Grande Capo, Grande Piano (innovativo)

 Fichi d'India a Mesagne (Brindisi)
 Ignoro se il fatto di citare spesso post
altrui, come sta accadendo negli ultimi giorni, dovrà essermi imputato
a merito o a demerito, ma, volendo commentare il prevedibile (ancorché
sconosciuto) piano per il sud promesso da quel signore di
Arcore che normalmente fornisce 3 o 4 versioni diverse della stessa cosa – un bugiardo professionista, diremmo, se non fosse il
presidente del consiglio -; volendo commentare questo benedetto piano,
dicevo, penso che la cosa migliore sia raccomandare caldamente la
lettura dell’articolo che pubblico di seguito, tratto dal blog Femminismo a Sud.
In particolare, trovo interessante il concetto per cui – una volta di più – si sta pensando di calare la soluzione dall’alto, senza coivolgere e responsabilizzare le persone direttamente interessate (e andando anzi, magari, contro i loro interessi). Detto questo, aggiungo ancora –
ed è il minimo –  qualche riga a mo’ d’introduzione. Lo faccio
, questa volta, utilizzando lo stile dei vecchi «Riassunti delle puntate precedenti».
 
 
Minacciato
dalla possibile fuoriuscita di larga parte della componente
meridionale del partito dal Popolo delle Libertà (P.D.L.), il Cavaliere
Indomito (C.I.) cerca di fermare detta emorragia promettendo un «piano
innovativo per il sud» (P.I.S.), cui starebbe lavorando
insieme ad alcuni ministri.
Affrontando bravamente i malumori della Lega, C.I. promette di
sbloccare il Fondo aree sottoutilizzate (F.A.S.) e realizzare chissà
quali altre cose, a tutto vantaggio della popolazione del Meridione
d’Italia (M.I.). Riuscirà C.I. a togliere dai guai il M.I. e – già che
ci siamo – pure il P.D.L., rinunciando a utilizzi alternativi del
F.A.S., ad esempio l’istituzione di un Fondo speciale per l’archeologia (F.S.A.), finalizzato a
scoprire nuove tombe del III secolo avanti Cristo (A.C.) in Sardegna (S.)? E in che cosa
consisterà mai il fatidico P.I.S., se non nella riproposizione dei
consueti tormentoni governativi (testi di C.I., musiche di Mariano Apicella -M.A.-,
esecuzione solista di Guido Bertolaso -G.B.) che il C.I. ripete senza
sosta (Ponte sullo Stretto -P.S.-, centrali nucleari -C.N.-, basi
militari -B.M.)?

 
 
Buona lettura!
 M.

 
 
Sicilia: l’eterna colonia per gli affari del nord
 di fikasicula [< Femminismo-a-Sud]
 
 
Già vi ho parlato dei balletti della maggioranza a proposito di correntoni siculi. A tutta la faccenda berlusconi risponde dicendo che ha un grande piano.
 
 
Detto in sintesi: la sicilia ha infrastrutture per trasporti – zero, fabbriche
– quasi zero, cattedrali nel deserto, ovvero opere realizzate grazie ai
contributi per il mezzogiorno da ricchi imprenditori del nord che sono
venuti hanno elevato pilastri e superfici di cemento armato, hanno
incassato i contributi e se ne sono andati lasciando le opere
incompiute, cattedrali nel deserto – dicevamo – parecchie, speculazioni
transitanti nell’isola sempre per arricchire il nord – abbastanza,
monnezza delle fabbriche del nord seppellita un po’ qua e un po’ la’
con la collaborazione della mafia – un bel po’, lavoro – una
cippalippa, disoccupazione – a iosa, manodopera a basso costo sfruttata
e disponibile per gli imprenditori del nord – assai.
 
 
Alla sicilia, che ha questi e molti altri problemi, il governo attuale impone le seguenti soluzioni: il ponte sullo stretto
(al quale noi arriveremo con il carretto trainato dai muli passando per
le mulattiere assai più sicure delle strade e dei ponti crollati perchè
costruiti con cemento depotenziato), appalto assegnato alla impregilo
(sede legale Sesto San Giovanni – Milano) – la stessa che è sotto
inchiesta per la gestione della monnezza napoletana e per l’ospedale
dell’aquila (non dimenticate la manifestazione a messina no ponte l’8 agosto); il MUOS a Niscemi,
una enorme stazione di telecomunicazione satellitare della Nato che ha
un altissimo impatto ambientale e che è l’ennesima riprova che la
sicilia per il governo altro non è se non una enorme piattaforma sul
mar mediterraneo per l’esercito USA; la centrale nucleare, forse in
provincia di agrigento, in territorio altamente sismico, con una
ricaduta di rischio altissimo, con una dequalificazione del territorio
che avrebbe voluto rilanciare una economia basata sull’agricoltura e il
turismo, che rende la sicilia – come dice più giù agostino spataro – un
serbatoio d’energia al servizio del nord industriale (I siti destinati
alla costruzione delle centrali saranno decisi dall’alto ed è già stato
detto che saranno militarmente presidiati in caso di opposizione degli
abitanti locali).
 
 
Il grande piano
di berlusconi sta tutto qui. Siamo monnezza, gli industriali del nord
sarebbero quelli civilizzati che vengono a colonizzarci per massacrarci
la vita, l’ambiente, le prospettive future. Ogni soggetto del nord
arrivato in sicilia a fare l’imperialista non è stato diverso da
quell’uomo delle stelle del film di Tornatore che della sicilia prese i
doni più generosi, i racconti, le  narrazioni private e una splendida
ragazza, usata e poi lasciata a crepare in un manicomio.
 
 
Alla sicilia
viene detto di tutto, sarebbero siciliani quelli che fanno un danno
ovunque, senza considerare che quei siciliani sono ampiamente
foraggiati, che quelli onesti che mostrano capacità di ribellarsi in
forma autonoma vengono uccisi, esiliati, lasciati a crepare da ben
altro centro di affari economici che ha interesse ad avere un sud
controllato dalle mafie affinchè non cresca, non si sviluppi e resti il
posto di merda che è. Un posto in costante emergenza dove la strategia
della shock economy, della economia allegra di intervento nella zona
sottosviluppata, dove la strategia della paura (la mafia! fatta sempre
e solo di buzzurri e contadini e mai di colletti bianchi che siedono in
parlamento o che controllano l’economia del nostro paese), della
militarizzazione per difenderci "da noi stessi" (come dice oggi il
quotidiano Libero), fa dell’isola un centro di interesse presidiato con
una popolazione che mai viene fatta sentire autonoma (abbiamo sempre
bisogno di pull, maxi pull, generali, super magistrati, rambo e
superman che vengono a salvarci). Non un gesto di reazione indipendente
è stato incoraggiato. Il movimento antimafia dei primi anni novanta,
per esempio, fu ridotto in cenere e la sicilia fu militarizzata perchè
i siciliani si sentissero dipendenti, succubi, fragili, insicuri, mai
liberi, con una eterna spinta alla delega.
 
 
La sicilia
è un posto in cui le speranze vengono alimentate con bugie di ogni
genere. E’ il sud di Salvatores, quello in cui ogni stronzo calato
dall’alto, candidato a rappresentarci nelle istituzioni, viene a
promettere specchietti e collanine di bijotteria. Basta che brillino, a
noi piaceranno uguale.
 
 
Non è questo
– più o meno – che verrà a dirci per l’ennesima volta berlusconi?
Grandi opere, edificabilità di quello che ancora non è stato occupato
dalle disastrose costruzioni abusive, e la "possibilità" di diventare
l’hub energetico del mediterraneo. Che culo! Prometteranno posti di
lavoro e tanto benessere, come sempre, come hanno fatto tutti mentre ci
fottevano da sotto i piedi la nostra terra e i nostri sogni senza
restituirci niente. Ci aspetta un futuro di merda, in una isola
spazzatura del nord, che al meglio diverrà un bersaglio di un altro
missile impazzito di gheddafi. Al peggio resterà quello che è, più
sporca, più radioattiva, più cementificata, senza un solo angolo nel
quale non ci sentiremo scippati delle nostre vite e del nostro futuro.
 

 >>>^^^<<<

 
 Agostino Spataro, a proposito della politica berlusconiana nei confronti del meridione, dice:
 
 "[…]
una crisi acuta che evidenzia i limiti e gli errori di un’impostazione
politica subalterna al gran capo e agli interessi personali e sociali
che rappresenta.
 
 Un coacervo d’interessi, largamente
concentrati al nord, dove non c’è spazio per questo generoso Sud che si
è svenato per mantenere al potere la più ingorda coalizione nordista
che si ricordi nella storia repubblicana.
 
 Alla quale- non
bisogna dimenticare- il centro-destra ha consegnato di recente un’arma
micidiale, il federalismo fiscale, puntata contro il sud e la Sicilia."

 
 
Poi
a proposito delle centrali nucleari, quelle per il cui controllo la
prestigiacomo sta facendo il diavolo a quattro (è stata estromessa
dall’affare dai suoi colleghi), dice:
 
 "Mentre
in Sicilia nessuno governa e ci s’accapiglia per creare maggioranze
anomale e improbabili “partiti del sud”, il governo Berlusconi vuole
piazzare nell’Isola una centrale nucleare, forse, dalle parti di Palma
Montechiaro, in provincia di Agrigento.
 
 […]

 
 Entro
sei mesi si dovranno avviare gli adempimenti conseguenti, compresa la
scelta del sito, sulla base di una procedura molto sbrigativa, perfino
sostitutiva dei poteri locali, che certo non lascia tempo e possibilità
d’intraprendere eventuali azioni di verifica e/o di contrasto.
 
 Sei mesi sono pochi per una questione così complessa e preoccupante. Troppo pochi.
 
 E dire che su questa materia la Regione siciliana ha competenza primaria.

 
 La
faccenda, perciò, è un anche un banco di prova per lo sbandierato
autonomismo di Lombardo e soci. Non è la prima volta che si vuole
portare in Sicilia, zona ad alta sismicità, una centrale nucleare.
 
 […]
 
 Comunque
andranno le cose, un dato è certo: con la centrale nucleare, che
andrebbe ad aggiungersi ad altri impianti preesistenti o programmati,
la Sicilia diverrà una sorta di HUB energetico ossia una piattaforma
strategica di approdo, stoccaggio, lavorazione e distribuzione di
enormi quantitativi di prodotti energetici. Con un volume molto al di
sopra dei suoi consumi attuali o ragionevolmente preventivati.
 
 Insomma,
il nostro destino verrebbe segnato per un lungo periodo. Non più “il
paradiso” che tante generazioni di siciliani hanno sognato (il turismo
diffuso, l’agricoltura di qualità, la pesca e l’economia del mare,
l’innovazione tecnologica, i grandi servizi di trasporto e di
commercializzazione, ecc.), ma un grande serbatoio d’energia, collocato
nel cuore del Mediterraneo, al servizio dell’inarrestabile crescita di
un nord già saturo, verso il quale, come ha scritto ieri la Svimez,
continuano ad emigrare i giovani siciliani e meridionali. Almeno
700.000 negli ultimi anni."


 Sulla questione del nucleare, il blog ha pubblicato l’articolo Nucleare: la grande bugia
 Riguardo al Ponte sullo Stretto, il blog ha ri-pubblicato l’articolo di Maria Fernanda Piva Terremoti. Lo Stretto di Messina, il luogo meno indicato per costruire un ponte [< blogeko]

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