Non passi lo straniero! (la Cassazione in difesa delle patrie frontiere)

 Lara Cavagnino, «Maternità»
 Circa
la sentenza della Cassazione
che ha aperto le porte all’espulsione
degli stranieri non in regola con i documenti, anche se genitori di
figli che frequentano la scuola italiana (e che magari sono
italiani
, in quanto nati e cresciuti nel nostro Paese
), oltre a
esprimere il mio sdegno più profondo (questo Paese assomiglia sempre
più all’Italia del 1938
), voglio citare l’ottimo articolo di Marco
Bascetta
, pubblicato sul manifesto di venerdì 12
marzo (leggi
l’articolo
).

 
 Desidero
rilanciare due punti chiave, non prima di aver ricordato che con questa
sentenza, la Cassazione contraddice se stessa, perché – giusto lo
scorso 19 gennaio – aveva accolto il ricorso di un di un genitore
straniero residente a Roma, con la motivazione che «non può
ragionevolmente dubitarsi che, per un minore, specie se in tenerissima
età, subire l’allontanamento di un genitore […] costituisce un sicuro
danno che può porre in serio pericolo uno sviluppo psicofisico armonico e
compiuto».
 
 «La precedente sentenza della Cassazione, oggi
sconfessata», afferma Bascetta nell’articolo citato, «sarebbe
stata colpevole, secondo i giudici della prima sezione civile, di
preoccuparsi della "sola salvaguardia dei diritti del minore" a scapito
dell’inviolabilità delle patrie frontiere, della sicurezza e di
quell’insieme di paure, pregiudizi e ricatti che sottendono la normativa
sull’immigrazione». Secondo la logica securitaria (così spesso
bipartisan!
), insomma, la sicurezza delle frontiere viene prima di
tutto: della persona, dei suoi diritti, dell’elementare considerazione
che non tutto ciò che non è autoctono costituisce un pericolo.
 
 Se infatti
c’interrogassimo su chi sono i nemici, i barbari che premono alla
frontiera, quali terribili armate troveremmo? Oltre le tonnellate di
retorica
in salsa leghista, troveremmo gli ultimi del mondo,
infreddoliti e mezzo morti nel mare nostrum o soffocati dentro
qualche container; risorse di cui nostra economia ha
assolutamente bisogno, cioè persone che saranno schiavizzate da gente
senza scrupoli e lavoreranno in nero, senza diritti; usati per lo
sviluppo del(l’ex) Belpaese finché la pattuglia di ronda non chiederà
loro i documenti, o l’ennesimo atto razzista non farà scoccare la
scintilla della rivolta, come a Rosarno, dove il padrone bianco ha avuto
buon gioco a ribadire chi comanda.
 
 Esseri umani, soprattutto,
cui la legge dello Stato toglie ogni dignità di persona, in barba alla
Dichiarazione universale dei diritti umani ratificata dal nostro Paese e
contro la stessa Costituzione italiana. Parto di qui per citare ancora
Bascetta, che
attribuisce alla
legislazione italiana in fatto d’immigrazione, come «scopo reale» non
«la missione impossibile di annientare l’immigrazione clandestina, ma di
istituire un vuoto di diritti, anche i più elementari, un apartheid
in cui costringere a obbedir tacendo una buona parte della forza lavoro
migrante».
 
 «Ci dovrebbero riflettere», continua Bascetta, «coloro
che, affidandosi alla nemesi giudiziaria, misurano ogni questione,
politica e umana, con il metro della legalità. E a forza di dar la
caccia ai "mariuoli", dimenticano le cattive leggi e i pessimi
legislatori (non solo berlusconiani) e interpreti togati che infestano
questo paese. I quali, c’è da scommetterci, non tarderanno a
prescrivere, dopo aver cercato di obbligare (per fortuna con scarso
successo) i medici alla delazione, l’esibizione dei permessi di
soggiorno di entrambi i genitori agli scolari extracomunitari».
 
 Carissimi
militanti IdV, grillini, amici del popolo viola, piddini persino e
infine lei, Presidente Napolitano
:
opporre al malgoverno presente il
criterio esclusivo della legalità
non ci pone al riparo di leggi inumane
e razziste, che – loro pure – sono leggi dello Stato, come lo furono
quelle antisemite del 1938, firmate dalle figure istituzionali a ciò preposte e
pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale.
 
 «Il diritto alla salute e
quello all’istruzione non sono ancora stati cancellati dal nostro
ordinamento», conclude Bascetta, «ma non sono più in cima alla scala
delle priorità nella politica del governo e nemmeno, sembra, nella ratio
della magistratura. Che l’ossessione della sicurezza (intesa come
ordine pubblico e buona condotta) sia fatta prevalere su ogni altro
diritto e principio di civiltà non è un problema che riguardi i soli
migranti, è una minaccia che incombe su tutti e non da oggi».

 
 
leggi in
versione integrale l’articolo citato


 L’immagine di questo articolo è «Maternità» di Lara Cavagnino. La dedico a tutti i genitori e a tutti i figli, migranti e non.

 

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