Il Mali, che tentazione!

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Se nel mondo conta
chi fa le guerre, che tentazione il Mali! Aiutare i francesi, del resto, è modo migliore per dimostrare il nostro europeismo. E poi che fare dei «nostri ragazzi» quando qualcuno finalmente deciderà che in Afghanistan basta così? Occorre trovare nuovi scenari, nuovi teatri di guerra in cui investire i soldi del contribuente (capita spesso di non sapere che farne, quando l’attivo del bilancio statale è così grande!), in cui (aiutare a) calpestare i diritti umani e la Costituzione italiana, mandando i soliti «addestratori», seguiti – suppongo – dal permesso di utilizzare qualche base militare per alzarsi in volo, il grembo pieno di bombe ipertecnologiche che, di vittima «collaterale» in vittima collaterale, dimostrano tutti i giorni di non potere essere «intelligenti». Del resto non siamo forse una portaerei naturale al centro del Mediterraneo? Non è la politica, è la geografia! E allora Dio lo vuole, Dio, il Tecnico Supremo.

Dov’è la Vittoria le porga la chioma, insomma: diciamolo insieme! Un brano non eccelso, ma certo più cantabile di «L’Italia ripudia la guerra».

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Se un week end di febbraio un elettore…

E se un week end di febbraio un elettore decidesse che l’unico voto utile è il voto d’alternativa alle politiche neoliberiste, che frammentare il voto è molto meglio che darlo – compattamente ma supinamente – a chi ha firmato il Fiscal Compact (ovvero tanto il PD quanto il PDL: 47 miliardi di euro all’anno di tagli per i prossimi 20 anni, mes compliments!)?

Chiedo ufficialmente a tutte e a tutti, dall’alto della mia posizione privilgiata – ah ah! (questo blog scalcagnato, ma tant’è: questo posso offire) – di pensare seriamente di votare Ingroia. Rivoluzione civile è il solo partito a presentare un programma d’alternativa credibile e completo. Leggetelo, lasciatevi tentare, divulgatelo. E poi, a febbraio, siate conseguenti con il vostro pensiero.

Una cosa sola: basta babau, basta campagne elettorali incentrate sulla figura di Berlusconi, sullo spauracchio di un suo ritorno al potere: chi ha vinto a Servizio Pubblico, lui o Travaglio? E ha fatto bene Santoro a consegnargli una platea di 9 milioni di spettatori? Ma lasciamo perdere! Quando il (poco) cavaliere è in tivù il miglior atto politico possibile è cambiare canale.

PS: Lo so, votare è una forma molto blanda di lotta. Ma un* gli strumenti che ha a disposizione li usa tutti, anche il voto. Di solito per il male minore; stavolta però il programma – che trovate qui sotto – 5 minuti del nostro tempo li vale davvero.

MANIFESTO IO CI STO (RIVOLUZIONE CIVILE)

ingroia_ImageI promotori sono espressione della società civile e della politica pulita che vuole costruire un’alternativa di governo al berlusconismo e alle scelte liberiste economiche, sociali e culturali del governo Monti.

L’alternativa di governo si costruisce con una forza riformista che ha il coraggio di un proprio progetto per uscire dalla crisi e rilanciare l’Italia finalmente liberata dalle mafie e dalla corruzione.

Abbiamo come riferimento imprescindibile la Costituzione Repubblicana, a partire dall’art. 1 secondo cui il lavoro deve essere al centro delle scelte economiche. Per noi l’Unione Europea deve diventare autonoma dai poteri finanziari con organismi istituzionali eletti dai popoli ed è fondamentale il cambiamento della Casta politica e burocratica italiana mentre lo sviluppo del mezzogiorno è l’unica scelta per unificare il Paese.

1) Vogliamo che la legalità e la solidarietà siano il cemento per la ricostruzione del Paese;

2) Vogliamo uno Stato laico, che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere;

3) Vogliamo una scuola pubblica che valorizzi gli insegnanti e gli studenti con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale del settore;

4) Vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico;

5) Vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini, e che la scelta della pace e del disarmo sia strumento politico dell’impegno dell’Italia nelle organizzazioni internazionali, per dare significato alla parola “futuro”. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese;

6) Vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse;

7) Vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro, il ripristino del diritto al reintegro se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento e la centralità della contrattazione collettiva nazionale;

8) Vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla RAI e dagli enti pubblici, e che l’informazione non sia soggetta a bavagli;

9) Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento;

10) Vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune e non si limiti alla legalità formale, mentre ci vogliono regole per l’incandidabilità dei condannati e dei rinviati a giudizio per reati gravi. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi ed eliminare le leggi ad personam.

Queste sono alcune delle ragioni per un governo democratico di cambiamento.

Per realizzare questi obiettivi si decide di aprire il confronto con i movimenti e le forze democratiche del Paese.

http://rivoluzionecivile.it.

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Collettivamente Memoria 2013

Solita premessa. Che ci sia bisogno di anniversari e commemorazioni dispiace, perché di certe cose sarebbe giusto (e sarebbe utile) far memoria sempre, attivamente, nel quotidiano, senza aspettare la ricorrenza ufficiale.

Ma siccome questo non accade sempre, ben venga la ricorrenza, nella fattispecie quella del 27 gennaio, Giornata della Memoria, memoria della Shoah, dello sterminio del popolo ebraico, di quello dei rom e dei sinti, degli oppositori politici, degli omosessuali, degli invalidi e dei criminali comuni nei Lager nazisti.

Come ogni anno, il blog propone il programma degli incontri di «Collettivamente Memoria», a cura di Silvia Berruto, nipote di un internato militare e giornalista contro il razzismo.

Il calendario degli incontri, pubblicato di seguito, è ancora in progress e sarà aggiornato non appena possibile.

“Collettivamente memoria 2013”
Dedicato a Italo Tibaldi e Ida Desandré deportati politici e a Anna Dati staffetta partigiana

© Progetto culturale di Silvia Berruto
Giornalisti contro il razzismo, GLOB011 Officina di informazione glocale. Con la partecipazione culturale del Comitato Regionale A.N.P.I. Valle d’Aosta

PROGRAMMA IN PROGRESS
Ospite d’onore Ida Desandré. Deportata politica a Ravensbrück, Salzgitter, Bergen-Belsen

Lunedì 21 gennaio 2013

AOSTA

Mattina dedicata alle scuole (elementari – medie inferiori)

9.10-11.10
PORRAJMOS
Proiezione di: “RAZZA IMPURA” della regista Maura Crudeli;
IL PRINCIPE E LA STREGA” cortometraggio prodotto da Parallelo 41/Arcimovie Napoli / 70° Circolo Didattico di Napoli
Riflessioni singolarmente collettive su Le parole dei Lager.
Lavori di gruppo
A cura e per la conduzione di Silvia Berruto

11.20-13.20
PORRAJMOS
Proiezione documentario: “Zigeunerlager“. Intervista a Marcello Pezzetti Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea A FORZA DI ESSERE VENTO. Lo sterminio nazista degli zingari, 2006
Editrice A
Riflessioni singolarmente collettive su le parole dei lager

“Un rom italiano ad Auschwitz”. Intervista a Mirko Levak
A FORZA DI ESSERE VENTO. Lo sterminio nazista degli zingari, 2006 Editrice A
Presentazione di Silvia Berruto
Lavori di gruppo
A cura e per la conduzione di Silvia Berruto Continua a leggere

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Anvedi, oh!

Tempo – l’ho detto altre volte – non ce n’è. E poi sono stanco. Però come si fa a pensare che sia normale quello che succede in giro? Il neo-candidato Berlusconi. Il nuovo patto Pdl-Lega. Il nuovo centro-sinistra che sogna di eticizzare la finanza. Che sogna. E in mezzo a tutti un movimento che non si sa che vuole, che mette le stelle nel simbolo come lo sceriffo del far west, che – Grillo dixit – candiderebbe anche uno di CasaPound se avesse i requisiti (fedina penale immacolata, nessuna militanza partitica – le idee dopotutto che contano?). E il movimento 5 stelle andrà in Parlamento – lo dicono tutti. E forse ci andrà perché lo dicono tutti. E io mi ritroverò a votare il meno peggio, ancora una volta. Guardo alla lista di Ingroia, perché trovo condivisibile il suo programma, ma senza entusiasmo, perché non so quanto credo alla bontà delle intenzioni.

Per quello che conta: 5 minuti in cabina elettorale sono una battaglia da poco, ma che almeno porta via poco tempo.

La lotta è altra, in ogni caso: è quotidiana. In società, in famiglia, sul posto di lavoro. Che almeno ce l’ho, il lavoro. Non avrò la pensione e rifiuto di farne una integrativa: perché dovrebbero usare i miei soldi per puntarli in borsa, se io rifiuto di giocare in borsa di mio? È la borsa o la vita, ma cambiare dovrebbe essere possibile. C’è chi ci prova, almeno, io forse neppure tanto. C’è chi inventa reti di accoglienza, di assistenza, di autoaiuto, di promozione culturale. C’è tanto da fare e da pensare.

Per formazione, più che per abitudine, a fine febbraio mi recherò al seggio e farò la mia croce sopra il simbolo del partito più a sinistra che trovo. In Valle d’Aosta, poi, proprio non so cosa trovo. Del resto, che Ingroia sia la rivoluzione…

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Quale programma politico per affrontare la crisi

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Ricevo
da Alexandre Glarey e pubblico più che volentieri.

Questo blog non ha un carattere strettamente locale, ma credo che quanto succede nell’ambito territoriale (l’appello che trovate di seguito è sulle prossime elezioni politiche, con riferimento alla Valle d’Aosta) sia spesso trasferibile ad altri ambiti e territori.

E di incertezza, nella sinistra italiana che non si arrende allo svuotamento dei valori e dei programmi e che si ostina a essere sinistraossia alternativa al sistema del mercato e dei padroni del vapore – mi sembra ce ne sia molta.

Siccome di questa sinistra faccio parte anch’io, davvero vorrei che si ponesse l’accento sui programmi, sulle ricette alternative a quelle di Berlusconi-Bersani-Monti (propongo un gioco da Settimana Enigmistica: scoprite le differenze tra i tre in politica economica), su come ripensare il modello per uscire dalla crisi e soprattutto dal sistema dell’ingiustizia economica e sociale, della devastazione ambientale.

Perché il confiltto sociale, comunque lo si voglia mettere, non è finito: solo che lo stanno facendo i padroni (e con che energia) a danno di tutti gli altri.

Appello in vista delle elezioni politiche
di Alexandre Glarey.

Il 24 febbraio si vota per rinnovare il Parlamento. Per molti valdostani, le elezioni che contano saranno quelle di maggio, per il Consiglio regionale.

In questa situazione sarebbe, invece, importante scegliere un programma politico che dia una risposta corretta alle crisi – economiche, ambientali e politiche – che ci stanno colpendo, e quindi individuare i rappresentanti più adeguati a realizzarlo.

Eppure, nel Centrosinistra valdostano stenta a decollare un confronto pubblico.

Paradossalmente, più si allarga il centrosinistra, Continua a leggere

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Appunti


In un dettaglio di città
che ricorda Venezia, appena oltre un cancello in ferro, con l’opportunità di sedersi su un muretto ad ammirare il cielo sulla testa, i balconi e le finestre della casa a mano manca, il vialetto, la corte, le piante.

Sull’altro lato, oltre il cancello, il flusso della gente che passa, il suono delle voci come acqua, quasi vi fosse davvero un canale.

Idea: una camminata di un giorno o di mezza giornata [probabilmente la farò il 6 gennaio e poi ne darò conto; potreste farla anche voi e raccontarla qui], partendo dalla città e poi inoltrandosi, dilungandosi, inerpicandosi da qualche parte fuori; annotare su un taccuino una serie di nomi: i luoghi attraversati, le singole vie “in ordine di comparizione”.

Idea: cogliere scorci insoliti di paesaggi noti; scorci che rimandino ad altri luoghi.

Idea: entrare al bar per un caffè.

Bar, La Stampa: forte sintonia tra il papa e Mario Monti, benedizione del Vaticano per la «salita in politica» del presidente del consiglio. Che cosa piace di Monti alla Chiesa cattolica? Gesù non era venuto per gli ultimi, per i poveri? Benedetto XVI è disposto a dichiarare ufficialmente urbi et orbi che la Chiesa vede con favore o almeno considera necessario lo smantellamento, in atto, dello stato sociale e dei diritti del lavoro? O la sintonia riguarda i privilegi concessi alla Chiesa nonostante la crisi (mancato pagamento dell’Imu, finanziamento alla scuola privata, ecc.) e il timore che qualcuno finisca per riconoscere i diritti civili alle coppie omosessuali? È questa la politica «alta» che piace a Monti e alla Chiesa?

In cielo, oltre la linea dei tetti, il sole indora grosse nubi “a portaerei”; la spuma grigia bordata di batuffoli bianchi assorbe i raggi e si accende di luce. Stradina: qualche passo dalla parte di qua; costeggio le impalcature addossate a una casa in ristrutturazione, infilo un portico, m’insinuo in un cortile (un parcheggio) privato. Odore di ammoniaca. Svolto e sbuco nel parchetto lungo le mura romane.

Tourneuve, la torre d’angolo (nord ovest) della cinta muraria di Aosta. Ricostruita nella seconda metà del XIII secolo, è attualmente in buono stato di conservazione. Di forma cilindrica, è un po’ inclinata verso ovest, a salutare il sole che tramonta.

Più su, lungo la statale, c’è quell’atmosfera strana che in genere prelude ai ricordi.

>>> N.B: quella nella foto non è né Aosta, né Venezia: è Parigi.

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La Slut Walk delle parrocchiane – da Abbatto i Muri

Sulla triste (sconfortante) storia del parroco di Lerici, che con i suoi manifesti invita le donne a fare autocritica perché, se vengono uccise così di frequente dagli uomini evidentemente un poco se lo meritano, ho letto un ottimo post che ripubblico, prendendolo dal blog Abbatto i Muri.

Al di là delle sparate del singolo individuo (le quali troppo spesso sono avallate da certi silenzi o viceversa da certi interventi delle istituzioni, non solo religiose), quando si parla di femminicidio bisogna fare molta attenzione, sia perché a volte si finisce con il colpevolizzare la vittima, assolvendo di fatto il suo aggressore, sia perché c’è sempre chi è in cerca di pretesti per invocare una restrizione delle libertà – femminili e di tutt* – allo scopo di «proteggere», di volta in volta, le «nostre» donne, i «nostri» bambini o la popolazione nel suo insieme (vi dice niente la lotta al terrorismo?).

Off topic, perché il punto non è questo: Al parroco di Lerici non parlo: non credo che ascolterebbe. Ma se mi ascoltasse, gli consiglierei di rileggersi il vangelo.

La Slut Walk delle parrocchiane – dal blog Abbatto i Muri.


Di tutta questa faccenda la parte più interessante è quella che parla di parrocchiane che manifesteranno in minigonna. Perché poi, in generale, mi sembra tutto abbastanza deprimente. Lo è il fatto che si chiamino ad intervenire patriarchi per “aggiustare” la voce di altri patriarchi facendo in modo che si adeguino ai tempi e alle urgenze elettorali. Lo è il fatto che non si sappia produrre una sola alternativa che non sia la gogna e la censura, a legittimazione di un entourage a tutela della dignità delle donne fatto di censori, sbirri, indignati, affrante e incazzate signore che – e spero di ricalcare uno stereotipo anche se so che non è così – si fanno ancora teleguidare dal volere della Chiesa quando si tratta di contraccezione e legge 194 ma storcono il naso quando si parla una lingua che oramai credo sia soltanto di poche persone, pochi uomini.

L’estremista delle posizioni neomachiste messo alla gogna da chi fiuta la notizia, sempre per quella storia che produrre indignazione, specie se si tratta di violenza sulle donne, fa aumentare le vendite dei giornali e procura tanta audience (immagino puntatone di programmi pomeridiani con vescovi e parlamentari di destra a ribadire la sacralità del corpo delle donne), è utilissimo a chi ha bisogno di realizzare la perfetta simmetria tra martiri, le donne, e tutori (o tutrici comunque facendo parte di un sistema tutoriale istituzionale). Trovato l’estremista che oggi è lui e domani chissà, si legittima l’idea che vi sia una sorta di controllo sociale necessario a delimitazione di pensieri e opinioni e a soddisfazione della pubblica morale.

Vedete? Dicono gli ipocriti tutori, Continua a leggere

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