Il resoconto della VI Marcia


 
Concorrenti della VI Marcia nella Valleille
 Ieri, domenica 12 luglio, si è svolta la sesta edizione della Marcia, che ha visto "schierati" sulla linea di partenza, tra affezionati e nuovi partecipanti, 30 concorrenti e 3 cani. [Scarica l’elenco dei partecipanti] La vittoria è andata ex aequo a Simone Soldà di Aosta e Laurent Vicquéry di Sarre (Aosta), che hanno impiegato 7 ore e 20′ per varcare il traguardo. Hanno completato il giro anche Henry Doran (Washington) e Mario Badino (Aosta), che poi sarei io, con un tempo di 9 ore e 5′. Rispetto alle passate edizioni è anche elevato il numero degli atleti che, pur non essendo giunti fino in fondo, hanno percorso almeno metà dell’itinerario, il che, per un "circuito" di alcune decine di chilometri (c’è chi dice 50), non è male. Da segnalare alcuni "affezionati", come Leo Doran, il vincitore dell’edizione 2008, e l’atleta più giovane mai iscritto alla Marcia, Aron Benetti, un anno e 2 mesi.
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Marcia Granparadiso estate 2009: l’itinerario illustrato

 Clicca QUI per conoscere la Marcia!

 
 Aggiornamento
 
Ringrazio la Gazzetta Matin, La Stampa Valle d’Aosta e La Vallée Notizie, per aver scritto della Marcia.
 Mi corre l’obbligo di precisare, per chi avesse letto l’articolo pubblicato oggi sulla Vallée, che NON SI TRATTA di una gara «riservata agli appassionati di corsa in montagna» e che anzi il regolamento vieta esplicitamente la corsa: si cammina lungo tutto il percorso.
 Oggi nei bar di Cogne è comparsa una poesia sulla Marcia.


 Manca un giorno solo alla VI Marcia e finalmente posso dire la parola finale sulle modifiche all’itinerario "classico". Il tratto Les Ors-Buthier, vale a dire la discesa su Cogne dopo l’ultima tappa, reso impraticabile dalle valanghe invernali, è stato ripristinato! Anche il resto del "circuito" è a posto, sebbene – qua e là – si possano osservare i danni delle valanghe.
  Quest’anno il giro "rischia" oltretutto di essere più bello, perché la necessità (sembrava che alcuni tratti non sarebbero stati praticabili) ha portato la "non-organizzazione" a studiare alcune simpatiche modifiche, che a questo punto sono diventate definitive. I principali cambiamenti interessano due zone: l’ex voragine di Lillaz, dovuta all’alluvione del 2000, che è stata ormai rimessa a posto. Il sentiero a monte della frana è stato ripristinato (lo era già in occasione dell’
Aicram dello scorso ottobre), così non è più necessario scendere all’area pic nic e risalire in Valleille, ma si può rimanere praticamente in quota. Continua a leggere

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Lettera aperta al Presidente della Repubblica sul «pacchetto sicurezza»

 
 Ho scritto la seguente lettera aperta al Presidente della Repubblica, per pregarlo di non firmare il «pacchetto sicurezza», trasformandolo in legge dello Stato. Chiedo a tutt* di fare altrettanto.
 
 Gentile Presidente,
 
 come Lei sa bene, il «pacchetto sicurezza» appena approvato dal Parlamento italiano introduce nella nostra Repubblica una serie di misure altamente discriminatorie nei confronti di esseri umani (individui e gruppi sociali) che vengono privati della propria dignità e della possibilità di accesso a servizi fondamentali per la loro stessa vita unicamente in virtù del mancato possesso di documenti in regola. Continua a leggere

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4 luglio No Dal Molin? Yes, we can!

 
 Leggi anche: Mentre guardate il pelo nell’occhio la trave vi acceca [< nodalmolin.it]
 Leggi anche: Lettera di Noam Chomsky ai vicentini [< Megachip, democrazia nella comunicazione

 L’approvazione
del «pacchetto sicurezza», che reintroduce in Italia alcune misure caratteristiche delle leggi razziali, è oggi l’emergenza maggiore che il nostro Paese deve affrontare, il punto più basso al quale siamo giunti da quando Berlusconi e i suoi amici hanno ripreso in mano le redini del potere. Tuttavia, quasi fuori tempo massimo, voglio spendere qualche parola circa la grande manifestazione che si terrà a Vicenza, domani 4 luglio, contro la costruzione della base americana al Dal Molin. Dico subito che questa volta, con mio grande dispiacere, non potrò essere presente, ma invito di cuore tutte e tutti quell* che potranno a partecipare, perché la vicenda vicentina mostra, più di ogni altro esempio di mobilitazione popolare, la cruda ingiustizia dell’imporre dall’alto, sulla pelle dei cittadini, una struttura e un modello in nessun modo condivisi con la popolazione. La base, a Vicenza, è contestata perché strumento di morte: nonostante Obama sia più simpatico di Bush, infatti, la politica estera statunitense non è cambiata e dalla pista del Dal Molin partiranno, senza che il governo italiano, quand’anche volesse, possa farci qualcosa, i cacciabombardieri che negli ultimi anni si sono macchiati di tanti massacri di civili inermi in Afghanistan e in Iraq. Continua a leggere

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Reato di clandestinità

 
 Hanno introdotto il «reato di clandestinità».
 Se una persona, anche se non ha fatto nulla di male, non ha i documenti in regola non è più una persona: è un clandestino e, come tale, può essere arrestato.
 Questo il significato profondo del «reato di clandestinità». Mai sentito un reato più stupido.
 La Lega festeggia. Bene: il riso fa buon sangue. Stamattina, dal giornalaio, una signora dall’aspetto normale ha comprato Libero e La Padania. Io ho preso il manifesto, chissà se la signora troverebbe normale me.
 Per la prima volta dalla fine del fascismo, in Italia è tornata in vigore una legislazione che preclude il diritto di circolare liberamente, per non parlare dei servizi, a fasce specifiche della popolazione. Non si va contro un’unica etnia, ma si tratta ugualmente di razzismo. Continua a leggere

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Una coppa da Washington

 Leo Doran, vincitore della V Marcia Granparadiso estate
 Ci siamo quasi, due settimane scarse alla sesta Marcia! Nel frattempo
è giunta, da Washington, la foto che dimostra che Leo Doran, il
vincitore della quinta edizione, ha provveduto ad acquistarsi il trofeo
(come prevede il regolamento) ed è quindi a tutti gli effetti
confermato nel suo titolo… Di seguito il testo da lui scritto in
ricordo dell’impresa (l’originale è quello in inglese, la pessima traduzione è
mia).
 
 My participation in last year’s V Marcia Granparadiso Estate was one
of the more memorable expieriences of my summer. Continua a leggere

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Alessandro Robecchi: Meritocrazia in mutande

 il manifesto
 Pubblico,
con la cortese autorizzazione dell’autore, un articolo di Alessandro Robecchi pubblicato sul manifesto di oggi (domenica 28 giugno) sulla meritocrazia nel Paese del papi. Qualche piccola riflessione, scherzosa solo nello stile, per il resto molto amara, sulle recenti vicende che hanno avuto per protagonista l’inquilino di Palazzo Chigi (e di Palazzo Grazioli), assolutamente non liquidabili come questioni personali, perché implicano un mercanteggiare continuo (le mie "prestazioni" in cambio di un posto, magari in lista) che non dovrebbe essere accettato in uno Stato che vuole tutti i cittadini uguali, tutti con le stesse opportunità. Lascio la parola a Robecchi.
 
 Voi siete qui – Meritocrazia in mutande
 
 La cosa tragica di Berlusconi è che persino come barzelletta nazionale arriva secondo. D’accordo, il priapismo ultrasettantenne al potere resta esilarante. Ma la vera barzelletta italiana è un’altra. E’ la famosa “meritocrazia”, invocata un giorno sì e l’altro pure. Merito! Merito! Merito! E’ il mantra nazionale, l’inno, la predica quotidiana. Poi, però, all’apparir del vero, cosa sia il merito in questo paese lo si vede al volo. Basta accompagnarsi a papi, andare a una festa, fare la ola, cantare in coro intorno al tavolo da pranzo “meno male che Silvio c’è” per arraffare un posto in tivù, una candidatura (dalle europee al consiglio comunale), un provino, un  affaruccio, un appaltino. Continua a leggere

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