mariobadino | 18 Ottobre, 2007 21:09
Sono democratica perciò decido io. Lo dice il cartello. E, al di là dell’ironia, è un cartello sincero. Esprime la voglia di decisionismo del mondo politico. Perché occorre fare le riforme, indispensabili per non far arretrare il Paese. Quali riforme, come, sono dettagli: ora c’è Veltroni. Habemus leader. Ma io perché dovrei essere entusiasta del Partito democratico? C’era il PCI (tempi di prima) e non occorre essere nostalgici filosovietici per capire che, quando c’era una forza dalla parte dei lavoratori, i lavoratori stavano meglio.mariobadino | 18 Ottobre, 2007 20:49

mariobadino | 18 Ottobre, 2007 19:57
L’evento. Domenica 14 ottobre si è tenuta la prima edizione dell’Aicram Granparadiso, la Marcia al contrario. L’Aicram “si cammina” lungo l’itinerario della Marcia di luglio, ma parte dalla fine, dal giro trionfale nei prati di Sant’Orso, per proseguire arrampicando verso le baite di Les Ors e ancora avanti, lungo i 50 km del tracciato. I partecipanti di questa prima edizione sono stati 9, ma solo in 5 abbiamo concluso il giro. Il vincitore si chiama Luigi Sorcelli, è insegnante di scuola media e abita a Nus (Aosta). Ha impiegato 9 ore e 8 minuti per giungere al traguardo. Secondi classificati, a pari merito, Paolo Rey, di Cogne, e chi vi scrive. Terzo, Agostino Guichardaz, di Cogne. Quarto classificato, Ivan Linty, di Gignod, vincitore dell’edizione estiva. Menzione particolare merita Barbara Tutino, pittrice cougneintze, che aveva partecipato all’edizione di luglio facendo tutto il percorso tranne Les Ors e domenica ha idealmente completato l’itinerario salendo fino a Les Ors per poi ritirarsi. Un’altra veterana della gara è Adelina Blanc, di Aymavilles, che è arrivata fino a Gimillan, mentre l’iniziativa si è arricchita della partecipazione di due nuove concorrenti, Barbara Tiritiello di Napoli, e Silvia Rinaldi di Aosta.mariobadino | 16 Ottobre, 2007 20:34
L’altro giorno ho guardato un pezzo di Ballarò… Era un po’ di tempo che
non lo guardavo, sarà più di un anno. La ricordavo come trasmissione
tutto sommato apprezzabile, se paragonata ad altre, con un conduttore
in gamba. L’altro giorno invece mi è venuta la nausea soltanto dopo 5
minuti: che schifo. Che vergogna. Che retorica. Che teatrino. Che
falsità. Sarà l’effetto V-day, o cosa? Quello che un anno fa mi
sembrava tutto sommato apprezzabile ora mi dà il vomito. Evidentemente
la misura è colma. Il livello di sopportazione di un cittadino come me
è andato oltre il limite. Forse prima si dava semplicemente la colpa a
Berlusconi e soci, il problema era lui. L’attuale maxi governo di
centro-sinistra sta dimostrando che il vero problema è ben più grosso,
è l’attuale sistema politico, ovvero “La Casta” ben descritta e messa a
nudo nel libro di Rizzo e Stella (oltre che dal Beppe nazionale).
Un
libro che pare abbia contribuito a risvegliare non poche coscienze in
questi ultimi tempi. Sono andato ad ascoltare la viva voce di Rizzo
l’altra settimana (a Pont-st-Martin). Raccontando alcuni fatti
contenuti nel libro, con pacatezza non faceva che confermare
scientificamente quello che “l’uomo medio” sospetta da sempre nei
confronti della classe politica: di approfittarsene. Di ambire unicamente
ad avere o a mantenere una poltrona. Di ambire a fare più soldi, non
tanto per cattiveria, ma perché quando si è in posizioni di potere in
questo sistema diventa naturale e scontato “favorire l’interesse
particolare rispetto a quello collettivo”, per dirla con Rizzo.mariobadino | 12 Ottobre, 2007 14:56
Pubblico questo articolo con un po' di ritardo. Ultimamente sono stato preso dal lavoro e dai preparativi dell'Aicram, che si è tenuta ieri e ha visto la vittoria di Luigi Sorcelli, insegnante di Nus (Aosta). Nei prossimi giorni racconterò la vicenda. Ma voglio tornare sull'accordo sul welfare, votato dai lavoratori. Del resto, mica dobbiamo per forza seguire i media, che dopo due giorni decidono che un argomento è vecchio. E poi di che dovremmo parlare? Del Partito democratico? Iniziamo, allora. 81% di sì. I giornali parlano del trionfo dei sindacati confederali. Epifani, intervistato dalla Stampa, dice che «ora non ha più senso sfilare il 20 ottobre». Tanta euforia mi fa pensare che forse m’ero sbagliato: pensavo che il sindacato volesse solo evitare la caduta del “governo amico”, invece voleva proprio difendere l’accordo. Delle due l’una, allora: o i sindacati sono in malafede e hanno svenduto i lavoratori alle ragioni (all’interesse) dell’impresa, o sono in buonafede. Volendo credere alla seconda ipotesi, mi chiedo una volta di più: perché tanta miopia? E come spiegare la miopia dei lavoratori, che hanno scelto il sì nell’81,59% dei casi? Solo i metalmeccanici hanno detto di no (col 52,5%), mentre in altri comparti si sono raggiunti consensi bulgari (scontato – ?! – il 99,81% dei pensionati; imponente il 90,32% dei tessili). In cerca di una spiegazione, accetto di prendere in considerazione di essere io quello che non ci vede bene. Ma torno a dire: i soldi ci sono, i conti dell’inps vanno bene, certe scelte (spese militari, regali all’impresa) non sono obbligatorie e, a queste condizioni, trovo vergognosa l’idea che quando andrò in pensione (se ci andrò) avrò il 50% dell’ultimo stipendio. Trovo vergognoso che i lavoratori precari continueranno a essere sottoposti a forme contrattuali atipiche. Trovo una presa per il culo mandare i lavoratori usurati a casa tre anni (tre anni!) prima, e solo 5 mila all’anno.mariobadino | 11 Ottobre, 2007 23:41
NO! NO! NO! Voglio dire, ha vinto il sì, purtroppo, com'era logico aspettarsi. E ciò, secondo me, vuol dire meno welfare e nuovamente arrendersi all'americanizzazione della società. In Italia come nel resto d'Europa. E del mondo. E' la globalizzazione, dicono. Ma non ho mai capito perché un mal comune dovrebbe essere un mezzo gaudio... Che cosa penso dell'accordo del 23 luglio l'ho detto QUI. QUA, invece, ho riportato un intervento di Giorgio Cremaschi, che certe cornacchie, in rete danno già per ridimensionato. Manca soltanto QUO, e poi abbiamo fatto tutti i nipoti di Paperino. Del resto, dobbiamo vivere in America. Che cosa penso dell'accordo, però, ho voluto dirlo anche a Prodi con una mail. Tra l'altro: mi scuso con il Presidente, ma il limite di 3000 caratteri (spazi inclusi) mi ha obbligato a "limare" il testo della lettera al limite della sciatteria, come si fa con gli sms. Il servizio mi ha risposto che il Presidente mi ringrazia per l'invio del mio messaggio al quale sarà risposto al più presto. Mi farebbe piacere, come cittadino. Intanto lo pubblico qui di seguito...mariobadino | 07 Ottobre, 2007 22:24
Ancora espace, venerdì sera. Incontro con Giovanni Salio, già ricercatore presso il Dipartimento di Fisica generale dell'Università di Torino, oggi presidente del Centro studi Sereno Regis, e con Piercarlo Racca del Coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento e del Centro studi Sereno Regis. Titolo della serata: “Armi nucleari: dalla politica del terrore alla politica dei terrorismi”. Esordisce Piercarlo Racca, che ripercorre la storia del Movimento nonviolento in Italia e delle sue campagne, come quella sull’obiezione di coscienza al servizio militare, o quella contro le centrali nucleari (nel nostro Paese ne erano previste 20). «Con la fine della guerra fredda», dice Racca, «si era diffusa l’illusione che si potesse fare a meno delle guerre, mentre in realtà le spese militari sono aumentate». Anche gli impegni presi a livello internazionale, come il Trattato di non proliferazione nucleare firmato dal nostro Paese, sono stati spesso disattesi. L’Italia oggi ospita sul suo territorio 90 testate nucleari Usa, depositate nelle basi di Ghedi (Brescia) e Aviano (Pordenone). La proposta d’iniziativa popolare per rendere l’Italia zona libera dalle armi atomiche è un segnale di cambiamento che si vuole dare anche se, dice Racca, «i precedenti non sono confortanti circa le leggi d’iniziativa popolare». Non è mai successo, infatti, che il Parlamento abbia accettato di discutere una legge d’iniziativa popolare. «Questo è il rispetto della popolazione da parte della casta», commenta Racca, secondo il quale la proposta di legge (il cui testo pubblico in appendice all’articolo) potrebbe comunque contribuire a invertire la folle corsa al riarmo cui stiamo assistendo. «I nuovi aerei F-35, ad esempio, costeranno tra i 90 e i 100 milioni di euro cadauno. L’Italia ne acquisterà un centinaio (si parla di 131 velivoli, ndr). Ma qual è la loro utilità?».mariobadino | 05 Ottobre, 2007 20:26
Giovedì sera: espace populaire ha ospitato Andrea Riscassi, giornalista di Tg3 Lombardia. Intervento-dibattito dal titolo Per non dimenticare Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa con quattro colpi di pistola da un killer che il 7 ottobre dello scorso anno, giorno del compleanno di Putin, ha agito a viso scoperto, sicuro della propria impunità. Anna Politkovskaja è morta per aver denunciato il ridimensionamento delle libertà civili e politiche nella Russia del nuovo zar e la sua morte pesa sulla coscienza dei governanti russi, rivelando oltretutto l’ipocrisia dei Paesi occidentali: fatta eccezione per Marco Pannella, ai funerali della giornalista non era presente alcun parlamentare europeo.


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