Venerdì, Marzo 28, 2008

Veltroni, si può anche NON FARE!

 Due appunti a Walter Veltroni, candidato premier del Partito democratico.
 
 E un piccolo dubbio: meglio FARE o meglio EVITARE?

   N. 1:

 
 
Milano Centrale«Per me la coesistenza di crescita, e lotta alla povertà e sussidiarietà dello stato è essenziale ed è la formula vincente del riformismo nelle sue esperienze più alte». Parola di Walter Veltroni, intervistato da Gabriele Polo sul manifesto di ieri (27 marzo 2008). Per me no, invece. Parola mia, che liberamente mi esprimo in proposito a un giorno di distanza. La «crescita» del pil è inconciliabile con la lotta alla povertà, a meno di non mettere freno all’ingordigia dei pochi che si spartiscono le fette più grandi dell’unica torta comune. Ma forse il punto non è neppure questo: la «crescita», soprattutto, è incompatibile con altri parametri: una vita più umana, la sopravvivenza della specie e del pianeta come lo conosciamo. Forse Veltroni pensa che si possa andare avanti a bruciare idrocarburi come oggi. La sua Italia prevede anche il carbone, mi sembra, e non importa a chi lo deve respirare che si sia preso a definirlo «pulito». Forse Veltroni pensa che quando le risorse attuali finiranno la scienza sarà giunta in nostro soccorso e sarà pronta la fusione fredda. Che fa venire in mente lo scioglimento dei ghiacciai polari (e pure di quelli dei miei monti, se è per questo) – bella notizia per una Penisola!
 
 La «centralità del pil» è deleteria, ecco tutto. Sarebbe ora d’immaginare vie di decrescita o, anzi, di mettere in pratica quelle che tante e tanti hanno già immaginato.
  
 
N. 2:

 
 
Stesso giornale, stessa intervista:
 

 «E allora che ne facciamo del progetto sulla nuova base di Vicenza?»
 

 «Credo che dovremo, insieme all'amministrazione comunale di quella città, trovare il modo di limitare al massimo ogni impatto negativo di quella base, anche consultando i cittadini. Sapendo però che gli impegni presi a livello internazionale da un governo - di cui faceva parte anche la Sinistra - vanno rispettati».
 
 
Niente di nuovo sul fronte nord orientale, insomma. I cittadini di Vicenza, però, possono sempre sperare che questo «impegno» dell'Italia sia vincolante allo stesso modo in cui lo sono le risoluzioni dell’Onu sulla Palestina, o la 1244, che riconosce la sovranità serba sul Kossovo. A meno di non credere, con un che di malizia, che il rispetto degli
«impegni», questa volta, sia garantito dall'interesse di Washington...

Inviato da mariobadino (Politica) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0)
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