L’Italia di B. – Uno spazio di resistenza


 Il Paese nel sacco
 
 
 

 

 Quella che segue è una “raccolta” dei cambiamenti che l’attuale governo ha imposto all’Italia, finendo col modificare la stessa struttura del Paese, trasformando (in peggio) la qualità della nostra democrazia.
 
 Non sono un giurista, un economista o un politico, perciò non sarà un elenco completo. Mi ripropongo di aggiornarlo continuamente e chiedo l’aiuto di chi vorrà collaborare: inviate testi, spunti, correzioni a info.blog@libero.it, oppure lasciate un commento qui sotto.
 
 Leggi la presentazione completa di questo spazio. Continua a leggere

Pubblicato in Piazzetta della cittadinanza attiva | 1 commento

L’Italia di B. – Uno spazio di resistenza (presentazione)

 Visita lo spazio di resistenza «L’Italia di B. – Il Paese nel sacco».
 


 
 
Il governo attualmente in carica ha dimostrato (a mio avviso nel male) di saperci fare: in breve tempo ha introdotto, nella sostanziale indifferenza di larghe fasce dell’opinione pubblica, cambiamenti destinati a durare e a pesare sulla forma stessa della nostra Repubblica, sulla qualità della democrazia. Ulteriori riforme, anche strutturali, stanno per arrivare e non si può escludere che al loro parto daranno il contributo ostetriche “bipartisan”. Le notizie, si sa, hanno vita breve: dopo qualche giorno, qualche mese al più, ci si abitua, si finisce col pensare che certe cose siano normali, quasi fossero state sempre così. In questo modo abbiamo finito per trovare naturale il conflitto d’interessi del politico più influente d’Italia (ancora quella storia, che noia!), ci siamo abituati a un’informazione spesso servile e a una satira imbavagliata. Basta guardare un programma Rai di 15 anni fa e sembra di vivere in un altro Paese, eppure, normalmente, la desolatezza dei nostri palinsesti televisivi non ci colpisce come una novità. Allo stesso modo, ci abitueremo alle discriminazioni contro gli stranieri, alla mania di vietare qualunque cosa nel nome della «sicurezza», ai privilegi di pochi potenti intoccabili. O magari lo abbiamo già fatto, perché negli ultimi anni è stato creato il giusto clima per sdoganare «riforme» liberticide, nel nome dell’emergenza securitaria.
 
 Questo spazio
nasce con l’intento di raccogliere i cambiamenti, di annotare le «riforme», per non dimenticarle, per non abituarci a pensare che quella che abbiamo davanti sia l’unica realtà possibile, o che sia sempre stato così. Cercherò di esporre il contenuto di leggi e decreti, soprattutto quelli destinati a restare, ma tratterò anche quelli “a tempo determinato”, come l’impiego dei militari nel pattugliamento delle nostre città, nel timore che certe “prove” piacciano e vengano prorogate o rese definitive. Si tratta, naturalmente, di uno spazio in continua evoluzione, da visitare periodicamente. Probabilmente non sarà mai completo, anche perché non sono un giurista e neppure un economista o un politico. A ben vedere, non sono neanche un giornalista. Anche per questo, chiedo l’aiuto di chiunque passerà da queste parti. Aiutatemi ad aggiornare l’elenco, a correggere le inesattezze, suggeritemi temi, oppure appropriatevi senza ritegno dell’idea e fate lo stesso sui vostri siti. Per collaborare basta lasciare un commento a questo post, oppure inviare un’e-mail all’indirizzo info.blog@libero.it.
 
 Grazie per la collaborazione.
 

 Visita lo spazio.

 


 L’illustrazione di questa pagina è di Lara Cavagnino.
 

Pubblicato in Piazzetta della cittadinanza attiva | Commenti disabilitati su L’Italia di B. – Uno spazio di resistenza (presentazione)

Dividere, svendere, promettere – L’Italia senza ali

 
 
 
 Non un salvataggio
per Alitalia, «ma uno sfacciato gioco delle tre carte», quello annunciato dal governo. «Dopo aver ostacolato un accordo con Air France con luci e ombre, ma che avrebbe contenuto gli esuberi entro una cifra tollerabile e salvato una parte del nostro patrimonio, oggi Palazzo Chigi costruisce un marchingegno ambiguo e contraddittorio che moltiplica per tre i licenziamenti».
 
 Fase uno di questo progetto: dividere in due l’azienda, ottenendo una compagnia sana e una malata.
 
 Fase due: svendere l’azienda «pulita» a una cordata di imprenditori italiani (più la solita Air France che, con il 25% diventerà l’azionista di riferimento), «dopo aver fatto confluire debiti e problemi dentro un’altra società, i cui costi ricadranno sui lavoratori, gli azionisti e tutti i cittadini italiani».
 
 Fase tre: promettere «di ricollocare i lavoratori eccedenti nella Pubblica amministrazione e alle Poste» (per bocca del ministro Tremonti, «smentito dal suo collega Brunetta, impegnato a desertificare ogni luogo e ogni bene pubblici»). Continua a leggere

Pubblicato in Politica | Commenti disabilitati su Dividere, svendere, promettere – L’Italia senza ali

Camminante – Passeggiata Mesagne-Latiano

Mesagne e Latiano sono due comuni della provincia di Brindisi, uniti dalla superstrada Lecce-Taranto e da due provinciali. Quella vecchia, poco transitata dalle macchine, è un nastro d’asfalto che si snoda tra i campi e gli ulivi. Mi piace percorrerla a piedi, sotto il cielo enorme, che comunica, a chi come me è abituato alle montagne, l’idea dell’infinito. Se guardi bene all’orizzonte, girando lento su te stesso, hai l’impressione di vedere la volta celeste, di riuscire a seguirne la curvatura. Un passo dietro l’altro, come sempre, lungo il ciglio della pista, buttando l’occhio alla campagna. Tanto il calore del sole, quanto la forma del paesaggio comunicano un’impressione di eternità. Come se questi ulivi ci fossero sempre stati, colle radici ben piantate nella terra rossa e i rami verdi al cielo. Ho visto file di tronchi simili a colonne di cattedrale, strani ghirigori disegnati in terra sotto gli alberi, la carcassa delle cicale aggrappata alle cortecce, i muri bianchi di pietre, a secco. Ho visto i rovi con le more, la vite, mi sono sentito ospite della Magna Grecia. Sono tornato alla realtà, di tanto in tanto, alla presenza di qualche mucchio d’immondizia, ma poca cosa, giusto gli scarichi abusivi di qualche privato, che si libera così delle cose più impensate, ad esempio i vecchi sanitari. Ho seguito l’asfalto, fatto di passi, fino al paese, vi sono penetrato, come faceva lo straniero, un tempo, quand’eravamo nomadi.

«Eravamo tutti nomadi, una volta», mi dice il parroco di Latiano. Lo incontro mentre sto per tornare indietro, lasciandomi il paese alle spalle. Io sono a piedi, lui in macchina. Si propone di darmi un passaggio; gli spiego che sono lì per camminare. Le persone trovano sempre strano che uno voglia andare a piedi. Però la cosa lo intriga, Continua a leggere

Pubblicato in Camminante | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Camminante – Passeggiata Mesagne-Latiano

Espace populaire – Dicle Firat: gemellaggio Aosta-Kurdistan

 

Dicle Firat
 
 
Dicle Firat [Tigri ed Eufrate] è un centro culturale che opera in difesa della cultura e dell’identità kurda in un contesto particolarmente difficile. Si trova nel centro storico di Diyarbakir, la città principale del Kurdistan turco, una regione situata nel
sud est dell’Anatolia e abitata da 20 milioni di persone, alle quali il governo di Ankara non riconosce i diritti fondamentali (non possono, ad esempio, parlare nella propria lingua madre). Lo Stato turco, inoltre, cerca di ostacolare tutte le forme di espressione culturale autonome kurde. Malgrado la repressione, Dicle Firat resiste da anni, portando avanti le sue iniziative, che spaziano dal teatro ai concerti, dai corsi di fotografia a quelli di musica. Lo spazio è libero e autogestito e rappresenta un luogo di aggregazione per gli abitanti del luogo.
 
 L’espace populaire di Aosta ha appena ufficializzato il proprio gemellaggio con Dicle Firat, come espressione di solidarietà internazionale e appoggio concreto nel difendere i diritti dei popoli.
 
 Negli anni ’90 la guerra che ha opposto l’esercito turco agli indipendentisti del PKK ha causato più di 40 mila morti, migliaia di arresti, torture e un’ondata di profughi dai villaggi di montagna. Attualmente, dopo alcuni anni di tregua unilaterale da parte del PKK, è ripresa la guerra aperta e la repressione contro il popolo kurdo nell’indifferenza dell’opinione pubblica internazionale.
 

 Per saperne di più visita il sito Uiki Onlus.
 Leggi l’articolo sul sito dell’espace populaire.
 


 
 La foto di questo articolo è tratta dal sito dell’espace populaire.      
 

Pubblicato in Piazzetta della cittadinanza attiva | Commenti disabilitati su Espace populaire – Dicle Firat: gemellaggio Aosta-Kurdistan

L’Italia che cambia

 Porto Selvaggio (Lecce)
 
 Qualche giorno di riposo (mare, mare, mare, al limite dell’ustione) e tanto materiale arretrato da citare, almeno di sfuggita. Nessun rallentamento estivo, innanzitutto, e nonostante il caldo, nell’opera di trasformazione del Paese portata avanti da Silvio Berlusconi, all’insegna della demolizione della Costituzione e dello Stato sociale, della deregolamentazione (e liberalizzazione) spinta nei vari ambiti del vivere economico e civile. Mutazioni che rischiano di pesare e durare nel tempo, condizionando il futuro (non solo) prossimo del Paese; mutazioni di cui si renderà conto – in queste pagine – nello spazio «L’Italia di B. – Il Paese nel Sacco», di prossima apertura.
 
 Restando in Italia, il Belpaese che «ripudia la guerra» (art. 11 Cost. it.), vale la pena di mettere in evidenza l’aumento dei fondi per le missioni militari, inserito in una finanziaria che prevede «tagli» per quasi tutto il resto, dagli assegni sociali per gli immigrati all’istruzione, all’editoria, alla cooperazione e persino ai ministeri. Come anche risulta opportuno citare la decisione del Consiglio di Stato che, lo scorso 29 luglio, ha annullato la sospensiva dei lavori per la costruzione della base Usa al Dal Molin di Vicenza, decretata circa un mese prima dal Tar del Veneto.
Certo, il consenso presentato dall’allora governo Prodi all’amministrazione americana «risulta espresso soltanto oralmente e appare estraneo ad ogni regola inerente all’attività amministrativa» (così il Tar), ma il Consiglio di Stato ha stabilito l’insindacabilità «a livello giurisdizionale» del potere politico, il tutto in base a un Regio Decreto del 1924 (!), mai abolito, strumento utilissimo per imporre l’interesse di pochi su quello di tutti. «Sempre più secretate» sono del resto «le decisioni in materia di energia, termovalorizzatori, siti nucleari e militari, anche se esse riguardano la vita e il futuro di migliaia e più di cittadini», come rilevano i Comitati Riuniti Rifiuti Zero di Treviso e Venezia in un intervento sul manifesto del 6 agosto. Continua a leggere

Pubblicato in Politica | Commenti disabilitati su L’Italia che cambia

Vite precarie. Per sempre

 
Strada san Vito, Mesagne

 

 
1) Antefatto: la «città fantasma»

 
 Domenica pomeriggio, Mesagne, Puglia. Giornata di sole, fa caldo. Esco lo stesso (lo so, sono un po’ scemo) a fare due passi verso le quattro del pomeriggio. Percorro la via di San Vito lungo un marciapiede infuocato, raggiungo il passaggio a livello e proseguo per la stazione lungo i binari. Dalla piazza della stazione (meno animata da quando non c’è più la biglietteria) seguo la via che porta alla Villa, il parco comunale. Tra la temperatura e il fatto che è domenica, in questo dopopranzo Mesagne è una città fantasma. Il silenzio è totale: restano in silenzio anche gli uccelli sugli alberi. Non mi perdo d’animo e continuo, passo dopo passo. Le uniche persone che incontro sono sedute davanti alle case, a piccoli gruppi, laddove il marciapiede è in ombra. Il resto della cittadinanza dev’essere al mare. O in campagna.
 
 2) Cambiare l’Italia
 
 Domenica sera. Con un certo ritardo (quello di chi rifiuta di farsi indottrinare dal telegiornale) apprendo dell’esistenza di un emendamento alla manovra finanziaria che apre la porta alla precarietà a vita. In Italia lo statuto dei lavoratori permette la stipula di contratti a tempo determinato soltanto ove esistano ragioni organizzative e produttive che rendono necessario un limite temporale. Continua a leggere

Pubblicato in Politica | 2 commenti