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12.02.08

Che cosa penso del V 2 Day

Inviato in Piazzetta della cittadinanza attiva | 12:55

 Per spiegare cosa penso di questo secondo V-Day devo spiegare che cosa penso di Grillo, etichettato da più parti come populista e campione dell’antipolitica. Un poco penso bene e un altro poco no, come succede spesso, ma nel complesso mi sembra che le proposte del comico genovese siano politica e non il suo contrario. Non amo il Grillo che scivola sull’allarme sicurezza (come pure è successo), utilizzando toni abbastanza razzisti (forse oltre le intenzioni) e facendo il gioco di quelli che – a destra come a sinistra – utilizzano la strategia della tensione per tenere buono il cittadino. Non amo il Grillo che parla di «sacri confini della Patria» o quello che dimentica i bei discorsi intorno a un’economia diversa, non incentrata su di un modello di sviluppo insostenibile, per poi accodarsi alle analisi economiche del New York Times. Non amo il Grillo difensore dei No Tav, però contemporaneamente pappa e ciccia con Di Pietro, sostenitore dell’alta velocità. Non so ancora che cosa pensare delle liste civiche, che propongono giustamente un «Rinascimento dal basso», ma possono suggerire, nel nostro, un certo grado di protagonismo. Molto spesso, però, l’opera di Grillo è meritoria: infinite volte ho utilizzato (e certo utilizzerò) notizie e materiale da lui pubblicato sul blog e trovo che tante volte la sostanza di ciò che dice sia corretta, o faccia comunque riflettere. Che cosa obiettare, infatti, al comico genovese, quando dice che
 
 Le
elezioni politiche di aprile sono contro la Costituzione. Il cittadino non può scegliere i propri rappresentanti. I concessionari dello Stato non devono fare politica. I referendum non possono essere cancellati. I referendum non possono essere rinviati. Il risultato delle prossime elezioni è nullo. L’informazione è nelle mani dei gruppi economici e dei partiti (leggi tutto).
 
 
Ai tempi del primo V-Day, quello che chiedeva di sostenere tre proposte di legge per cambiare la politica, non ho avuto dubbi: ho risposto pubblicizzando l’appuntamento su questo blog e andando a firmare. Trovo sia giusto impedire ai condannati in via definitiva di sedere in Parlamento, prevedere un limite massimo di legislature, pretendere di indicare il nome del parlamentare, oltre al simbolo del partito. Potendo scegliere, chi voterebbe per Cuffaro, dopo la condanna a 5 anni per aver favorito alcuni mafiosi? Si trattava, per quanto mi riguarda, di tre proposte intelligenti.
 Oggi Beppe attacca l’informazione. Chiede di abolire
l’ordine dei giornalisti, e questo mi può star bene. Si tratta (se ricordo correttamente) di un’anomalia tutta italiana, risalente, credo, al periodo fascista. Non riesco a capire per quale ragione per essere giornalisti si debba essere registrati nell’albo. È una cosa inutile. E mi torna pure in mente il tentativo di qualche mese fa, da parte di un certo sottosegretario del governo Prodi, di estendere l’obbligo di un direttore responsabile, regolarmente iscritto all’ordine dei giornalisti, ai liberi blog di internet. Mi pare che ciò corrisponda a un sistema per irregimentare e tenere sotto controllo la libertà della stampa, di quell’informazione che dovrebbe essere il cane da guardia della società contro gli abusi dei potenti.
 Anche la proposta dell’abolizione del Testo Unico sul sistema radiotelevisivo, che sancisce l’ex duopolio Rai-Mediaset, ormai trasformatosi in semimonopolio (vedi la telefonata Berlusconi-Saccà), può trovarmi in linea di massima d’accordo, anche se sono ignorante e non ho capito con quale Testo si pensa di sostituirlo.
 Ciò che m’impedisce di piazzare il solito banner nella colonna di destra del blog è la proposta di abolire il finanziamento pubblico all’editoria. È ingiusto, dice Grillo, che i soldi dei cittadini finanzino giornali spesso faziosi, che tante volte fanno disinformazione. È ingiusto finanziare fogli dalla vita fittizia, che praticamente non legge nessuno, ma che lo stesso ricevono fondi (anche questi prelevati dalle tasche dei cittadini). E soprattutto è ingiusto (beviamo il calice fino in fondo) che dei finanziamenti pubblici beneficino quei giornali che hanno un padrone ricco e fanno parte di imperi mediatici e commerciali. Ma allora, dico io, riformiamo la legge sul finanziamento pubblico, senza per questo abolirla! Perché senza l’intervento dello Stato saranno proprio le poche voci ancora indipendenti (indipendenti perché non hanno un padrone), come il manifesto, ad esempio, a essere danneggiate, non certo chi alle spalle ha un editore come Silvio BerlusconiHo anche scritto a Beppe Grillo per chiedere chiarmienti. Non sono arrivati. Dunque non firmerò questa proposta, mentre rimango incerto sull’andare in piazza per sottoscrivere le altre due, nel caso sia possibile scegliere che cosa approvare e che cosa no. L’iniziativa, comunque, è importante: bisogna informarsi. Andate sul blog di Beppe Grillo.
 
 Vedi anche il Comunicato politico numero 2
 


 L’immagine di questo articolo è tratta dal blog www.beppegrillo.it, come anche il banner del V 2 Day (da me modificato) e la citazione dell’articolo sull’incostituzionalità delle elezioni del prossimo aprile. Tale materiale è protetto da licenza Creative Commons.

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1 Commenti | "Che cosa penso del V 2 Day" »

  1. Raffaele Colavecchi : Meetup Valdostano

    25/02/2008, at 15:00 [ Replica ]

    Ora anche sui nostri monti: http://beppegrillo.meetup.com/702

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