Lavori di restyling in corso

NoBlogs.org ha trasferito i blog che ospita da Lifetype a WordPress.

Questo, al di là della possibile incomprensibilità del tecnicismo sopra riportato, comporta di fatto due cose: devo rifare il look a queste pagine, per renderle almeno un po’ presentabili; e devo imparare a usare bene il nuovo sistema.

Aggiungete che in questi giorni non ho molto tempo a disposizione e spero mi scuserete se per un po’ il blog presenterà qualche disservizio.

Ricordo l’indirizzo di posta elettronica a cui scrivere: info.blog[chiocciolina]libero.it (che prossimamente sarà sostituito).

Ricordo anche che le categorie del blog sono presenti nella colonna di destra. Appena possibile aggiungerò qualche banner (o etichetta).

Grazie a tutt@!

Pubblicato in Il blog | Commenti disabilitati su Lavori di restyling in corso

Appello ai/alle blogger: facciamo qualcosa contro la violenza maschile sulle donne! [da Femminismo a Sud]

 Impressionante è scorrere l’elenco delle violenze nei confronti di donne e dei «femminicidi», ossia dell’uccisione di donne proprio in quanto donne; impressionante e destabilizzante, perché mette in crisi tanta parte dell’immaginario che ognun* ha in testa, relativo a com’è fatto il mondo e com’è la vita nel "democratico" e "progredito" occidente.
 
Pubblico l’appello, tratto da Femminismo a Sud, ai/alle blogger per "fare qualcosa" contro la violenza maschile sulle donne, a proposito della quale si dice, giustamente, che «è una guerra […] ideologica che mira ad un riassetto sociale, a
ripristinare ruoli precisi, a servirsi delle donne per tenere in piedi
un welfare basato sul lavoro di cura delle donne e a servirsi degli
uomini per continuare a produrre profitto per pochi ricchi».
 
La "cultura" maschilista produce violenza e morte, ma a esserne vittime siamo tutt*, uomini e donne; vittime del solito, maledetto sfruttamento!
 
 Appello ai/alle blogger: facciamo qualcosa contro la violenza maschile sulle donne!
 [da Femminismo a Sud]
 
 
 
Non è il primo post che Metilparaben, così come Riccardo e altri o altre, scrive contro la violenza maschile sulle donne e sicuramente non sarà neppure l’ultimo.
 
 
Noi ne scriviamo una infinità consapevoli come lui che si tratti di una enorme emergenza sociale di cui nessuno vuole occuparsi e che serva con urgenza il nostro impegno per combattere contro la cultura maschilista e tribale, come la definisce Metilparaben, che questa violenza la genera, la giustifica, la coccola, la istiga.
 
 
Il web lo conosciamo tutti. Tutti quelli e quelle che esistono e resistono in più modi. Volenti o nolenti, che ci si ami o ci si odi, che ci si stimi oppure no, siamo noi quelli e quelle che hanno il dovere di generare cultura alternativa nel web ed è quello che possiamo fare.
 
 
La violenza maschile contro le donne è uno sterminio quasi legalizzato che scientificamente viene negato, banalizzato, rimosso. Perciò una delle cose fondamentali da fare è parlarne, elencare i numeri, ricordare i nomi di queste tante, troppe donne morte per mano di uomini che non rinunciavano a considerarle un oggetto di loro proprietà.
 
 
Bisogna generare parole nuove, cultura nuova e sensibilità nuove. Bisogna che tutti e tutte noi che presidiamo il web per i più disparati motivi attraversiamo questo spazio in corteo ogni giorno per combattere contro l’oscurantismo, il medioevo che sta tornando con una rapidità sconvolgente e che sta producendo vittime su vittime e tra queste troppe donne.
 
 
L’emergenza non riguarda certamente solo noi ma riguarda anche gli uomini che sono ancora massacrati da un bombardamento di immagini e parole che esortano il loro machismo, istigano la loro violenza bruta e gli chiedono di essere quello che non vogliono essere più.
  Continua a leggere

Pubblicato in Piazzetta della cittadinanza attiva | Commenti disabilitati su Appello ai/alle blogger: facciamo qualcosa contro la violenza maschile sulle donne! [da Femminismo a Sud]

La manifestazione No al Carbone di Cerano (Brindisi)

 

 
 Della manifestazione di sabato scorso a Cerano (Brindisi) contro
la centrale a carbone dell’Enel (e contro il concerto che l’azienda
energetica ha offerto alla popolazione per rifarsi l’immagine
) avevo
parlato QUI.
 Con colpevole ritardo, pubblico un piccolo resoconto della serata, alla
quale ho avuto modo di partecipare.
 Le foto sono pochissime, perché ho utilizzato più che altro la
videocamera (prossimamente, se ne sarò capace, monterò e pubblicherò
il "girato"
).
 L’immagine d’apertura, per cominciare, raffigura il cartello che ho
contribuito a ideare e che ha realizzato graficamente il mio amico Danilo Cavallo.
Non credo che sia utile commentarlo; se volete vederlo ingrandito
cliccateci sopra.
 Un resoconto più puntuale della manifestazione si trova, comunque, QUI.
 


 L’idea che stava dietro alla protesta era organizzare una specie di controconcerto
a suon di vuvuzelas e altri "strumenti" rumorosi – un pretesto
per esprimere la propria contrarietà, ma anche per informare, con le
parole e con i volantini gli spettatori del concerto della realtà di
Cerano, che avvelena l’aria e il suolo, rendendosi responsabile di
un’incidenza di tumori più elevata rispetto agli altri comuni della
provincia.
 Davanti alla centrale a carbone «Federico II» (mai, in realtà,
l’imperatore svevo avrebbe avvelenato la sua terra
) i manifestanti
hanno iniziato a confluire verso le 19. Alla fine eravamo in tanti, 500,
secondo il gruppo «No al Carbone», 200 secondo la polizia. Due
ali di folla hanno circondato le auto degli spettatori intervenuti al
concerto di Patty Pravo e Irene Grandi, accompagnandole con il frastuono
delle vuvuzelas e la consegna di volantini.
 Ho apprezzato il fatto che si tentasse di dialogare, di convincere gli
spetattori a fare dietro front (qualcuno è effettivamente tornato
indietro tra gli applausi dei manifestanti
), così come mi ha fatto
piacere vedere che la maggior parte degli automobilisti ha accolto con
un sorriso il rallentamento e il tentativo di persuasione.
 Un mio amico mi ha fatto notare che la folla era piuttosto composita
(c’erano bambini, giovani e adulti, attivisti No al Carbone e di
altre associazioni, bandiere del WWF, di Rifondazione e dei Giovani
comunisti, dell’Italia dei Valori, che schierava anche il senatore
Giuseppe Caforio, cartelli di Greenpeace
) e questo è stato
senz’altro un punto di forza della manifestazione, tendenzialmente
riuscita e pacifica.
 


 Un altro mio amico si è soffermato sugli aspetti negativi: singoli episodi
di mani battute sulle auto, oppure di trombe suonate al di là dei
finestrini aperti, magari con i bambini a bordo. Ritengo si sia trattato
di poca cosa, eppure a furia di ragionarci sopra (il mio amico ha
trovato troppo aggressivo il contegno di alcuni manifestanti – e quindi
poco utile alla causa
) qualche perplessità è venuta anche a me.
 Non tutti gli spettatori, probabilmente, avevano chiara la situazione.
Capisco i cori di «Vergogna!» quando è passata un’auto con la scritta
Enel. Capisco meno il fatto che la persona comune – supponiamola,
anche a torto ma strategicamente, ignara dei fatti
– si sia dovuta
sentire aggredita o quantomeno giudicata. Continua a leggere

Pubblicato in Piazzetta della cittadinanza attiva | Commenti disabilitati su La manifestazione No al Carbone di Cerano (Brindisi)

Il compagno Fini? [da Giornalismo Partecipativo]

 Pubblico un bell’articolo di Gennaro Carotenuto, tratto dal sito Giornalismo Partecipativo.
 
L’uscita di Fini e "finiani" dal Pdl è una buona notizia, ma non è – in alcun modo – un’uscita «da sinistra», come vorrebbe credere il Pd.
   
 Il compagno Fini?
 di Gennaro Carotenuto
 

 Qualcuno, perfino a sinistra, fa il tifo per Gianfranco Fini, non foss’altro che, come Bruto, avrebbe vibrato la prima coltellata a Cesare. Guardando i nomi degli oltre 40 parlamentari finiani (33 alla camera più una decina al senato) si vede però che più che la destra europea e moderna di “Fare Futuro”, quella degli Alessandro Campi e Sofia Alfano, è rappresentata un’accozzaglia di rautiani, qualche fascista non pentito, omofobi, cuori neri, tradizionalisti cattolici. E’ gente che a Fini deve la carriera più di quanto non la debba a Berlusconi ma che forse, le analisi politiche appaiono sottovalutarlo, più che andare “con Fini” va via “da Berlusconi”.
 
Li accompagnano altre schegge impazzite in uscita dal regime, come il fondamentalista liberale, ex-radicale, Benedetto Dalla Vedova. Il gruppone profila dunque non un’uscita dal PdL “da sinistra”, come invece molti credono, ma “da destra”, magari verso “La Destra”, ben più che verso un calderone centrista montezemol-rutellian-casinista che trovi una larga intesa col PD e magari poi accetti perfino Nichi Vendola come leader (il mondo dei sogni).
 
 Lo strappo dei finiani non c’è stato sulla laicità o sui migranti, temi sui quali il Presidente della Camera ha a lungo solfeggiato lo spartito della destra moderna (a volte a sinistra dell’ectoplasma del PD incapace di posizioni originali), ma si è potuto consumare solo su una legalità declinata come legge e ordine.
  Continua a leggere

Pubblicato in Politica | Commenti disabilitati su Il compagno Fini? [da Giornalismo Partecipativo]

Sicilia: un mare di petrolio

 
 Tanto petrolio
e royalties basse (i diritti da pagare all’amministrazione pubblica per poter compiere estrazioni petrolifere) sono gli ingredienti del piatto indigesto che si prepara a congestionare i mari siciliani, per i quali sono già state richieste decine di autorizzazioni a fini di ricerca e trivellazione.
 
Di quali siti si tratta lo ha raccontato Carla Incorvaia sul manifesto del 4 agosto. 6, al momento, sono le piattaforme attive: quelle di Eni ed Edison a Ragusa e nel Golfo di Gela; 20, invece, i permessi già concessi. «Alle isole Egadi, ancora nel Golfo di Gela, a Siculiana Porto Empedocle, Capo Rossello Palma di Montechiaro, Sciacca Agrigento, Sciacca Siculiana, Isole Pelagie, due a Punta Bianca Licata, a Stagnone Capo Feto, a Selinunte fiume Verdura, a Scoglitti Pozzallo, a Fiume Drillo Punta D’Aliga a Mazzara del Vallo Menfi».
 
La San Leon Energy, piccola società salentina con 10 mila euro di capitale sociale, ha chiesto i permessi per 3 esplorazioni petrolifere al largo della costa, tra Marsala, Sciacca e le isole Egadi. 20 sono poi «le compagnie in attesa di una risposta dal governo italiano»: 5 fanno capo al colosso britannico Nothern Petroleum, che con la Shell ha già iniziato le ricerche nel Mediterraneo. «La Northern Petroleum chiede di poter avviare ricerche anche nel golfo di Gela, nella zona di Capo Rossello ad Agrigento e, insieme agli irlandesi della Petrolceltic Elsa, nel mare tra Siculiana e Porto Empedocle». 3 possibili giacimenti anche per i canadesi della Hunt Oil Company, «tra Sciacca e Agrigento, a Siculiana Marina, e un terzo sito tra Mazara del Vallo e Menfi». La londinese Puma Petroleum «vuole stanziarsi a Lampedusa e Linosa», mentre un consorzio composto da British Gas insieme a Eni ed Edison «è interessato ad avviare ricerche a Licata e Punta Bianca». «Anche i texani» sono interessati al mare siciliano, nella zona di Scoglitti e Pozzallo, attraverso la Sviluppo risorse naturali (Srn), «società controllata dalla Mediterranean Resources con sede ad Austin in Texas». Infine, ci sono i canadesi della Nautical Petroleum, interessati alla zona compresa tra la foce del fiume Dirillo e punta D’Aliga».

 
Una buona notizia è invece la mozione presentata da Pd e Mpa, approvata ieri dall’Assemblea regionale siciliana (Ars) nella quale, come ha dichiarato Roberto Di Mauro, assessore al territorio, «il parlamento e il governo siciliani hanno mostrato all’unisono il loro parere sfavorevole alla trivellazione». Continua a leggere

Pubblicato in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura) | Commenti disabilitati su Sicilia: un mare di petrolio

«Il meglio» di una donna

 Oggi sono capitato su un sito di gossip, di cui non faccio il nome, e ho trovato esposto «il meglio» di una modella di cui non faccio il nome («il meglio» è proprio il titolo), vale a dire «diversi scatti, che abbiamo selezionato per voi, in un misto di sexy e hot, con veli e senza veli»: è questo, a quanto pare, il meglio di una donna.
 
 Nello stesso sito c’è una fotogallery con tre «pupe» riprese mentre realizzano un calendario. «Pupe», le chiamano: un termine che un tempo sarebbe stato ritenuto offensivo, ma che ora va bene, perché ampiamente sdoganato dal programma televisivo «La pupa e il secchione».
 
 Siti come questo non rischiano di chiudere per censura.
 
 Sia chiaro che non c’è, da parte mia, alcuna traccia di perbenismo: non sto criticando le modelle, né il fatto che possano essere pubblicate le loro immagini senza veli.
 
 Mi domando però perché una donna debba essere definita «pupa» (in latino «pupa» era la «bambola»), e perché il suo corpo – bellissimo, magari, ma non è questo il punto – debba essere considerato «il meglio» di lei.
  Continua a leggere

Pubblicato in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura) | 2 commenti

Smiley World: la modella della pubblicità non era una bambina

 
 Sabato scorso avevo pubblicato una lettera scritta da Valentina V. e tratta dal blog Femminismo a Sud, circa la pubblicità della linea Smiley World della ditta Cartorama (clicca sulla foto per ingrandirla). Nella lettera si lamentava l’uso in pubblicità di bambine truccate da adulte. Ho ricevuto una risposta da parte di Cartorama, che pubblico volentieri (senza bisogno di leggi che obblighino alla rettifica). La modella, mi si assicura, non è una bambina truccata da adulta, ma una modella «di circa 25 anni» truccata da bambina. Anche il target della campagna è diverso da quello che avevo immaginato e qui ammetto di essere stato un po’ superficiale. Il problema è che anche così il messaggio lanciato dai cartelloni mi pare ambiguo, rischiando di "sessualizzare" la figura infantile, piuttosto che far pensare alla «voglia di tornare bambini e sorridere».
 Apprezzo in ogni caso la risposta di Cartorama che, malgrado la propria buona fede,
si è interrogata sulla campagna e ha deciso di rimuovere il cartellone "incriminato".
 
 Il testo della risposta di Cartorama:
 
 La ringraziamo per la Sua segnalazione, che ci ha permesso di interrogarci internamente sulla nostra campagna Smiley.
 
 Siamo un’azienda da sempre molto rispettosa verso i nostri clienti finali e in particolare verso i bambini, ai quali una parte dei nostri prodotti sono indirizzati. Da sempre prestiamo la massima attenzione nel proporre i nostri prodotti in modo adatto al target di acquisto; non siamo mai stati una azienda che si pone come obiettivo campagne pubblicitarie aggressive o trasgressive.
 
 In questo specifico messaggio che ci segnalate, promuoviamo la linea Smiley World, una linea di prodotti il cui target va indicativamente dai 18 ai 25 anni. È una linea più adulta, non dedicata ai bambini ma ai ragazzi che, nonostante siano cresciuti, ancora amano i prodotti semplici e colorati, contraddistinti dall’icona della felicità. La modella della campagna infatti è e appare una giovane donna (ha circa 25 anni) con il fiocco rosa e il chewingum scoppiato, e sta ad indicare la voglia di tornare bambini e sorridere, e quindi la nostra intenzione era ben lontana dal voler strumentalizzare la donna o la purezza dei bambini, o dare un messaggio con connotazioni sessuale o sessista.
  Continua a leggere

Pubblicato in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura), Piazzetta della cittadinanza attiva | Commenti disabilitati su Smiley World: la modella della pubblicità non era una bambina