CasaPound: la «battaglia del grano»

 Aosta, veduta.
 Uno potrebbe dire
che i fascisti non riescono a uscire dai cliché, considerando che l’iniziativa di CasaPound di distribuire pacchi di spaghetti come «provocazione contro il carovita», sabato pomeriggio nel centro di Aosta, ricorda per assonanza la «battaglia del grano» combattuta dalla propaganda mussoliniana. In ogni caso, la situazione era paradossale: a un capo della via un gazebo della sinistra valdostana finalmente unita, dove ho firmato la petizione
contro l’apertura della sede regionale di CP; dall’altra parte ragazzi con la maglietta nera e tanti
pacchetti di pasta dall’involucro azzurro. Erano molto cortesi, devo
dire, e infatti la gente prendeva gli spaghetti e proseguiva per la
propria strada come se quell’incontro fosse una cosa normale.
 
Uno potrebbe dire che i fascisti non riescono a uscire dai cliché, se non fosse che non è vero, perché il pericolo maggiore costituito da CasaPound è proprio la sua modernità,
la sua capacità di proporsi come il volto nuovo e accattivante del
fascismo. Dal gazebo della sinistra si levava la voce di un
altoparlante. Qualcuno leggeva stralci di un dibattito parlamentare del
1925, nel quale Gramsci accusava il regime di arrestare «senza
nessuna imputazione specifica chiunque sia torvato in una riunione di
tre persone soltanto perché comunista». Un passante ha commentato che
almeno così avevano risolto il problema.
 
Quel che cerco di dire, in maniera un po’ disordinata, è che la sinistra, e tutti noi che ci riconosciamo in un certo sistema di valori, abbiamo perso o rischiamo di perdere la capacità di comunicare con efficacia.
La pasta di CasaPound è il massimo della retorica, ma probabilmente
funziona, perché è qualcosa di fisico, di reale che entra nelle case di
chi l’accetta. Se poi si rivelasse anche buona, saremmo fregati
definitivamente… L’altoparlante che cita altre parole di Gramsci,
decontestualizzate, mentre intorno prosegue lo "struscio" del sabato
pomeriggio, suona completamente fuori posto. Una ragazza
percepisce la coda di una frase: «è meglio essere ingiusto qualche
volta, che provare di nuovo questo schifo che fa svenire» e si mette a
ridere. Che senso hanno quelle parole, intercettate al volo da chi
passa?
 
CasaPound
si rivela molto abile nell’organizzare iniziative e far parlare
di sé. Nel sito dell’associazione si trovano già tre articoli sulla
sezione aostana, che ancora è in fase di gestazione. Ho provato a
spiegare altre volte quanto sia difficile far arrivare oltre i confini regionali
quanto accade in Valle d’Aosta e non credo che i siti nazionali dei
partiti di sinistra raccontino le iniziative delle loro sezioni
valdostane. CasaPound invece riesce a dar voce a tutti i nodi delle sue
ramificazioni.
 
Anche le battaglie sono in parte cambiate: l’estrema destra recupera lotte tradizionalmente di sinistra, come quelle contro un sistema economico e sociale retto dagli interessi delle multinazionali, o quelle per la scuola pubblica, per la pubblicizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua, per il diritto a una casa di proprietà. Il tutto, senza rinunciare a legami più o meno espliciti con l’esperienza fascista (Salò rigorosamente compresa). Come arginare il fenomeno e soprattutto come ricostruire una sinistra
capace di diffondere e rendere affascinanti i propri ideali? Forse
incominciando con il mettere nero su bianco i tanto famosi e strombazzati principi e poi praticandoli nell’agire quotidiano?


 Nella foto, un panorama di Aosta. Sabato avevo la macchina fotografica, ma non ho voluto immortalare i ragazzi di CasaPound.

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2 Responses to CasaPound: la «battaglia del grano»

  1. luigi says:

    mario non ci cascare anche tu!
    a roma negli ultimi anni ci sono state diverse iniziative di gruppi di sinistra molto simili a quella di casa pound, la differenza è la pubblicità che ci si fa.
    non credo che la colpa sia “della sinistra”, quanto di chi vive in modo diverso un volantino di casa pound e uno di un partito di sinistra.
    i Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) esistono da anni, chiediti piuttosto perché CasaPound copia spudoratamente un’iniziativa nata altrove e riesce ad avere così tanta attenzione.
    Secondo me per assurdo gli hai fatto più pubblicità tu con questo post che loro stessi sabato pomeriggio.
    un saluto

  2. Mario says:

    Luigi, non credo, in realtà, di “esserci cascato”: dico solo che l’iniziativa della sinistra poteva essere pensata meglio (dobbiamo re-imparare la comunicazione), mentre quella di CasaPound aveva un impatto maggiore per il semplice passante (magari giovane). Si tratta naturalmente di un’iniziativa demagogica che NON vorrei vedere messa in pratica da movimenti di sinistra! Del resto, la pasta di CasaPound non era neppure prodotta secondo i principi dei GAS: era semplice autocelebrazione perseguita sfruttando la crisi. Mi sono fatto però l’idea che se, come dici, «CasaPound copia spudoratamente un’iniziativa nata altrove e riesce ad avere così tanta attenzione» il motivo è in gran parte legato all’organizzazione: riescono a sembrare tanti, e anche a esserlo (lo dico con l’esperienza delle tante associazioni frequentate, nelle quali si è sempre in 2 o 3 a fare tutto). E poi, la sinistra è preda allo sconforto e forse non crede più (generalizzo) nell’efficacia della propria azione… Forse hai ragione tu, quando dici che gli ho fatto più pubblicità io col mio post che loro sabato pomeriggio. Forse avrei dovuto ignorarli (o piuttosto ignorare le loro forme di autopromozione) o forse anch’io sono caduto in quella difficoltà di comunicare in modo efficace che lamentavo prima…

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