
Un link dal blog Femminismo a Sud per ricordare Peppino Impastato (del quale sabato scorso ricorreva l’anniversario dell’uccisione in una Cinisi e in un’Italia allora mafiosa e omertosa, un poco come adesso, del resto, ma forse per certi versi persino più libera) ricordando chi oggi denuncia Cosa Nostra e viene processato perché dà le notizie che altri non osano dare senza essere iscritto all’ordine dei giornalisti. È il caso di Pino Maniaci (pronuncia Maniàci) e della piccola emittente Telejato.
«Peppino Impastato, della cui morte ricorre l’anniversario proprio in questi giorni, avesse fatto radio aut adesso avrebbe subito lo stesso tipo di processo», scrive Femminismo a Sud. «Pino Maniaci fosse vissuto al tempo di Impastato invece che processato sarebbe stato ucciso. Oggi però tutti si sono fatti "cchiù sperti" (più furbi) e un omicidio fa sempre troppo scruscìo (rumore). Per ridurre al silenzio basta un processo. Possibilmente con richiesta di risarcimento danni. Raggiunge lo stesso obiettivo senza rischiare neppure una inchiesta piccina picciò. Perchè le leggi le fa chi governa e non sempre chi governa è così obiettivo da mettere in circolazione leggi di buon senso».
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