Oscurato il sito che invitava a uccidere Vittorio Arrigoni e i membri di ISM

 

 

 Fa piacere quando vedi che la mobilitazione funziona.

 
Ho ricevuto questo messaggio dal gruppo Difendiamo Vittorio Arrigoni dagli assassini israeliani. Mi sono iscritto a Facebook, anche se avrei qualche ragione per boicottarlo, proprio per partecipare a quest’azione (e a un’altra di cui parlerò appena avrò un minuto di tempo).
 
 Ecco il messaggio:

 


 
Ieri sera in tarda serata le autorità ci hanno comunicato che in seguito alle pressioni e alla nostra denuncia all’Interpol il provider canadese sul quale era appoggiato il sito terrorista stoptheism ha deciso di oscurare il sito. Ci viene comunicato che comunque le indagini contro Lee Kaplan, promotore e gestore del sito, proseguiranno per accertare eventuali reati perseguibili penalmente. È una grande vittoria per tutte le persone che tanto si sono adoperate perché questo assurdo comportamento venisse sanzionato. Un grazie a tutti voi per l’alta partecipazione a questo gruppo che comunque rimane aperto per controllare che questo fetente di Kaplan non apra il sito da un’altra parte. Occhi aperti quindi.
 
 Intanto la nave pacifista «Spirit of Humanity» del Free Gaza Movement, che portava aiuti a Gaza è stata respinta, mentre si trovava in acque internazionali, dalla marina israeliana con la minaccia di aprire il fuoco e ha dovuto far ritorno a Cipro.
 

 Oggi
si svolgono molte manifestazioni per Gaza, le più grandi ad Assisi e a Roma. Questa volta, anche se vorrei essere presente, sono impossibilitato a partecipare. Ringrazio di cuore tutte e tutti coloro che hanno risposto agli appelli! Continua a leggere

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Vogliono uccidere Vittorio Arrigoni

 
 «Non mi resta che augurarmi che nel
quartier generale dei vertici militari israeliani non si legga Il
Manifesto, né vi siano affezionati visitatori del mio blog», diceva Vittorio Arrigoni nel suo articolo per il manifesto del 10 gennaio, commentando il bombardamento,
da parte dell’aviazione israeliana, dell’«edificio dove sono raccolti i
principali media arabi» a Gaza. Perché è evidente il tentativo di oscurare i crimini contro l’umanità in questa "guerra" che Israele combatte contro la popolazione inerme della Striscia. Ora le parole di Vittorio, attivista dell’International Solidarity Movement (ISM), rischiano di tradursi in realtà. Un sito criminale, stoptheism.com,*
forse statunitense, invita i propri lettori a fornire informazioni
utili per l’individuazione, e quindi per l’eliminazione, dell’attivista
italiano e dei suoi colleghi: Vittorio è segnalato come obiettivo
numero 1, con tanto di foto e descrizione per poterlo riconoscere, così
come per l’obiettivo numero 2, Jenny Linnell; il numero 3, Ewa
Jasiewicz; numero 4, Alberto Arce; 5, Eva Bartlett; 6, Sharon Lock; 7,
Caiohme Butterfly. Sette persone, sette esseri umani elencati al fine
di poterli eliminare, altrettanti «target for permanent removal»,
non-uomini.
 
Dobbiamo mobilitarci per fare in modo che le autorità italiane intervengano in favore di Vittorio e dei suoi colleghi. Dobbiamo diffondere il più possibile la notizia e fare in modo che si mobilitino le associazioni internazionali. Alcuni indirizzi cui sarebbe utile scrivere sono quelli della polizia postale per far chiudere il sito criminale in Italia (Tel. 065813429–608–886), della Farnesina
(unita.crisi@esteri.it, cdr@esteri.it, Ufficio Relazioni col Pubblico:
relazioni.pubblico@esteri.it Tel. 06–3691-8899) perché intervenga in
Israele e negli Stati Uniti, il Consolato italiano in Israele (consolato.telaviv@esteri.it), l’Ambasciata italiana negli Stati Uniti, visto che il sito criminale dovrebbe essere Usa (politici.washington@esteri.it – affari politici, ma a me non funziona – e stampa.washington@esteri.it – ufficio stampa) le Nazioni Unite, Amnesty International (info@amnesty.it) e poi i media in generale, sperando di riuscire a smuoverli un po’.
 

 
PS. Dal blog di Audrey: giovedì 15 Vittorio Arrigoni sarà in collegamento telefonico con Anno Zero di Michele Santoro.
 
 
* Ho provveduto, secondo il suggerimento del blog Il Passatore, Continua a leggere

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Aosta, manifestazione per Gaza: foto e parole

 Aosta, corteo per Gaza
 
In fondo all’articolo, le foto della manifestazione
 
 Intanto,
mi commuovo quando vedo che anche ad Aosta è possibile formare un corteo e camminare insieme, manifestando per una giusta causa. A volte mi sembra che la mia città sia veramente fuori dal mondo, come se da noi contasse solo la retorica regionalista sui paesi di montagna… Oggi siamo all’incirca un centinaio, molti immigrati più Cgil, Arci, Partito democratico e ciò che resta in Valle della sinistra Arcobaleno:  Movimento Verde, Rifondazione, Comunisti italiani. C’è pure una bandiera di Di Pietro. I più numerosi parlano arabo, sono stati mobilitati dalla locale Lega islamica, hanno cartelloni che raccontano l’ingiustizia e il massacro. Distribuiscono volantini con la scritta «Siamo tutti palestinesi» e scandiscono slogan in italiano. Significativo quello contro la Rai, rea di non fornire un’informazione reale su ciò che sta avvenendo a Gaza. Tante sono anche le bandiere della pace, molti i bambini. Continua a leggere

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Anche Aosta manifesta per Gaza

 
 Domani (sabato 10) ad Aosta, con concentramento alle 15 presso l’ex Foro Boario (incrocio tra via Carrel e via Garibaldi, lungo la ferrovia, vicino all’isola ecologica), ci sarà una manifestazione per chiedere la fine dei bombardamenti su Gaza e dell’intervento militare che sta uccidendo centinaia di civili palestinesi. Il corteo muoverà in direzione di Piazza Chanoux.
 
 Alla manifestazione
, organizzata dalla Lega islamica, aderiscono molte realtà sociali, sindacali e politiche, dalla Cgil, all’Arci, al Movimento Verde, al Partito democratico. Si tratta di un modo per dire no alla distruzione di Gaza e alla logica della morte, consapevoli del fatto che «questa guerra non sta uccidendo solo centinaia di persone ma anche le nostre coscienze e la nostra umanità», secondo le parole della Tavola per la Pace di Assisi.
 
 Si tratta, insomma, di un’occasione importante. A
nche se siamo una piccola piccola città di provincia.

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Gaza – L’appello della Tavola della Pace

 
 «Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola» mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. «Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato». Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua. «Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…». Il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. «Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi l’ha schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quali sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati». Continua a leggere

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Scrivi un’e-mail a Cicchitto!

 Da Guerrilla Radio di Vittorio Arrigoni
 La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza.
 Ad ascoltare le esternazioni dell’onorevole Fabrizio Cicchitto circa la situazione mediorientale, dove la priorità è giungere al disarmo di Hamas per proteggere ISRAELE dai bombardamenti, sembra di rileggere Orwell…
 Io però non ci sto a sentire queste cose, perciò ho scritto questa e-mail all’onorevole Cicchitto. Sarebbe bello se tante altre persone facessero la stessa cosa.
 Trovate la "mascherina" direttamente QUI.
 
 Onorevole Fabrizio Cicchitto,
 non le nascondo di non nutrire simpatia per la sua parte politica e tuttavia ho deciso di scriverle in quanto rappresentante del popolo italiano presso la Camera dei Deputati. Da alcune sue dichiarazioni pubbliche, apprendo che secondo lei per fermare la violenza a Gaza occorre disarmare il gruppo terroristico Hamas, mettendo con ciò in sicurezza lo Stato di Israele. Soltanto in questo modo si può arrivare a un cessate-il-fuoco durevole, magari con truppe internazionali schierate a impedire il riarmo di Hamas e il lancio di razzi su obiettivi israeliani.
 Le scrivo per informarla di due cose:
 1) La sua analisi è profondamente sbagliata. Continua a leggere

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Non si Può rimanere a guardare! Appello per Gaza. Firma anche tu.


Pace!
Sono perfettamente consapevole

che questo appello è già stato pubblicato da innumerevoli blog, siti,
giornali… Trovo che sia importante contribuire a diffonderlo. E firmarlo.



NON SI PUÒ
RIMANERE A GUARDARE



(Per aderire inviare una mail a bolini@arci.it)

 


C’è un modo per evitare il massacro di civili. C’è un modo per salvare il popolo palestinese. C’è un modo per garantire la sicurezza di Israele e del suo popolo. C’è un modo per dare una possibilità alla pace in Medio Oriente. C’è un modo per non arrendersi alla legge del più forte e affermare il diritto internazionale:
 
 > CESSATE IL FUOCO IN TUTTA L’AREA
 > RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE ISRAELIANE
 > FINE DELL’ASSEDIO DI GAZA
 > PROTEZIONE UMANITARIA INTERNAZIONALE
 
 Facciamo appello a chi ha responsabilità politiche e a chi sente il dovere civile perché sia rotto il silenzio e si agisca. Le Nazioni Unite e l’Unione Europea escano dall’immobilismo e si attivino per imporre il pieno rispetto del diritto internazionale
L’Italia democratica faccia la sua parte. Continua a leggere

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