Ritorno sulla vicenda di Abdallah Lakhdara, condannato a 4 mesi di reclusione per resistenza nei confronti di alcuni vigili urbani a Brescia.
Secondo vari testimoni, fra i quali la socia del signor Lakhdara in una ditta di ristrutturazioni edili, sarebbero stati i vigili ad aggredire Lakhdara, come dimostrerebbe anche la prognosi del pronto soccorso (10 giorni per contusioni e un trauma cranico, più due settimande di collare).
Come cittadino, avevo scritto una lettera aperta al sindaco di Brescia, sollecitando maggior chiarezza sulla vicenda. La lettera è stata ripresa da alcuni blog, ma non dai giornali e, al momento, i destinatari non hanno ritenuto di dover rispondere.
Voglio allora ripubblicare un testo che ho trovato sul blog unastanzatuttaperme, intitolato, semplicemente, Per Abdallah. Il contenuto e il tono mi hanno molto colpito.
Per Abdallah
dal blog unastanzatuttaperme
Brescia è una città che mi ha accolto. La cosa peggiore che
possa capitare a chi sia costretto ad andare via dalla propria casa e dalla
propria terra, è la possibilità di non essere accolto. Verrebbe facile dire che
ora Brescia picchia. Picchia gratis, deride, sputa chiunque non sia
esteticamente consono a degli stereotipi obsoleti, non accoglie più. Viene
facile cadere nel qualunquismo e dire che Brescia, oggi, ha sollevato mani
pesanti su un algerino che andava alla moschea per il primo giorno del Ramadan.
Brescia non vuole che si mangi sui prati, che si beva sui prati, che ci si
sieda sugli scalini di una chiesa, di un monumento. Brescia ora è solo immagine
e nessun contenuto. Continua a leggere


