insegnante di scuola media faccio parte del «mondo accademico», e se, di conseguenza, sono autorizzato a sottoscrivere l’iniziativa.
 
 In ogni caso, aderisco, almeno idealmente, all’appello «Il mondo accademico solidale con i 67 docenti della Sapienza», firmato dal professor Angelo d’Orsi, docente di storia del pensiero politico presso l’Università degli Studi di Torino. Sul sito www.historiamagistra.com è possibile leggere la versione integrale.
 
 Per aderire bisogna inviare un’e-mail a g.galilei2008@gmail.com precisando nome, cognome, disciplina e sede istituzionale.
 

 Chissà che non faccia piacere anche un messaggio di sostegno dal di fuori del
«mondo accademico» o che non sia utile una visita al sito…
 
 Riporto
il post scriptum aggiunto dal professor d’Orsi in calce all’appello:
 
 
Post scriptumNella stessa data in cui il presente testo veniva redatto si consumava un fatto di gravità inaudita che ci riporta ai tempi peggiori della storia non solo repubblicana, ma del regime mussoliniano. Nella Commissione Cultura del Senato, si è soprasseduto sulla proposta di nomina del fisico Luigi Maiani – una delle massime autorità scientifiche nel campo – alla Presidenza del CNR, a causa della feroce opposizione da parte della minoranza di destra, per la quale il prof. Maiani è incompatibile con l’incarico essendo egli uno dei "67 della Sapienza".
 
A maggior ragione, il nostro Appello deve essere considerato non soltanto un gesto di solidarietà con Maiani e i suoi e nostri colleghi, ma un momento di raccolta di quanti sono preoccupati per la triste involuzione della vita civile nel nostro Paese.
 
Intendiamo – alcuni di noi, a partire dall’estensore dell’Appello –  proporre d’altre iniziative, anche sulla base dei suggerimenti che giungeranno da parte dei firmatari, ai quali va il nostro ringraziamento, sperando che la loro firma (qualcuno all’ultimo l’ha ritirata “essendo sotto concorso”…), non debba costituire motivo di ricatto o peggio nelle loro carriere scientifiche e accademiche.
 (Ad’O)
 

 Per ulteriori informazioni si rinvia a Giornalismo partecipativo

  


 L’immagine pubblicata in questo articolo è opera di Silvia Rinaldi e mi ritrae davanti a un cartellone della mostra del fotografo americano David La Chapelle, che si è da poco tenuta al Palazzo Reale di Milano.

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26 gennaio 2008 – Giornata sociale globale – Iniziative

 Il 26 gennaio 2008 in tutto il mondo sarà la Giornata di azione globale. È dal
2001 che i movimenti, le associazioni e le ong del pianeta organizzano
il Forum Sociale Mondiale. L’anno scorso a Nairobi è stato deciso di
trasformare l’appuntamento 2008 in una giornata di mobilitazione
diffusa nei vari Paesi
. A partire dal 26 gennaio, quindi, le comunità locali proporranno incontri,
manifestazioni, concerti, esposizioni e azioni dimostrative volte a
conoscere, a confrontarsi e a riflettere sulle grandi questioni dei diritti
sociali e culturali, della pace, del consumo critico, della democrazia,
dei beni comuni, dell’ambiente, ecc…
Perché, come recita il famoso slogan, un mondo migliore è
possibile
(e necessario, si potrebbe aggiungere).

 Propongo di seguito il comunicato del World Social Forum di Nairobi e il calendario delle iniziative che si svolgeranno nella mia regione, alla realizzazione delle quali sto cercando di partecipare…
 


 
Appello per una giornata mondiale di azione e mobilitazione 26 Gennaio 2008
 
 Con
tutta la ricchezza della nostra pluralità e diversità e le nostre
alternative e proposte, lottiamo contro il neoliberismo, la guerra, il
colonialismo, il razzismo e il patriarcato che producono violenza,
sfruttamento, esclusione, povertà, fame e disastri ecologici, privando
la gente dei diritti umani.
 Per molti anni abbiamo resistito e
costruito processi innovativi, nuove culture di organizzazione e di
azione, dal locale al globale, in particolare partendo dalla Carta dei
Principi del Forum Sociale Mondiale, da cui questo appello emerge.
 Consapevoli
della necessità di stabilire una nostra agenda e di aumentare l’impatto
di queste migliaia di manifestazioni ed espressioni, ci impegniamo a
rafforzare la solidarietà e convergenza tra le nostre lotte, campagne e
costruzioni di alternative ed alleanze.
 Ci impegniamo per una
settimana di azione comune che culminerà in una Giornata di
Mobilitazione e Azione Globale il 26 Gennaio 2008.
 Con la nostra
diversità, che è la nostra forza, invitiamo donne e uomini ad attivarsi
per quella settimana con azioni creative, attività, eventi e
convergenze focalizzati sulle questioni globali ed espresse nei modi
che scelgano.
 
 www.wsf2008.net/it/

 
 Il Forum Sociale Mondiale è
uno spazio aperto di incontro per la riflessione, il dibattito, le
proposte, lo scambio di esperienze e la creazioni di reti per l’azione
da parte dei movimenti della società civile che si oppongono al
neoliberismo e alla dominazione del mondo da parte del capitale e a
tutte le forme di imperialismo. Questi movimenti si impegnano a
costruire una società planetaria basata su relazioni fruttifere tra gli
esseri umani e tra questi e la Terra. (dalla Carta dei Principi)

 

 Global Action Day

 Giornata di azione globale


 Programma delle iniziative in Valle d’Aosta Continua a leggere

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Quarantacinque chilometri

  
 
 
Questo blog (la cosa non sarà sfuggita ai naviganti più assidui) si è più volte occupato della Marcia Granparadiso estate, la prima «competizione non competitiva», completamente organizzata dai partecipanti, piccola passeggiata di una cinquantina di chilometri che si propone di dimostrare che non occorre un pettorale o uno sponsor per prendere e partire, vivere insieme emozioni e fatica, fino al traguardo e al brindisi finale.
 Non c’è nessuna iscrizione, ovviamente, però chi vince si compra la coppa!
 Ciò detto, potrà sembrare strano che chi scrive scelga di pubblicizzare la Granparadiso invernale, la storica competizione di sci di fondo ormai quasi trentennale. In questo caso l’organizzazione e i pettorali ci sono eccome, e c’è  pure da pagare per iscriversi! Ma a questa Granparadiso “ufficiale” l’iniziativa di luglio deve molto, a cominciare dal nome e, in parte, dal percorso. Ed è questa la prima Granparadiso a cui ho partecipato, quando ancora neanche lontanamente potevo immaginare  che un giorno mi sarei lanciato (dapprima addirittura in solitaria) nell’impresa estiva.
 Per questo non posso fare a meno di ricordare che domenica 10 febbraio, a Cogne (Aosta) si svolgerà la ventottesima Marciagranparadiso di fondo (presentarsi ai cancelli di partenza entro le 9.15). Io ci sarò (se tutto va bene) e invito tutte e tutti a partecipare, in special modo i concorrenti della Granparadiso estate e quelli dell’ottobrina Aicram, che non potranno lasciarsi sfuggire l’occasione di ripercorrere l’amato sentiero imbiancato di neve. Per informazioni puntuali sulla gara invito a vedere il sito della manifestazione, dov’è anche possibile consultare il percorso e il regolamento. Per il momento, mi limito a ricordare i chilometri del percorso (45), e aggiungo che la competizione è aperta a tutte le persone maggiorenni, che è ammessa la sola tecnica classica (il passo alternato), che l’iscrizione costa 40 euri se effettuata entro il 26 gennaio, 45 (come del resto i chilometri) se conclusa tra il 27 gennaio e il 7 febbraio. I pettorali saranno distribuiti nei giorni 8 febbraio dalle ore dalle ore 15.00 alle ore 19,00, il 9 febbraio dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00 e il giorno 10 dalle ore 7,00 alle ore 9,00 presso l’ufficio gare sito nel municipio di Cogne. A chi si è già iscritto sarà richiesta la ricevuta di versamento. Continua a leggere

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La Biblioteca di Babele (Catalogo generale)

LA BIBLIOTECA DI BABELE – CATALOGO GENERALE

N.B. Come tutto ciò che viene proposto in questo blog, anche i testi contenuti in questa sezione sono pubblicati sotto licenza Creative Commons. Chiunque può riprodurli liberamente, purché ne specifichi l’autore, non abbia finalità commerciali e rispetti l’integrità dell’opera. Le stesse condizioni avranno validità per chi decidesse di pubblicare i propri testi su queste pagine, inviandoli a info.blog@libero.it

Le opere del “concorso” «Non si vince niente»

Pubblicherò in questo spazio, man mano che arriveranno, tutte le opere del “concorso” «Non si vince niente». Incomincio, a mo’ di presentazione, con una mia poesia che parla di mercificazione. Non si vince niente, è vero, ma questo primo testo non è da considerare “in concorso”; è solo per rompere il ghiaccio…

Mario Badino, Sagoma Scura

I miei racconti sparsi (e qualche altra tipologia testuale)

Piccola divagazione in prosa poetica rebelde (?!, sic)
Ancora lo straniero
L’epidemia
Uòlter Veltroni nella Divina Commedia

Tre belve feroci nella foresta scura
La riduzione dei caveat (sproloqui “futuristi”)
Corso di semplicità per manager
Salutate Freccia Rossa
Maledizione!
Sovrano assoluto
Cappuccetto Rosso
Imprenditori ultima spiaggia
Villa Certosa, interno notte (mini racconto satirico)
Cappuccetto Rosso 2.0.
Il vaccino contro l’influenza
Tanto per dire
Negri

Raiset. Ufficio casting


Le mie rime

Lo straniero
Ancora due dita di sciampagna
Scilla e Cariddi
Priamo e Achille
Quanto disgusto
O Presidente nostro sconsigliato

L’Orlando curioso – Storia di un paparazzo

Canto I, vv. 1-48

Una sezione particolare di questa Biblioteca è costituita dall’archivio Camminante, cui rimando per la consultazione del catalogo.

Prose di ospiti e di naviganti

Sette mondi, di Andrea Cogerino

Poesie di ospiti e di naviganti

Bianchi carichi rami, di Ivan
L’Istituzione-branco, di Wu Ming 1

http://noblogs.org/flash/mp3player/mp3player.swf

Il file audio riguarda la mia lettura della poesia «L’Istituzione-branco». La musica è di Beppe Barbera.

La fotografia di questo articolo raffigura una statua di Franz Kafka, a Praga.

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Monnezza (3)

 

 
 Nelle ultime settimane, la scoperta che in Campania esiste un problema rifiuti ha mandato in fibrillazione i media e il governo. Romano Prodi, dopo aver detto che avrebbe risolto tutto in 24 ore (ricordiamocene alla prossima emergenza, tra qualche mese o tutt’al più un annetto), si è limitato a nominare l’ex capo della polizia De Gennaro commissario ai rifiuti con pieni poteri (potrà interrogare la monnezza tutto il tempo che vorrà, senza bisogno dell’autorizzazione del giudice, e forse anche calcare un po’ la mano per spaventare l’interrogata, in modo che non le venga l’uzzolo di raccontargli eco-balle). Il presidente del consiglio ha anche previsto la costruzione di tre inceneritori, che secondo lui dovrebbero risolvere il problema alla radice. Nessuna speranza, invece, per una legislazione che imponga di produrre meno rifiuti e di utilizzare solo materiali interamente riciclabili.
 

 La finanziaria 2008, a questo proposito è emblematica, perché ha approvato due proroghe per il ciclo dei rifiuti, senza le quali l’Italia avrebbe finalmente imboccato dal 1° gennaio 2008 la strada di una gestione più sostenibile. La prima riguarda lo stop allo smaltimento dei rifiuti indifferenziati in discarica, che sarebbe dovuta entrare in vigore il 1° gennaio 2000. La seconda riguarda l’obbligo del passaggio da tassa a tariffa, prevista inizialmente per il 1° gennaio 1999. Stiamo parlando, rispettivamente di 8 e 9 anni fa, e invece ancora non se n’è fatto nulla.
 

 Ma la manovra 2008
(nei suoi aspetti ambientali) è stata bocciata senza appello dal presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, secondo il quale: «l’ambiente, nella Finanziaria 2008, è stato relegato in un angolino. Nessun provvedimento strutturale, nessuna misura coraggiosa che ponga la manovra 2008 in continuità e rafforzamento rispetto alla precedente». Nessuna novità positiva, insomma. Ad esempio, si torna a investire sulle infrastrutture e sul trasporto su gomma, a scapito dei pendolari. Nel complesso la manovra 2008, ha detto Cogliati Dezza, «non racchiude nessuna strategia di ampio respiro su tematiche fondamentali come trasporti e rifiuti, ma anche le disposizioni per un vero risparmio energetico». Continua a leggere

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La Biblioteca di Babele (Presentazione)

  Guidubaldo Bonarelli, Filli di Sciro

 L’universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d’un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, orlati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile. Venticinque vasti scaffali, in ragione di cinque per lato, coprono tutti i lati meno uno; la loro altezza, che è quella stessa di ciascun piano, non supera di molto quella d’una biblioteca normale. Il lato libero dà su un angusto corridoio che porta a un’altra galleria, identica alla prima e a tutte. A destra e a sinistra del corridoio vi sono due gabinetti minuscoli. Uno permette di dormire in piedi; l’altro di soddisfare le necessità fecali. Di qui passa la scala spirale, che s’inabissa e s’innalza nel remoto. Nel corridoio è uno specchio, che fedelmente duplica le apparenze. Gli uomini sogliono inferire da questo specchio che la Biblioteca non è infinita (se realmente fosse tale, perché questa duplicazione illusoria?); io preferisco sognare che queste superfici argentate figurino e promettano l’infinito… La luce procede da frutti sferici che hanno il nome di lampade. Ve ne sono due per esagono, su una traversa. La luce che emettono è insufficiente, incessante.

 (da Jorge Luís Borges, La Biblioteca di Babele)

 
 Questa sezione del blog prende le mosse da una citazione di Jorge Luís Borges e della sterminata Biblioteca di Babele, nata dalla mente dello scrittore argentino. Come in una biblioteca, il visitatore incontrerà scaffali, che conto mano a mano di riempire di testi: poesie, racconti, veri e propri libri troveranno la loro collocazione sui ripiani della Biblioteca. È tutto materiale originale. Quando non specifico nulla significa che l’ho scritto io, altrimenti lo dico.
 
 
Come tutto ciò che viene proposto in questo blog, anche i testi contenuti in questa sezione sono pubblicati sotto una licenza Creative Commons. Chiunque, perciò, può riprodurli liberamente, purché ne specifichi l’autore, non abbia finalità commerciali e rispetti l’integrità dell’opera. Le stesse condizioni avranno validità per chi decidesse di pubblicare i propri testi su queste pagine, inviandoli a info.blog@libero.it.
 


 


 La foto di questo articolo raffigura un particolare di un’edizione secentesca della Filli di Sciro, dramma pastorale di Guidubaldo Bonarelli, conte della Rovere. Si tratta di un’opera oggi praticamente sconosciuta, anche se ha goduto a lungo di grande fama in Italia e all’estero.
 Ci sono affezionato perché è stata l’argomento della mia tesi di laurea.

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