Atene brucia


Tanto per prevenire
, alle anime belle che risponderanno a questo postse lo faranno – dicendo che la violenza comunque va condannata e bla, bla, bla, rispondo che anch’io condanno, condanno eccome, ma condanno anzitutto la violenza maggiore, quella da cui la minore è generata.

E no: non mi fa piacere vedere le immagini di Atene che brucia, domando a me stesso che senso abbia incendiare una biblioteca universitaria, eccetera eccetera. Tuttavia, nell’ignoranza più assoluta riguardo alle persone che sono in piazza ad Atene, non posso impedirmi di sussultare in un moto di vicinanza per chi si è visto rubare non dico il futuro, ma lo stesso presente, perché la violenza vera è quella dell’Ue, della Bce, dell’Fmi, di quelle cazzo di sigle che altro non sanno rappresentare se non gli interessi del capitale finanziario internazionale, imponendo senza pietà ricette fabbricate a New York e a Berlino, buone soltanto a sprofondare nella miseria interi Paesi e milioni di persone.

Un amico ha scritto sulla sua bacheca di facebook che «in Grecia è nata la civiltà occidentale. Dalla lotta dei greci contro la trojka risorgerà una nuova speranza. Non sarà una cosa gradevole, è vero, ma “la rivoluzione non è un pranzo di gala”». Non so se sono in grado di essere ottimista, ma mi piace pensare che le stesse dimensioni del furto porteranno le vittime a pretendere con la forza delle masse un cambiamento di sistema.

Io non voglio veder bruciare Atene. Ma per evitare che accada, per evitare che le stesse scene si compiano per le strade di Roma, Milano o Aosta, dobbiamo capire che cosa sta succedendo, qual è la vera posta in gioco, saper riconoscere la violenza che ci piomba addosso dall’alto. E fare scelte diverse, prima che sia troppo tardi.

>>> L’immagine, mi rendo conto, è sfocata. Ciò nonostante, mi sembra piuttosto evocativa.

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3 Responses to Atene brucia

  1. francesco lucat says:

    Quello che stanno facendo alla Grecia è criminale. La mia sensazione è che stiano usando la Grecia come esempio per dimostrare a tutti i popoli europei quello che potrebbe loro capitare se non obbedissero ai diktat della troika (o, meglio, la troia) della finanza internazionale (UE, BCE, FMI). Agghiacciante, in questo senso, una delle ultime dichiarazioni di Giorgio Napolitano che ci rassicurava sul fatto che “noi non siamo la Grecia”, come se la Grecia fossero i bambini cattivi e noi quelli buoni, obbedienti alla troia.
    Il problema è: che cosa facciamo?
    Secondo me, se non ri-cominciamo dal 18 febbraio (si tratta proprio di ri-cominciare: per la prima volta c’ è una chiara opposizione al governo Monti – che è peggio di Berlusconi, fatta, non a caso, da un’ organizzazione operaia, la FIOM) non credo proprio che riusciremo a rfare alcunchè. Vogliamo, come si dice amichevolmente, alzare il culo?

  2. Ronnie Bonomelli says:

    Nell’ormai lontano 2003 un amico argentino commentava: “noi ci siamo passati, fra un po’ tocca a voi…”. E non aveva tutti i torti. L’Argentina di allora è riuscita a sviluppare, sia a livello popolare che a livello politico, anticorpi sufficienti per opporsi al male peggiore, ossia l’obbedienza al diktat dell’FMI. La Grecia è ora sullo stesso bivio, e non credo che noi potremo stare semplicemente a guardare che succede, perché siamo già sulla stessa barca che oscilla. Faccio fatica ad essere ottimista, però vale la pena tentare. E quindi mi vien da dire (anche sulla scorta delle recenti notizie su Genova e PD): non solo opposizione al governo Monti, ma che sia chiara anche l’opposizione al modello di politica e società che rappresenta (ben incarnato anche da PD, PdL e Terzo Coso…).

  3. elena says:

    Condivido, caro Mario. Non mi piace vedere città che bruciano e non capisco che senso abbia dare fuoco a negozi e macchine di altrettanto incolpevoli cittadini… ma, come te, capisco benissimo l’origine di tutta questa rabbia. Penso che l’unico sistema perché questa rabbia porti costrutto sia quello di organizzarla. In Grecia mi pare che il partito comunista ci stia provando (anche se ci sono notizie, non so quanto attendibili, di delazioni su anarchici e cosiddetti black bloc che andrebbero confermate, ma purtroppo non sono là…), ma da noi? Posto che un partito comunista non ce l’abbiamo (non forte: proprio non lo abbiamo. Quello che ne dovrebbe essere l’erede è ormai solo un’accozzaglia che manco la DC ai tempi, tutti gli altri son bravissimi con le parole ma poi… visto anche come si comportano alle amministrative… mi pare di poter dire che ognuno cerca di portar acqua al suo mulino e basta) e che anche a livello sindacale non si riesce ad organizzare uno sciopero significativo ma solo sciopericchi che non disturbino troppo il manovratore, temo fortemente che… bruceremo presto. E se ci inventassimo uno sciopero metanazionale di tutti i lavoratori, disoccupati, pensionati e studenti? Tutta Europa bloccata… perché se di Europa si parla, che una volta almeno sia quella della gente e non quella dei poteri potenti…

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