Sciacalli in Abruzzo

 Sono le 20.10, sono sintonizzato su Rai 1, che sta trasmettendo, al posto del telegiornale, un documentario sugli sciacalli in Abruzzo, forse fuggiti dal Parco Nazionale dopo il terribile sisma di questa notte. Sciacalli armati di telecamere e microfoni per mostrare il dolore umano, fabbricatore di audience, per intervistare donne e uomini in lacrime, oppure tuttologi che s’improvvisano sismologi per dire la loro sui fatti. Ma il dolore delle vittime andrebbe rispettato: date la notizia e poi silenzio. Che senso ha mostrare i cadaveri estratti dalle case? Anzi, non silenzio, perché se per una volta le macerie non sono state direttamente prodotte dall’uomo, forse i giornalisti dovrebbero servire ad appurare le responsabilità di chi poteva prevedere e non ha saputo farlo
o, se come dice la prtezione civile il terremoto non era prevedibile, quelle di chi non ha saputo mettere al
sicuro, con consolidati criteri antisismici, gli ospedali, gli alberghi
e – almeno – tutti gli edifici nuovi. «Ma ecco i testimoni di altro
dolore», ha appena detto la Busi. E di nuovo una serie infinita
d’interviste: catarsi collettiva catodica, televisione antidoto al
dolore.

 E poi il prode Cavaliere che rinuncia alla campagna di Russia per correre sui luoghi, re taumaturgo la cui presenza guarisce, assieme a quella dell’imprescindibile Bertolaso. Ma se «quando il governo, quando lo stato fa qualcosa» (cito dalla pubblicità governativa su Napoli pulita dai rifiuti) alla fine tutto va bene, perché qualche sciacallo col microfono non chiede conto, al governo, dei tanti terremotati umbri che ancora vivono nei container? Giusto per evitare che la stessa sorte tocchi anche agli abruzzesi… Ma lo Stato farà tutto il possibile, ha detto Napolitano. Arriveranno moltissimi soccorritori, garantisce Berlusconi. Che si è fatto un bel giro in elicottero, giusto per rivelarci che, «in effetti», i crolli sono diffusi. Lo ha detto alle telecamere, durante questa specie di documentario che sto ancora guardando.
 
PS: Proprio adesso Schifani sta dicendo che la solidarietà del Paese si vedrà per davvero quando i riflettori si saranno spenti. Una specie di ammissione?


 Approfondimenti:
 
Sciacallaggi [dal blog Femminismo-a-Sud]

 Nazionalismi da tragedie [dal blog Femminismo-a-Sud]
 Paolo Berdini, Un paese in pericolo [dal manifesto del 7 aprile 2009]
 Sul blog:
 
Berlusconi provvede ai terremotati. E li consiglia

 «Lo Stato non vi abbandonerà»
 Sciacalli in Abruzzo

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8 risposte a Sciacalli in Abruzzo

  1. Hai visto che scandalo la tv? E Berlusconi? Si è fatto un mega spot anche a Matrix. Ci abbiamo fatto un post, adesso.
    Che schifo!
    Ciao

  2. Mario scrive:

    Per fortuna mi sono perso Matrix… Berlusconi non perde occasione per star zitto, ma lo conosciamo. I giornalisti li conosciamo anche loro, ma fa più rabbia ancora vederli tutti al servizio dell’auditel, dei toni forti e dell’incapacità di denuncia.

  3. se non hai voglia di essere informato.
    Sei capace ad usare il telecomando? Allora cambia canale. Nessuno ti obbliga a guardare quello che non vuoi.
    Lasciate lavorare la gente e non improvvisatevi.
    Che ti piaccia o meno Berlusconi E’ il presidente del Consiglio e come tale ha diritto di parlare e di informare la popolazione.
    Prima di dare dello sciacallo a gente che rischia la pelle per raccontare cosa è successo in Abruzzo, ricordati che senza il loro lavoro neanche tu sapresti cosa è successo…
    E tu saresti un “esperto” di comunicazione? Ma per piacere!

  4. Mario scrive:

    1) Io non sono un esperto di comunicazioni e non ho mai detto una sciocchezza del genere. Sono stato invitato a dire la mia a una tavola rotonda e c’era scritto «blogger», non esperto di comunicazioni.
    2) Ci sono molti modi di informarsi, ma mi ha dato molto fastidio il Tg1 di stasera, come pure gli altri telegiornali per le ragioni che dirò al punto 4, ciè dopo aver fatto una premessa.
    3) La premessa è che, come pure mi aspettavo, il tono del mio articolo può dar fastidio. Non sapevo se mantenerlo così o no, data la gravità dell’accaduto, ma alla fine è prevalso lo sdegno. Perché, lo dico al punto successivo.
    4) Senza voler offendere i (pochi ormai, credo) giornalisti che fanno il loro dovere, come fai a negare che i tg di oggi sono stati tutti un’esibizione d’immagini macabre, con corpi mostrati mentre venivano estratti dalle macerie, e decine d’interviste tutte uguali a poveri disgraziati che se han perso tutto non avranno nessuna compensazione dall’essere trasmessi dalla TV? Io DESIDERO essere informato, ma
    5) non mi sembra informazione questa. Lasciamo da parte Berlusconi (che ha il diritto di dire ciò che vuole ma secondo me non ha perso l’ccasione di mettersi in mostra; lo penso e lo dico), ma è un fatto che sentire le frasi di circostanza delle cariche istituzionali, anche quelle – senz’altro in buona fede – del Presidente della Repubblica, se è per questo, fa un po’ rabbia, quando si pensa allo sfacelo del territorio e dell’edilizia italiani (dov’è la prevenzione? gli ospedali chiudono per sisma in Giappone o sono fatti meglio?) e soprattutto al fatto che vittime di altri sismi, vecchi di anni, sono ancora nei container…
    6) I soccorritori rischiano la pelle. I giornalisti a volte anche, ma non necessariamente questo li rende dei bravi giornalisti.

  5. Sui comunicati stampa l’iniziativa parlava di “esperti” e tra i nomi c’era il tuo… nulla più.
    Oggi ho guardato sky la mattina, tg1 e tg2 fino alle 14 e poi canale cinque, per tornare su sky in serata e su canale 5 in “prime time”. Ad un certo punto ho cambiato, mi sono guardato “Lost” ed altri telefilm anche perché era tutto un po’ ripetitivo.
    I diversi canali televisivi free, per questioni di mercato, devono rispettare degli obiettivi di audience, sotto i quali saltano manager, direttori, conduttori: per riuscirci si ingegnano e, spiace dirlo, il sangue ed i cadaveri sono le cose che più attirano.
    Io, quando è successo l’incidente ad Etroubles, quello del pullman di juventini, ho fatto anche foto del bus sporco di sangue, dei due cadaveri che venivano messi nelle bare di alluminio ma anche immagini un po’ meno cruente… indovina cosa si è venduto di più?
    Si può scegliere Mario, se non hai voglia di vedere una cosa non la guardi: io non trovo interessante Vespa, la Annunziata mi fa irretire, trovo noiosa la Bignardi e volgare la Littizzetto.
    Non vado certo ad urlarlo a mezzo mondo: siamo in un Paese libero e, cosciente del fatto che il mio pensiero può non essere gradito a tutti, mi faccio i fatti miei e non guardo queste persone in televisione.
    Viviamo in una società della comunicazione dove la presenza sui “media” (con la “e” mi raccomando, è latino non inglese) rappresenta un termometro della popolarità e dell’autorevolezza. Non è una cosa di “destra”, uno dei maggiori gruppi editoriali è quello di “Espresso-Repubblica”, che ha un grosso peso nel panorama nazionale ed è chiaramente di “sinistra”.
    Il terremoto non si può prevenire, creare allarme e panico e organizzare evacuazioni di città grandi come L’Aquila è impossibile: le città sono vecchie (o antiche) e sono legate a centinaia di vincoli… hai notato il centro di Aosta? E’ pieno di abitazioni che stanno cadendo a pezzi, chissà perché… ciao!

  6. Mario scrive:

    Sono naturalmente d’accordo con le ultime tre righe. Inizialmente, la mania di criticare mi ha portato oltre l’obiettivo. E’ possibile che le polemiche sulla prevedibilità del sisma siano infondate, sicuramente anche sapendo era un po’ difficile gestire un’eventuale evacuazione. Un uomo della protezione civile ha detto che il sisma era “previsto” per Sulmona. Che cosa sarebbe successo se da Sulmona la gente fosse stata evacuata all’Aquila? Io ho contestato il fatto che un ospedale e, più in generale, gli edifici nuovi non fossero costruiti con criteri antisismici, ma so benissimo che l’Aquila non è Tokyo. Del resto, non sono del tutto convinto che il fatto che le abitazioni del centro di Aosta cadano a pezzi sia così logico… So che lo spettatore può scegliere, ma, anche al di fuori del contesto di scontro destra-sinistra, trovo i media in generale piuttosto appiattiti su uno stesso modo di fare informazione, sia in politica, sia (soprattutto?) nell’uso della cronaca. E mi sembra che la ricerca dei toni forti non sia rispettosa del dolore delle persone e di una tragedia come quella abruzzese. Non ci si può limitare a sospendere programmi come il Grande Fratello per dimostrare il rispetto dei media verso le vittime di una tragedia, è lo stile e sono i contenuti dell’informazione che devono mostrare rispetto. Come dici, il giornalista sa com’è fatto il sistema e ha la necessità di “vendere” il proprio servizio. Ma, e scusami, non è una critica verso di te, qualche volta anche il giornalista, non solo lo spettatore, dovrebbe SCEGLIERE di sottrarsi alle regole del gioco. La Littizzetto non deve piacere a tutti, la televisione è piena di altre cose. Repubblica non è la Bibbia (e neppure il Capitale). Ma questo è e rimane solo un blog, nel quale penso di avere il diritto, se non il dovere, di «urlare a mezzo mondo» (in realtà alle poche decine di persone che mediamente lo leggono) quello che penso che non vada bene. Altrimenti che lo faccio a fare? Siamo, come dici, «in un Paese libero». Naturalmente «il mio pensiero può non essere gradito a tutti», non per questo però «mi faccio i fatti miei», o forse sì, perché – toni a parte, magari sono stato irrispettoso, non so – chiedere un sistema d’informazione diverso non mi sembra sbagliato.
    PS: Alla fine del Tg1 invitavano tutte le persone che avevano filmato materiale di prima mano durante il sisma a inviarlo al sito del telegiornale. Il materiale sarebbe stato messo in onda. Hanno mostrato una scena di crolli, con una voce femminile che gridava, non ricordo più cosa. E’ anche questa informazione? Io mi sono sentito un voyeur involontario. E siamo sicuri che i cadaveri e gli abitanti in lacrime debbano essere esposti alla vista dei bambini, anche per 40 minuti di seguito? A me sembra esagerato e siccome la motivazione, come dici tu, è «rispettare degli obiettivi di audience», credo che sia giusto denunciare questo sistema di fare giornalismo.

  7. Francesca scrive:

    Ciao, non sono berlusconiana (anzi l’omino mi sta palesemente sui santissimi), ma purtroppo è il presidente del Consiglio ed è normale che in occasioni come queste si trovi, si veda, si senta ovunque.
    Sono d’accordo con il fatto che basta cambiare canale, spegnere la tv, e magari navigare su internet per trovare notizie senza tante immagini,senza tanti fronzoli e senza la voglia di fare spettacolo, audience e commozione facile.
    Ti dirò che questa sensazione di sciacallaggio l’ho avuta pure io, ieri, inciampando su alcune foto già pubblicate dove si vedevano dei soccorritori su un cumulo di macerie, dalle quali spunavano una spalla, mezzo busto, una mano, nessun segnale di vita, non la testa che era sepolta dai calcinacci. Lì mi sono sentita lo stomaco attorcigliato. Sono una fotografa, ma non credo che avrei preso la macchina fotografica se fossi stata presente, bensì avrei iniziato a scavare con le mani e con le unghie, nella speranza che quel lui o quella lei ancora potesse avere un filo di vita da recuperare.

  8. Mario scrive:

    Sono d’accordo. In ogni caso, ripeto che la mia critica va a quei giornalisti e a quei media che non prendono neppure in considerazione l’idea d’infrangere le “regole” del sistema fondato (nasconderlo sarebbe inutile) sull’audience e sulle immagini forti. Poi, certo, basta cambiare canale, ma questo è proprio quanto dovrebbe preoccupare quei giornalisti che fanno bene il proprio lavoro: la perdita di credibilità di un sistema e quindi l’eventuale sua inutilità. Dette queste cose, rendo atto del merito di chi riesce ancora a fare il giornalista.

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