A volte ritornano

 Roma, 9 giugno 2007, No War No Bush DaySembra impossibile, ma il giorno dopo la tragedia c’è pure un po’ di sole e l’aria è la stessa di sempre. Dalla finestra osservo una sbarra che chiude il passaggio alle auto. Continuerà ad alzarsi e abbassarsi indipendentemente dai risultati elettorali, dal ghigno del cavaliere, dall’euforia di certi personaggi… E andando a piedi al lavoro, sento l’asfalto del marciapiede ben fermo, il corpo contento di muoversi.
 
 
Eppure son tornati.
 
 
QUELLI DI BOLZANETO
 
(dovranno gestire un altro G8!)
 
QUELLI DELLA GUERRA IN IRAQ
 
QUELLI DELLA GUERRA IN AFGHANISTAN
 
 
(Sembra che l’ex ministro – il nuovo ministro? – della difesa, Martino, voglia rimuovere i caveat e permettere ai nostri soldati in Afghanistan di sparare; che voglia tornare in Iraq, e per quanto mi riguarda può andarci quando vuole, purché vada solo, e a titolo privato)
 
 
QUELLI DELLE BOTTE AL PRESIDIO NO TAV
 
QUELLI DELLE MAGLIETTE CONTRO MAOMETTO
 
QUELLI DEL PONTE SULLO STRETTO
 

 
(Regalo, a questo proposito, una mia poesia al navigante e al movimento No Ponte; divulgatela pure, se vi piace)
  (Continua)

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Dopo il voto

  Una strada in salitaUna pagina in continua evoluzione con i dati e qualche piccola considerazione sul dopo voto.
 
 Con la premessa che ora bisogna rimboccarsi le maniche, reagire, impedire che il berlusconismo trionfi del tutto in questo Paese disastrato. Una resistenza, prima di tutto, culturale. Continuare a informarsi, non farne passare una liscia a certa gente, non chinare il capo, protestare, promuovere, scendere in strada, in piazza, battere sulle pentole, ma soprattutto continuare a pensare e proporre un mondo migliore, diverso da quello immaginato a Washington, ad Arcore, a Bruxelles... Sulla rete, nelle strade, con la sinistra istituzionale (quella che ancora c'è), con le comunità in lotta, con i valori della Costituzione italiana.
 
 Leggi i risultati elettorali sul sito del Ministero dell'Interno.
 
 Sul blog:
 
 Una risata amara. Elezioni politiche 2008.
 
 Non si può più fare
 (di A. Robecchi, pubblicato sul manifesto del 16 aprile 2008)
 
 Io voto libero
(poiché non tutti i giochi sono ancora fatti)
 
 La bufera ha spazzato via i detriti del ventesimo secolo (di Franco Berardi, Bifo, pubblicato su http://www.rekombinant.org/; preso da http://www.megachip.info/)
 
 Attenzione! Questa pagina «in continua evoluzione» non evolve più! Non appena possibile pubblicherò un altro spazio sul dopo voto e le azioni di resistenza da aggiornare (spero) anche con l'aiuto di chi da queste parti qualche volta naviga...
 

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Una risata amara. Elezioni politiche 2008.

  Una premessa: le foto di questo articolo si riferiscono alla serata di sabato sera all'espace, La grande risata. Colle elezioni non c'entrano proprio...Sabato si rideva, oggi no
 
 Avevo un
paio di foto belle per commentare i risultati elettorali, ma ho deciso di dar retta a mio fratello, che dice che di un certo personaggio si parla già abbastanza. Lo sappia, cavaliere, se mai dovesse leggermi: da me non avrà la copertina!
 
 L'esito di queste elezioni, comunque, mi getta nello sconforto più assoluto. Una persona che stimo è dispiaciuta per la vittoria di Berlusconi, ma si consola col fatto che ora c'è il bipolarismo e che finalmente sarà possibile governare. Anche il risultato della Lega, che, se confermato, raddoppia i suoi voti, sarebbe positivo, perché finalmente si farà il federalismo fiscale.
 
 Io invece non ho nulla per cui festeggiare. Considero il bipartitismo all'americana la fregatura più grande che il nostro Paese potesse autoinfliggersi, una sciagura
tremenda: ora due partiti ideologicamente indistinguibili (uno un po' più rispettoso della legge, l'altro molto meno) si metteranno d'accordo per fare le riforme. I poteri del premier ne usciranno rafforzati e giungeremo, finalmente, all'entusiasmante confronto tra democratici e repubblicani di casa nostra, una supence paragonabile, forse, a quella che suscitano in me Hillary e Obama... La Sinistra arcobaleno, infine, esce con le ossa rotte: a quanto sembra, non sarà rappresentata in Parlamento, ha fatto la fine del PC francese. Se lo merita, naturalmente, ma questo non è una consolazione.  (Continua)

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Per il bene comune, sabotiamo il voto utile

 La lista nazionale Per il bane comuneSo che sono un po' al limite, visto che domenica si vota, e del resto devo fare un sacco di cose e non ho molto tempo, però oggi voglio dare un po' di spazio alla lista civica Per il bene comune, che candida Stefano Montanari (scopritore delle nanoparticelle) alla Presidenza del Consiglio. Il blog non si propone di dare indicazioni elettorali, però, di fronte alla retorica del voto utile, che tanto utile non è (e, più che altro, mi pare molto pericoloso), ho deciso di dare spazio ad altre proposte, sicuramente più interessanti di quella del PD (L).
 
 Abito in Valle d'Aosta, regione che fa circoscrizione a sé. Qui la contrapposizione è solo fra chi appoggia l'Union Valdôtaine e chi vuole scalzarla dal potere. Scegliere per chi votare è relativamente facile, a seconda di ciò che si pensa in proposito: o voti da una parte o voti dall'altra. Al massimo, ti puoi chiedere se andare a votare. In Valle d'Aosta, per di più, molti partiti piccoli non si presentano neppure; io quindi non faccio testo. Ma credo che chi ne ha la possibilità dovrebbe privilegiare quelle voci (rare, ma presenti) che non si propongono di governare l'esistente, ma di superare le contraddizioni di una società iperliberista, incentrata sul diritto di pochi e sulle esigenze della crescita continua del pil.
 
 Gli unici a porsi su questa linea a me sembra che siano il Partito comunista dei lavoratori di Marco Ferrando, sinistra critica di Flavia D'Angeli e, forse meno connotata a sinistra, la lista Per il bene comune, di Montanari (ma anche del senatore Rossi, ex Comunisti italiani). A parte questi, rimane la possibilità di scegliere la Sinistra arcobaleno,  per chi ha paura di disperdere il voto. Però ribadisco (per quello che può valere il mio parere): né con Walter né con Silvio!
 
 Se vuoi
, qui puoi leggere il programma della lista civica Per il bene comune.

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IO VOTO LIBERO

 
 
 Appello:
IO VOTO LIBERO

 Da Locri contro la 'ndrangheta per un voto libero
 Scarica il fac-simile della scheda elettorale

 
 «Dall'uso responsabile del voto iniziamo a costruire una nuova Calabria e una nuova Italia»
 
 Questo è il messaggio che si legge sul fac-simile di scheda elettorale distribuita a Locri dagli organizzatori nella manifestazione del 1° marzo come segno simbolico dell'Alleanza che si è stretta fra tutti coloro che hanno risposto all'appello di Vincenzo Linarello e che hanno deciso di aderire alla richiesta di Alleanza inoltrata dalla comunità della Locride e dell'intera Calabria. «Alleanza», ha chiesto Vincenzo Linarello, non solo solidarietà. «L'Alleanza con noi, dunque, non implica solo la mobilitazione quando siamo colpiti, implica che voi vi dobbiate riappropriare del vostro territorio». Vincenzo sostiene che in gioco c'è il destino dell'Italia. «Siamo ad una svolta: o si costruisce una democrazia vera, riportandola nelle comunità tra la gente, o la 'ndrangheta, le mafie, le massonerie deviate e le holding economiche e finanziarie occuperanno gli spazi che lasceremo vuoti».
 
 Il successo della manifestazione, secondo Vincenzo, si misura ed è al tempo stesso il segno evidente del potere della coscienza per cui la mobilitazione è il frutto dell'autorevolezza del percorso fatto da una comunità ribelle alla 'ndrangheta che ha cercato di fare ciò che dice e di dire ciò che fa. «Perché la coscienza ha un potere grandissimo nella storia: un potere che nessuna struttura di morte può prevaricare o sedare».  (Continua)

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Una testimonianza dalla manifestazione di Locri contro la 'ndrangheta

  Locri, 1° marzoRicevo (e volentieri accolgo) una richiesta di ospitalità da Silvia Berruto, presente alla manifestazione nazionale nonviolenta che si è tenuta lo scorso 1° marzo a Locri, per la legalità e contro la 'ndrangheta. In questo primo articolo ospito la cronaca della manifestazione, con qualche foto di Silvia. In un secondo post pubblicherò l'appello Io voto libero di Vincenzo Linarello, del consorzio Goel, «per un uso responsabile del voto».
 
 LOCRI 1 marzo 2008.
 13 valdostani alla manifestazione nazionale nonviolenta contro la 'ndrangheta

 
 E
sserci.
 
 Per testimoniare.
 
 Per marciare contro ogni illegalità, contro la 'ndrangheta e le massonerie deviate, per la democrazia e per il bene comune. Per un voto libero.
 
 Si è marciato a fianco di un popolo combattivo, quello calabrese, a sostegno delle cooperative sociali di "GOEL" - consorzio di imprese sociali della Locride - e di "Calabria Welfare", il consorzio regionale della cooperazione sociale, la più grande impresa sociale esistente in Calabria. Esso conta circa un migliaio di occupati ed è un sistema che realizza servizi, prodotti, inserimento lavorativo di persone svantaggiate e sviluppo di comunità locali. Si è marciato insieme a "Comunità Libere" una rete nonviolenta di cittadini, famiglie, imprese, organizzazioni sociali a difesa di chi viene attaccato dai poteri antidemocratici e/o violenti. Insieme, "Goel","Calabria Welfare" e "Comunità Libere" hanno chiamato a raccolta tutte le forze libere del paese per "un'alleanza", per resistere e per vincere in Calabria. Per questo un gruppo di 13 valdostani è partito da Aosta alle 5 di sabato 1 marzo ed è arrivato a Locri alle 12,45 dopo un viaggio di più di mille chilometri percorsi in quasi otto ore: prima in furgoncino fino a Torino Caselle, poi in aereo sino a Lamezia Terme e poi, in bus, per circa due ore, attraversando parte dell'Aspromonte in una terra, la Calabria, impervia ma affascinante e di rara bellezza. Stimate fra le duemila e le duemilacinquecento le presenze alla manifestazione per l'appello lanciato da Vincenzo Linarello, presidente di GOEL.  (Continua)

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Inceneritore: risposta Regione e sospensione in Consiglio

  Aosta. Palazzo regionaleSull’inceneritore, con qualche ritardo, una notizia cattiva e una buona. Prima la cattiva. Giovedì scorso, l’Assessorato regionale del Territorio, Ambiente e Opere pubbliche ha ritenuto di dover rispondere al volantino del Comitato Rifiuti Zero, parlando di
 
 menzogne, allarmismi ingiustificati, per lo più su aspetti tecnici, volti volutamente a confondere le idee e a sminuire e a interrompere le azioni avviate dalla Regione nel corso degli ultimi anni e finalizzate ad individuare un sistema di trattamento e smaltimento dei rifiuti che assicuri, in coerenza con le disposizioni comunitarie vigenti:

 

  • Il rispetto della nuova normativa comunitaria che limita l’uso della discarica, sino ad oggi sistema privilegiato per lo smaltimento finale dei rifiuti;
  • La piena coerenza con i nuovi e più restrittivi livelli di garanzia ambientale richiesti per i moderni sistemi di trattamento dei rifiuti;
  • Il raggiungimento per un periodo di almeno 25 anni di una gestione autosufficiente nel rispetto dei principi di efficacia, tutela igienico-sanitaria e ambientale e di contenimento dei costi.

 Al Comitato viene negato persino il beneficio del dubbio: si tratta solo di «menzogne» e chi non è d’accordo con la decisione della Giunta è per forza in malafede.
 
 Nel comunicato, pubblicato sul sito istituzionale della Regione Valle d’Aosta e, a quanto mi dicono, inoltrato tramite e-mail a tutti i dipendenti regionali (!), sono presentati gli studi commissionati, che hanno messo a confronto due soluzioni diverse, l’impianto di termovalorizzazione e il trattamento meccanico biologico, individuando nel primo un’alternativa «nettamente più vantaggiosa rispetto alla soluzione di Piano» per quanto concerne «acidificazione, formazione fotochimica di ozono e tossicità umana», mentre «l’indicatore di riscaldamento globale (effetto serra)» sarebbe «sostanzialmente uguale per entrambi gli scenari». Sarò malfidente, ma non mi sembra che la non meglio precisata «soluzione di Piano» e il trattamento meccanico biologico siano la stessa cosa. Come non credo che un trattamento a freddo possa incidere sull’effetto serra allo stesso modo del processo di incenerimento.  (Continua)

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Menomale che Silvio c'è!

 Esiste un limite al cattivo gusto? Il video che pubblico di seguito non è uno scherzo. È vero. Dopo il video trovi un articolo mio. Non è proprio cortissimo, ma non mi sembra venuto male.

Clicca per vedere il filmato

 

 Pochi giorni ancora e ci siamo.

 Buon voto. Buon non voto. Buona passeggiata o buona fuga nel bosco.

 Se vincerà Berlusconi avrà vinto di nuovo una certa visione del mondo, dell’economia, della politica. Avranno vinto gli antichi gestori del G8 2001 e saranno loro a preparare l’incontro di quest’anno alla Maddalena. Dove non ci saranno scontri o, quanto meno, non ci scapperà il morto, né le torture: il potere, qualche volta, apprende dai propri errori, almeno dai più evidenti. Ci saranno però gli accordi internazionali. Più liberismo, ammantato di protezionismo in chiave anticinese, la solita assistenza di Stato (dicono bipartisan, anche se giustamente il correttore automatico mi sottolinea il brutto neologismo) ai nostri imprenditori-bamboccioni. Si vedrà che cosa fare di Malpensa. Per fare un favore alla Lega ed evitare che lo scalo perda la sua centralità di aeroporto internazionale, se non bastasse l’Expo 2015, potremmo regalarlo agli americani, al posto del Dal Molin di Vicenza. Chissà se i milanesi sarebbero contenti: sembra che all’ombra del Duomo la religione della crescita sia più forte che altrove, abbia bisogno di nuove cattedrali. Lo stand sui grattacieli milanesi
 
 Sabato sono stato allo stand allestito nella Galleria Vittorio Emanuele, a visitare l’esposizione Milano la città che sale: i modellini dei grattacieli milanesi, quelli già esistenti, quelli in costruzione, quelli progettati. Le tre torri del complesso CityLife (architetture avveniristiche, con strutture che si flettono e attorcigliano, altezza compresa fra i 156 m della torre C e i 216(!) della torre A).
L’Altra Sede di Regione Lombardia (in costruzione, m 161) e poi altri 12 edifici fra i 38 e i 144 metri. Ho visto molte facce interessate, alcune sorridenti, Silvia e io eravamo gli unici a guardarci perplessi. Saremo strani noi, eppure a un certo punto, sotto i miei piedi (e sotto la moquette), il legno del pavimento ha ceduto un poco, segno di non grande salute del parquet in una sala aperta al pubblico nel centro di Milano (prima di progettare strutture avveniristiche forse potremmo mettere a posto ciò che c’è già). Ho avuto la stessa impressione che provo alla stazione Centrale, quando osservo il contrasto tra l’obsolescenza e la sporcizia dell’ambiente e la modernità incarnata dagli schermi televisivi piatti che ormai campeggiano dappertutto per rovesciarci addosso i loro messaggi pubblicitari. Se non mi sbaglio, all’inizio erano senza volume. Adesso, invece, siamo costretti a sentire. E mentre l’uomo nello schermo se la gode nel suo confortevole appartamento (naturalmente davanti a un altro schermo), interi quartieri vengono stravolti dalle nuove costruzioni, il cui cono d’ombra priverà strade e palazzi della luce del sole, e non basterà l’uso di tecnologie d’avanguardia per impedire un consumo energetico del tutto incompatibile con le necessità di un pianeta sempre più povero (e caldo).  (Continua)

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