12 febbraio: iniziativa per Gaza

 
 A Gaza,
finalmente, c’è la pace.
Cioè macerie e puzzo di morte, e camion ancora fermi oltreconfine,
perché Israele permette il passaggio di pochi mezzi alla volta, e
neanche tutti i giorni.
 
A Gaza, finalmente, c’è la pace.
Fatta di bambini che s’impegnano a vivere la loro età ora che i
bombardamenti sono cessati, e però sanno che cosa hanno perso e sanno
anche che non è finita.
 
A Gaza, finalmente, c’è la pace. Con i cecchini israeliani appostati, che sparano sui contadini.
 
Gaza è scomparsa dai media italiani.
Non che prima se ne parlasse correttamente. Ma ora ci si limita a ribadire la necessità del
processo di pace, nessuno descrive le condizioni della popolazione
colpita dal «Piombo fuso».
 
Per questo occorre continuare a raccontare e a dare voce a chi, come Vittorio Arrigoni, si trova sul posto e può testimoniare.
 
Giovedì 12 febbraio all’espace populaire di Aosta si terrà una serata per Gaza, ospiti lo scrittore palestinese Muin Masri, collaboratore del giornale «Internazionale», e Enrico Levati, che presenterà il video «Diary of Beirut».
La serata era già stata annunciata una volta e poi rimandata a causa di
una nevicata eccezionale. Nel corso dell’iniziativa tenteremo anche un collegamento telefonico con Vittorio, a Gaza.
 
Fra le iniziative di solidarietà
che fioriscono, intanto, in tutta Italia, ne ho seguita una in
particolare, sia pure da da lontano: quella che si è tenuta lo scorso
28 gennaio al Teatro Acquario di Cosenza. Ne ho avuto notizia da Lorenzo Bianco su Facebook
e ho partecipato con un piccolo testo. Era la prima volta che mi si
chiedeva di scrivere qualcosa per una serata e sono contento di avere mischiato la mia "voce" a quella di tante altre persone. Un po’
strano è stato restarmene a un migliaio di chilometri di distanza,
mentre tutto stava accadendo…
 
A quanto pare, è stata una bella serata,
con la platea del teatro «sempre densamente popolata», e pezzi di
musica cantati e suonati in stili diversi, cui s’intervallavano poesie
e altri brani. Il programma era ricco: il Coro dell’Università
della Calabria, Silvio Stellato, il gruppo Arbresh, Kasba – un gruppo
misto composto da due senegalesi, una brasiliana e un algerino -, un
coro Gospel, Paola Scialis, lo Squintetto, Piero Zicaro con T. Bruno e
A. Blasi, Opera Band, Angela Candrena, Sabatum Quartet, Manolo Muoio,
il duo chitarristico Riki e Stefano, Ernesto Orrico, F.
Scirchito, Francesca Marchese e Paola Gallo, il Trio Cimino, Onofrio
Band.
 
Durante l’esibizione di Kasba, mi
riferiscono, l’algerino ha cantato una poesia di uno dei maggiori poeti
arabi e poi, molto emozionato, ha improvvisato un discorso sull’essere arabo in Palestina,
mentre gli altri tre componenti del gruppo hanno letto altre poesie
(«la Palestina è malata di una malattia incurabile, la speranza»). La
serata, davvero riuscita, è stata un grande mix di etnie e ha permesso
di raccogliere ben 900 euro per aiutare la popolazione civile di Gaza.


 La foto, evidentemente, non è di Gaza, ma mi sembrava simbolica.

Questa voce è stata pubblicata in Piazzetta della cittadinanza attiva. Contrassegna il permalink.