Mercoledì, Febbraio 20, 2008

Torino: sostieni il referendum cittadino sul grattacielo Intesa - San Paolo

 Milano, davanti alla stazioneDemocrazia è una parola abusata, con la quale s’intende tutto e il contrario di tutto. Democrazia è costruire linee ferroviarie ad alta velocità, basi militari, catene di assemblaggio di nuovi caccia bombardieri senza chiedere nulla a nessuno. Democrazia è esportare i diritti con la guerra, invitare a disertare le urne in occasione di un referendum, accordarsi per cambiare la Costituzione. Democrazia, infine, è fondare nuovi partiti a poche settimane dalle elezioni, senza neppure raccogliere le firme necessarie per la presentazione delle liste. Non ho firmato per autorizzare la nascita del PD, non ho firmato per autorizzare la nascita del PDL e, a ben vedere, non ho firmato neppure per la nascita della Sinistra Arcobaleno. Ma il 13 aprile mi recherò alle urne per fare un segno sopra un simbolo. Una crocetta, la firma degli analfabeti.
 
 A Torino hanno pensato di derogare al piano regolatore per tirare su un grattacielo. Potrebbe raggiungere i 150 metri d’altezza. Il panorama della città, dalla collina, cambierebbe per sempre. Il nuovo grattacielo dovrà ospitare la sede di Intesa San Paolo: interessi enormi. Ma un piano regolatore non si cambia a vantaggio esclusivo di qualche privato, foss’anche il secondo gruppo bancario d’Italia. Un grattacielo vuol dire cemento, dispendio energetico, significa insostenibilità. Molti cittadini sono contrari ed è nato il comitato Non grattiamo il cielo di Torino. Dalle mie parti grattare significa rubare. Ma a chi spetta decidere?
 

 
Il Pirellone, sede della Regione LombardiaRecentemente, La Sinistra L’Arcobaleno ha proposto un referendum da tenere presso i cittadini. Il quesito potrebbe essere il seguente. "È  opportuno autorizzare la costruzione degli edifici a torre con altezza superiore ai 100 metri, comunemente detti grattacieli, nel centro della città e sulla Spina Centrale, non escludendone la localizzazione nelle aree periferiche, a patto di verificarne comunque l’impatto ambientale e paesaggistico?" Sintassi a parte, l’idea è buona. Per una volta, si potrebbe realizzare un poco di democrazia partecipativa. Ma la proposta non sembra convincere gli efficientisti e i sostenitori della crescita infinita: potrebbe costituire un pericoloso precedente. Il comitato contro il grattacielo invita a scrivere ai giornali per chiedere, come cittadini, che la consultazione popolare abbia luogo.
 
 Giro l’invito: scriviamo tutt* un’e-mail a lettere@lastampa.it e a torino@repubblica.it (se conoscete altri indirizzi, aggiungeteli pure). Io ho scritto anche a lettere@ilmanifesto.it. Pubblico di seguito la mia lettera.
 

 Negli ultimi mesi a Torino si è parlato moltissimo dell'opportunità di costruire il nuovo grattacielo che dovrebbe ospitare la sede della superbanca Intesa-San Paolo.Milano, la sede del Corriere e della Gazzetta L'edificio potrebbe superare i 150 metri di altezza e divenire il più elevato della città, superando la Mole Antonelliana e modificando per sempre lo skyline torinese. Come in molti altri casi (la Val di Susa, Vicenza, ecc) le opinioni dei cittadini non sono per forza univoche: a chi sostiene che un grattacielo è una struttura invasiva ed energeticamente non sostenibile c'è sempre chi risponde elencando i vantaggi di un simile progetto, i quali, neanche a dirlo, sarebbero la "crescita" e la "creazione di posti di lavoro". Io non ci credo e penso che i soldi potrebbero essere spesi meglio, ma con la presente, più semplicemente, domando: non sarebbe democratico appurare una volta tanto la volontà dei residenti attraverso un referendum? È quanto propone La Sinistra L'Arcobaleno, che ha elaborato il seguente quesito: "È opportuno autorizzare la costruzione degli edifici a torre con altezza superiore ai 100 metri, comunemente detti grattacieli, nel centro della città e sulla Spina Centrale, non escludendone la localizzazione nelle aree periferiche, a patto di verificarne comunque l’impatto ambientale e paesaggistico?". A quanto sembra, però, ci si sta già muovendo per neutralizzare la libera espressione della volontà popolare. Ma se una volta tanto i nostri rappresentanti ascoltassero la voce dei loro rappresentati?

 Mario Badino


 
Clicca per ingrandireMi sono già occupato del grattacielo Intesa – San Paolo nell'articolo Al panzerotto impazzito. Vedi anche l'articolo Quale efficientismo?
 
 Visita il sito del comitato Non grattiamo il cielo di Torino.
 
 Le illustrazioni di questo articolo ritraggono Milano, che una volta doveva essere persino una bella città (si clicchi sull’immagine a fianco per ingrandirla). Poi sono arrivati i palazzoni e non c’è stato più verso di fermarli. Oggi, poi, la candidatura del capoluogo lombardo a sede dell’Expo 2015 sembra voler imprimere una nuova accelerata. Io tiferei per Smirne, se non mi dispiacesse anche per loro…
 
 Domando: è per forza questo l’unico modello di sviluppo possibile?

Inviato da mariobadino (Piazzetta della cittadinanza attiva) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (3)
Questo articolo è stato letto 63 volte

Aggiungi un commento

Argomento

Testo

Il tuo nome

Your email address

Il tuo sito (se ne hai uno)


authimage