Venezia: una pessima pubblicità

 Venezia
 Come si fa a stargli dietro? Ne fanno una e ne hanno già pronte altre cento.
 La ricordate ancora l’«emergenza nazionale» della scorsa estate? Allora sembrava che prendere le impronte ai rom avrebbe risolto tutti i problemi d’Italia. Quest’anno, invece, l’«emergenza» pare riguardi i venditori ambulanti, cui lo Stato italiano e la provincia di Venezia hanno dichiarato guerra, dapprima nel centro del capoluogo veneto, con 138 uomini, tra militari e agenti della polizia provinciale (normalmente utilizzati per il controllo della caccia e della pesca) sguinzagliati tra i campielli e le calli in difesa dell’originalità delle griffe dalla neo-presidente della provincia, la leghista Francesca Zaccariotto, e dall’ineffabile ministro della guerra, Ignazio La Russa; in seguito, i pistoleros della Zaccariotto si sono presentati armati sulle spiagge veneziane, scatenando il fuggi fuggi tra gli ambulanti, inseguiti da forze di polizia del tutto spropositate, mentre scappavano trascinandosi dietro le loro cose avvolte in un telo. Continua a leggere

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Il governo italiano che ruba ai poveri per dare ai ricchi

 Ancora un articolo, che condivido parola per parola, tratto dal blog Femminismo a Sud.
 Buona lettura!
 

 

 
Il governo italiano che ruba ai poveri per dare ai ricchi
 
da Femminismo a Sud
 
 A venezia hanno schierato l’esercito contro i venditori ambulanti stranieri. Una task-force, altro che i vigili urbani ai quali eravamo abituati. 138 uomini per "sgominare" l’inarrestabile banda dei poveri morti di fame che provano a campare vendendo qualcosa invece che rubare.
 
 La domanda è: chi paga questi uomini? Noi? Perché i soldi pubblici devono essere impiegati in queste ridicole prove rambesche, in questa caccia all’uomo (ne resterà uno solo? come highlander?), in questa allucinante prova di forza dell’uomo ricco, bianco e borghese contro il senegalese povero, fuggito dalla sua terra, che vende oggetti per sopravvivere? Si sentirà forse un eroe colui che riuscirà ad acchiappare il suo trofeo umano?
 
 Mentecatti. Poveri omuncoli falliti. Solo gente così può architettare prove di così tanta meschinità.
 
 Tanto per precisare: a venezia governa il centro-sinistra.
 
 A Milano invece la polizia sta dando il meglio di sé. Continua a leggere

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Rai Sat Extra, il servizio pubblico si immola per far godere il puttaniere [< Giornalismo Partecipativo]

 TV spazzatura
 Pubblico, copincollandolo dal sito Giornalismo Partecipativo, un bell’articolo di Gennaro Carotenuto, che spiega molto chiaramente (fin dal titolo!) che cosa c’è dietro la “rottura” tra Rai e Sky, un esempio da manuale di quel famoso conflitto d’interessi che tanto ha annoiato l’elettore italiano («Il conflitto d’interessi? Ancora quella storia!»), un gigantesco problema di opportunità – in qualunque senso si voglia intendere la parola – perché non è proprio logico che chi stabilisce le regole sia lo stesso che ne beneficia… Vi lascio all’articolo, dove farete i conti con «la tivù, il vero, unico cuore del potere berlusconiano».
 

 Rai Sat Extra, il servizio pubblico si immola per far godere il puttaniere
 di Gennaro Carotenuto
 
 
Per quei pochi che non avessero capito lo ridiciamo in maniera chiara perché è una roba da matti ed è la tipica notizia alla quale uno tende a non dare importanza quando invece ne ha moltissima:
 
 
1) il padrone di Sky, nonché capo del complotto comunista Rupert Murdoch (come Ugo Tognazzi era capo delle BR), offriva alla RAI 50 milioni di Euro l’anno in gettoni d’oro, come a Rischiatutto, per 7 anni (totale 350 milioni, 700 miliardi del vecchio conio, una manovrina) per trasmettere Rai Sat Extra, Rai Sat Premium eccetera, nonché RaiUno, Due e Tre (che saranno da ora in parte criptati) nei suoi pacchetti.
 
 
2) La Rai, in cambio di nulla, ha deciso di dire “no” a quest’offerta. Insomma a deciso di tagliarsele per far dispetto a Murdoch e impedirgli di poter dire ai suoi quattro milioni e dispari di utenti di avere un’offerta completa. Considerate che con quei 50 milioni di Euro il servizio pubblico ripianava la metà del suo passivo, che è pari a 120 milioni l’anno, e che non c’è nessun altro soggetto sul mercato disposto a pagare né di più né di meno della cifra offerta da SKY. Insomma dire “no” a Murdoch è una perdita secca e quei canali, sui quali pure qualche doblone era stato investito nell’ultimo lustro, per un bel pezzo diverranno clandestini e non li vedrà più nessuno. Che ci guadagna la RAI a rinunciare ai soldi di Murdoch? Nessuno è riuscito a spiegarlo. Continua a leggere

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Israele: nuove prove di democrazia

 Rilancio dal blog di Arial, Frammenti vocali in Medio Oriente, l’allarme relativo al comportamento del governo di Israele nei confronti del dissenso interno e di quella grande "scocciatura" rappresentata, per la sedicente «unica democrazia del Medio Oriente», dalle Organizzazioni non governative, vale a dire gli attivisti internazionali che cercano di aiutare il popolo palestinese e, com’è ovvio, finiscono con il divenire scomodi testimoni delle politiche repressive israeliane (si pensi, per fare un esempio, all’italiano Vittorio Arrigoni, ancora a Gaza da prima dei bombardamenti e testimone oculare della strage avvenuta tra il dicembre 2008 e il gennaio dell’anno in corso. Vittorio ha scritto un libro di testimonianza, la cui lettura vivamente consiglio, che, naturalemente, non costituisce una buona pubblicità per Israele).
 
Arial riporta (QUI e QUI) la notizia di pressioni israeliane per interrompere i finanziamenti dell’Unione europea alle Ong che operano in Israele e Palestina. Continua a leggere

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Manifestazione Nazionale Antirazzista – Roma 17 ottobre 2009 – ore 14.00, Piazza Repubblica

 
 Il 25 luglio a Roma si è svolta una prima assemblea nazionale antirazzista, alla quale seguirà una seconda, il 5 settembre. Il fine è l’organizzazione di una manifestazione nazionale, da tenersi a Roma sabato 17 ottobre 2009, per dire no ai provvedimenti razzisti del governo. I promotori chiedono adesioni, naturalmente il più possibile ampie e composite. Tutta la società che si ritiene civile e tale vuol continuare a essere, ha l’interesse e l’obbigo morale di proclamarlo con forza, soprattutto considerando il contesto storico nel quale ci troviamo a vivere, tra ossessioni securitarie e leggi apertamente razziste. Pubblico di seguito il testo dell’appello e le firme delle prime adesioni, alle quali aggiungo, ovviamente, la mia. In calce all’appello, l’indirizzo e-mail da utilizzare per aderire.
 
 Manifestazione Nazionale Antirazzista
 Roma 17 ottobre 2009 – ore 14.00 Piazza Repubblica
 
 L’assemblea nazionale antirazzista del 25 luglio riunitasi a Roma, rivolge un forte appello a mobilitarsi contro i provvedimenti razzisti del governo Berlusconi che alimentano odio, divisioni e violenza nella società.
 
 Perciò decide di convocare dal 20 al 30 settembre iniziative locali, per la regolarizzazione di tutti gli immigrati e preparare la manifestazione antirazzista nazionale del 17 ottobre 2009 a Roma.
 
 Sulla base di questa piattaforma:
 
    * No al razzismo
    * per la regolarizzazione generalizzata per tutti
   
* ritiro del pacchetto sicurezza
   
* accoglienza per tutti
   
* no ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
   
* per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
    * diritto di asilo per i rifugiati e i profughi
   
* per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni (CIE)
   
* no alle divisioni tra italiani e stranieri
   
* diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutti
   
* mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro Continua a leggere

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Ru486 e il corpo sotto tutela

 Opera di Lara Cavagnino

 Ho scritto un articolo mediocre sull’introduzione della Ru486, la cosiddetta «pillola abortiva», che ha scatenato le ire della Chiesa cattolica (la Ru486, non il mio articolo), la quale rinnova la promessa di scomunica per le donne che abortiscono e per i medici che le assistono nell’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg).
 Un articolo mediocre, dicevo, perché mi sono limitato a fornire alcune informazioni sulla Ru486 e sulle modalità di somministrazione e ho accennato brevemente tanto alle polemiche quanto alle manovre del ministro Sacconi e della sottosegretario Roccella per rendere più difficile il ricorso a questa tecnica d’aborto.
 Forse non ho saputo infondere in ciò che ho scritto il necessario “spessore umano”, quello che si ritrova negli articoli (e nei commenti) di altri siti, dove la legislazione sull’aborto – e più in generale sul corpo della donna – è vissuta in prima persona, come occasione, volta per volta, di speranza, di dolore, di riappropriazione di sé o invece di violenza o servitù.
 Non ho saputo, o forse non ho potuto, parlare con voce “femminile”. Continua a leggere

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Ru486: La pillola che puzza di zolfo

 
 «Con la pillola» abortire «sarà come bere un bicchier d’acqua» dice Cossiga, ex Presidente della Repubblica e (in quanto tale, immagino) uno fra i massimi esperti in materia. È solo uno fra i tanti, competenti, commenti alla decisione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) di consentire in Italia l’uso della Ru486, la «pillola abortiva» che ha indotto monsignor Elio Sgreccia a ricordare urbi et orbi l’applicazione automatica della scomunica, tanto alle donne che fanno ricorso all’aborto, quanto ai medici che le assistono nell’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). E poi ti voglio vedere al Giudizio Universale!
 
Un’accoglienza inutilmente polemica per una decisione, quella dell’Aifa, che si limita ad allineare l’Italia a metodologie ormai da tempo in uso nei principali Paesi occidentali. Anche in Italia sarà ora possibile, entro le 7 settimane, interrompere una gravidanza senza andare in sala operatoria. L’Ivg avverrà tramite la somministrazione di due farmaci, dapprima un anti-ormone per interrompere la gestazione, quindi una prostaglandina per espellere il feto. Continua a leggere

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