Arringo la folla

Quasi quasi arringo la folla. Mi presento come la rivoluzione. Reinvento le regole che sono alla base del funzionamento dello Stato. Sospendo la democrazia. Faccio da solo. Mi affaccio su una piazza San Pietro gremita e dico: «Buonasera». Accendo la candela.  Chiedo ai magistrati di Taranto di farsi da parte perché l’Ilva non può chiudere. Chiedo ai magistrati di sospendere i processi che vedono imputato l’ex capo del governo perché l’ex capo del governo è ancora capo di una fazione grossa. Mi metto su YouTube e mi faccio scaricare. Mi pubblico come e-book e mi faccio acquistare online. Mi reinvento, lascio il posto fisso e divento più flessibile. A flettersi troppo ci si mette a 90. Come la paura. Scrivo una canzone. Gli accordi per chitarra della strofa: RE- LA- MI7; quelli del ritornello: SOL RE DO MI-. Mi accorgo che ho fuso gli accordi di altre due canzoni: Fischia il vento (tradizionale) e Polly (Nirvana). Il testo è in alto mare, ma parla della crisi.

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La crisi non finisce
perché lo hanno deciso
Lo spread è importante
perché lo hanno deciso
Ti vogliono flessibile
perché lo hanno deciso
È fiscale
il solo Paradiso

Rit. Mamma mamma
mamma che commedia (3)
basta solo difendere la sedia

Mi fotografo a tempo perso con il computer, fingendo di essere intento a cantare. O ad arringare.

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Nichel e zinco nel centro di Aosta

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Due lanci ANSA
di ieri – lunedì 11 – mi portano a tornare sulla questione “aria che respiriamo” nella piccola Aosta, la città in cui vivo, incastonata in una valle alpina lunga e stretta e sede di un’importante acciaieria, la Cogne Acciai Speciali (CAS), situata ormai in piena città.

1. «Il nuovo sistema di campionamento adottato dall’Arpa della Valle d’Aosta ha registrato un incremento della presenza di Nichel (di 2,6 volte) e di Zinco (di 1,4) nella centralina della qualità dell’aria in piazza Plouves, nel centro di Aosta, dopo gli incrementi rilevati nel 2012 dalle apparecchiature in via Primo maggio, all’interno dell’area dello stabilimento della Cogne acciai speciali».

«La nuova apparecchiatura, più efficiente della precedente e considerata oggi lo standard da impiegare, ha dimostrato di rilevare meglio le polveri più vicine ai Pm10. I valori di Pm 2,5 registrati sono invece pressoché costanti, come quelli di altri metalli», ha spiegato all’ageniza di stampa Claudia Taricone di Arpa.

Non si tratterebbe dunque di un aumento delle emissioni, ma dei risultati di un’analisi più accurata. Il che, tradotto, significa che la qualità dell’aria di Aosta è da tempo peggiore di quanto si sapesse.

«I primi risultati della nuova strumentazione impiegata anche in piazza Plouves fanno riferimento al periodo compreso tra il 7 novembre del 2012 e il 21 febbraio scorso. Le analisi di Arpa proseguiranno nel 2013 anche con l’impiego di un laboratorio mobile dotato della nuova strumentazione e che sarà operativo in due diverse zone della città, con diversi obiettivi. ”Entro l’anno analizzeremo la qualita’ dell’aria sia vicino alla Pepinière d’Entreprises sia in corso Lancieri. Nel primo caso verificheremo il rispetto dell’applicazione dell’autorizzazione integrata ambientale da parte della Cogne Acciai speciali. Nel secondo analizzeremo l’impatto delle emissioni della Cas in una zona della città densamente abitata», ha aggiunto Taricone.

In merito ai nuovi dati rilevati in piazza Plouves, Alessandra Piccioni, presidente del locale circolo di Legambiente ha dichiarato: «Se nei prossimi mesi i dati della centralina di piazza Plouves confermeranno le nuove misurazioni, sarà necessario rivedere il cronoprogramma dell’applicazione dell’Autorizzazione ambientale integrata».

2. Intanto, la procura di Aosta «è in attesa del rapporto dell’Usl relativo all’inchiesta sulla qualità dell’aria nel capoluogo valdostano. L’azienda sanitaria aveva ricevuto l’incarico dopo l’apertura del fascicolo affidato, nel dicembre scorso, al pm Pasquale Longarini».

«L’inchiesta si fonda sui dati registrati dalle centraline dell’Arpa nel 2012 (e acquisiti dalla procura), con particolare riferimento alla zona adiacente allo stabilimento siderurgico della Cogne Acciai Speciali. All’origine dell’inchiesta vi è, secondo quanto si è appreso, il peggioramento della qualità dell’aria, con l’aumento della presenza di sostanze inquinanti».

Tornerò sull’argomento. Intanto linko le Serie storiche relative alle concentrazioni medie annue di metalli pesanti rilevate nelle stazioni di Aosta aggiornate al 2012 (dal sito dell’Arpa regionale). Questa è l’aria che respiriamo quassù, nella valle felice intramontana.

Qualcuno pensa di dire qualcosa prima delle imminenti elezioni regionali?

>>> Leggi anche L’aria che respiriamo non è balsamica.

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Il Movimento 5 Stelle secondo Wu Ming

<iframe src="http://player.vimeo.com/video/61402981" width="500" height="281" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe> <p><a href="http://vimeo.com/61402981">Gad Lerner intervista il collettivo Wu Ming sul Movimento 5 stelle</a> from <a href="http://vimeo.com/stereo8">Stereo 8</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>

Il Movimento 5 Stelle secondo il collettivo di scrittori Wu Ming, in un’intervista di Gad Lerner.

Trovo che il video contribuisca molto bene a spiegare alcune delle cose che ci stiamo chiedendo in questi giorni sull’accoppiata Grillo-Casaleggio e il loro partito politico.

>>> Sul Movimento 5 Stelle leggi anche la Lettera aperta a Beppe Grillo sull’articolo 67 della Costituzione e questa meravigliosa tavola firmata gattorosso.

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Bisognerebbe svegliarsi

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Una tavola (in tutti i sensi) dell’amico Ronnie (che da un po’ di tempo si firma gattorosso). La situazione politica è quella che è – da incubo – e verrebbe voglia di svegliarsi. Ma forse, semplicemente, dovremmo farlo…

Cliccate sull’immagine per vederla ingrandita.

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Riposa in pace

È morto Hugo Chavez, grande Presidente che ha dimostrato con i fatti che il mercato non è l’unica strada percorribile per garantire la felicità dei propri concittadini e che gli Stati Uniti non sono «la più grande democrazia del mondo».

Non a caso, i nostri ineffabili leader-padroni lo consideravano un dittatore.

Che possa riposare in pace e che il Venezuela non perda la strada.

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Lettera aperta a Beppe Grillo sull’articolo 67 della Costituzione

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Carissimo Grillo,

nell’ormai celebre post Circonvenzione di elettore, tu te la prendi con l’articolo 67 della Costituzione, che dice: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzini senza vincolo di mandato».

Come sai, tuttavia, questo articolo non autorizza l’eletto a tradire le proprie promesse, né a cambiare casacca passando da sinistra a destra (o viceversa) a seconda delle convenienze economiche e politiche. Si tratta di un principio volto a garantire la massima libertà di coscienza e soprattutto il carattere parlamentare della Repubblica italiana.

Quante volte abbiamo visto maggioranze traballanti chiedere ai propri parlamentari obbedienza assoluta, facendo ricorso in maniera esasperata allo strumento della fiducia? Vota la Tav, vota la guerra, vota il mio interesse che sennò cade il governo, torna l’uomo nero di Arcore, ci mandano tutti a casa… Ma la Costituzione prevede ben altro ruolo per il Parlamento, in quanto insieme dei rappresentanti dei cittadini.

Diciamo piuttosto che bisogna cambiare la legge elettorale: chi tradirà le promesse fatte, chi non saprà spiegare perché – semplicemente – avrà cambiato idea, non sarà rieletto, se toglieremo il potere di decidere i parlamentari alle segreterie dei partiti.

Ma non rinunciamo, per punire i trasformisti, al carattere parlamentare della nostra democrazia. Che il Parlamento possa essere ciò che doveva e che forse non è mai stato: un luogo nel quale i nostri rappresentanti discutono per migliorare le proposte di legge, anziché il ring dal quale fare uscire il presidente del Consiglio. La Costituzione italiana andrebbe applicata, invece che stravolta.

Oppure ammettilo che questo sistema sta bene anche a te che sei così «nuovo», e che anche tu intendi contribuire alla deriva autoritaria, presidenzialista, nella quale, da anni, stiamo sprofondando; che anche tu, insomma, credi, o fingi di credere, alle famigerate esigenze di governance, nel nome delle quali spesso sacrifichiamo gli stessi principi della democrazia.

Che tu non ascolti il capo dello Stato o il segretario del Pd posso capirlo, ma io che non ho mai votato il fiscal compact o imposto governi tecnici una risposta penso di meritarla.

Mario Badino
Cittadino italiano

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L’aria che respiriamo non è balsamica

aosta

Per chi mi volesse meno polemico, segnalo una volta di più l’indirizzo http://ziapoe.noblogs.org/, dove potete trovare le mie poesie, commentarle e vedere che se insegno italiano in fondo è anche perché quella roba mi piace, continuo a contare le sillabe dei versi e mi commuovo davanti alle tonalità che la luce assume nel corso della giornata.

Se poi credete che l’impegno civile sia necessario in una società che uccide nel nome del profitto e che non guarda in faccia a nessuno, neppure ai propri membri, quelli più indifesi, i bambini, continuate a leggere queste pagine.

Abito ad Aosta, graziosa città d’arte incastonata sul fondo di una valle lunga e stretta, nel cielo della quale ristagnano i fumi delle auto, dei camini e delle ciminiere. Quelle della Cogne Acciai Speciali (CAS), ormai inglobata nella città, rumori e inquinamento compresi.

Dell’ILVA di Taranto finalmente si parla, si dice di una terra avvelenata, si comincia a rifiutare l’alternativa tra salute e lavoro. Quanto accade ad Aosta, invece, è spesso sconosciuto al resto d’Italia, talvolta ai cittadini stessi, che invece di pretendere chiarezza pensano che un’acciaieria in piena città non abbia conseguenze in fatto di tumori, che la pista ciclabile e pedonale che attraversa l’area industriale sia un ottimo posto per andare a correre, che l’aria di montagna sia per forza balsamica.

I dati recentemente diffusi dall’Arpa Valle d’Aosta raccontano un’altra storia. Come rilevato nel comunicato di Legambiente che pubblico di seguito. Tornerò più volte sull’argomento. Si tratta dell’aria che respiro e che faccio respirare ai miei figli.

Cogne Acciai Speciali: I primi dati ARPA del 2012 confermano un trend in forte crescita nelle emissioni di metalli pesanti

Sono stati pubblicati qualche giorno fa, sul sito dell’A.R.P.A. VdA, i dati inerenti la concentrazione di metalli pesanti nelle polveri PM10 relativi alla centralina di rilevamento di via 1° Maggio nell’anno 2012.

Il Circolo Legambiente Valle d’Aosta aveva da tempo sollecitato questi dati, dopo avere richiesto e reso pubblici quelli degli anni precedenti, che indicavano un marcato aumento della presenza dei metalli pesanti nella città, sia nell’aria ambiente che nel terreno (deposizioni atmosferiche).

Ebbene, i dati appena resi pubblici del 2012, ottenuti con un nuovo e maggiormente accurato sistema di rilevamento, confermano le nostre preoccupazioni: non siamo in presenza di un semplice aumento dei valori, ma in molti casi di un raddoppio o più.

In particolare:

lo Zinco passa da 197 Ng/m3 del 2011 ai 233 nel 2012;
il Ferro schizza da 436 Ng/m3 nel 2011 a 1310Ng/m3 nel 2012, triplicando il valore;
il Nickel, il cui valore obiettivo per legge è pari a 20Ng/m3, raddoppia, passando da 28 a 54 Ng/m3 (si tratta di un metallo classificato come cancerogeno di classe 1 dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro).
In forte aumento anche il Cromo (da 86 Ng/m3 nel 2011 a 267 nel 2012: anche qui una triplicazione del valore misurato) e il Manganese (da 84 a 122 Ng/m3).

Questi dati, riferiti, lo ricordiamo, alla sola centralina di via 1° Maggio, testimoniano quale sia l’impatto sulla qualità dell’aria delle emissioni convogliate (ossia provenienti dai camini) della CAS, come scrive ARPA VDA in uno studio pubblicato in gennaio, nel quale veniva anche proposto uno schema di dispersione degli inquinanti provenienti dall’acciaieria. In base ad esso, valori non molto differenti da quelli registrati in via 1° Maggio sono attribuibili all’area di Corso Lancieri, densamente abitata.

Soltanto la pubblicazione dei dati relativi alla centralina di piazza Plouves, Continua a leggere

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