Uòlter Veltroni nella Divina Commedia

 Da un manifesto per stradaChe nella sua Commedia Dante Alighieri prenda in giro il trasformismo politico, fatto di cambi continui di “pelle” è cosa credibile. Che al Dante pellegrino fossero confidate profezie, fatte da santi e da dannati, è cosa risaputa. Forse, però, non tutti sanno che da alcuni versi del canto XXXIV dell’Inferno è possibile trarre rivelazioni sul PD. Basti rileggere con consapevolezza nuova la descrizione di Lucifero fatta dal Poeta:

 Oh quanto parve a me gran maraviglia
 quand’io vidi tre facce alla sua testa!
 L’una dinanzi, e quella era vermiglia;

                                (Inf. XXXIV, 37-39)
 
 Dante sembra riferirsi all’uso, tipico di molti politici di “cambiare faccia”. Quella «dinanzi» potrebbe rappresentare il passato politico del leader del PD, un tempo (molto tempo fa) aderente al Partito comunista (e quindi rosso, «vermigli[o]»);
 
 
 l’altr’eran due, che s’aggiugníeno a questa
 sovr’esso il mezzo di ciascuna spalla,
 e sé giugníeno al luogo della cresta:
 e la destra parea tra bianca e gialla;

                         (Ivi, vv. 40-43)
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Donna

  L’8 marzo è la giornata internazionale della donna. Non sono una donna e non voglio rubare tempo e spazio con le mie parole "maschili", specie in questo momento storico, in cui le donne e i loro diritti sono vittime dell’attacco dei settori più misogeni della società. Ma volentieri dedico questo articolo a tutte le donne e alla giornata di domani. Mi accorgo che emancipazione e pari opportunità sono realtà oggi ancora sconosciute per moltissime, nei Paesi "selvaggi" come in quelli "civili". Fornisco un link al blog FLAT (Femministe e lesbiche ai tavoli), che indica le principali manifestazioni in giro per l’Italia. Nella mia città (Aosta) segnalo l’iniziativa di espace populaire per la sera dell’8, con la cena "grintosa femminile", la proiezione del filmato Donne nel Novecento e interventi vari estemporanei sulla letteratura femminile, il tutto dalle 19.00 in avanti. L’illustrazione di questo articolo è la riproduzione di un dipinto di Lia Mascioni, per gentile concessione dell’autrice.
 
 Nel blog: Otto marzo un anno fa.

 

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Speciale elezioni

 PRIME PROIEZIONI: pare che abbia vinto Berlusconi, mannaggia la miseria! (se vuoi leggi l’articolo Una risata amara. Elezioni politiche 2008.).
 
 Il 13 aprile
saremo chiamati a votare per le elezioni politiche. Scrive Rossana Rossanda, sul manifesto del 3 marzo, che stavolta non si tratta di «elezioni come le altre» e che «in ballo non è solo un cambio di governo, ma la cancellazione dalla scena politica di ogni sinistra di ispirazione sociale». Oggi, infatti, quasi tutti condividono lo stesso modello economico e sociale, dalla destra al Partito democratico, e quasi tutti proclamano che «il capitalismo è l’unico modo di produzione possibile».
 
 Un mese dopo, in Valle d’Aosta (terra ricca, che evidentemente non ha bisogno di un unico election day per risparmiare i soldi dei cittadini) si terranno le elezioni regionali. Un appuntamento importante anche questo, anche per il blog, aperto, al tempo stesso, alla dimensione globale e a quella locale.
 
 Questa pagina è in sostanza un elenco di link, suddiviso in sezioni. Sarà aggiornata man mano che pubblicherò nuovi articoli, per guidare il navigante (ed eventuale elettore) tra programmi, commenti, proposte diverse. Il che sarebbe molto presuntuoso da parte mia se non accompagnassi i miei deliri con cronache e appunti, interventi di ospiti, citazioni e rimandi. E, soprattutto, se non aprissi questo spazio a tutt* quell* che ritengono di voler esprimere un parere: sulla politica, sulla mancanza di politica, sulle elezioni, sul sistema elettorale, le tecniche di resistenza e/o persuasione… Il tutto nella convinzione che, banalmente, qualcosa di meglio non dovrebbe essere impossibile (e neppure così difficile, mi sembra).
 
 Nella parte estesa di questo articolo trovi gli argomenti a favore del voto, il rimando ai programmi dei principali partiti, le voci critiche, quelli che dicono di non votare, alcune proposte ai candidati e una sezione sulle elezioni regionali di maggio in Valle d’Aosta, con interventi. Per accedere, clicca su continua.  Continua a leggere

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Pulizie di Primavera

 La spiaggia di Torre Guaceto (BR)Ci siamo, ecco un’altra bislacca iniziativa del blog. Coi tempi che corrono, voglia di pulizia ce n’è tanta e certo piacerebbe a tutt* (tutt* o quasi, insomma) fare le pulizie in occasione del 13 aprile. Politicamente, purtroppo, sarà molto difficile fare piazza pulita di ciò che non ci piace, visto che neppure ci sarà concesso di dare la nostra preferenza. E allora conviene trovare qualcosa d’altro da pulire. Non si tratta di una fuga nell’impolitico (e ancor meno nel privato). Che cosa penso del voto, del resto, l’ho già spiegato.
 
 Venerdì 21 marzo, equinozio di primavera, inizia la nuova stagione. Un tempo si approfittava del ritorno dei fiori e del tepore per ripulire la casa da cima a fondo. Poiché la nostra prima casa è il mondo (e poiché non sempre il mondo è più pulito delle nostre abitazioni) il blog lancia, a tutte e a tutti, una nuova proposta: 21 marzo 2008, Pulizie di Primavera. Scegliamo un’ora della giornata e utilizziamola per pulire un angolo di mondo. Non importa dove ci si trova (già in vacanza per la Pasqua incombente, ancora in città, al lavoro, a passeggio in un bosco o in riva al mare), non importa che si cominci tutti alla stessa ora. Naturalmente ci si può mettere d’accordo e “far le pulizie” insieme, ma si può anche giocare agli eremiti… È valido approfittare dell’occasione per farsi una bella gita (basta portare con sé un saccone per la “raccolta”); è valido raccogliere le carte, le cicche e i cocci di bottiglia nelle aiuole e nelle strade della città (conviene munirsi di un paio di guanti spessi da lavoro); è valido stravaccarsi in riva al mare, a un certo punto alzarsi, fare un’ora di pulizia e poi rimettersi giù con la rivista, le bibite e i panini (ma, per favore, i resti riportateli a casa, sennò che senso ha l’iniziativa?). Insomma, si tratta di pulire un po’ di mondo, ma in maniera molto rilassata e, come al solito, assolutamente auto organizzata.
 
 Naturalmente, l’aspetto "materiale" è obbligatorio. Per partecipare bisogna veramente dedicare un po’ di tempo a raccogliere rifiuti (da un minimo di un’ora a un massimo di ventiquattro, o anche oltre, fate voi!).
Una stradina di campagnaCiò premesso, ognuno è libero di associare all’attività tutti gli aspetti "spirituali" che vuole: mettere ordine, per le Pulizie di Primavera, nelle proprie idee, nella propria rubrica telefonica, cancellare le e-mail già lette e mai eliminate, o magari affrontare qualcosa che si tende a rimandare perché ci dà fastidio. Concedersi un piacere che di solito non ci si permette, anche, come un buon libro, un gelato, una passeggiata (e ripulirsi la psiche!). E ancora: andare al lavoro, a scuola, al parco a piedi o in bicicletta, usare i mezzi pubblici, iniziare a differenziare i propri rifiuti, piantare un albero (poi però bisogna ricordarsi di curarlo)…
 
 Chiunque sia interessato a partecipare lo faccia e basta, non c’è bisogno di telefonate, ritrovi o altre scocciature. Chi volesse, però, può comunicare la sua adesione (con un semplice commento a questo articolo). In questo modo mi permetterà di pubblicare il calendario (eventuale) dei pazzoidi che, nel mondo, dovessero aderire all’iniziativa. Così sarà possibile, per chi lo desidera, aggregarsi a un gruppo e fare "Pulizie di Primavera e di socializzazione". Altra forma di socializzazione possibile: scrivetemi, prima o dopo il 21, un’e-mail (info.blog@libero.it) e raccontatemi le vostre esperienze e idee, che cosa pensate della proposta, del problema rifiuti eccetera eccetera. E, ovviamente, mandatemi le foto!
 
 Il blog pubblicherà volentieri.
 
 NOVITÀ! Leggi il racconto Il bosco sopra Fénis, una passeggiata "ecologica" in montagna.

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Non grattiamo il cielo di Torino – assemblea 5 marzo

 Non grattiamo il cielo Del grattacielo Intesa – San Paolo che dovrebbe nascere a Torino ho già detto altrove. A quanto pare c’è già chi ne propone un altro. Questo pomeriggio (più o meno mentre scrivo, ma non so dire ancora nulla circa l’esito) il comune del capoluogo piemontese sta votando la variante al piano regolatore che potrebbe autorizzare i due progetti. Si toccheranno i 186 m di altezza. Il comitato Non grattiamo il cielo invita tutte e tutti all’assemblea cittadina di mercoledì 5 marzo alle 21 in corso Dante 14 (sala Atc) e chiede un aiuto a far confluire persone e gruppi.
 
 Quella che segue, invece, è una lettera pubblicata sul manifesto di ieri (2 marzo).
 
 
 Salviamo l’orizzonte urbano a Torino
 
 Esprimiamo la nostra viva preoccupazione per i progetti di due torri – di 172 metri più pannelli (si arriva a 186 metri) – adiacenti al centro storico di Torino che saranno posti in votazione domani, 3 marzo, nel consiglio comunale del capoluogo piemontese.
 Il paesaggio urbano dovrebbe essere – e a nostro parere è – un bene culturale e un bene comune da salvaguardare, come previsto dal Codice Urbani. È un patrimonio nazionale, come dice la Costituzione. Le esigenze di auto-rappresentazione di una banca, l’esigenza comunale di introitare oneri di urbanizzazione, non devono prevalere su una tutela dell’equilibrio urbanistico e paesaggistico di una città. Non è accettabile che una dinamica finanziaria e edilizia sconvolga il profilo storico di una città così bella e importante, che tutto sommato la stessa Fiat aveva salvaguardato. Continua a leggere

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Elezioni. Un intervento di Alex Glarey

 La Sinistra della Valle d'AostaPubblico, come annunciato, alcune riflessioni di Alex Glarey, militante della Sinistra Arcobaleno della Valle d’Aosta, nella speranza (del loro autore, anzitutto) che possano essere utili per costruire al meglio il nuovo progetto politico. Esse saranno rivolte, in primo luogo, a chi sente di farne parte. Per quanto riguarda me, ho espresso più volte il mio punto di vista, in molti casi critico, verso l’esistente (anche a sinistra), ma proprio per questo credo che sia importante confrontarsi tra posizioni diverse. Quelle di Alex, in realtà, mi trovano abbastanza in sintonia. Se, infine, questo spazio potrà dare una mano al dialogo ne sarò, evidentemente, lietissimo.
 
 [NB: mi sono permesso di grassettare qua e là: è un vizio]
  
 Buongiorno a tutt*,
 
 Prima di entrare nel vivo delle prossime campagne elettorali [in Valle d’Aosta non ci sarà il cosiddetto election day: alle politiche di aprile seguiranno, a maggio, le regionali, ndr], vorrei affrontare alcuni argomenti delicati.
Forse ho aspettato troppo – ogni volta c’erano questioni più
importanti: le elezioni a Courmayeur, i referendum, la nascita della
mia piccola Isabeau – ma ritengo comunque opportuno che il progetto
dell’Arcobaleno VdA sia sottoposto a un esame critico prima di affrontare il voto popolare, di modo da riuscire a correggere per tempo eventuali errori e sfruttare al massimo le sue potenzialità.
 
 Naturalmente, la mia è anche un’autocritica, in quanto faccio parte a pieno titolo di questo progetto. Continua a leggere

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Prospettive. Una (pacifica) sollevazione popolare

 Se tutti condividono la stessa politicaNeanche a farlo apposta (e giuro che non l’ho fatto apposta, cioè non ho copiato) il giorno in cui pubblicavo il mio invito a votare – l’astensione è una delega in bianco – subordinandolo però all’esigenza di trovare strumenti altri per incidere sulla vita sociale e politica, sulla prima pagina del manifesto (edizione del 28 febbraio) usciva un articolo che diceva più o meno la stessa cosa, firmato da Howard Zinn (storico, e scrittore, autore di «A People’s History of the United States», «Voices of a People’s History» e «A power Governments cannot suppress»). Mi permetto di citarne alcuni stralci, poiché, in effetti, Zinn è stato molto più chiaro di me.
 
 L’articolo dell’autore americano prende le mosse da un’analisi impietosa degli Stati uniti, nei quali votare significa, ogni quattro anni, ritrovarsi incollati «al televisore, mentre i candidati ammiccano e sorridono proponendo un mare di clichè con una solennità che si addice ai poemi epici». Ci sono, è vero, «candidati che sono un po’ meglio di altri, e in certi momenti di crisi nazionale (gli anni ’30, ad esempio, o oggi) anche una leggera differenza tra i due partiti può essere una questione di vita o di morte». Nell’insieme, tuttavia, siamo chiamati a scegliere tra due alternative fra loro molto simili. «Sosterrei un candidato contro l’altro?», si chiede Zinn. La risposta è sì, ma solo «per due minuti – il tempo che serve ad abbassare la leva nella cabina elettorale». Continua a leggere

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