Il Decalogo del Terremotato Consapevole

Tempo ne ho poco, altrimenti del terremoto avrei già parlato.

Al di là del dolore, naturale, per chi è vittima di un evento tragico, c’è l’invito a vigilare.

Per evitare, come all’Aquila, che la tragedia sia solo il pretesto per fare affari. Shock economy.

Per evitare che il territorio sia sottratto ai cittadini e consegnato alle bande d’affari.

In Emilia come all’Aquila, vigiliamo.

Dal sito 3e32, l’immagine dell’articolo – il Decalogo del Terremotato Consapevole – e il link a questo video, significamente intitolato Comincia il divide et impera?

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Poeti e autori del sud cancellati dalle indicazioni del ministero

Al tempo in cui la signora Gelmini e la Lega Nord potevano imporre il loro modello di insegnamento, il ministero che fu dell’istruzione, la quale a sua volta fu pubblica, ha cancellato dalle indicazioni per i licei, tutti gli autori meridionali del ‘900 (Sciascia, Quasimodo e Vittorini compresi).

L’attuale governo “tecnico” non ha ancora rimediato, benché lo scandalo sia stato segnalato dal Corriere della Sera e dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

Mi unisco alla denuncia, nella consapevolezza di tre cose:

1) Che il mio sostegno farà la differenza;

2) Che il nuovo ministro si affretterà a inserire Sciascia nei titoli dei temi dell’esame di Stato di quest’anno (idea peregrina, però, se nessuno ha potuto studiarlo);

3) Che siamo un Paese allo sbando.

>>> Nel video l’intervista – 6 minuti circa – al giornalista Pino Aprile.

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I luoghi del cuore: salviamo un patrimonio culturale unico


Scavare la roccia
a 2400 metri d’altitudine, penare, faticare, sperare, da minatori e insieme montanari, per prendere il minerale e portarlo a valle.

Gallerie, teleferiche, treni di montagna, ma soprattutto minatori e operai sono i protagonisti della storia della miniera di magnetite di Cogne, chiusa definitivamente nel 1979, e oggi importantissima testimonianza del passato minerario e industriale della Valle d’Aosta.

Un bene prezioso in pericolo, perché da più parti si propone un recupero soltanto parziale delle strutture minerarie e lo smantellamento del treno Cogne-Acque Fredde, da pochi anni restaurato, ma di fatto mai utilizzato se non come accesso alternativo alla strada regionale durante l’alluvione del 2000.

Ma non si smantella la propria storia ed è questo che ha mosso alcuni affezionati, tra i quali il sottoscritto, a candidare la ferrovia del Drinc e la miniera di Cogne tra i Luoghi del Cuore del Fondo Ambiente Italiano (FAI).

Invito tutte e tutti, indipendentemente da dove abitate, a sostenere la candidatura di questo importantissimo sito. Per votare bisogna registrarsi su www.fondoambiente.it. È anche possibile votare compilando una cartolina, disponibile nelle filiali della banca Intesa – Sanpaolo.

>>> Segnala «La ferrovia del Drinc e la Miniera» come Luogo del cuore del FAI.

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Quando restano in terra i libri di scuola

Quando restano in terra i libri di scuola, stracciati, fumanti, quando i pezzi sparpagliati sul luogo dell’esplosione sono pezzi di astuccio, pagine di quaderno – e chi non ha avuto un quaderno, un astuccio, un libro, magari odiatissimo, di scuola? – quando la parola passa alle bombe e a morire e a essere colpite sono ragazze che vanno a scuola, un attimo prima della campanella delle 8, lo stomaco non regge e proprio non si comprende più il significato di umano.

C’erano persone, la notte prima, che armeggiavano intorno ai cassonetti. Persone che avevano ordinato – da qualche parte – e persone che stavano eseguendo. Persone forse che hanno pregustato la strage, dopo avere piazzato le bombe, come chi si compiace, la sera, pregustando i frutti del lavoro che ha preparato per il giorno dopo.

La strage è orrenda: macelleria volontaria su umani incolpevoli, incolpevoli nel senso più ampio del termine, vigliacca strategia del terrore – indipendentemente da chi ne approfitterà. È come accanirsi sopra un disgraziato, seviziarlo mentre non può reagire. O come staccare, a casaccio, le membra dai corpi dei passanti. A quanto sarà la coscia? Mi sembra fresco quel piede.

E mentre ci si trastulla con le varie “piste” (i media hanno già lasciato intuire la possibilità di una fantomatica pista islamica; già perché la Morvillo è una scuola soprattutto femminile e l’islam, si sa…), mentre si dà in pasto al pubblico materiale che dovrebbe restare privato (ma come hanno fatto a mostrarci le immagini della camera della ragazza uccisa, le sue foto, il suo computer?), mentre questo accade e tutti si improvvisano esperti in strategia mafiosa, Melissa Bassi è morta e altre cinque ragazze sono gravemente ustionate.

A te, Melissa, a voi, questo dolore che mi preme sullo stomaco e che non so come esprimere.

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La mafia uccide

Brindisi, 19 maggio 2012. Tre bombole del gas nascoste vicino alla scuola Falcone-Morvillo di Brindisi. Una ragazza ammazzata, l’altra gravissima. 16 anni.

Quando ti chiedono di chiudere un occhio;

Quando ti minacciano;

Quando ammiccano;

Quando ti fanno pensare che in fondo la mafia è parte di noi, delle nostre tradizioni, del territorio;

Ricordati di oggi: la mafia uccide.

E una ragazza è morta inutilmente. E poteva essere tua figlia.

Non c’è nulla di più vigliacco delle bombe.

Non c’è dignità, non c’è coraggio, non c’è onore.

La mafia – con qualunque nome la si voglia chiamare – è una montagna di merda.

È un cancro.

>>> Leggi l’intervista a Nicola Gratteri, procuratore aggiunto a Reggio Calabria.

Leggi l’intervista a Tilde Montinaro, sorella di Antonio, caposcorta di Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci.

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Attivisti No Dal Molin entrano nella base USA a Vicenza

Una battaglia che forse in tropp* ci siamo dimenticati, lasciandoci prendere dal ritmo delle cose quotidiane.

Una città lasciata nelle mani della superpotenza globale e dei cialtroni nostrani, a Vicenza come a Roma. «U.S.A.TA», come recita un cartello.

Un movimento che seppe mobilitare l’Italia e che ancora – nonostante tutto – sopravvive.

Perché una base di guerra non è roba che vogliamo: è contraria al senso di umanità e si pone contro la nostra costituzione e contro la sostenibilità ambientale, ad esempio contro il futuro della falda idrica.

Sabato 12 maggio un centinaio di attivisti No Dal Molin è entrato nella base dopo aver tagliato la recinzione. Un ennesimo gesto di resistenza umana.

Ora e sempre «No Dal Molin»!

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I miei consigli al governo sugli sprechi da tagliare

Com’era mio dovere di buon cittadino, ho risposto all’appello del governo e ho segnalato alcuni sprechi dei quali mi ritrovo testimone, nella consapevolezza che ora l’esecutivo non tarderà a cancellarli.

Numero uno: le spese militari, a iniziare dalle guerre (incostituzionali, peraltro, anche tenendo conto – come sono ironico – delle novità sull’equilibrio di bilancio), dall’acquisto dei caccia F-35, dalla possibile partecipazione dell’Italia allo scudo missilistico americano.

Numero due: le grandi opere inutili, impattanti e incredibilmente onerose, a partire dalla TAV. Al di là di qualsiasi altra considerazione, se non ci sono i soldi per scuola, sanità e pensioni non ci sono neppure per sfrecciare ai 360 all’ora sotto una montagna in direzione di Lione.

Numero tre: i soldi dati ai privati per fare cose che sarebbero compito dello Stato. Mi rifersco, ad esempio, ai finanziamenti (incostituzionali anche questi, tra l’altro) alle scuole private.

Ho la massima fiducia che il governo terrà in gran considerazione il mio pensiero di cittadino onesto e desideroso di adoperarsi per il bene comune. Magari questa volta mi risponderanno persino. E «al più presto», come è scritto nella risposta automatica che ho ricevuto e che riporto nell’immagine del post.

Update. Pensate un po’, mi hanno risposto davvero:

«Grazie per averci scritto. Prenderemo in considerazione la sua segnalazione e provvederemo a segnalarla alle strutture competenti nel più breve tempo possibile. Cordiali saluti, Ufficio stampa e del Portavoce».

Chi volesse inoltrare i propri suggerimenti al governo, lo faccia QUI.

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