#BoicottaOmsa, 28 gennaio: Appello per un’azione di solidarietà concreta! [da Femminismo a Sud]


[Un semplice copia e incolla dal blog Femminismo a Sud. Il 28 gennaio, azioni in tutta Italia contro Omsa/Golden Lady che licenzia le sue operaie a Faenza per delocalizzare.]

Dalle Sguardi sui Generis l’appello a svolgere una iniziativa concreta a supporto delle lavoratrici Omsa. Tutto si svolgerà in un’unica giornata, ciascun@ aderendo con le proprie pratiche, dai presìdi sui territori al presidio attivo in rete (replicando banner, post e hashtag #boicottaomsa su twitter):

Dal 2010 ormai prosegue la vertenza delle operaie dello stabilimento dellaOmsa di Faenza, minacciate di perdere il lavoro per una delocalizzazione della produzione che nulla ha a che vedere con la crisi e tutto ha a che fare con il profitto; la vigilia di Capodanno il gruppo GoldenLady ha comunicato alle 239 lavoratrici ancora occupate che il 12 marzo 2012, alla fine della cassa integrazione, saranno licenziate.

La perdita di qualsiasi scrupolo da parte dell’azienda ha sollevato la giusta  indignazione di molti/e, decis* a solidarizzare con la lotta di queste lavoratrici. Da tempo è partita una campagna di boicottaggio dei prodotti del gruppo che, anche grazie ai social media, sta raggiungendo un notevole livello di diffusione.

Come donne, collettivi e realtà autorganizzate, vogliamo diffondere un appello per un’iniziativa congiunta in tutte le città italiane Sabato 28 Gennaio.

Con volantinaggi, striscioni, musica, presidi, flash mob e ogni altro strumento utile, proponiamo una giornata di informazione e boicottaggio attivo di fronte ai punti vendita del gruppo GoldenLady (Golden Point).

Nel pieno dei saldi, quando all’azienda farebbe gola vendere il più possibile, vogliamo stare nelle strade per ricordare a chi pensa solo al proprio profitto che le scelte di produzione non possono passare sopra le nostre vite.

Diffondiamo questo appello a tutte le realtà organizzate, femministe e non, e alle singole persone che desiderano impegnarsi per dimostrare solidarietà concreta a questa lotta.

Piuttosto che vestire sfruttamento,
le calze ce le disegneremo sul corpo!

Lavoratrici OMSA
Laboratorio Sguardi Sui Generis (Torino)
Mujeres Libres (Bologna)
Le De’Genere (http://de-genere.blogspot.com/)
Femminismo A Sud (femminismo-a-sud.noblogs.org)
Xxd – Rivista di varia donnità (xxdonne.net)
Sconfinamenti (Napoli)
Folpette femministe, antifasciste, antimilitariste – Padova
Minerva Jones (minervajones.blogspot.com)
Centro Sociale Askatasuna (Torino)
Collettivo Universitario Autonomo Torino (cuatorino.org)
Altraagricoltura nord-est Padova
Francesca Sanzo (www.francescasanzo.net)
Valentina S. (http://www.consumabili.blogspot.com/)
Franca Treccarichi
Roberta Galeano
Laura Cima
Ferdinanda Vigliani
Vincenza Perilli (marginaliavincenzaperilli.blogspot.com/)
Melina Caudo
Nicoletta Dosio (Movimento NO TAV)
Lavoratrici Slai Cobas
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
Antonio Caprari
Un altro genere di comunicazione

Per adesioni: sguardisuigeneris[chiocciola]gmail.com

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A/I Needs You – A/I ha Bisogno di Te [da cavallette.noblogs.org]

Lo dico per chi non sapesse come funzionano queste cose: l’appello che segue (che copio e incollo da Cavallette) NON RIGUARDA questo blog, ma il collettivo A/I, che mette a disposizione di tutt* noi la piattaforma NoBlogs e diversi altri servizi in modo del tutto gratuito.

Lo ripubblico come atto dovuto, anche se in realtà chi usufruisce di questi servizi sa già tutto e chi non se ne serve difficilmente prenderà in considerazione di contribuire. Sarà in ogni caso una piccola pubblicità a un progetto in cui credo.

A/I Needs You – A/I ha Bisogno di Te [da cavallette.noblogs.org]

Bilancio Associazione Investici
Schema riassuntivo 2011
Totale Donazioni: 6.500 E
Totale Spese: 12.000 E
Saldo: -5500 E

Che importanza dai alla tua casella di posta elettronica da 1 a 10? Il tuo sito che utilità ha da 1 a 100, e il tuo blog, la mailing list che segui, la chat?

A/I conta almeno 10.000 utenti, intorno al milione se contiamo le mailing list. Per esistere, per pagare i server e la connettività, al collettivo servono circa 12.000 euro all’anno. 1,2 euro per ciascun utente, se tutti si ricordassero di quanto abbiamo bisogno dei loro contributi.

Ma il problema è che non tutti se ne ricordano, anzi, nemmeno un decimo pensa a sostenerci nel corso dell’anno. Eppure le caselle di posta vengono lette ogni giorno, Noblogs è una piattaforma molto attiva e anche i siti web, le mailing list e gli altri servizi non scherzano.

Continua a leggere sul blog Cavallette.

Fai una donazione online.

>>> Il fumetto è di zerocalcare.

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Espace Populaire per «Restiamo Umani – The reading movie»

Aosta, Circolo Arci Espace Populaire
Serata «Restiamo Umani – The reading movie»
Giovedì 26 gennaio 2012, ore 21.30

[Invito alla co-produzione dal basso in supporto all'iniziativa]

L’ho già detto QUI: per ricordare Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani presente a Gaza con l’International Solidarity Movement, sequestrato e poi ucciso a Gaza, in circostanze ancora da chiarire, tra il 14 e il 15 aprile dell’anno appena concluso, si sta preparando una versione recitata e filmata di «Gaza. Restiamo Umani», il libro-testimonianza scritto da Vittorio sotto le bombe dell’operazione militare israeliana «Piombo fuso».

L’iniziativa, a cura dell’Associazione culturale Azione Sperimentale, prevede 19 lettori “eccellenti”, personalità internazionali che si sono distinte per il loro impegno in difesa dei diritti umani, da Egidia Beretta, madre di Vittorio, a Moni Ovadia, a Mairead Corrigan Maguire, premio nobel per la pace nel 1976, a Ilan Pappé. Il film, destinato a essere diffuso gratuitamente, sarà sottotitolato in 16 lingue, fra le quali l’arabo e l’ebraico.

Tutt* possiamo partecipare alla co-produzione del film, che sarà finanziato dal basso, attraverso l’acquisto una o più delle 4.500 “quote” messe in vendita online a 10 € l’una. 5 quote danno diritto a ricevere una copia del dvd. L’iniziativa si trova sul sito www.produzionidalbasso.com, che invito a visitare da subito, perché le quote devono essere acquistate tutte entro il 30 gennaio.

Giovedì 26 gennaio alle ore 21.30 all’Espace Populaire di Aosta cercheremo di promuovere questa iniziativa. Sarà naturalmente anche l’occasione per ricordare Vittorio, per leggere insieme alcune pagine del suo libro e sensibilizzare la popolazione sulla situazione della Striscia di Gaza, a tre anni dalla fine dell’operazione «Piombo fuso» (ma non dell’embargo che impedisce la ricostruzione e qualsiasi sistema economico), proprio mentre lo stato maggiore israeliano si sbilancia sull’imminenza di un “secondo round”. Ancora lo scorso 18 gennaio, del resto, Gaza è stata colpita da aviazione e forze di terra, giusto l’ennesimo frutto di una politica fatta di raid e omicidi mirati.

Programma di massima della serata:

Presentazione dell’iniziativa;
Lettura di alcuni brani tratti dal libro «Gaza. Restiamo Umani», di Vittorio Arrigoni;
Brevi video;
Interventi delle/dei presenti.

Per maggiori informazioni su «Restiamo Umani – The reading movie» e per partecipare alla co-produzione del film visita i siti:

www.produzionidalbasso.com
www.restiamoumani.com

>>> L’ingresso all’Espace Populaire è libero con tessera Arci, ArciGay, Legambiente e UISP. La tessera costa (appena) 10 euro e vale fino al 31 dicembre 2012.

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Marcegaglia: ad Aosta l’Italia che taglia

Domani, giovedì 19 gennaio, forse per celebrare degnamente la solennità liturgica di san Mario (Monti?), Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, sarà ad Aosta per l’assemblea regionale dell’organizzazione degli imprenditori. E noi, quelli del no (perché rinunciare a un titolo di merito?), gli irresponsabili estremisti che non sono mai contenti, quelle e quelli che il clima di unità nazionale a vantaggio dei padroni proprio non lo mandiamo giù, perché sappiamo che chi oggi si propone di risolvere la crisi è parte del problema, non della cura – noi, domani, saremo in piazza a protestare pacificamente e democraticamente.

Dalle 10 in poi, Federazione della Sinistra Valle d’Aosta, Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti e ARCI organizzano un presidio democratico in piazza Chanoux, ad Aosta, aperto a tutte le persone che desiderano partecipare. È importante collaborare per la riuscita dell’appuntamento, per dimostrare – anche al di là delle appartenenze partitiche (però qualcuno dovrebbe spiegarmi una buona volta perché gli altri partiti tacciono e acconsentono) – che non tutt* siamo disposti a credere che non c’è alternativa, o ad accettare che i numeri e le banche abbiano la precedenza sugli esseri umani in carne e ossa.

Il comunicato stampa.

In occasione della partecipazione di Emma Marcegaglia, all’assemblea regionale di Confindustria della Valle d’ Aosta, prevista per Giovedì 19 p.v., la Federazione della Sinistra della Valle d’Aosta, Rifondazione Comunista, i Giovani Comunisti e l’ARCI organizzano un presidio democratico in piazza Chanoux, a partire dalle 10 del mattino, per manifestare contro le politiche antipopolari lungamente sostenute da Confindustria, sia sotto il precedente governo che con quello attuale.

Le scelte, ormai ventennali, di precarizzazione del lavoro, di compressione dei diritti dei lavoratori, i cui ultimi esempi sono il famigerato articolo 8 della manovra finanziaria del settembre scorso sulla possibilità di derogare ai contratti nazionali e il tentativo di sterilizzare, in varie forme, l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori sulla giusta causa nei licenziamenti, non hanno affatto portato – come la signora Marcegaglia continua a cercare di farci credere – a una espansione dell’occupazione e a un maggiore benessere.
Al contrario, il frutto di quelle politiche è stato proprio la recessione in cui siamo immersi, una disoccupazione drammatica, la cancellazione di prospettive di vita decenti per un’intera generazione. Dall’altra parte hanno portato a una concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi: il 50% della ricchezza nazionale è in mano al 10 % della popolazione.

Un 10% di cui sicuramente fanno parte Emma Marcegaglia ed i suoi associati, mentre i costi della crisi vengono scaricati su chi lavora e sui pensionati (a esclusione di quelli che percepiscono pensioni d’oro e che non sono toccati dalle manovre governative).

Crisi economica, recessione, disoccupazione, povertà crescente: questi i frutti delle scelte che il precedente governo e quello attuale stanno compiendo, con l’appoggio forte della Confindustria.

A queste scelte, che aggravano la crisi, anziché risolverla, noi opponiamo le nostre proposte di interventi per la redistribuzione della ricchezza, per la sicurezza e la dignità del lavoro, per la giustizia fiscale, per la salvaguardia del territorio e dell’ambiente, per un allargamento della sfera dei beni comuni, come indicato dai referendum di giugno.

Tutto questo faremo presente ai/alle cittadin* di Aosta, per indicare che una via d’ uscita dalla crisi per tutti e non solo per pochi, esiste.

Per le associazioni organizzatrici
Francesco Lucat
Segretario regionale di Rifondazione Comunista

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Restiamo Umani – The reading movie



Un semplice copia e incolla
, di più non oso, della presentazione del “reading movie” tratto dal libro di Vittorio Arrigoni «Gaza. Restiamo umani», testimonianza diretta, scritta sotto le bombe, dei terribili giorni del «piombo fuso» israeliano sulla Striscia di Gaza, dal 27 dicembre 2007 al 18 gennaio 2009 (oggi, mercoledì 18, l’anniversario della giornata finale della carneficina costata la vita a più di 1300 esseri umani, molti dei quali giovanissimi).

Le parole di Vik si apprestano a dare vita a un film, durante il quale saranno lette da 19 lettori di Paesi diversi scelti dal gruppo Azione Sperimentale «per aver lavorato al sostegno culturale e umano e in particolare alla problematica israelo-palestinese».

Tutt* possiamo partecipare alla co-produzione, che sarà finanziata dal basso, attraverso l’acquisto una o più delle 4.500 “quote” messe in vendita a 10 € l’una. 5 quote danno diritto a ricevere una copia del dvd.

Per maggiori informazioni e per partecipare visita i siti:

www.produzionidalbasso.com
www.restiamoumani.com


«RESTIAMO UMANI», scritto da Vittorio Arrigoni. THE READING MOVIE

di Associazione culturale Azione Sperimentale.

«Gaza – Restiamo Umani diventerà sempre più un documento storico, piuttosto che essere una semplice narrazione dall’inferno» (Vittorio Arrigoni)

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Non stiamo facendo giornalismo, né informazione, né politica, non facciamo commemorazioni, non siamo finanziati da nessuna organizzazione né facciamo parte di alcun gruppo politico o religioso. Siamo degli artisti che stanno producendo un’opera d’arte per dare voce alle parole di Vittorio, che verrà tradotta e sottotitolata in più lingue e diffusa gratuitamente a livello mondiale, al solo scopo «di rendere giustizia a chi non ha più voce, forse a chi non ha mai avuto orecchie per ascoltare» (Vittorio Arrigoni), spezzando – con la potenza del linguaggio artistico – l’assordante silenzio del cosiddetto mondo civile. La sua testimonianza è stata scritta per il mondo intero, perché tutti sappiano cosa è accaduto e cosa continua ad accadere in Palestina, così come agli altri popoli e persone che si trovano nelle stesse identiche condizioni soffrendo lo stesso destino. Questa testimonianza serve a trasformare chi la ascolti in ulteriori testimoni e noi ora abbiamo il dovere di diffonderla; stiamo agendo per la conoscenza, per l’annullamento di ogni individualismo di lotta e per unirci attorno a un’unica meta: la diffusione della verità.

«Restiamo Umani – The Reading Movie» ha 19 capitoli per 19 lettori. Ogni capitolo sarà letto da personalità individuate per aver lavorato al sostegno culturale e umano e in particolare alla problematica israelo-palestinese: Tariq Ali, Huwaida Arraf, Massimo Arrigoni, Mohamed Bakri, Oren Ben-Dor, Egidia Beretta Arrigoni, Hilarion Capucci, Noam Chomsky, Mairead Corrigan-Maguire, Brian Eno, Norman Finkelstein, Amira Hass, Stéphane Hessel, Akiva Orr, Moni Ovadia, Ilan Pappé, Desmond Tutu, Roger Waters, Rabbi David Weiss.

«Restiamo Umani – The Reading Movie» verrà sottotitolato nelle seguenti 16 (o più) lingue: Italiano, Inglese, Spagnolo, Tedesco, Portoghese, Francese, Rumeno, Greco, Norvegese, Svedese, Ebraico, Arabo, Cinese, Giapponese, Farsi, Hindi-Urdu.

Il progetto è patrocinato da: Centro Palestinese per la Democrazia e la Risoluzione del Conflitto (PCDCR), Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR), Fondazione Josè Saramago, Free Gaza Movement, International Solidarity Movement (ISM), Freedom Flotilla, Dipartimento di Scienze dei Linguaggi della Comunicazione e degli Studi Culturali dell’Università di Bergamo, Accademia di Belle Arti di Brera.

> Aderisci <

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Collettivamente Memoria 2012

Fare memoria della Shoah e dei crimini contro l’umanità del nazismo e del fascismo è oggi più che mai necessario, come dimostra il rinnovato proselitismo di gruppi di ispirazione fascista, capaci di far presa su menti giovani e, a loro modo, finanche idealiste, presentandosi come l’antidoto alla crisi di funzionamento del sistema della democrazia rappresentativa e soprattutto del modello economico che fin qui ha permesso la prosperità dell’occidente.

Parole d’ordine vecchie e nuove (contro le banche, contro l’usura, ma anche l’eterno odio-terrore per lo «straniero») sono proposte al pubblico dibattito e, come agli albori dei totalitarismi novecenteschi, la reazione della parte sana della società tarda a farsi sentire.

Rispetto agli anni ’20 e ’30 del Novecento, però, abbiamo una consapevolezza maggiore che ci deriva dalla drammatica vicenda di milioni di persone perseguitate, imprigionate, torturate e uccise dal regime, dall’odio razziale e dalla guerra. Siamo più consapevoli e, come tali, ancor meno giustificati, quando assistiamo impassibili al ripresentarsi di logiche di contrapposizione etnica o nazionale, all’approvazione di leggi discriminatorie, alla costruzione di lager per migranti, alla retorica della guerra (un tempo definita «igiene dei popoli») come portatrice di «democrazia» e «libertà», all’autoritarismo degli Stati, alla “soluzione” a favore dei più abbienti del conflitto sociale, imposta dall’alto attraverso la propaganda dei media.

Ma per capire il presente occorre fare memoria. Anche quest’anno ospito sul blog la presentazione dell’iniziativa Collettivamente Memoria, promossa da Silvia Berruto, nipote di un internato militare e «giornalista contro il razzismo» e dedicata ai deportati politici Italo Tibaldi e Ida Desandré e alla staffetta partigiana Anna Dati. La maggior parte degli incontri sarà ospitata dalla Biblioteca regionale di Aosta.

Collettivamente memoria 2012

Dedicato a Italo Tibaldi e Ida Desandré deportati politici e a Anna Dati staffetta partigiana; 27 gennaio 2012 dedicato a Maria Musso, deportata politica

© Progetto culturale di Silvia Berruto

Giornalisti contro il razzismo
Con la partecipazione culturale del Comitato Regionale A.N.P.I. Valle d’Aosta e dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta/Institut d’histoire de la Résistance et de la société contemporaine en Vallée d’Aoste

PROGRAMMA IN PROGRESS

Ospite d’onore Ida Desandré. Deportata politica a Ravensbrück, Salzgitter, Bergen-Belsen

Lunedì 16 gennaio 2012
21.00-23.00
Aosta, Biblioteca Regionale

PORRAJMOS
Proiezione di: “Zigeunerlager”. Intervista a Marcello Pezzetti Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea
“Un rom italiano ad Auschwitz”. Intervista a Mirko Levak
A FORZA DI ESSERE VENTO. Lo sterminio nazista degli zingari, 2006
Editrice A

A cura di Silvia Berruto

Martedì 24 gennaio 2012
Verrès (Aosta)
Istituzione scolastica Evançon 2

PORRAJMOS

Venerdì 27 gennaio 2012 – Giorno della Memoria
Dedicato alla deportata politica Maria Musso Continue reading

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I referendum non sono mica tutti buoni

I referendum non sono mica tutti buoni. Costituzionalmente, non si poteva pensare di abrogare per intero la legge elettorale senza averne prima approvata un’altra, e immagino che sia questo il motivo che ha spinto la Corte a esprimersi contro l’ammissibilità dei quesiti caldeggiati dall’Italia dei Valori. Come potrebbe un Paese democratico restare – sia pure temporaneamente – senza la possibilità di indire elezioni, per mancanza di una legge? Secondo i promotori del referendum, l’abolizione del “porcellum” avrebbe dovuto riportare in vita la legge preesistente, il cosiddetto “mattarellum”; ma questo non è vero, perché non si può ripristinare in automatico una legge abrogata attraverso l’abrogazione della norma che l’ha sostituita.

Dal punto di vista politico, ci sono due considerazioni da fare, la prima triste, la seconda meno. 1) Un milione e duecentomila italiani hanno firmato per il referendum, chiedendo una riforma del sistema elettorale. Questi italiani hanno creduto in un’iniziativa sulla quale non si era riflettuto abbastanza e sono rimasti con un pugno di mosche, perdendo quel po’ di speranza – che forse avevano coltivato, magari sull’onda dell’entusiasmo per la vittoria nei referendum di giugno – di poter cambiare le cose con il proprio voto. La bocciatura del referendum rischia oggi di essere intesa come l’ennesima autodifesa della “casta” mentre di fatto quella che rischiava di uscire vincente se il referendum fosse stato approvato era un’idea di Parlamento non troppo dissimile da quella attuale. Per cosa hanno firmato, in fin dei conti, un milione e duecentomila italiani? A occhio, direi per due cose: abolire una legge che il suo stesso autore – l’ineffabile Calderoli – aveva definito «porcata» e ripristinare la possibilità di indicare le preferenze, nella speranza di avere rappresentanti eletti, anziché personaggi nominati dalle segreterie dei partiti. Questi, credo, sono gli aspetti che hanno spinto tanti italiani a firmare. Mi domando se i firmatari abbiano invece riflettuto sulla natura maggioritaria della legge elettorale che i referendari hanno sperato di resuscitare. Le persone che conosco io non lo hanno fatto, e questo mi porta al secondo punto.

2) Se davvero vogliamo cambiare il Parlamento, restituendo ai cittadini la possibilità di esprimere e veder rappresentato il proprio orientamento politico e programmatico, anche quando il loro voto non sia destinato ai due-tre partiti più grandi, è necessario superare il modello maggioritario tout court e ritornare al proporzionale: niente sbarramenti, niente premi di maggioranza, ma un numero di seggi proporzionale ai voti ricevuti. Perché, privo di rappresentanza come sono attualmente, avendo votato alle scorse elezioni Rifondazione comunista, non riesco a non pensare che, se io sono uno, la mia stessa scelta è stata però fatta da svariate migliaia di persone, la cui volontà oggi è totalmente ignorata. Pur consapevole della cattiva prova data da Rifondazione all’epoca del governo Prodi (lasciò che a decidere fossero gli altri, su tutto, per paura di far cadere il «governo amico», giungendo a votare la guerra e a espellere il solo deputato che aveva avuto la coerenza di rifiutarla), mi sembra che da allora il partito abbia saputo ripartire da zero, imparando qualcosa dagli errori e – ai fini del presente discorso che non vuole in nessun modo essere un’apologia di Rifondazione – proponendo in più di un’occasione idee alternative a quelle dominanti, a quelle, vale a dire, che hanno prodotto la crisi e che ora dovrebbero magicamente risolverla.

E poiché sono finito a parlare di partiti (certo un peccato mortale nell’Italia di oggi, così generalista, anche nell’indignazione), voglio concludere con il comunicato stampa di Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra Valle d’Aosta (che naturalmente condivido) sulla bocciatura dei referendum.

Chi è causa del suo mal…

La bocciatura dei quesiti referendari sulla legge elettorale era stata ampiamente annunciata da numerosi costituzionalisti Continue reading

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