Oggi, 7 ottobre, la Consulta dichiarerà incostituzionale il Lodo Alfano e Berlusconi si dimetterà per aver imposto una legge anti-costituzionale. I tribunali potranno processarlo per i reati di cui è accusato e lui si limiterà ad aspettare la sentenza,
senza più gridare al complotto, senza scatenare televisioni e
parlamento. L’Italia tornerà a essere un Paese normale. L’opposizione
chiederà a gran voce le elezioni anticipate e le vincerà, grazie alla chiarezza del proprio progetto politico. La nuova maggioranza approverà, nel giro di due giorni, una buona legge sul conflitto d’interessi:
ai titolari di concessioni pubbliche (in particolare nel campo dei
media) sarà vietato candidarsi in politica (manco in consiglio
comunale, altro che Palazzo Chigi!).
I fondi pubblici saranno spostati dalla Difesa (e dal costosissimo progetto dei caccia F-35) allo stato sociale. Sarà accantonato il progetto della base di Vicenza e quello del Muos di Niscemi. Non sarà più necessario nutrire le speculazioni del mercato pagandosi la pensione integrativa. La scuola pubblica
recupererà importanza e agli istituti privati non sarà destinato neanche un
centesimo (come previsto, del resto, dal dettato costituzionale).
Saranno risolti i disservizi della sanità. Flessibilità, precarietà e contratti a tempo determinato saranno abbandonati a favore del posto fisso, con prospettive di carriera. Si metterà fine alla frammentazione degli appalti che porta al lievitare del numero dei morti sul lavoro. Continua a leggere
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