Salutate Freccia Rossa

 
 Salutate Freccia Rossa, nome da capo indiano, tribù Lakota con ascendenze Navajo.
 Salutate Freccia Rossa, ultimo nato di stirpe remota, corsa di luci e d’acciaio.
 Salutate Freccia Rossa, ultimo "acquisto" delle Ferrovie dello Stato, treno superveloce di nuova generazione, Milano-Roma treoremmèzza, un’ora in meno dei normali Eurostar.
 
 «L’alta velocità è un’opera eccezionale
e questo è un momento storico», ha detto Innocenzo Cipolletta, presidente FFS.
 
 E allora.
 Salutate Freccia Rossa, 98 euro il biglietto di prima,
offerta di lancio; 71 in seconda, Continua a leggere

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Manca poco a Natale (isteria e consigli per gli acquisti)


 L’idea di questo post la devo a Silvio Berlusconi, che da settimane, ormai, va sbandierando la sua ricetta per uscire dalla crisi.
 Il piano non riguarda la sicurezza del lavoro, né tantomeno la tutela del potere d’acquisto dei salari: il nostro Presidente del Consiglio ha in mente una ricetta allegra, creativa: un poco di ottimismo
e tanto tanto shopping di Natale («Bisogna sorridere alla crisi, cribbio!»)!
 Chi sono io
per dire qualcosa di diverso? Per contestare il Capo del Governo?! E
allora ecco alcuni consigli per gli ultimi acquisti di Natale, magari
un po’ diversi da quelli che aveva in mente il premier, ma vabbè: quello che conta è il pensiero… Continua a leggere

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Riconoscere e difendere la bellezza

 
 Della nomina di Mario Resca, ex presidente di Mc Donald’s Italia e del Casinò di Campione d’Italia, nonché liquidatore di Cirio dopo il crack, alla guida della nuova Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale il blog si è occupato in un precedente articolo, che faceva proprio l’appello dell’associazione Bianchi Bandinelli in difesa dell’arte (che ha raccolto 7 mila firme in pochi giorni). Qualche giorno fa, sul manifesto dell’11 dicembre, Marta Ragozzino è tornata sulla vicenda, denunciando il rischio concreto «di un progetto tutto economicista e niente culturale», all’interno del quale la «valorizzazione» prevista dall’istituzione della nuova Direzione rappresenterebbe «una minaccia» per il «nostro eccezionale e intrecciato insieme culturale» caratterizzato, come in nessun altro Paese al mondo, «da una straordinaria distribuzione territoriale, da una capillare stratificazione storica ma anche da una profonda e vitale connessione con l’ambiente naturale». Continua a leggere

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Attacco all’Arci

 

 Sfido chiunque
a dire che non è in atto un tentativo, da parte delle destre, di conquistare l’egemonia culturale. Il guaio è che questo tentativo, legittimo, avviene anche e soprattutto attraverso metodi scorretti, “sporcando” e snaturando le culture di sinistra, i loro valori e principi: tutto viene sacrificato sull’altare del libero mercato e il possesso dei mezzi di disinformazione di massa permette di spacciare uno dei tanti modelli economici e culturali (e neppure il migliore) per l’unico possibile. Anche il dileggio di chi la pensa in altro modo, naturalmente, aiuta. Sul blog dell’Assemblea antifascista permanente di Bologna ho trovato il rimando a un articolo molto interessante («Se la destra cita Gramsci: invito alla battaglia culturale»), pubblicato dal «blog di poesia impura» Carta Sporca. A mia volta lo consiglio, perché è possibile trovarvi, ben argomentato e corredato di esempi, quanto si diceva in apertura: la descrizione puntuale di un’operazione articolata attraverso modalità di «esproprio terminologico, neutralizzazione culturale della sinistra, riscrittura della storia d’Italia». Lungo le righe della riflessione ci si imbatte nella necessità, per la destra, di appropriarsi dei pensatori del campo avverso, Continua a leggere

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Emilio Fede miglior giornalista 2008?

 
 Sembra incredibile,
ma forse doveva succedere, visto lo stato dell’informazione del nostro Paese.
 Questa sera a Venezia alle ore 20 sarà assegnato il Leone d’oro alla Comunicazione al direttore del Tg4 Emilio Fede, nell’ambito della prima edizione del Gran Premio Internazionale di Venezia.
 Contro la decisione si sono mobilitati «liberi cittadini indignati», che hanno tappezzato
di cartelli di protesta il capoluogo veneto e il Lido. Ne pubblico uno (cliccateci sopra per ingrandire l’immagine).
 Tra poche ore (alle 18.30) i manifestanti si ritroveranno in piazzale Santa Maria Elisabetta per raggiungere il Palazzo del cinema e dare inizio alla contestazione.
 Invito a leggere il testo del volantino e magari a riguardare alcune perle del "Grande Comunicatore". Continua a leggere

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Scuola: ma quale accordo?

 
 Stasera mi è capitato di sentire, dopo tanto tempo, i titoli del Tg1. Non ci sono più abituato, non ho gli anticorpi e forse è per questo che sono rimasto scioccato. «Governo-sindacato accordo scuola», urla il televisore. Dice che la riforma delle superiori slitterà di un anno, mentre il maestro unico sarà “attivato” qua e là, solo su richiesta delle famiglie. Vado a vedere su internet e m’imbatto in Walter Veltroni che commenta, serafico: «Vedo che il Governo sulla scuola fa una completa marcia indietro. Vuol dire che aveva ragione chi ha protestato».
 Accordo. Situazione risolta. «Una completa marcia indietro».
 Ma di che cosa stiamo parlando?
 Del tentativo di archiviare una faccenda scomoda, il primo grande intoppo incontrato dal governo Berlusconi. Del tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto, come per i rifiuti campani.
 Andiamo con ordine:
 1. Quale sarebbe la marcia indietro del governo? Berlusconi s’è accorto che l’opposizione (quella nel Paese, nelle scuole) era più forte del previsto. Gli serve almeno un anno per mediare, ammiccare, per convincerci tutti che ciò che è stato previsto si farà. Nessuna retromarcia, giusto un piccolo temporeggiamento. Il maestro unico non è (ancora) obbligatorio. La riforma delle superiori è rinviata di un anno. Bella vittoria, Veltroni.
 2. Decideranno le famiglie. Io insegno alle medie, ma credo che poche cose al mondo siano difficili come formare le prime elementari, Continua a leggere

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Autistici/Inventati e il solstizio d’inverno

 
 Quello che segue NON È UN MESSAGGIO PUBBLICITARIO, bensì un appello in favore del collettivo Autistici/Inventati, che gestisce la piattaforma NoBlogs, sulla quale pubblico il blog (e come me tantissime persone). Proprio poiché si tratta di un progetto del tutto acommerciale, che anzi fa della critica al sistema dominante una delle proprie ragioni di esistenza, la sua importanza è enorme, soprattutto di questi tempi. Mi permetto allora di rilanciare l’appello del collettivo: la crisi c’è, come dappertutto, e c’è bisogno d’aiuto, perciò se proprio non ci sono due euro da spendere, per Natale fatevi regalare una piccola sottoscrizione a NoBlogs

 L’appello


 Bancarotte,
fallimenti, depressione e crolli in borsa: lo
scintillante mondo del capitale globale crolla prevedibilmente a pezzi, ma
nonostante le nostre previsioni siano chiaramente confermate, neanche noi,
diciamolo, ci sentiamo tanto bene.
 Il fatto è che se le nostre casse continuano a svuotarsi ai
ritmi di quest’anno, tra breve altro che Lehman Brothers e crisi dei subprime:
il rischio è sempre quello, che i nostri server cedano all’usura del tempo e
che i nostri fondi non bastino a sostenere l’infrastruttura che vi permette di
comunicare con il vostro account di posta, le mailing-list, i siti e i blog di
Autistici/Inventati.
 Eh sì, perché quest’anno, travolti dagli eventi, non ve lo
abbiamo mai ricordato e voi, smemorat*, mica ci avete tanto pensato: anche se
tutto quanto facciamo come collettivo A/I si svolge su base del tutto gratuita,
i costi ci sono e sono consistenti e senza il sostegno di tutta la comunità dei nostri utenti
la nostra esistenza è costantemente in pericolo e rischia di perdere
significato.
 Mentre il solstizio d’inverno si avvicina, quando i giorni
si accorciano e il maltempo incoraggia le riflessioni profonde, premunitevi per
la grossa crisi che ci attende finanziando i vostri mezzi di comunicazione.
 Mandateci la vostra sottoscrizione prima che quest’anno
finisca.

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