Un’epidemia chiamata sicurezza

 lo straniero
 Secondo il senato della Repubblica, denunciare un paziente come clandestino è un diritto del medico italiano.
 Secondo il senato della Repubblica, ciò non vuol dire minare alla base il diritto alla salute per le donne, gli uomini e i bambini sprovvisti di permesso di soggiorno.
 Noi ti curiamo, dice il senato della Repubblica: ti denunciamo dopo.
 Ma, per non correre il rischio, migliaia di persone si troveranno a trascurare malattie anche gravi. Accetteranno di convivere con mali che potrebbero curare, grazie al senato della Repubblica; o si rivolgeranno a strutture diverse da quelle sanitarie: magari curanderos, cerusici improvvisati e santoni. Per non parlare delle donne che decideranno di interrompere la propria gravidanza. E naturalmente, come spesso accade in questo Paese, la malavita potrà cercare la sua fetta di business. Grazie al senato della Repubblica. Continua a leggere

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Regime

 Articolo 21 Costituzione italiana
 Se una notte
d’inverno un presidente del consiglio, consigliato magari da un ministro dell’interno leghista, decidesse di far approvare al Parlamento un decreto che, colla scusa della sicurezza, pigliasse a calci la Dichiarazione dei diritti umani e limitasse concretamente le libertà nel Paese (prima fra tutte quella di espressione). Se quel presidente del consiglio fosse a capo di un movimento che delle libertà si definisce il popolo. Se quel presidente avesse nelle sue mani mezzi sufficienti per plasmare la mente, i costumi e i consumi di milioni di persone. Saremmo tanto lontani dalla dittatura?
 
 
E se questo blog invitasse alle barricate, rischierebbe di essere oscurato?

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12 febbraio: iniziativa per Gaza

 
 A Gaza,
finalmente, c’è la pace.
Cioè macerie e puzzo di morte, e camion ancora fermi oltreconfine,
perché Israele permette il passaggio di pochi mezzi alla volta, e
neanche tutti i giorni.
 
A Gaza, finalmente, c’è la pace.
Fatta di bambini che s’impegnano a vivere la loro età ora che i
bombardamenti sono cessati, e però sanno che cosa hanno perso e sanno
anche che non è finita.
 
A Gaza, finalmente, c’è la pace. Con i cecchini israeliani appostati, che sparano sui contadini.
 
Gaza è scomparsa dai media italiani.
Non che prima se ne parlasse correttamente. Ma ora ci si limita a ribadire la necessità del
processo di pace, nessuno descrive le condizioni della popolazione
colpita dal «Piombo fuso».
 
Per questo occorre continuare a raccontare e a dare voce a chi, come Vittorio Arrigoni, si trova sul posto e può testimoniare.
 
Giovedì 12 febbraio all’espace populaire di Aosta si terrà una serata per Gaza, ospiti lo scrittore palestinese Muin Masri, collaboratore del giornale «Internazionale», e Enrico Levati, che presenterà il video «Diary of Beirut».
La serata era già stata annunciata una volta e poi rimandata a causa di
una nevicata eccezionale. Nel corso dell’iniziativa tenteremo anche un collegamento telefonico con Vittorio, a Gaza.
 
Fra le iniziative di solidarietà
che fioriscono, intanto, in tutta Italia, ne ho seguita una in
particolare, sia pure da da lontano: quella che si è tenuta lo scorso
28 gennaio al Teatro Acquario di Cosenza. Ne ho avuto notizia da Lorenzo Bianco su Facebook
e ho partecipato con un piccolo testo. Era la prima volta che mi si
chiedeva di scrivere qualcosa per una serata e sono contento di avere mischiato la mia "voce" a quella di tante altre persone. Un po’
strano è stato restarmene a un migliaio di chilometri di distanza,
mentre tutto stava accadendo… Continua a leggere

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Stop al Consumo di Territorio – Il manifesto nazionale

 
 Pubblico il manifesto nazionale Stop al Consumo di Territorio, tratto dal sito del movimento.
 
 
L’Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio. Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio.
 
 Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno. Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata Seppellita sotto il cemento.
 
 Il limite di non ritorno, superato il quale l’ecosistema Italia non è più in grado di autoriprodursi è sempre più vicino. Ma nessuno se ne cura. Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all’attacco e all’invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto. Continua a leggere

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Dove nidificano le gru

 
 Questo articolo inaugura una nuova sezione del blog, «Cemento», incentrata sulla questione del consumo di territorio in Italia. Negli ultimi anni, come vedremo, una percentuale importante del suolo agricolo della Penisola è andata persa a vantaggio della costruzione di edifici, strade, centri commerciali e complessi per uffici. È opinione (non solo) di chi scrive che questo fenomeno sia la conseguenza di un modello di sviluppo suicida, sprovvisto di qualsiasi interesse a conservare in salute il territorio (le frane e alluvioni recenti nel sud del Paese dovrebbero indurre a qualche riflessione) o a preservarne le bellezze paesaggistiche e la ricchezza in termini di biodiversità. Spesso, poi, a essere presi in considerazione non sono le esigenze abitative o di spostamento della popolazione (prime case, strade, ferrovie), ma gli interessi della categoria (o dovrei dire lobby?) dei costruttori: complessi turistici e residenziali costruiti in deroga al piano regolatore, edifici energivori e impattanti, grandi opere inutili e costose… Continua a leggere

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Cox 18, Pergola: a Milano la cultura sbaracca

 Milano, Accademia di Brera
 Pubblico di seguito l’appello in difesa del centro sociale Cox 18, «uno dei luoghi culturalmente più dinamici e stimolanti» di Milano, sgombrato con la forza dal comune. È possibile sottoscrivere l’appello on line. L’ho fatto meno di un’ora fa ed ero il numero 5718; ho riguardato ora ed eravamo già 5779, a testimonianza del fatto che non a tutt* sta bene il modello (in)culturale basato sui cieli pastello della pubblicità e sulle lezioni di ballo della scuola di Amici.
 Chi volesse firmare può farlo QUI.
 Il prossimo 30 gennaio chiuderà invece il Pergola, uno degli ultimi spazi autogestiti della città, l’ennesima vittima dell’ingegneria del divertimento, della creazione dei distretti urbani destinati allo svago, fondati sulla logica del profitto. Un bell’articolo in proposito è quello di Marco Philopat sul manifesto del 24 gennaio.
 
 L’appello –
Riprendiamoci COX 18!
 
 In questi mesi un po’ ovunque a Milano, nel contesto della mostra It’s Difficult di Alfredo Jaar, si potevano scorgere cartelli con la domanda: «Cos’è la cultura?». La risposta di Letizia Moratti e Riccardo De Corato ci è giunta in questi giorni, con la chiusura di uno dei luoghi culturalmente più dinamici e stimolanti della città. Il tutto in nome di uno spirito legalitario di cui gli stessi amministratori non sembrano dare prova quando in gioco sono questioni edilizie, sanità privata o poteri forti. Continua a leggere

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Ancora minacce all’ISM

 Non ho tanto tempo in questi giorni, perciò lo dico brevemente. Lee Kaplan (al quale forse dovremmo smettere di fare pubblicità), l’uomo che ha invitato a uccidere Vittorio Arrigoni e i suoi compagni dell’ISM, non sembra darsi per vinto. Potete leggere cosa scrive sul suo nuovo blog* (se conoscete l’inglese e se lo stomaco vi regge). Potete anche decidere se lasciare un commento indignato o ignorare il tutto, per non dare soddisfazione all’autore. Altrimenti un buon articolo è quello di Riciard, che ha segnalato la cosa. Teniamo d’occhio Kaplan, che sogna di riattivare il sito Stoptheism, chiuso dal provider a seguito delle proteste giunte da ogni dove (e di una denuncia all’Interpol).
 
Per quanto riguarda Gaza, aspettiamo di conoscere gli sviluppi dei prossimi giorni: a una tregua senza la possibilità di rompere l’assedio, onestamente, non do molta fiducia. Se l’esigenza primaria è la fine dei bombardamenti, bisogna anche permettere ai feriti di uscire dalla Striscia, se necessario per farsi curare, e al cibo e agli altri aiuti di entrare.
 
Intanto, per chi girasse dalle mie parti, anticipo che questo venerdì terremo una serata per Gaza all’espace populaire di Aosta. Ci sarà lo scrittore palestinese Muin Masri, collaboratore del giornale «Internazionale» e sarà presentato il video «Diary of Beirut», a cura di Enrico Levati. Proveremo anche a metterci in contatto telefonico con Vittorio, a Gaza.


 
Un aggiornamento.
 Continuiamo a tenere sott’occhio Kaplan, ma evitiamo di perdere tempo a lasciare commenti sul suo blog, tanto li cancella, da vero democratico qual è… Neppure ha il coraggio di dire la verità, oltretutto, perché invece di ammettere che il sito è stato chiuso dal provider favoleggia di un attacco di hacker vicini all’ISM che lo avrebbero danneggiato… Bel personaggio, insomma!
 Giulietto Chiesa, intanto, ha scritto al ministro Frattini per invitarlo a intervenire presso Israele per garantire la sicurezza di Vittorio.



 
* Ho utilizzato Anonymouse per non aumentare il rank del blog di Kaplan. Per favore, usate lo stesso accorgimento.
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