metropolitanaostana

Quali ragioni misteriose si celano dietro la lunga inattività del blog?

Qualche reportage in giro per il mondo di prossima pubblicazione?

Qualche lettura appassionante di cui darò presto conto?

Neanche per sogno! Le solite cose da fare – tante – e una fastidiosa influenza che piglia lo stomaco e ti lascia senza forze.

Frattanto nella mia città, Aosta, si ricomincia a parlare di un progetto che la presente amministrazione comunale (Union Valdôtaine + PDL) aveva utilizzato come cavallo di battaglia nella campagna elettorale. Dopo la vittoria, lo scorso maggio, l’idea imbecille (esprimo un parere, per carità!) sembrava abbandonata, ma recenti dichiarazioni del sindaco fanno pensare che forse non è così.

Mi riferisco, lasciando il parlar criptato, al progetto di costruire ad Aosta(!) – 35mila abitanti – una linea metropolitana sotterranea lunga poco più di un chilometro con 3(tre!) fermate in tutto, comprese quella di testa e quella di coda, lungo un tratto percorribile a piedi in circa 20 minuti.

Costi previsti: 50 milioni di euro. Anni di disagi per gli abitanti del centro.

Vantaggi: (??)

Tornerò sull’argomento, temo.

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Memoria e impegno civile

Mi sembra, pur senza avere il tempo, oggi, di approfondire, che fare memoria degli orrori dell’umanità sia giusto nei confronti delle vittime e utile – come ogni fatto storico – per analizzare il presente.

La Shoah, apice assoluto della crudeltà eretta a sistema, è al tempo stesso un laboratorio che permette di studiare la natura umana e il funzionamento delle società; un’occasione per capire, in altre parole, quanto ci accade attorno, forse per intervenire.

Della Shoah ho scritto sul blog in molte occasioni e presto tronerò a farlo. Vorrei oggi “celebrare” online la Giornata della Memoria proponendo un accostamento irrituale e forse, per alcuni, ofensivo. Mi riferisco all’accordo imposto dalla Fiat di Marchionne agli operai di Mirafiori, come già a quelli di Pomigliano e, in prospettiva, all’intera forza-lavoro italiana. Un accordo che impone la rinuncia “volontaria” a diritti fondamentali conquistati dai lavoratori in decenni di lotte e fino a questo momento dati per assodati.

Accostare le pretese di Marchionne all’opera di sterminio di milioni di persone da parte di un sistema di potere totalitario e razzista potrà sembrare arbitrario. Chi scrive, del resto, non ha la stessa idea di Marchionne e di Hitler. È un fatto, tuttavia, che tutti i regimi, politici ed economici, che mirano a costruire il cittadino in base alle esigenze di pochi devono per forza scontrarsi con i diritti delle persone per poter perseguire le proprie finalità.

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Collettivamente Memoria 2011


Come mia abitudine da qualche anno a questa parte (questa volta con un po’ di ritardo), pubblico il calendario delle iniziative di Collettivamente memoria, un progetto culturale dedicato a Italo Tibaldi e Ida Désandré, deportati politici, e Anna Dati, staffetta partigiana.

Un insieme di iniziative “a più voci” incentrate sul fare memoria del passato (i campi di sterminio, la Shoah, ma anche la Resistenza e la nascita della Costituzione italiana) per gettare luce sul presente (si confrontino le varie iniziative sulla nostra età, certo non immune da comportamenti razzisti).

Il progetto, che si sviluppa ad Aosta presso la sede della Biblioteca regionale, è curato da Silvia Berruto, nipote di un internato militare, fotoreporter e giornalista freelance, insieme con Giornalisti contro il razzismo, l’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea in Valle d’Aosta e il Comitato Regionale A.N.P.I. Valle d’Aosta.

COLLETTIVAMENTE MEMORIA 2011
Ospite d’onore Ida Désandré. Deportata politica a Ravensbrück, Salzgitter, Bergen-Belsen

Mercoledì 19 gennaio 2011
17.00-19.00
TRIBUTO A ITALO TIBALDI
Proiezione documentari:
“In memoria di Italo Tibaldi” di Andrea Guerrini, 13 ottobre 2010
“Italo Tibaldi … domani vincerete voi” di Bruno Capuana, 2007
Interventi di Ida Desandré, Paolo Momigliano Levi, Silvia Berruto
Riflessioni singolarmente collettive su le parole dei lager
A cura di Silvia Berruto

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Caminsùn: Memoria, roghi di libri, amenità

Con un titolo (in)solitamente stupido, ecco l’ennesimo annuncio-invito a portare pazienza.

Quanto prima sul blog alcune iniziative sulla memoria della Shoah (attività rituale ma necessaria, soprattutto in questi tempi di rigurgiti fascisti), sull’aria da Indice dei Libri Proibiti in Veneto e qualcos’altro ancora.

La mancanza di tempo mi costringe a “temporeggiare” ancora un po’…

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Il ricatto di Marchionne «il modernista»

Proprio in queste ore ai 5.300 operai di Mirafiori è chiesto di rinunciare ai propri diritti, sciopero compreso, in cambio non di una rendita perpetua con annessa villa ai Caraibi, ma più semplicemente di lavoro, quel lavoro sul quale la Costituzione fonda la nostra Repubblica.

Ai 5.300 di Mirafiori, in questo modo, sarà imposto di scegliere anche per gli altri perché, si sa, certi modelli fanno scuoladiversamente non si capirebbe tutta l’attesa creatasi nei confronti del “santo” Marchionne, evidentemente mandato a vedere “che aria tira” dai soliti poteri forti.

Da piccolo credevo che certe conquiste fossero acquisite una volta per tutte. Credevo che i principi fondamentali di una democrazia fossero sacri. Vedo invece che, mentre l’amministratore delegato della Fiat chiede ad altri di approvare contro se stessi le premesse necessarie per poter calpestare diritti garantiti dalla legge, quasi tutti, con la positiva eccezione della Fiom e di pochissimi altri, insistono sulla “necessità” di cedere al ricatto.

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Da Marchionne una lezione di storia

Secondo gli storici, l’Età moderna va dal 1492 (la “scoperta” dell’America) al 1815 (il Congresso di Vienna che ridisegna l’Europa dopo la sconfitta definitiva di Napoleone).

La prima rivoluzione industriale nasce in Inghilterra nella seconda metà del XVIII secolo, vale a dire poco prima della fine dell’età moderna.

Nella prima fase dell’industrializzazione dei Paesi occidentali diritti e conquiste dei lavoratori, semplicemente, non esistono.

Marchionne parla di «modernizzare», cioè di mettere in discussione alcune conquiste considerate irrinunciabili dalla stessa legge dello Stato (in altre parole, invita a violare la legge, ma ciò esula dal presente ragionamento). Propone/impone, quindi, il ritorno all’Età moderna (1492-1815).

Se molti oggi, in maniera purtroppo “bipartisan”, elogiano l’amministratore delegato della Fiat è perché non ricordano a sufficienza la storia.

Tra pochi minuti, nella mia città, parteciperò a un presidio nel quale inviteremo a firmare l’appello di MicroMega in favore della Fiom e dei diritti dei lavoratori.

Mi piace infatti pensare di non essere «moderno», ma «contemporaneo».

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Nazisti!!! [da Movimento antilega]

Ricevo da Movimento antilega e ripubblico. I revisionismi oltraggiano la memoria di chi è morto, chi ha sofferto, chi s’è visto rovinare la vita da gente che, al di là di ogni altra considerazione, non aveva alcun diritto di farlo.

Normalmente il “buon” revisionista reagisce a queste parole negando. Oppure contrapponendo ai crimini del nazifascismo quelli di Stalin o dell’Urss, o le immancabili foibe.

Normalmente mi adopero per cercare di convincere il “buon” revisionista dei suoi torti, ma è fiato sprecato. Se non siamo neppure d’accordo su ciò che è successo, come si fa a parlare? Di che stiamo parlando? Mancano premesse comuni intorno alle quali dialogare.

Quanto segue sarà dunque rivolto alla società civile, perché non perda o fortifichi i propri “anticorpi“, quelli che dovrebbero difenderci dall’autoritarismo e dal razzismo.

Perché quando si vogliono presentare nazisti e fascisti come «vittime» dell’antifascismo e dei partigiani, la misura è decisamente colma, ma non è detto che tutti se ne accorgano.

Infine, non pare un caso che certe “riabilitazioni”, certe “equiparazioni” vadano di moda oggi, con la peggior destra di sempre al governo…

Di seguito il testo Nazisti!!!, scritto dal Movimento antilega, che condanna la richiesta dei leghisti modenesi di una stele in commemorazione delle “vittime” nazifasciste.

Chi combatté dalla parte dell’orrore e della sopraffazione non merita targhe.

Nazisti!!!
di Movimento antilega

I leghisti si confermano per quello che sono: fascisti e nazistoidi. Dietro la camicia verde batte con forza il cuore nero come Borghezio aveva con molta chiarezza spiegato ai camerati francesi. In un periodo di pieno revisionismo, dove la memoria dei martiri del fascismo e del nazismo è spesso offesa anche da chi dovrebbe difenderla i leghisti modenesi non trovano di meglio che proporre una stele in memoria delle “vittime nazifasciste”.

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