Nazirock: a Verona cambiamo musica? [da metropoliscafé]

 
 Condivido e volentieri "rilancio" il comunicato del Collettivo veronese Metropolis.


 Apprendiamo dai giornali e dalla Questura che alcuni giovani sarebbero accusati di aver tentato di imbrattare con vernice un locale dove si terranno, il prossimo sabato, concerti di band neonaziste, come Gesta Bellica e Hobbit, gruppi che incitano all’odio razziale ed esaltano le esperienze storiche nefaste del fascismo e del nazismo.
 Pensiamo che la violenza fascista condiziona la vita della nostra città e mette a rischio le libertà e l’incolumità soprattutto dei giovani.
 Ricordiamo solo i più gravi episodi di squadrismo contro le persone:
 -che in una via del centro, i neonazisti  hanno ammazzato Nicola Tommasoli;
 -che a S.Luca, sempre loro, precedentemente avevano accoltellato due ragazzi;
 -che in Piazza Viviani hanno massacrato di botte una ragazza;
 -che fuori dalle scuole, intimidiscono e aggrediscono gli studenti antifascisti;
 -che, sistematicamente, quasi tutti i fine settimana, in centro ma anche in altri quartieri continuano ad aggredire in città i giovani “diversi” da loro;
 -che insomma, Verona ha un’anima nera che agisce contro le persone come e quando vuole, quasi sempre protetta dalle Istituzioni cittadine che danno loro credito, spazi, agibilità, riconoscimento.
 Contro le persone quindi, si accaniscono le squadracce neonaziste.
  Continua a leggere

Pubblicato in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura) | Commenti disabilitati su Nazirock: a Verona cambiamo musica? [da metropoliscafé]

La repressione inutile

 
 

 Chissà
che cosa verrà fuori dagli appunti disordinati che seguono.
 
 Una poesia? una canzone? uno spettacolo itinerante che toccherà i cinque continenti?
 
 «La repressione inutile» è uno dei tratti principali, credo, dell’attuale sistema di potere, che si fa cancro e piovra tentacolare, capace di condizonare e di toccare gli animi dei cittadini comuni, delle forze dell’ordine, degli scontenti, delle vittime.
 
 Pronti – tutti – a indicare negli «ultimi», nei «diversi», nei «devianti» il nemico; pronti per una nuova caccia alle streghe.
 
 Osservo dal mio stomaco incredulo
      la repressione inutile:
 perché davvero quale sia il vantaggio
      non è dato sapere,
 nel percuotere a morte Aldo Bianzino,
      distruggerne la famiglia
 per vendicare la morale infranta
      di chi ha il pollice nero.
 
 Stefano Cucchi aveva 31 anni,
      20 grammi di roba,
 ancora sei giorni di vita
      tra carcere e ospedali.
 «Frattura corpo vertebrale elle tre»
      (la colpa è del desiderio infantile
 di fare di corsa le scale);
      «Frattura della vertebra coccigea».
  Continua a leggere

Pubblicato in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura) | Commenti disabilitati su La repressione inutile

Eserciti nelle strade

 


 
Proprio oggi, festa delle forze armate, La Stampa Valle d’Aosta ha pubblicato la mia lettera aperta
contro le processioni cittadine di mezzi blindati col soldato in
torretta armato di mitra, il volto nascosto dal passamontagna verde. Girare armati in un contesto civile è, ritengo, un’abitudine che ha per conseguenza la legittimazione simbolica
di mezzi e strumenti costruiti con la finalità precisa di ammazzare
esseri umani, qualunque cosa si pensi delle missioni militari
attualmente in corso.
 H
o ricevuto il comunicato stampa della conferenza «Eserciti nelle strade», a cura di "Nonostante Milano", che si terrà sabato 7 novembre alle 19.30, presso la sede di Radio Blackout 105.250, in Via Cecchi 21/a, a Torino. Si tratta della presentazione del rapporto Nato «Urban Operations
in the Year 2020»
.
 Domanda: «Ma cosa ci staranno mai a fare tutti questi soldati per le
strade di Torino, manganelli in mano e occhio da pesce lesso?» è la
domanda di partenza del comunicato.
 Risposta: «Se qualcuno ancora pensasse a una
trovata pubblicitaria di
un governo che ci tiene ad apparire forte», farebbe bene
a leggersi il rapporto, citato, dell’Alleanza atlantica. «Dove si
apprende che, secondo le previsioni degli strateghi
del dominio, il fronte della guerre future passerà proprio di qui, per
le
strade di città sempre più invivibili, scosse da tensioni sociali,
etniche e
religiose di portata ormai non troppo inimmaginabile. Una Yugoslavia
dietro
l’angolo, già domani».
 «Gli alpini a spasso per San Salvario, o Porta Palazzo, o
borgo Aurora, non sono altro che un tassello di un disegno più grande, una fase
di addestramento delle truppe alla città, e allo stesso tempo della città alle
truppe. Dietro il fuoco di copertura delle menzogne dei politici, i militari
scoprono dunque le loro carte. Nessuno potrà dire di non essere stato avvisato».
  Continua a leggere

Pubblicato in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura) | Commenti disabilitati su Eserciti nelle strade

Crocifisso, uguaglianza e libertà

 
 Niente
crocifisso in
classe.
 

 A seguito di un ricorso presentato dalla signora Soile
Lautsi
, di Abano Teme (Padova), la Corte europea dei diritti umani ha
stabilito che l’esposizione del crocifisso in classe «è contraria al diritto
dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il
diritto dei bambini alla libertà di religione». Parole interamente
condivisibili, a patto di aver interiorizzato il principio democratico che
sostiene l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Non stupisce, perciò,
che il governo italiano abbia immediatamente presentato ricorso contro la
sentenza, né che il nuovo leader del principale partito d’opposizione (ah ah),
quello che non aveva avuto paura di pronunciare la parola «sinistra» in
campagna elettorale, si sia affrettato a dichiarare che il crocifisso «non
offende nessuno». Come se fosse questa la questione.

 Il punto, come ha rilevato la Corte, è che «l’esposizione
obbligatoria di un simbolo di una data confessione in luoghi che sono utilizzati
dalle autorità pubbliche, e specialmente in classe, limita il diritto dei
genitori di educare i loro figli in conformità con le proprie convinzioni»; che
«la presenza del crocifisso […] potrebbe essere facilmente interpretata dagli
studenti di tutte le età come un simbolo religioso, che avvertirebbero così di
essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data
religione»; che non si capisce come «come l’esposizione […] di un simbolo che
può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al
pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una ‘società
democratica’ […] un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale
italiana». Continua a leggere

Pubblicato in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura) | 2 commenti

Fascisti, minacce a Radio Popolare

 
 Quello
che segue è il comunicato di Radio Popolare in merito all’intimidazione subita da parte di aderenti a CasaPound, Cuore Nero e Blocco Studentesco.
 Tutta la mia solidarietà
alla redazione dell’emittente radiofonica antifascista.
 

 INTIMIDAZIONE CONTRO RADIO POPOLARE
 
 Un gruppo di neofascisti di Casa Pound, Cuore Nero e Blocco
Studentesco ha minacciato questa mattina Radio Popolare.
 Poco prima delle 13 una ventina di persone è arrivata
davanti alla sede della radio con uno striscione con scritto: “Un fascio non ha
prezzo, per tutto il resto c’è Radio Popolare”.
 Dalle immagini delle telecamere si vede che provano ad
entrare nella sede ma che, trovando la porta sbarrata, la coprono di adesivi,
mentre altri – alcuni con il casco e altri con il cappuccio in testa –  urlano slogan e sventolano bandiere. I
redattori di Radio Popolare usciti per capire l’accaduto vengono accolti con lo
slogan “comunisti di merda”.
 Il messaggio intimidatorio è chiarissimo: Continua a leggere

Pubblicato in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura) | Commenti disabilitati su Fascisti, minacce a Radio Popolare

Circola un filmino scandaloso… [di Alessandro Robecchi]

 il manifesto
 
Ripropongo,
con la cortese autorizzazione dell’autore, un articolo di Alessandro Robecchi pubblicato sul manifesto di domenica 1° novembre. Circola un filmino scandaloso… – si dice – ma è il filmino dell’Italia. Una vergogna da nascondere a tutti i costi, o al contrario un appuntamento da non perdere, purché la sua visione sia il punto di partenza per un’inversione di rotta.
 Con il consueto umorismo, Robecchi racconta cose terribili (e
scandalose, appunto), come la morte in carcere o il dramma del precariato, ottenendo un’impietosa istantanea (pardon, un filmino) di questa Italia sempre più allo sbando.
 
 Buona lettura!
 
 Voi siete qui – Circola un filmino scandaloso…
 
 Gira un filmino scandaloso, una cosa davvero schifosa e
impresentabile, un film concepito per il ricatto che se dovesse uscire farebbe
vergognare chiunque. È il filmino dell’Italia. Il paese dove ti ammazzano in
galera spezzandoti la schiena in due punti, il posto dove i carabinieri tentano
l’estorsione. Il paese che sta nelle prime posizioni mondiali per
diseguaglianza economica, il posto dove un cittadino su quattro sotto i 25 anni
è disoccupato. Nel filmino si vede tutto questo e altro ancora, un po’
sgranato, ma si vede tutto bene: mica è il Tg1!. Ho tentato di venderlo e di farmi
un gruzzoletto, perché mi adeguo alla morale corrente. Il Giornale ha visionato
ma non l’ha preso. Libero ha guardato ma ha deciso: no, grazie. Nel filmino c’è
tutto quello che c’è da sapere: Continua a leggere

Pubblicato in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura) | Commenti disabilitati su Circola un filmino scandaloso… [di Alessandro Robecchi]

Grazie ai ragazzi [da Sgrunt]

 
 «Grazie ragazzi», recita lo slogan sui cartelloni per la giornata delle forze armate (questo mercoledì, 4 novembre), celebrazione della «vittoria» in una guerra terribile (il primo conflitto mondiale) nel quale milioni d’italiani furono trascinati contro la loro volontà dall’ambizione e dall’interesse nazionale. Una giornata promossa, chissà perché, a giornata dell’unità nazionale (mentre anche la festa della repubblica, il 2 giugno è celebrata con una bella parata militare e il 25 aprile, anniversario della liberazione, è salutato da militaresche fanfare che si rifiutano di eseguire Bella Ciao).
 Bella quest’Italia che «ripudia la guerra», poi mette i soldati in strada e spende milioni di euro per progetti militari che di difensivo non hanno proprio nulla.
 Un’Italia che, indipendentemente dal parere del signor Ignazio La Russa, ministro della guerra, ha qualche problema – nei ranghi dell’esercito o tra le forze dell’ordine – a rispettare i diritti umani, primo fra tutti quello alla tutela della vita e dell’integrità dei cittadini. Una realtà drammatica, che l’omicidio di Stefano Cucchi ci impone improrogabilmente di affrontare.
 «Grazie ragazzi».
 Senza voler mancare di rispetto a chi fa il proprio dovere con coscienza e responsabilità, ripubblico dal blog Sgrunt il collage che compare qui sotto, intitolato, molto correttamente, «grazie ai ragazzi». Continua a leggere

Pubblicato in Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura) | 2 commenti