Assemblea Permanente NO F-35: Contro le spese militari e l’aggravamento delle condizioni di vita dei cittadini.

 

 Ricevo e volentieri rilancio questo comunicato dall’Assemblea Permanente NO F-35 di Novara, che promuove un convegno nazionale per questo sabato, 17 luglio, «contro le spese militari e l’aggravamento delle condizioni di vita dei Cittadini». NB: il link che rimanda all’articolo sulla ditta appaltatrice della base di Cameri, la Maltauro di Vicenza, è mio.
 
 Contro le spese militari e l’aggravamento delle condizioni di vita dei cittadini
 Assemblea Permanente NO F-35
 
 L’Assemblea Permanente NO F-35 promuove un Convegno Nazionale a Novara per il 17 luglio 2010 presso la sede del Circolo Banditi di Isarno (Via Martiri di Isarno, Fr. Vignale-Novara) sul tema: «Contro le spese militari e l’aggravamento delle condizioni di vita dei Cittadini».
 
 All’iniziativa sono invitati i Cittadini, i Comitati e le Associazioni che da anni si battono contro la guerra, contro le Basi militari e le “Fabbriche della Morte” presenti sul territorio nazionale e per varare un calendario di iniziative locali sino ad arrivare a una scadenza centrale.
 
 Dobbiamo tener conto che le spese militari programmate sono quantificate attorno ai 29 miliardi, che escono dalle tasche dei cittadini (5 miliardi in più dell’ultima finanziaria), e saranno la causa principale dell’aggravamento generalizzato delle condizioni di vita della popolazione.
 
 Promuovere l’opposizione a queste enormi spese militari vuol dire prendere coscienza che qui, presso la base aerea di Cameri è stato assegnato l’appalto per 150 milioni di euro (circa 300 miliardi delle vecchie lire) alla ditta Maltauro di Vicenza per la costruzione del capannone della FACO (futuro centro di assemblaggio dell’F-35), con ricadute quasi nulle sul territorio. Sbugiardando così la propaganda bipartisan dei partiti istituzionali.
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Nave libica tenta di rompere il blocco di Gaza. La marina israeliana la circonda.

 Aggiornamento: La nave libica ha fatto rotta sull’Egitto, accettando il diktat israeliano.



 Non ne so ancora molto, ma la notizia è autentica perché mi è stata inoltrata da Vittorio Arrigoni, l’attivista italiano per i diritti umani che in questo momento si trova a Gaza, il quale ha passato ai propri contatti QUESTO LINK, cui frettolosamente rimando.
 Ho qualche difficoltà a connettermi a internet quando voglio, in questi giorni, ma conto di pubblicare quanto prima possibile un aggiornamento.
 In sostanza, alle 16.50 locali (le nostre 15.50), una nave libica carica di aiuti umanitari destinati alla popolazione civile di Gaza è stata intercettata e circondata da navi guerra israeliane a circa 100 miglia dalla meta. I militari israeliani hanno minacciato un attacco se la nave non cambierà direzione e volgerà verso l’Egitto.

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Vittoria femminile alla Granparadiso estate

 Barbara Tutino al traguardo della VII Marcia Granparadiso estate
 È Barbara Tutino, pittrice residente a Valnontey (Cogne, Aosta) la sesta atleta a salire sul gradino più alto del podio della Marcia Granparadiso estate.
 Si tratta della prima vittoria al femminile di questa competizione, che Tutino dedica al coscritto Elmo Glarey, guida alpina di Cogne scomparsa lo scorso maggio
in
montagna
.
 Pubblico di seguito un breve testo della vincitrice (il regolamento prevede che il primo classificato scriva un piccolo commento; naturalmente pubblico volentieri anche quelli – facoltativi – degli altri partecipanti).
 
 «È la prima volta che vinco, insomma, che arrivo prima in qualche cosa, perciò non nascondo che ne sono fiera e contenta, anche se la marcia non è competitiva e noi partecipanti proprio questo apprezziamo. Avendo una certa avversione istintiva per la retorica dello sport, non per lo sport in sé, anzi, siamo tutti piuttosto sportivi, ma per i primati, le coppe e le medaglie, i fanatismi… lontani parenti  delle fanfare militari… Dove non si ride mai e si finisce sempre col farsi del male.
 E dedico questa vittoria al mio coscritto Elmo Glarey»
 
 Questo spazio sarà aggiornato quanto prima con materiale vario, anche fotografico. I nomi dei partecipanti sono registrati negli annali della Marcia.
 

Concorrenti alla partenza della VII Marcia Granparadiso estate

 
 Anticipo intanto l’ordine d’arrivo dei 10 concorrenti che hanno concluso il percorso:
 
 1) Barbara Tutino (Valnontey);
 2 ex aequo) Gianni
Di
Mambro
e Nunzia Di Lanna (Saint Pierre);
 4) Henry Doran (Bethesda, Maryland);
 5) Mario Badino (Aosta);
 6 ex aequo) Laurent Vicquéry (Sarre), Simone Soldà e Wilma Cheillon (Valpelline);
 9) Vally Lettry (Gimillan);
 10) Louis Ronchail (Aymavilles).
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Il principe di Danimarca

 
 Faccio
o non faccio il proclama?
 Vorrei approfittare dell’estate per rimettere mano a un mio scartafaccio, intitolato «Il Principe di Danimarca».
 Vi suona familiare?
 Vuol dire che da qualche parte mi sarò ispirato.
 
 Vi terrò informat* (che suspence!) e, se i risultati saranno quelli sperati (da chi non è dato sapere), a settembre l’«opera» sarà pubblicata online, gratis e con l’invito a condividerla liberamente.
 Ancora non è sicuro neppure se sarà un testo da leggere o un dramma (ommamma, dramma in che senso?), ma alle compagnie teatrali che stanno leggendo queste righe
propongo di tenersi pronte, sempre che il ministro Bondi non riesca a farle fuori prima della pausa agostana.
 
 Marcio, in giro, ce n’è finché si vuole, mi pare; proverò a parlarne in tono shakespeariano…
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Solidarietà al popolo aquilano in lotta caricato dalla polizia a Roma

 

 
 Più
di 14 mesi dopo il terremoto, L’Aquila è più o meno come all’indomani del sisma.
 Non si è ricostruito. Non si sono sgombrate le macerie. Non si è permesso che la vita riprendesse a pulsare nelle vie e nelle case del capoluogo abruzzese.
 Si è scelto di trasformare L’Aquila in una città fantasma.
 Intanto, il governo Berlusconi si è fatto bello con il mondo (e ha cercato di far dimentcare le avventure sessuali del premier) imbastendo una sceneggiata oltraggiosa per gli abitanti della città ferita.
 Ha sperperato quattrini con l’organizzazione di un inutile G8 celebrato in una caserma della Guardia di Finanza.
 Ha collezionato scandali con l’allegra gestione dell’ "evento-sisma" da parte della Protezione(?) civile(??).
 Ha, soprattutto, confinato migliaia di persone, a cui è stato negato di tornare alla propria vita, nelle tendopoli, negli alberghi della costa e ora (i più fortunati) nelle nuove periferie del progetto C.A.S.E, agglomerati urbani edificati ex novo dove non c’era nulla, quartieri dormitorio senza negozi, senza storia, edificati al limite attorno a qualche centro commerciale, tanto per ribadire l’assoluto disprezzo per la cultura di un popolo e le sue scelte autonome, sacrificabili tutti – è successo – all’interesse di qualche palazzinaro.
 Alla ricostruzione dell’Aquila non sta pensando nessuno, se non i cittadini che, forzando blocchi di polizia, sono tornati nelle loro strade con le carriole, per liberare, soprattutto simbolicamente, L’Aquila dalle macerie, si sono spinti nella capitale per protestare contro l’inattività del governo (il quale ora pretenderebbe che gli aquilani restituissero i soldi delle tasse non versate nell’ultimo anno).
 Gli abitanti dell’Aquila sono stati manganellati, perché hanno voluto portare la loro indignazione e la loro denuncia di fronte ai palazzi del potere, come si vede nel video qui sopra.
 Per altre immagini e materiale, compresa la cronistoria della giornata romana, rinvio a Global Project.
  

 "Rilancio" di seguito il comunicato di solidarietà con il popolo aquilano pubblicato sul sito Comunisti Uniti.
 
 Solidarietà al popolo aquilano in lotta caricato dalla polizia a Roma
 da Comunisti Uniti
 
 Stamattina oltre 50 pullman provenienti dall’Aquila e dintorni, con 5.000 persone a bordo, hanno invaso le strade di Roma per portare la loro protesta ai palazzi del Governo dopo la grande mobilitazione del 16 giugno scorso a L’Aquila e la protesta a Roma del 24 giugno a piazza Navona e alla sede Rai.
 La risposta del Governo è stata quella di ripetute cariche e manganellate da parte della Polizia che cercava di impedire al corteo di arrivare vicino a Montecitorio per farsi sentire da chi di dovere.
 I manifestanti dell’Aquila con la loro determinazione hanno raggiunto lo stesso Piazza Colonna e hanno bloccato il traffico a via del Corso.
 Ai megafoni, a cento metri da Palazzo Chigi, hanno cominciato a gridare “vergogna” all’indirizzo del governo Berlusconi e hanno accolto al grido di “buffoni, ci avete abbandonati” i rappresentanti dell’opposizione parlamentare, quando si è presentato tra loro il segretario del Pd Pier Luigi Bersani.
 La manifestazione a Roma di oggi è stata convocata dall’Assemblea cittadina del Presidio Permanente e ha coinvolto unitariamente il “Popolo delle carriole del presidio di piazza del Duomo” e molte associazioni dei terremotati come “3 e 32″, “Rete Aq”, “Eva”, “Cittadini per i cittadini” e gli studenti universitari che abitavano la Casa dello studente crollata.
 I manifestanti hanno portato tutti le loro magliette con su scritto il motto diventato simbolo degli aquilani “forti e gentili…ma non fessi” e chiedono tutti la sospensione delle tasse, piani per l’occupazione e sostegno all’economia.
 In maggioranza sono lavoratori e lavoratrici arrivate dal cosiddetto “cratere” che oltre a L’Aquila coinvolge molti paesi limitrofi come San Demetrio, Fossa, Torre dei Passeri fino alla provincia di Pescara e Sulmona, che pur non essendo stata inserita nell’area dell’epicentro del sisma del 6 aprile 2009 ha subito notevoli danni.
 Questa mobilitazione, infatti, è stata organizzata per chiedere al Governo Berlusconi interventi concreti in materia di lavoro, case, ricostruzione e tasse visto che dopo essersi fatto propaganda in Abruzzo per alcuni mesi – con interventi di facciata e promesse mai mantenute – ha abbandonato completamente gli aquilani e tutte le famiglie terremotate.
 Proprio oggi dovrebbe arrivare in discussione in Senato la manovra finanziaria che con l’art. 39 chiede a molte regioni e al territorio aquilano, con un’economia in ginocchio, di tornare a pagare tasse e tributi prima sospesi in via d’emergenza per contribuire a pagare i costi della crisi del capitalismo e per permettere ai padroni e alle imprese di riprendere a fare profitti.
 Come se non bastasse, mentre la Marcegaglia e Confindustria dichiarano apertamente di non voler pagare nulla per tamponare questa crisi del loro sistema economico-sociale, il governo chiede agli abruzzesi persino la restituzione di quanto non versato e in tempi brevi.
 Grida ancora vendetta lo stanziamento dello scorso anno di 14 mld di euro per gli aerei da guerra F-35 e Eurofighter mentre con gli stessi soldi si calcola che si sarebbe completamente ricostruita L’Aquila e riattivati molti posti di lavoro persi col terremoto.
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In Marcia!

 
 
 «In Marcia!»
era il titolo di un fogliaccio che avevo stampato con Paolo Rey (autore delle locandine della Marcia) per pubblicizzare la prima edizione aperta al pubblico (nel 2007; le prime tre le avevo fatte da solo; datemi pure del cretino, intanto ho vinto tutte e tre le volte).
 
 
«In Marcia!» è anche il titolo di questo articolo, scritto per ragguagliare appassionate e appassionati sulle ultime novità della VII Marcia Granparadiso estate, ormai pronta a partire questa domenica, 11 luglio, alle 8.15 del mattino, dai prati di Sant’Orso a Cogne.
 
 Per avere un’idea della fatica dei preparativi si invita a vedere questa foto.
 
 Per il regolamento e altro materiale, invece, si rimanda QUI. QUI, infine, è possibile vedere l’itinerario illustrato dell’iniziativa.
 
 Quest’anno, l’unica variazione di percorso degna di nota è il rientro su Cogne dopo la tappa di Lillaz. Prima di prendere la pedonale per Cogne (segnavia n. 23), infatti, non è più possibile percorrere la pista lungo l’argine del fiume, che è stata chiusa; bisogna invece passare attraverso la voragine provocata dall’alluvione del 2000 (l’area è stata ripristinata, ma la voragine è ancora riconoscibile), per poi piegare a destra e ridiscendere verso il torrente.
 
 A tutti i partecipanti sarà distribuito comunque alla partenza un foglio con l’itinerario.
 
 Concludo con una notizia importante: anche per questa edizione, il circolo Arci espace populaire di Aosta mette in palio una coppa per l’ultimo arrivato. Il vincitore ha l’obbligo di comprarsi la coppa, l’ultimo viene invece premiato, nel più perfetto spirito della Marcia.
 
 PS: Voci ufficiose dicono che i vincitori dell’anno scorso porteranno domenica il loro trofeo. Il "non-comitato organizzatore" freme nell’attesa.

 
 La foto di questo articolo, ingrandibile con un clic, è di Paolo Rey e raffigura la prima coppa messa in palio dall’espace populaire, nel luglio del 2007.
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Una linea ferroviaria tra Valle d’Aosta e Svizzera?

  

 

 È davvero in previsione un collegamento ferroviario tra Valle d’Aosta e Svizzera?  

 

 Leggo sul sito Aosta Sera di un’«intesa quadro tra Regione Valle d’Aosta e Governo che individua le opere e le infrastrutture sul territorio regionale» definite di «preminente interesse nazionale». «La giunta regionale, nella seduta di oggi, venerdì 2 luglio, ha approvato l’accordo che, prossimamente, sarà firmato dal Presidente Augusto Rollandin e dai  rappresentanti del governo e dei ministeri coinvolti».
 
 
Vediamo le opere, dunque.
 
 
1) Il «miglioramento delle linee ferroviarie attive in Valle d’Aosta». Mi sembra, più che opportuno, doveroso: un binario unico che attraversa la valle centrale, ancora nessuna elettrificazione. La stessa linea del viaggio inaugurale, nel lontano 1886: allora il carbone, oggi il diesel, ma le migliorie finiscono qua.

 
 
2) Il «nuovo complesso funiviario del Monte Bianco che collegherà Entrèves a Punta Helbronner» (costo stimato 144,79 milioni di euro). Non ne so nulla, sospendo il giudizio. Suppongo che 140 milioni si possano usare in molti altri modi, ma non dico niente – per ora – circa questo progetto ritenuto «fondamentale per lo sviluppo economico e del turismo della Valle d’Aosta». 


 
3) Il «completamento della strada statale 27 di accesso al Traforo del Gran San Bernardo per bypassare il comune di Etroubles, la realizzazione di una variante in galleria in corrispondenza del forte e dell’abitato di Bard e la costruzione di una galleria di sicurezza al tunnel del Monte Bianco». Immagino che vada bene, vediamo.
 
 
Ho lasciato per ultimo il punto più interessante.
 
 
4) «linea ferroviaria Aosta Martigny».

 

 Linea ferroviaria Aosta-Martigny?
 
 Prima
che le intenzioni della giunta regionale si chiariscano del tutto e i contrari a certe opere, mastodontiche quanto inutili, siano etichettati, al solito, come «quelli del no», lasciatemi fare qualche domanda.
 
 
Lo so, l’idea non è nuova, ma abbiamo davvero bisogno di un collegamento ferroviario tra la Valle d’Aosta e la Svizzera? Che tipo di linea si prospetta? Alta, media o bassa velocità stile trenino turistico? Dove si intende bucare la montagna? Per quale lunghezza? Quali saranno i comuni interessati dall’opera? Quanti viaggiatori si prevedono? O la linea servirà piuttosto per le merci? È un’alternativa ai TIR o la solita torta fatta di lavori milionari?

 
 
Vedete bene che non appartengo al «NO» per partito preso. Però rifiuto l’entusiasmo imbecille del sì a tutti i costi. C’è qualcuno in Valle d’Aosta che sta ponendo queste domande? Qualcuno sta rispondendo? Esiste un progetto o dobbiamo pensare alla solita sparata?
 
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