Sguardi da dietro i vetri

 
 Sul finire dell’estate avevo pubblicato un articolo su un’esperienza molto interessante indicatami da un
«lettore del blog», Federico, studente del corso di laurea in Pianificazione e
politiche per l’ambiente
presso l’Università Iuav di Venezia. Si trattava di un seminario itinerante
organizzato dal professor Virginio Bettini: 15 giorni di strada, a piedi, lungo la via Francigena, riflettendo e discutendo di ecologia del paesaggio, pianificazione urbanistica, valutazione
ambientale
e antropologia.
 Il seminario di quest’anno prevedeva un percorso compreso tra Losanna, in Svizzera, e Gropello Cairoli (Pavia). Quello che segue è il testo di un’e-mail inviatami da Federico, che contiene alcune impressioni e sensazioni di viaggio, legate in particolare al rientro in Italia e, soprattutto, nella Pianura padana.
 Pensieri sui quali fermarsi a riflettere, che pubblico senz’altra introduzione.
 
 Ciao,
 
 

mi ero promesso di scrivere qualcosa a proposito delle due settimane a piedi tra Svizzera e Italia, a proposito di quei giorni che hanno preceduto la mia partenza dall’Italia in direzione di Lisbona.
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Lo scempio [da Miss Kappa]

 Un osservatorio privilegiato sui luoghi terremotati d’Abruzzo è sicuramente il blog Miss Kappa («Ebbene sì, mi scappa spesso. A volte trattengo, ma poi devo farlo. Scriverò, dirò tutto»), di Anna Pacifica Colasacco. Come scrive l’autrice, il blog «non aveva un indirizzo preciso: vagava dai problemi esistenziali, alla politica, alle facezie, alle pinzellacchere»; fino al 6 aprile 2009, data a partire dalla quale «continua a parlare della sua autrice e, quindi, del terremoto de L’Aquila», denunciando le mancanze, i ritardi, gli scempi della ricostruzione. Come nel testo che segue, che ripubblico con il consenso dell’autrice, per mostrare "con precisione fotografica" quali siano la natura e la portata del «miracolo» sbandierato da Berlusconi.
 Le foto dell’articolo sono riprese dal post originale.
 
 Lo scempio
 [dal blog Miss Kappa]
 
 Camarda è un piccolo borgo medioevale, frazione del Comune di L’Aquila, che si trova in una stretta valle alle pendici del Gran Sasso ed alle porte dell’omonimo Parco Nazionale.
 
 È stato distrutto per il 70% dal sisma del 6 aprile. Gli abitanti, 512, avrebbero potuto alloggiare dignitosamente in moduli abitativi provvisori, cioè rimovibili, in attesa di una ricostruzione che non facesse scempio dello splendido paesaggio. Continua a leggere

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5 dicembre: No-B Day

 
 Il prossimo 5 dicembre
sarà – con la manifestazione di Roma e in tutta Italia – il No-B Day.
«B» (era il caso di dirlo?) è Berlusconi, l’uomo che ha appena
privatizzato l’acqua, quello che è sulla buona strada per riportare il
nucleare nel Paese dello scandalo rifiuti, lo statista che qualche anno
fa ha mostrato come biglietto da visita le botte di Genova ed esibisce
ancor oggi un immutato senso dello Stato, inteso come proprietà
personale, sua e al limite di qualche amico, da plasmare a seconda
degli interessi di bottega.
 Del resto parliamo di uno che, come recita la splendida canzone bocca mafiosa (che invito a riascoltare e a cantare nelle piazze il 5 dicembre), è entrato in politica «per scampare alla prigione», fatto che anche il diretto interessato ha più volte
ammesso.
 Liberarsi di lui è l’unica speranza
per un Paese ormai allo sbando, cosa che in tanti abbiamo capito da un
pezzo (eccezion fatta, temo, per le anime belle del Pd, che forse hanno
paura di dover spiegare in che cosa il loro programma politico
differisca da quello del "Popolo" della Libertà).
 Quello che segue è il testo dell’appello
che istituisce il No-B Day. Non sarà una manifestazione di questo tipo
a far cadere Berlusconi ma, in un presente così spaventoso, non
possiamo lasciare nulla d’intentato. Negli ultimi tempi, per di più, Berlusconi è
alle prese con tantissimi grattacapi; creargliene un altro male di
sicuro non fa. Se poi le "opposizioni" si accorgessero che il loro ruolo non dovrebbe essere quello di accarezzare il governo… Continua a leggere

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Restiamo Umani: lunedì 14 dicembre Vittorio Arrigoni ad Aosta

 
 
Lunedì 14 dicembre 2009 alle ore 21.30 presso il circolo Arci espace populaire
di Aosta si terrà un incontro con Vittorio Arrigoni, pacifista
dell’International Solidarity Movement (ISM), unico italiano rimasto a
Gaza durante i bombardamenti dell’operazione israeliana «Piombo fuso»,
tra il dicembre dell’anno scorso e il gennaio di quest’anno.
 Vittorio, insieme ai suoi compagni dell’ISM, era a bordo delle
ambulanze della Mezzaluna Rossa, nella speranza di costituire un
elemento deterrente contro il tiro a segno dell’aviazione israeliana,
che non ha risparmiato neppure i mezzi di soccorso. Diversi medici e
autisti d’ambulanza sono stati uccisi a Gaza mentre erano impegnati a
salvare vite umane, nel corso di un’operazione militare che ha provocato (per
ammissione dello stesso esercito di Israele) più di 1400 vittime,
molte delle quali giovanissime, oltreché civili. Continua a leggere

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18 novembre: l’anniversario della vergogna e le prossime elezioni comunali

 

 Scrivo in
queste ultime ore della giornata, non ho potuto farlo prima, per
ricordare la grande vergogna del 18 novembre 2007, quando il primo
referendum propositivo
della storia d’Italia fu boicottato – e fatto
fallire – dalla campagna pressante dell’Union Valdôtaine, il partito di
governo, che invitava pubblicamente i cittadini a restare a casa, a non
andare a votare (un invito sconcertante da parte di un partito che dopo
30 anni ininterrotti alla guida della regione un po’ di senso delle
istituzioni dovrebbe aver acquisito).
 
 Al di là del contenuto dei quesiti referendari, era la prima volta che
in Italia si votava una proposta di legge popolare con la
consapevolezza che un’eventuale vittoria dei SÌ sarebbe stata
vincolante per il legislatore (regionale, in questo caso), a patto
naturalmente di raggiungere il quorum. Chi aveva tutto da perdere dalla
vittoria dei SÌ, invece di fare campagna per il NO, consigliò ai
cittadini valdostani di restarsene a casa, perché «Pas de sens, pas de
vote» («Niente senso, niente voto»), com’era scritto sui manifesti in
giro per la regione. Continua a leggere

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Saviano: lettera aperta (e appello) a Berlusconi sulla riforma della giustizia

 
 PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO
 


 SIGNOR Presidente del Consiglio,
 
 io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.
 
 Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.
 
 Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E’ una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
 
 ROBERTO SAVIANO
 
 Firma l’appello sul sito di Repubblica

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Pino Maniaci, Daniele Marannano e Massimo Brugnone ad Aosta

 
 
 Martedì 17 novembre alle ore 20,45 nella Biblioteca regionale di Aosta si svolgerà un incontro-dibattito aperto al pubblico sul tema «Comunicare la legalità». L’incontro rientra negli appuntamenti del progetto «Percorso della
Legalità», organizzato dalla Presidenza della Regione e dall’Assessorato
regionale all’Istruzione e cultura, con la collaborazione del Sindacato
Autonomo di Polizia, del Comune di Aosta e della Presidenza del
Consiglio regionale.
 
Il Sindacato Autonomo di Polizia non mi sta molto simpatico: se non sbaglio, ha difeso l’operato delle forze dell’«ordine» al G8 di Genova e poi non voglio parlare di polizia (anche se non bisogna generalizzare), in un momento in cui le suddette «forze» sono utilizzate come bastone cieco nelle mani di un potere ben poco democratico. Anche con le istituzioni non vado sempre d’accordo, ma tant’è (dico sempre «tant’è», ma che vuol dire?).
 
Ciò premesso, non posso non pubblicizzare l’incontro, perché saranno presenti Daniele Marannano, fondatore del movimento Addio Pizzo di Palermo, Massimo Brugnone, referente per la Lombardia del movimento …e adesso Ammazzateci tutti e (per quanto mi riguarda) soprattutto Pino Maniaci, fondatore di Telejato, emittente televisiva privata a conduzione famigliare con sede a Partinico (Palermo), nota principalmente per le sue campagne contro le mafie. Continua a leggere

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