Ancora sulla Corte costituzionale

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Rileggendo le mie prime riflessioni
sul pronunciamento della Corte costituzionale che ha definito incostituzionale la legge regionale della Valle d’Aosta uscita dal referendum propositivo di un anno fa (divieto di costruire sul territorio regionale impianti di smaltimento dei rifiuti a caldo), mi rendo conto di aver lasciato prevalere lo stato d’animo dell’offesa, quel sentimento che sempre più di frequente coglie i cittadini che vedono i loro diritti negati, la loro vita determinata da qualcun altro.

In realtà, credo di essere stato ingeneroso con la Corte, che più che decidere secondo la legge certo non può fare. La legge valdostana, la questione si riduce a questo, ha travalicato i limiti delle competenze regionali, appropriandosi di competenze statali (la definizione della dislocazione di impianti di incenerimento di interesse nazionale).

La sentenza della Corte non contesta in alcun modo quanto richiesto dalla popolazione al governo regionale, cioè di attuare tutte le procedure che portino a una gestione dello smaltimento dei rifiuti con sistemi a freddo. Il che, dopo un anno, è ancora lettera morta. Che la Regione faccia dunque un passo concreto in avanti, dimostrando di volere davvero rispettare la volontà popolare, anche adesso che il vincolo referendario è venuto meno.

Pubblico di seguito il comunicato stampa di Legambiente Valle d’Aosta. Quello di Valle Virtuosa, insieme alle mie riflessioni “a caldo”, lo trovate QUI.

Legambiente commenta la sentenza della Consulta sulla legge regionale rifiuti

«La Regione rispetti la volontà dei cittadini e metta in atto azioni concrete di riduzione, riuso e riciclo dei materiali, a partire dalla raccolta differenziata dell’organico»

La sentenza emessa ieri dalla Consulta sull’illegittimità della legge regionale contro il trattamento a caldo dei rifiuti nulla cambia rispetto alla volontà espressa dai valdostani di non bruciare rifiuti nella nostra regione.

«La Corte Costituzione ha stabilito che la legge modificata con il referendum supera i paletti delle competenze regionali ma non che sia sbagliata – sottolinea Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – La legge regionale va quindi emendata solo relativamente alla parte contestata sul rispetto delle competenze statali e il voto dei cittadini valdostani va rispettato».

«Siamo sempre in attesa che la politica – afferma Alessandra Piccioni, presidente del Circolo valdostano – traduca in azione concreta quanto detto fin dal giorno successivo al referendum: il rispetto della volontà popolare».

Serve quindi un accordo tra maggioranza e minoranza sul tema dei rifiuti e Legambiente auspica che questo venga trovato rapidamente, dando vita ad un programma di riduzione, riuso e riciclo dei materiali, a cominciare dalla raccolta differenziata della frazione organica.

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