No all’occupazione, no al razzismo, no all’Apartheid, no agli Europei di calcio in Israele! [da Freedom Flotilla Italia]

Upgrade: Firma la petizione al presidente dell’Uefa, Michel Platini, per chiedere che gli Europei Under 21 2013 non siano giocati in Israele!

Non si può accettare di collaborare con un Stato che pratica l’Apartheid e si macchia di crimini di guerra e non si può essere complici delle mistificazioni dei nostri mezzi di disinformazione di massa.

Copio e incollo da Freedom Flotilla Italia.

GazaStadium

Dal prossimo 5 giugno, si svolgerà la fase finale degli Europei di calcio under 21, per i quali si è qualificata anche la Nazionale italiana. Il torneo si giocherà in Israele.

A noi sembra assurdo che si possa tenere una manifestazione sportiva in uno Stato che non solo occupa e colonizza da decenni la terra di un altro popolo – il popolo palestinese – ma impedisce al popolo sottomesso anche di praticare una qualsiasi attività sportiva, calcio compreso.

Per restare alla più stretta attualità, lo Stato di Israele ha bombardato e distrutto lo stadio di Gaza, ha impedito alle atlete ed agli atleti di Gaza di partecipare alla maratona di Betlemme ed ha tenuto in carcere per tre anni senza processo e senza accuse Mahmoud Sarsak, giocatore della Nazionale di calcio palestinese. Grazie alla mobilitazione degli sportivi e dell’opinione pubblica internazionale, ora Mahmoud è libero, ma restano in carcere senza processo altri due nazionali palestinesi, Omar Abu Rouis e Mohammed Nemer.

La pratica dello sport continua ad essere negata ai Palestinesi, come sono negati loro dall’occupazione israeliana tutti i diritti umani fondamentali. Prendendo atto di questa situazione, ci chiediamo come sia possibile pensare che una manifestazione sportiva importante come gli Europei di calcio under 21 possa svolgersi in un Paese che nega a milioni di persone i diritti umani fondamentali, compreso quello di praticare lo sport.

Noi non siamo disposti a far finta di nulla. Intendiamo informare l’opinione pubblica italiana e tutti gli sportivi della realtà in cui milioni di Palestinesi sono costretti a vivere sotto il tallone di ferro dell’occupazione israeliana, una realtà inaccettabile per ogni uomo ed ogni donna amanti della giustizia, dei diritti umani e dello sport inteso come messaggio di fratellanza. Per questo motivo, pensiamo che i calciatori italiani debbano rifiutarsi di partecipare ad un torneo che servirebbe principalmente a diffondere l’immagine di Israele come un Paese “normale”, rinnovando la vergogna dei Mondiali giocati nel 1978 nell’Argentina insanguinata dei generali fascisti e stragisti.

Ci rivolgiamo a tutti i democratici, alle donne ed agli uomini che amano lo sport e pensano che debba affratellarci e non dividerci: boicottiamo la partecipazione italiana agli Europei di calcio under 21 in Israele. Boicottiamo l’occupazione, boicottiamo il razzismo di uno Stato che impedisce a milioni di Palestinesi anche di partecipare alle competizioni sportive.

Manifestiamo nelle strade e nelle piazze la nostra opposizione a questa colossale ipocrisia. Manifestiamo la nostra indignazione, mobilitandoci in occasione del ritiro della Nazionale italiana.

De Coubertin diceva che lo spirito olimpico si manifesta nella partecipazione, al di là della vittoria o della sconfitta: se a qualcuno viene impedito di partecipare, lo sport è morto.

Coordinamento Freedom Flotilla Italia

Info e adesioni a roma[chiocciola]freedomflotilla.it

>>> Nella foto, lo stadio di Gaza bombardato dall’aviazione israeliana nel novembre 2012.

Posted in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura), Piazzetta della cittadinanza attiva | Tagged , , , , , | Leave a comment

Parlare di Andreotti con L’Aquila a pezzi

Ho letto la lettera appello al capo dello Stato scritta da Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, con la quale il primo cittadino restituisce la fascia tricolore e al presidente della Repubblica, minacciando le proprie dimissioni se non saranno sbloccati i fondi per la ricostruzione del capoluogo abruzzese entro 15 giorni.

Non mi interessa sapere se Cialente è l’eroe buono, o se la giunta comunale poteva fare meglio o di più. Quello che mi scuote in profondità è l’idea che a 4 anni di distanza dal sisma la ricostruzione dell’Aquila non sia ancora avviata.

Che razza di Paese è questo?

Che cosa importa se si impiegano due mesi a fare il governo, se poi nessun governo ritiene doveroso intervenire in favore dei cittadini di una città distrutta?

Che cosa importano gli equilibri tra Pd e Pdl? Aiutano a tirare su i muri?

Che importanza può avere la morte di Andreotti? Anche i segreti di Stato impallidiscono di fronte a un sistema che non si cura di una ferita come quella aquilana.

Perché ci ostiniamo a parlare di TAV e altre grandi opere? Che siano sprechi o infrastrutture meravigliose, un Paese che non sa vedere le proprie priorità al punto di lasciar morire un’intera città, costringendo i cittadini lontani dalle loro case per chissà quanti anni, è un Paese che non la minima idea di come utilizzare degnamente i soldi dei cittadini.

E ancora. Perché accanirsi con gli elicotteri da guerra e gli F 35? Perché non pensare – neppure nel pieno di una crisi che proprio chi comanda ha interesse a nominare ogni momento – di evitare, almeno per un anno, di celebrare (e uccidere) il 2 giugno con la solita parata militare?

Leggete la lettera del sindaco Cialente al capo dello Stato. La situazione che vi è descritta non è normale. In un film, la rivoluzione sarebbe inevitabile.

Leggete la lettera e magari pensate, la mano sul cuore, per chi o per che cosa avete votato le scorse elezioni.

>> La lettera appello del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, al capo dello Stato <<

Posted in MedioEvo, Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura), Strane cose accadono in Italia | Tagged , , | Leave a comment

La Convenzione? Un rischiosissimo attacco alla Costituzione

Non lo dico io, lo dice Stefano Rodotà, e io sono assolutamente d’accordo. La Convenzone non va bene: le riforme, se le si vuole fare, vanno fatte in Parlamento.

Che poi le si debba fare per forza (e quali riforme) è un altro paio di maniche.

Ma davvero volete che Berlusconi e il piddì mettano mano alla Costituzione? Deve continuare davvero il saccheggio di beni comuni e diritti? Li chiamate «casta» e vi bevete le loro parole?

Qualunque sia la ragione per cui lo avete fatto, li avete votati voi, dopotutto.

Posted in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura) | Tagged , , | 1 Comment

Petizione: Fuori Borghezio dal Parlamento europeo [su Change.org]

Copio e incollo il testo della petizione lanciata da Change.org riguardo all’europarlamentare leghista Mario Borghezio [nel video pubblicato qui sopra, intento ad ammaestrare i fascisti d'Oltralpe su come "sdoganarsi" come movimento tradizionalista], con la quale si chiede «che il Parlamento europeo favorisca le dimissioni dell’europarlamentare Borghezio o quantomeno attui nei suoi confronti i più pesanti provvedimenti disciplinari». Segue un campionario di frasi razziste pronunciate da Borghezio, l’ultima delle quali – un insulto razzista rivolto al neo  ministro italiano dell’Integrazione, Cécile Kyenge – ha fornito lo spunto per questa petizione.

La petizione.

Fuori Borghezio dal Parlamento europeo. #iostoconCecileKyenge

«Noi ai clandestini bastardi gli diamo il mille per mille di calci in culo con la legge Bossi-Fini».

«Per noi il Meridione esiste solo come palla al piede, che ci portiamo dolorosamente appresso da 150 anni».

«Quelle espresse da Anders Behring Breivik sono posizioni sicuramente condivisibili» (riferendosi al terrorista norvegese che nel luglio 2011 a Oslo ha ucciso 77 persone).

Sono solo alcune delle sconcertanti frasi pronunciate dall’esponente leghista Mario Borghezio in questi anni. Non un cittadino comune ma un rappresentante (di tutti) in una prestigiosa istituzione sovranazionale: il Parlamento europeo. E per di più membro della Commissione per le libertà civili.

Pochi giorni fa l’ennesimo insulto, delirante e razzista rivolto al neo ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge: «Scelta del cazzo, ha la faccia da casalinga». «Diciamo che io ho un pregiudizio favorevole ai mitteleuropei. Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl  che è stato tolto a qualche medico italiano». «Questo è un governo del  bonga bonga».

Nell’ottobre 2012 il Comitato norvegese del Nobel ha deciso di assegnare il premio per la Pace 2012 all’Unione Europea per il suo ruolo nei «progressi nella pace e nella riconciliazione» e per aver garantito «la democrazia e i diritti umani» nel Vecchio continente. Il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz nel commentare la notizia scrisse: «Noi, rappresentanti del Parlamento europeo, siamo profondamente emozionati… L’Unione europea è un progetto unico nella storia, ha sostituito la guerra con la pace, l’odio con la solidarietà».

Le dichiarazioni del parlamentare europeo Mario Borghezio oltre a essere  una grave offesa al neo ministro Cecile Kyenge dovrebbero essere  considerate un oltraggio al parlamento europeo, l’istituzione legislativa della Ue, e ai suoi principi fondanti.

Sono Stefano Corradino, direttore di Articolo21, un giornale on line che da oltre dieci anni si batte per la libertà di espressione. Libertà di espressione che non significa tuttavia licenza di insultare e oltraggiare. Per questo ho deciso di lanciare questa petizione per chiedere che il Parlamento europeo, il massimo consesso comunitario, che rappresenta 500 milioni di cittadini, prenda provvedimenti nei confronti del deputato Borghezio, che con le sue dichiarazioni ingiuriose e razziste infanga la dignità delle istituzioni.

Con questa petizione chiediamo che il Parlamento europeo favorisca le dimissioni dell’europarlamentare Borghezio o quantomeno attui nei suoi confronti i più pesanti provvedimenti disciplinari.

>> FIRMA LA PETIZIONE <<

Posted in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura), Piazzetta della cittadinanza attiva | Tagged , , , , , , | Leave a comment

No al Porcellum sindacale [di Giorgio Cremaschi]

cgil_on_the_road

Copio e incollo, con il permesso dell’autore, un articolo di Giorgio Cremaschi, pubblicato sul sito della Rete 28 Aprile.

No al Porcellum sindacale
[di Giorgio Cremaschi]

Nella mia lunga esperienza sindacale non mi era mai capitato di vivere in prima persona la scena madre del film«’L'uomo di marmo»… Ora mi è successo. Ero sfuggito alle maglie strette della selezione preventiva di coloro che avevano diritto a partecipare alla riunione degli esecutivi CGIL CISL UIL. Su circa 150 persone ero la sola in dissenso con la proposta sulla rappresentanza illustrata dalla relazione di Bonanni.

Ho pertanto presentato la mia regolare richiesta di intervento, a cui non ho avuto alcuna risposta da una presidenza che guardava le nuvole. Allora, conclusa la relazione sono intervenuto con una mozione d’ordine, chiedendo di sapere se il dibattito era aperto a tutti i partecipanti che formalmente ne avevano il diritto oppure no. (…)

Angeletti mi ha risposto a nome di tutta la presidenza di no, parlavano solo gli oratori concordati preventivamente dalle segreterie… A questo punto ho detto che fare una riunione sulla democrazia ed escludere preventivamente chi è in dissenso, anche se avrebbe tutti i diritti di intervenire, è una precisa rappresentazione di ciò che si vuole fare.

Ero solo in quella sala a non essere d’accordo, che paura avevano di sentire le mie ragioni per 5 minuti? Ma non volevano proprio sentirle e quando la mia indignazione mi ha spinto a dire alle loro facce ipocritamente sorridenti che si dovevano vergognare e che in fondo la loro intolleranza corrispondeva a quello ha stavano decidendo sulla rappresentanza, cioè la cancellazione del dissenso, sono esplosi.

Ho visto una mano che cercava di staccare la corrente dal microfono, mentre diversi segretari confederali mi si avvicinavano e cominciavano a spingermi giù dal palco, uno di loro mi sussurrava di preoccuparmi per la mia salute. Interveniva il servizio d’ordine che a spintoni mi accompagnava fuori dalla porta della sala. Se non fossimo stati in una riunione degli esecutivi CGIL CISL UIL si sarebbe detta una scena di violenza.

Ripeto, io avevo formale diritto a parlare in quella sala, ma quel diritto non mi è stato negato per caso.

L’accordo sulla rappresentanza che CGIL CISL UIL stanno definendo con la Confindustria è infatti un brutale atto di normalizzazione autoritaria delle relazioni sindacali. Esso stabilisce che il diritto alla rappresentanza ce l’hanno solo coloro che preventivamente accettano quell’accordo. Cioè puoi partecipare alla misurazione della rappresentanza e alle elezioni delle rsu solo se accetti la flessibilità e le deroghe ai contratti e soprattutto se ti impegni a non scioperare se in disaccordo. Esattamente quanto è avvenuto alla Fiat di Marchionne, che ora viene esteso a tutti.

La nuova rappresentanza sindacale seleziona preventivamente chi ha il diritto alla democrazia e chi no. È il tavolo che che decide chi rappresenta i lavoratori e non sono i lavoratori che scelgono chi li rappresenta al tavolo.

È come se la riforma elettorale del governo Letta stabilisse che alle prossime elezioni politiche potranno partecipare solo coloro che votano oggi la fiducia al governo delle larghe intese. Non vorrei che l’accordo sindacale gli suggerisse l’idea.

D’altra parte tutto questo è in perfetta sintonia con l’impianto politico del governo appena varato, in un certo senso ne rappresenta il versante corporativo. CGIL CISL UIL e Confindustria varano oggi il governissimo delle parti sociali. Ma il fatto più grave non è neanche questo. Il fatto più grave è che chi non è d’accordo non ha più né diritto di parola né diritto di rappresentanza.

Questo è il fatto enorme, enorme è la sopraffazione che si sta organizzando e che, come sempre, per riuscire ha bisogno del silenzio. Che viene alimentato dalla solita stampa di governo, che ora esalta la ritrovata unità sindacale. Quando invece quella di oggi è l’esatto opposto della unità sindacale degli anni ’60 e ’70. Quella apriva la via alle conquiste del lavoro e della democrazia, quella includeva. Questa subisce e accetta le regole imposte dal mercato e dalle imprese, riduce la democrazia, esclude.

Per questo bisogna fare tacere ogni voce di dissenso.

L’accordo sulla rappresentanza è troppo scandaloso perché lo si conosca veramente. Deve passare attraverso la rappresentazione politica mediatica che ne cancella i contenuti reali. Le voci fuori dal coro sono pericolose… qualcuno potrebbe accorgersi che il re è davvero nudo.

Per questo non ci fermeremo e continueremo a spiegare con tutte le forze che abbiamo cosa è davvero il porcellum sindacale e perché bisogna combatterlo.

[30/04]

Posted in General | Tagged , , , , , , | 4 Comments

La religione del Mercato [da ZiaPoe]

Una mia poesia, tratta dal blog ZiaPoe, sull’idolatria del Mercato e il pensiero unico dominante.

Le stesse cose che normalmente dico in queste pagine, però in versi (liberamente diffondibili secondo le modalità previste dalla licenza CC 3.0).

stazione_centrale.jpg

La religione del Mercato

Disse «Ti nutrirai di ciò che cade
dalla mensa del ricco»:
avanzi, scatolette, sottomarche,
la vita regolata
dalle esigenze del Mercato, nume
che aleggia sugli schermi,
Padre nostro degli scaffali, Figlio
di lobby di potere,
Spirito di prodotti in promozione,
pubblicità del vano,
oppio somministrato con ricetta
dentro i laboratori
per rendere più docile il pensiero.
Lo schermo canta e ammicca
e si vorrebbe presenziare al rito,
esercitare il voto
con l’esse-emme-esse elettorale,
prendere posto in sala.
Il conduttore invita a stare uniti:
non c’è nessun conflitto
sulle poltrone gonfie e colorate
tra l’operaio a spasso
e l’amministratore delegato
che lo sostituisce
con corpi che rinunciano ai diritti.
Ci si ritrova stretti
dal tifo per gli stessi concorrenti,
in casa o in parlamento,
come in televisione così in terra.

Dice «Ti nutrirai di ciò che cade
dalla mensa del ricco»:
scoppia la zuffa ai piedi della mensa,
ci si strattona e spinge
per un osso di pollo già spolpato,
per un pezzo di pane,
lo sguardo volto ai commensali, grato
per il pietoso dono.

[Mario Badino, notte tra il 29 e il 30 aprile 2013]

>>> Altri testi su ZiaPoe.

Posted in La Biblioteca di Babele, Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura) | Tagged , , , | 2 Comments

Il valore di una lettera aperta

in collina.jpg
Ho contribuito
alla stesura di una lettera aperta ad Antonio Ingroia (che invito tutt* a sottoscrivere).

Il fine dichiarato del mio scritto è esortare Ingroia ad accettare di buon cuore il suo trasferimento ad Aosta, una terra che potrebbe fornirgli più opportunità lavorative di quel che normalmente si crede. Questo ha fornito il pretesto per parlare dell’infiltrazione della ‘ndrangheta, del sistema di potere vigente, dell’inquinamento della Cogne e di quegli sprechi che gridano vendetta al cielo (o almeno alla Corte dei Conti).

Ho stima di Ingroia, ma una lettera aperta ha sempre uno scopo più ampio di quello “apertamente” espresso: nella fattispecie, più che invocare l’avvento salvifico dell’«uomo della provvidenza», ho colto l’occasione per parlare a tutti, in primo luogo ai valdostani, della situazione che si vive da queste parti.

Se un magistrato del livello di Ingroia arriverà ad Aosta (e preciso di non aver mai pensato che i magistrati attualmente in servizio in Valle non siano all’altezza dei loro compiti), questa sarà senz’altro una buona notizia, con buona pace di CasaPound che ha manifestato la propria contrarietà (un ottimo motivo per venire) e di tutte quelle persone che si sono sentite offese per il fatto che ad Antonio Ingroia l’idea di venire in Valle d’Aosta non fa piacere per niente.

L’importante, in ogni caso, è cominciare a parlare di certi temi. Anche considerando che sono in vista le elezioni regionali, che a fine maggio rinnoveranno il Consiglio regionale. ‘Ndrangheta, inquinamento, clientele e sprechi sono argomenti che non possono rimanere fuori della campagna elettorale, ed è interesse di tutti i cittadini porre domande precise in occasione dei comizi delle varie forze politiche.

>>> Firma la lettera aperta ad Antonio Ingroia.

Posted in Le Colonne d'Ercole (di Pont-St-Martin), Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura) | Tagged , , , , , , , , , | Leave a comment