Porta Nuova – riflessioni a margine

A Porta Nuova persone inermi sono state caricate dalla polizia senz’alcuna provocazione. O meglio, la provocazione c’è stata: non far partire subito i treni, come ogni volta che si cerca lo scontro con i manifestanti.

Se i media facessero il loro dovere avremmo letto titoli come questo: «Viaggiatori diretti a Milano manganellati dalla polizia in attesa di poter partire sul solito treno in ritardo».

Siccome i media hanno scelto una parte, ecco come si rivolta la frittata. I passeggeri diventano la frangia violenta di un corteo pacifico (che in effetti pacifico è stato). E in ogni caso i manifestanti se la sono cercata perché… erano sprovvisti di biglietto!

Il che viene punito con teste rotte e ricoveri ospedalieri, nell’Italia democratica che vede l’ex capo della Digos di Genova – condannato in secondo grado per i fatti della scuola Diaz al tempo del G8 – responsabile della polfer torinese (e questore).

Attenti a obliterare il biglietto, la prossima volta che viaggiate con Trenitalia; non si sa mai…

Infine: quando sono i manifestanti a non far partire i treni sedendosi sui binari scatta la denuncia per interruzione di pubblico servizio. Ai “tutori dell’ordine”, per lo stesso reato, tocca un encomio solenne?

>>> Nel video, la prima fase delle cariche.

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Come diventare moderati a bastonate – di Alessandro Robecchi

Ripubblico, con il permesso dell’autore, l’articolo di Alessandro Robecchi Come diventare moderati a bastonate, uscito sul manifesto del 26 febbraio. Satira, certo, ma davvero molto vicina a ciò che succede ogni giorno. Basta “aprire” un telegiornale…

Voi siete qui – Come dive tare moderati a bastonate
di Alessandro Robecchi.

Gentili signori. Grazie per esservi iscritti al nostro corso “Diventa moderato in tre lezioni e, se serve, a bastonate”. Lasciate che vi presenti i tre relatori e le linee guida del loro pensiero.

Sergio Marchionne ci spiegherà che essere moderati aiuta. Per esempio aiuta a lavorare alla Fiat di Pomigliano. Come fare? Semplice: promettendo investimenti in cambio di un accordo. Poi, firmato l’accordo, fare il gesto dell’ombrello e scordarsi di aver mai pronunciato la frase «venti miliardi di investimenti». In presenza di sindacati moderati particolarmente ottusi che se ne scordano anche loro, il gioco può essere ripetuto. O si esporta in Usa o si chiudono due fabbriche. Funziona. Davanti a un cazzotto in faccia, infatti, l’estremista pensa: «Ehi, perché mi picchi?», mentre il moderato pensa «Beh, poteva andar peggio, poteva spezzarmi una gamba».

Elsa Fornero, ministro del lavoro, sa che la maggior parte dei lavoratori sono licenziabili anche per motivi discriminatori, mentre alcuni no perché protetti dall’articolo 18. Estenderlo a tutti, dunque? Siete pazzi? Un vero moderato dirà: prima leviamolo a tutti (fase uno) e poi diamo degli ammortizzatori sociali (fase due). Quando si scoprirà che per la fase due non ci sono soldi, i moderati che ci sono cascati dovrebbero spararsi in un piede, ma non lo faranno, perché essi detestano i gesti estremi. È un altro pregio dei moderati: sparano sempre a qualcun altro.

Mario Monti ci parlerà invece della moderazione per sottrazione. Avendo in programma di comprare 131 cacciabombardieri, avrebbe potuto dire «Annulliamo l’ordine». Ma l’estremismo non paga, amici, e così ha deciso che ne compreremo “soltanto” 90. Quando i soliti fastidiosi estremisti chiederanno: «Che cosa cazzo ce ne facciamo esattamente di 90 bombardieri?», i moderati potranno soavemente rispondere: «Ma non siete mai contenti!».

Grazie. Il nostro corso finisce qui. La retta? Tranquilli, avete già pagato.

>>> PS: Contro i finti moderati, ricordo che su Facebook è possibile iscriversi al gruppo «Irresponsabili estremisti».

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La partecipazione popolare proprio non gli va giù

http://youtu.be/74RlA52cDRA

La partecipazione popolare proprio non gli va giù.

Manifestazione No Tav affollata, partecipata, pacifica. Grande prova di maturità di una comunità in lotta da 20 anni.

Ennesimo esempio di partecipazione attiva che – piccolo barlume di luce – ancora permette di sperare per il futuro.

Ennesima carica inutile, la sera a Porta Nuova, contro i manifestanti che prendevano il treno per Milano.

Le forze dell’ordine, certo. Di quale «ordine»? Agli ordini di chi?

Tanto perché i media continuino a parlare dei violenti. Quelli che tengono sotto scacco un’intera valle, anzi, un intero Paese.

Ebbene: i violenti ci sono davvero. Stanno seduti in alto e non si fanno scrupoli a spargere il sangue. Che la democrazia mica possiamo tenerla per noi: dobbiamo esportarla in Afghanistan. Possibilmente a prezzi competitivi, per non uscire dal mercato.

>>> Preziosa la testimonianza del video, alla quale c’è davvero poco da aggiungere.

Per un commento politico, riporto la dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista (i grassetti sono miei):

«Le cariche avvenute stasera alla stazione di Torino contro i manifestanti NO TAV segnalano due cose. Una porcheria politica perché è evidente che mandare gli agenti in stazione aveva unicamente l’obiettivo di determinare una situazione di tensione per poter dipingere come al solito il movimento NO TAV come una problema di ordine pubblico. In secondo luogo segnalano che è stata data mano libera alla polizia e ai carabinieri per intervenire in modo provocatorio e intimidatorio: due cariche gratuite contro i giovani che volevano prendere il treno, gente accerchiata in stazione e richeista dei documenti come se fossimo in Cile negli anni della dittatura. Una cosa che sarebbe da pazzi se non avesse una precisa finalità politica: cercare di ridurre ogni movimento sociale ad un problema di ordine pubblico. Questa è l’altra faccia del governo dei poteri forti: dialogo e cinguettii con i banchieri, paternalismo autoritario nella comunicazione di massa e manganelli e intimidazione verso chi dissente».

A proposito, a capo della polfer di Torino c’è Spartaco Mortola, condannato in secondo grado per l’irruzione alla scuola Diaz ai tempi del G8 di Genova, quand’era il numero uno della digos locale. Una curiosa coincidenza…

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5 anni di blog

Così oggi, 25 febbraio, un po’ in sordina a causa delle tante cose da fare, questo blog compie 5 anni!

Avrei voluto organizzare qualcosa, ma sarà per il prossimo anno…

Un grazie a tutte le persone che negli anni si sono affezionate a questo spazio!

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Sabato in Val di Susa – conferenza stampa


Domani
, giovedì 23 febbraio alle ore 17, ad Aosta, presso la sede dell’ARCI-Espace Populaire, via J.B. Mochet 7, i rappresentanti dell’ARCI, di Legambiente e della Federazione della Sinistra illustreranno alla cittadinanza e agli organi di informazione le ragioni della manifestazione indetta per il 25 febbraio dal movimento NOTAV della Val di Susa.

Tutt* i/le cittadin* sono invitat* a partecipare.

Se qualcuno vuole andare a Susa dalla Valle d’Aosta, può comunicarlo – al più presto – ad Alex Glarey (Arci) 3204352548 o a Francesco Lucat (Rifondazione VdA) 3290324022.

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Noto Mezzogregorio, grande occhio Nato del Mediterraneo [di Antonio Mazzeo]

Ripubblico con il consenso dell’autore un articolo di Antonio Mazzeo, il cui blog invito a visitare.

Si tratta dell’ennesima conferma del fatto che le servitù militari hano conseguenze dirette sulla vita dei cittadini e che spesso la guerra uccide anche dove non infuria direttamente. Con buona pace di quella carta ormai dimenticata, che imporrebbe alla Repubblica di ripudiare il conflitto armato.

Noto Mezzogregorio, grande occhio Nato del Mediterraneo
di Antonio Mazzeo.

Panorami mozzafiato, a nord l’Etna innevata, da est a sud il mare azzurro smeraldo dello Ionio e del Canale di Sicilia. Intorno, le innumerevoli cave di calcare dell’altopiano ibleo, i voli dei falchi, i carrubi, i mandorli, gli ulivi. Le antichissime necropoli lambite dai letti di fiumi e ruscelli. I ruderi di eremi e chiese bizantine, i resti di quella che fu l’antica Noto spazzata dal funesto terremoto del 1693. Più a valle, la Noto nuova, città-gioiello del barocco siciliano. Su per i tornanti, a una decina di chilometri in direzione nord-ovest, contrada Mezzogregorio, 639 metri sul livello del mare. Un balcone con vista su mezza Sicilia e il Mediterraneo. Dalla fine del 1983, ospita una delle stazioni radar più importanti e meno conosciute dell’Alleanza Atlantica. Un enorme fungo-pallone bianco si erge a fianco di edifici e casermette. Più a lato, su una torretta, un radar che si muove incessante. A un centinaio di metri, separata da una stradina, una seconda area sottoposta a servitù militare, con sette alte antenne per le telecomunicazioni. È domenica, ma i camion e le ruspe si alternano all’ingresso dei cancelli della base del «34° Gruppo Radar GRAM dell’Aeronautica Militare di Siracusa». Accanto al fungo-pallone, alcuni operai lavorano a una nuova grande torre in cemento armato. Altri sono impegnati a scavare e posare lunghi cavi di acciaio. Le opere di ampliamento della telestazione di guerra sono iniziati qualche mese fa. «A Mezzogregorio è in atto l’ammodernamento delle strutture operative e tecniche nell’ambito del progetto Air Command and Control System (ACCS), che prevede il progressivo trasferimento delle funzioni di controllo radar presso un unico centro operativo nazionale», spiegano i portavoce dell’Aeronautica militare. Continua a leggere

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Allattare su Facebook

Update: in questo articolo avevo pubblicato un’imprecisione. La mia amica Elena era stata sospesa da Facebook per motivi tuttora sconosciuti; la foto “incriminata” (una donna nera che allatta un bambino bianco, forse albino) è costata invece la sospensione a Marco Pusceddu. Rimane invariato il senso dell’articolo.

Occhèi, non cambierò il mondo prendendomela con Facebook, ma due parole le dico.

Su Facebook le donne non devono allattare.

Perché Facebook, evidentemente, ama i biberon, le pappette, i biscotti granulati. Il latte materno no, troppo naturale.

O forse per Facebook l’allattamento al seno va confinato entro le mura di casa. Per il suo “contenuto sessuale” esplicito.

Era già capitato, e ne avevo parlato QUI. È successo di nuovo con un’immagine che è “costata” la temporanea sospensione dal social network prima a Marco Pusceddu e poi alla mia amica Elena, che ha, come raccontato la vicenda in un post al quale rimando.

Non pubblico la foto perché da qualche anno – da quando è nata mia figlia – ho scelto di non pubblicare foto di minori. In più, in queste pagine mi sforzo di pubblicare solo cose mie o per le quali ho ricevuto il permesso, anche se potrà sembrare strano, visto che non sono amico dei diritti d’autore (si veda in proposito il progetto appropriazionedebita, in verità ancora in fase embrionale).

Non pubblico la foto ma potete vederla nel post di Elena. Si tratta, in ogni caso, di una donna africana che allatta un bambino bianco (immagino albino). Una scena quotidiana, normalissima. Di contenuto sessuale esplicito, secondo Facebook.

Non pubblico la foto qui, ma l’ho pubblicata su Facebook, a mo’ di provocazione. Per ribadire che non c’è nulla di pornografico o di censurabile in una donna che allatta. Per esprimere solidarietà a chi è stat* sospes*. Per vedere se “puniranno” anche me.

Informerò chi bazzica da queste parti degli eventuali, attesissimi, sviluppi.

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