In Valle d’Aosta non si cambia

mucche.jpgSei un conservatore? Dimentica le proprietà della formalina, vieni a respirare l’aria della Valle d’Aosta. Nonostante alcune controindicazioni dovute alla bella acciaieria urbana di fondovalle, beneficerai dell’effetto conservante dell’atmosfera autonoma della Valle d’Aosta.

In Valle d’Aosta non si cambia. Tre decenni di governo dello stesso partito evidentemente non erano abbastanza.

Le peuple a voté.

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Questa non è un’«Egida della Pace»

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Secondo il ministro della Difesa italiano, gli F 35 saranno «l’egida della pace». Difendere la pace con i bombardieri è un’interpretazione interessante del concetto di pace. Per preparare la quale, dicevano i romani «bisogna fare la guerra».

Ecco spiegato, grazie al ministro Mauro, perché le nostre missioni sono «umanitarie» e anche perché è stato assegnato un nobel per la pace al presidente Obama.

Prossima tappa: definire anche le armi atomiche strumento di pace (eterna) e assegnare il nobel allo Stato di Israele «per la politica di distensione – auspicata – con i palestinesi».

Un bombardiere, comunque, rimane uno strumento di morte e i guerrafondai restano guerrafondai, sia che lo facciano perché gli piace il sangue, sia che vogliano compiacere le lobby delle armi.

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No all’occupazione, no al razzismo, no all’Apartheid, no agli Europei di calcio in Israele! [da Freedom Flotilla Italia]

Upgrade: Firma la petizione al presidente dell’Uefa, Michel Platini, per chiedere che gli Europei Under 21 2013 non siano giocati in Israele!

Non si può accettare di collaborare con un Stato che pratica l’Apartheid e si macchia di crimini di guerra e non si può essere complici delle mistificazioni dei nostri mezzi di disinformazione di massa.

Copio e incollo da Freedom Flotilla Italia.

GazaStadium

Dal prossimo 5 giugno, si svolgerà la fase finale degli Europei di calcio under 21, per i quali si è qualificata anche la Nazionale italiana. Il torneo si giocherà in Israele.

A noi sembra assurdo che si possa tenere una manifestazione sportiva in uno Stato che non solo occupa e colonizza da decenni la terra di un altro popolo – il popolo palestinese – ma impedisce al popolo sottomesso anche di praticare una qualsiasi attività sportiva, calcio compreso.

Per restare alla più stretta attualità, lo Stato di Israele ha bombardato e distrutto lo stadio di Gaza, ha impedito alle atlete ed agli atleti di Gaza di partecipare alla maratona di Betlemme ed ha tenuto in carcere per tre anni senza processo e senza accuse Mahmoud Sarsak, giocatore della Nazionale di calcio palestinese. Grazie alla mobilitazione degli sportivi e dell’opinione pubblica internazionale, ora Mahmoud è libero, ma restano in carcere senza processo altri due nazionali palestinesi, Omar Abu Rouis e Mohammed Nemer.

La pratica dello sport continua ad essere negata ai Palestinesi, come sono negati loro dall’occupazione israeliana tutti i diritti umani fondamentali. Prendendo atto di questa situazione, ci chiediamo come sia possibile pensare che una manifestazione sportiva importante come gli Europei di calcio under 21 possa svolgersi in un Paese che nega a milioni di persone i diritti umani fondamentali, compreso quello di praticare lo sport.

Noi non siamo disposti a far finta di nulla. Intendiamo informare l’opinione pubblica italiana e tutti gli sportivi della realtà in cui milioni di Palestinesi sono costretti a vivere sotto il tallone di ferro dell’occupazione israeliana, una realtà inaccettabile per ogni uomo ed ogni donna amanti della giustizia, dei diritti umani e dello sport inteso come messaggio di fratellanza. Per questo motivo, pensiamo che i calciatori italiani debbano rifiutarsi di partecipare ad un torneo che servirebbe principalmente a diffondere l’immagine di Israele come un Paese “normale”, rinnovando la vergogna dei Mondiali giocati nel 1978 nell’Argentina insanguinata dei generali fascisti e stragisti.

Ci rivolgiamo a tutti i democratici, alle donne ed agli uomini che amano lo sport e pensano che debba affratellarci e non dividerci: boicottiamo la partecipazione italiana agli Europei di calcio under 21 in Israele. Boicottiamo l’occupazione, boicottiamo il razzismo di uno Stato che impedisce a milioni di Palestinesi anche di partecipare alle competizioni sportive.

Manifestiamo nelle strade e nelle piazze la nostra opposizione a questa colossale ipocrisia. Manifestiamo la nostra indignazione, mobilitandoci in occasione del ritiro della Nazionale italiana.

De Coubertin diceva che lo spirito olimpico si manifesta nella partecipazione, al di là della vittoria o della sconfitta: se a qualcuno viene impedito di partecipare, lo sport è morto.

Coordinamento Freedom Flotilla Italia

Info e adesioni a roma[chiocciola]freedomflotilla.it

>>> Nella foto, lo stadio di Gaza bombardato dall’aviazione israeliana nel novembre 2012.

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Parlare di Andreotti con L’Aquila a pezzi

Ho letto la lettera appello al capo dello Stato scritta da Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, con la quale il primo cittadino restituisce la fascia tricolore e al presidente della Repubblica, minacciando le proprie dimissioni se non saranno sbloccati i fondi per la ricostruzione del capoluogo abruzzese entro 15 giorni.

Non mi interessa sapere se Cialente è l’eroe buono, o se la giunta comunale poteva fare meglio o di più. Quello che mi scuote in profondità è l’idea che a 4 anni di distanza dal sisma la ricostruzione dell’Aquila non sia ancora avviata.

Che razza di Paese è questo?

Che cosa importa se si impiegano due mesi a fare il governo, se poi nessun governo ritiene doveroso intervenire in favore dei cittadini di una città distrutta?

Che cosa importano gli equilibri tra Pd e Pdl? Aiutano a tirare su i muri?

Che importanza può avere la morte di Andreotti? Anche i segreti di Stato impallidiscono di fronte a un sistema che non si cura di una ferita come quella aquilana.

Perché ci ostiniamo a parlare di TAV e altre grandi opere? Che siano sprechi o infrastrutture meravigliose, un Paese che non sa vedere le proprie priorità al punto di lasciar morire un’intera città, costringendo i cittadini lontani dalle loro case per chissà quanti anni, è un Paese che non la minima idea di come utilizzare degnamente i soldi dei cittadini.

E ancora. Perché accanirsi con gli elicotteri da guerra e gli F 35? Perché non pensare – neppure nel pieno di una crisi che proprio chi comanda ha interesse a nominare ogni momento – di evitare, almeno per un anno, di celebrare (e uccidere) il 2 giugno con la solita parata militare?

Leggete la lettera del sindaco Cialente al capo dello Stato. La situazione che vi è descritta non è normale. In un film, la rivoluzione sarebbe inevitabile.

Leggete la lettera e magari pensate, la mano sul cuore, per chi o per che cosa avete votato le scorse elezioni.

>> La lettera appello del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, al capo dello Stato <<

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La Convenzione? Un rischiosissimo attacco alla Costituzione

Non lo dico io, lo dice Stefano Rodotà, e io sono assolutamente d’accordo. La Convenzone non va bene: le riforme, se le si vuole fare, vanno fatte in Parlamento.

Che poi le si debba fare per forza (e quali riforme) è un altro paio di maniche.

Ma davvero volete che Berlusconi e il piddì mettano mano alla Costituzione? Deve continuare davvero il saccheggio di beni comuni e diritti? Li chiamate «casta» e vi bevete le loro parole?

Qualunque sia la ragione per cui lo avete fatto, li avete votati voi, dopotutto.

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Petizione: Fuori Borghezio dal Parlamento europeo [su Change.org]

Copio e incollo il testo della petizione lanciata da Change.org riguardo all’europarlamentare leghista Mario Borghezio [nel video pubblicato qui sopra, intento ad ammaestrare i fascisti d’Oltralpe su come “sdoganarsi” come movimento tradizionalista], con la quale si chiede «che il Parlamento europeo favorisca le dimissioni dell’europarlamentare Borghezio o quantomeno attui nei suoi confronti i più pesanti provvedimenti disciplinari». Segue un campionario di frasi razziste pronunciate da Borghezio, l’ultima delle quali – un insulto razzista rivolto al neo  ministro italiano dell’Integrazione, Cécile Kyenge – ha fornito lo spunto per questa petizione.

La petizione.

Fuori Borghezio dal Parlamento europeo. #iostoconCecileKyenge

«Noi ai clandestini bastardi gli diamo il mille per mille di calci in culo con la legge Bossi-Fini».

«Per noi il Meridione esiste solo come palla al piede, che ci portiamo dolorosamente appresso da 150 anni».

«Quelle espresse da Anders Behring Breivik sono posizioni sicuramente condivisibili» (riferendosi al terrorista norvegese che nel luglio 2011 a Oslo ha ucciso 77 persone).

Sono solo alcune delle sconcertanti frasi pronunciate dall’esponente leghista Mario Borghezio in questi anni. Non un cittadino comune ma un rappresentante (di tutti) in una prestigiosa istituzione sovranazionale: il Parlamento europeo. E per di più membro della Commissione per le libertà civili.

Pochi giorni fa l’ennesimo insulto, delirante e razzista rivolto al neo ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge: «Scelta del cazzo, ha la faccia da casalinga». «Diciamo che io ho un pregiudizio favorevole ai mitteleuropei. Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl  che è stato tolto a qualche medico italiano». «Questo è un governo del  bonga bonga».

Nell’ottobre 2012 il Comitato norvegese del Nobel ha deciso di assegnare il premio per la Pace 2012 all’Unione Europea per il suo ruolo nei «progressi nella pace e nella riconciliazione» e per aver garantito «la democrazia e i diritti umani» nel Vecchio continente. Il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz nel commentare la notizia scrisse: «Noi, rappresentanti del Parlamento europeo, siamo profondamente emozionati… L’Unione europea è un progetto unico nella storia, ha sostituito la guerra con la pace, l’odio con la solidarietà».

Le dichiarazioni del parlamentare europeo Mario Borghezio oltre a essere  una grave offesa al neo ministro Cecile Kyenge dovrebbero essere  considerate un oltraggio al parlamento europeo, l’istituzione legislativa della Ue, e ai suoi principi fondanti.

Sono Stefano Corradino, direttore di Articolo21, un giornale on line che da oltre dieci anni si batte per la libertà di espressione. Libertà di espressione che non significa tuttavia licenza di insultare e oltraggiare. Per questo ho deciso di lanciare questa petizione per chiedere che il Parlamento europeo, il massimo consesso comunitario, che rappresenta 500 milioni di cittadini, prenda provvedimenti nei confronti del deputato Borghezio, che con le sue dichiarazioni ingiuriose e razziste infanga la dignità delle istituzioni.

Con questa petizione chiediamo che il Parlamento europeo favorisca le dimissioni dell’europarlamentare Borghezio o quantomeno attui nei suoi confronti i più pesanti provvedimenti disciplinari.

>> FIRMA LA PETIZIONE <<

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La religione del Mercato [da ZiaPoe]

Una mia poesia, tratta dal blog ZiaPoe, sull’idolatria del Mercato e il pensiero unico dominante.

Le stesse cose che normalmente dico in queste pagine, però in versi (liberamente diffondibili secondo le modalità previste dalla licenza CC 3.0).

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La religione del Mercato

Disse «Ti nutrirai di ciò che cade
dalla mensa del ricco»:
avanzi, scatolette, sottomarche,
la vita regolata
dalle esigenze del Mercato, nume
che aleggia sugli schermi,
Padre nostro degli scaffali, Figlio
di lobby di potere,
Spirito di prodotti in promozione,
pubblicità del vano,
oppio somministrato con ricetta
dentro i laboratori
per rendere più docile il pensiero.
Lo schermo canta e ammicca
e si vorrebbe presenziare al rito,
esercitare il voto
con l’esse-emme-esse elettorale,
prendere posto in sala.
Il conduttore invita a stare uniti:
non c’è nessun conflitto
sulle poltrone gonfie e colorate
tra l’operaio a spasso
e l’amministratore delegato
che lo sostituisce
con corpi che rinunciano ai diritti.
Ci si ritrova stretti
dal tifo per gli stessi concorrenti,
in casa o in parlamento,
come in televisione così in terra.

Dice «Ti nutrirai di ciò che cade
dalla mensa del ricco»:
scoppia la zuffa ai piedi della mensa,
ci si strattona e spinge
per un osso di pollo già spolpato,
per un pezzo di pane,
lo sguardo volto ai commensali, grato
per il pietoso dono.

[Mario Badino, notte tra il 29 e il 30 aprile 2013]

>>> Altri testi su ZiaPoe.

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