Sospeso Vauro!

 
 Mi
spiace,
non ho tanto tempo,
ma lo devo scrivere lo stesso: questo è l’ennesimo caso di censura di
Stato
, l’ennesimo bavaglio che Berlusconi e i suoi accoliti hanno usato per tappare la bocca alle poche personalità ancora scomode nel
mondo dell’informazione italiana. La solita bufera su AnnoZero, che si
dovrà dare una regolata sennò sarà chiusa e un vignettista, Vauro
Senesi
, che non ha il dirtitto di far satira a spese dei potenti, perché
poi magari qualcuno ci crede e il consenso inizia a incrinarsi…
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Terremoti. Il Ponte sullo Stretto non è una buona idea


 Sono stato autorizzato a ripubblicare questo articolo, edito dal blog blogeko. Si tratta di alcune riflessioni molto interessanti sulla sismicità d’Italia, in relazione al progetto di costruire il famoso Ponte sullo Stretto, chiodo fisso del premier palazzinaro. L’articolo cita un interessante studio effettuato da due geologi dell’Università della Calabria, il quale dimostra – al di là di qualsiasi altra considerazione sull’opportunità dell’opera – che lo Stretto di Messina è la zona peggiore possibile per una struttura del genere. Aggiungo il link a una mia poesia, intitolata Scilla e Cariddi, che forse i visitatori del blog avranno già letto.
 

 Terremoti. Lo Stretto di Messina, il luogo meno indicato per costruire un ponte
 di Maria Fernanda Piva

 
 Dopo la distruzione de L’Aquila si è
fatto un gran parlare della prevedibilità dei terremoti. I quali
comunque tendono a tornare nei luoghi dove già hanno colpito: ed è
terra ballerina praticamente l’intera Italia che il Governo vorrebbe
riempire di centrali nucleari
.
 
 Non solo. Il ponte sullo Stretto di Messina, che costerà lacrime
sudore e sangue ai contribuenti
italiani e al quale Berlusconi non
intende rinunciare nemmeno se le circostanze obbligheranno a fare a
meno di qualcuna delle grandi opere cui tiene tanto. Continua a leggere

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Attivisti italiana e tedesco arrestati dalle forze israeliane

 NUOVO AGGIORNAMENTO: Sara Pagani è stata rilasciata oggi, 13 aprile, alle ore 14.



 Ringrazio Franz
per i suoi aggiornamenti, dai quali, oltre alla notizia del rilascio, apprendo che il sito zero321.it è riuscito a sentire Sara per telefono e ha pubblicato una breve intervista. Dal sito si apprende che Sara e il suo collega tedesco sono stati arrestati presso un avamposto illegale di coloni israeliani, area che l’esercito israeliano aveva dichiarato «zona militare chiusa». Il volontario tedesco, che era già stato arrestato durante una manifestazione, è stato nuovamente fermato e Sara ne ha condiviso la sorte per aver domandato per quale motivo lo stessero arrestando. Dalle sue parole è possibile dedurre che la detenzione, per quanto breve, non è stata per niente «piacevole». «I poliziotti hanno fatto molte difficoltà prima di acconsentire a farmi fare la telefonata dopo l’arresto», ha dichiarato a zero321.it. «Poiché avevo chiamato un numero che non rispondeva non volevano più farmi chiamare con la scusa che la telefonata era stata fatta. Alla fine hanno acconsentito e ho potuto chiamare un altro numero». «La cella nella quale sono stata trattenuta era molto sporca. Abbandonati sul pavimento c’erano asciugamani e capi di abbigliamento sporchi. Ho dovuto chiedere almeno dieci volte che mi portassero un po’ d’acqua e, in generale, il trattamento è stato piuttosto duro. I poliziotti erano ostili e rispondevano male». Adesso Sara spera di non essere espulsa, «anche perché», dice, «sono qui da soli dieci giorni» e «di solito non si viene espulsi per questo tipo di accuse». Sara dovrà tornare alla stazione di polizia di Kyrat Arba tra una settimana.
 Leggi l’articolo su zero321.it


 
L’antefatto e gli aggiornamenti più vecchi:
 
 Due attivisti dell’International Solidarity Movement (Ism), il tedesco Christian Beck e l’italiana Sara Pagani, sono stati arrestati la mattina dell’11 aprile dalle forze israeliane mentre accompagnavano nei campi alcuni coltivatori palestinesi. Continua a leggere

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«Restiamo Umani» – Un reading per Gaza

 Vittorio Arrigoni, «Restiamo Umani»
 Rinviato al 20 maggio!
 
 22 giorni
di bombardamenti, più di 1300 morti e, soprattutto, un assedio che non è mai finito non sono una ragione sufficiente per tener viva l’attenzione dei media occidentali (e italiani in particolare) su quella sfortunata striscia di terra chiamata Gaza, che ora, dopo il «piombo fuso», cerca di ricominciare a vivere (poco o nulla aiutata, va detto, dal consesso delle nazioni o dai risultati delle elezioni in Israele).
 Del resto, per tutti e 22 i giorni dei bombardamenti, la voce di chi chiedeva la fine del massacro è andata confondendosi con quella che attribuiva ogni responsabilità ai palestinesi, come se pochi razzi artigianali potessero reggere il confronto con uno degli eserciti più forti del mondo. Ma a Gaza non c’è stata guerra nel senso classico del termine, perché uno solo era l’esercito in campo: IDF, le Forze di “difesa” israeliane.
 
Mercoledì 20 maggio alle ore 21.30, presso l’espace populaire di Aosta, ricorderemo la tragedia di Gaza ascoltando la voce del pacifista italiano Vittorio Arrigoni, testimone dei bombardamenti, che sarà con noi in collegamento telefonico dalla Striscia. E leggeremo insieme alcuni brani del suo libro «Restiamo Umani» Continua a leggere

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Incontro con Tariq Ramadan

 Tariq Ramadan e Alex Glarey (Aosta, espace populaire)
 Ieri sera, all’espace populaire di Aosta, si è svolto un incontro con Tariq Said Ramadan, intellettuale e professore universitario, sul tema La globalizzazione neoliberista, strategie di resistenza e l’islam. Ramadan, svizzero di origine egiziana, è cresciuto e si è formato in Europa, per poi studiare scienze islamiche al Cairo. Accettando il rischio di utilizzare toni un po’ retorici, lo si potrebbe definire un anello di congiunzione tra due culture diverse, che oggi troppo spesso sono contrapposte in maniera strumentale dalla politica e dai media. Il discorso di Ramadan e la chiacchierata che ne è seguita hanno preso le mosse dal sistema economico mondiale e dalle possibilità di resistere a un liberismo che uccide, ma poi, inevitabilmente, abbiamo finito per mettere a confronto due universi, occidente e islam, che oggi s’incrociano continuamente, senza per questo conoscersi davvero. Continua a leggere

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Berlusconi provvede ai terremotati. E li consiglia

 

 «È quasi Pasqua ed è la bella stagione», ha detto Berlusconi. «Andate sulla costa, al mare: paghiamo tutto noi».
 Il Capo del Governo italiano si è poi raccomandato di mettere la crema solare. Forse per non correre il rischio di diventare tutti abbronzati, come Obama. Continua a leggere

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«Lo Stato non vi abbandonerà»

 

 Ho avuto modo di riflettere su quanto ho pubblicato l’altro giorno in queste pagine, su una tragedia – il terremoto abruzzese – che forse avrebbe meritato toni più pacati. Non essendo in alcun modo un esperto, non ho idea se sia vero o no che il sisma poteva essere/era stato previsto. Non so neppure come si sarebbe potuto mettere al sicuro un’intera popolazione per un lasso di tempo indeterminato, anche in caso di
previsione corretta. Di questo non voglio parlare perché, lo ripeto, non è il mio mestiere. Ma credo sia sufficiente un po’ di buon senso per domandarsi come abbiano fatto a cadere gli edifici di costruzione recente, per l’edificazione dei quali erano stati previsti rigorosi criteri antisismici: «siamo il paese delle regole scritte con solennità e violate con estrema facilità», commenta Paolo Berdini sul manifesto del 7 aprile. Continua a leggere

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