tre milioni di euro per mostrarsi in tivvù


Che la regione Valle d’Aosta
, all’atto pratico, sia semi-sconosciuta in Italia lo dico da un pezzo. Che cosa accada da noi per il resto del Paese è un mistero.

Non mi aspettavo però che i nostri amministratori regionali mi prendessero sul serio, al punto da accordarsi con la Rai, per la modica cifra di 1.100.000 euro l’anno per tre anni(!), al nobile scopo di promuovere l’immagine e il territorio della regione attraverso alcune trasmissioni televisive.

Popolazione valdostana, gioisci! Quest’anno, la diretta di Capodanno su Rai1, condotta dal bravo Carlo Conti, sarà trasmessa da Courmayeur! A Rimini, a quanto pare, se la sono pure presa.

Ma l’accordosuonate fanfare! – prevede collegamenti dalla Vallée anche durante altri programmi, a cominciare da Domenica In (già dal 1° gennaio), Linea Verde e i Soliti Ignoti (in due puntate è prevista la partecipazione di un personaggio rappresentativo del territorio regionale – chi sarà? suspence!), Sereno variabile e Geo & Geo.

I casi sono due: o sono impazzito io, o sono impazziti loro.

Tre milioni di euro sono sei miliardi delle vecchie lire, una cifra con la quale (volete un po’ di pubblicità seria seria?) è possibile salvare la vita di centinaia di migliaia di esseri umani che soffrono di sete e di fame nel mondo, alleggerire le molte manovre italiane fondate sui tagli selvaggi, migliorare l’offerta turistica regionale… Devo continuare? O devo ricordare come la nuova trovata “ingegnosa” dell’amministrazione regionale si collochi nel solco della tradizione, con soldi pubblici regalati per ospitare quassù fra i monti i concorrenti dell’Isola dei Famosi in ritiro pre-trasmissione, per organizzare i mondiali militari di sport invernali o per pubblicare il logo della regione sulle etichette di una marca di birra?

Tutto questo mentre la crisi morde, affondando i denti sui precari (anche in Valle d’Aosta), sui pensionati, sul welfare (o ciò che ne resta), mentre si straparla di tassare cani e gatti (encomiabile misura in favore del randagismo) e si aumenta l’accise sul tabacco delle sigarette fai-da-te (quelle di chi vuole o deve spendere meno). In questa situazione, come utilizzare responsabilmente il denaro dei cittadini dovrebbe essere il primo cruccio di chi governa; e infatti proprio dalla crisi parte l’ineffabile Augusto Rollandin, presidente della regione, nel presentare l’accordo con la Rai: «è uno sforzo in un momento di crisi» – ha detto all’Ansa – «e di fronte all’azione tambureggiante di altre regioni». Ah bè, se anche gli altri “tambureggiano”…

Ma esco dalla polemica, per un attimo, nella speranza che le mie parole possano raggiungere più facilmente il destinatario. Avete 3 milioni da gettare? Fatelo, visto che non posso far nulla per impedirlo. Ma pensate – e qui sono serio – a quale e quanta più pubblicità potreste procurare, a voi e alla regione, intervenendo con una cifra simile per alleggerire il peso della manovra del governo Monti sulle tasche degli italiani. O anche pensate a che cosa significherebbe devolvere una somma del genere per aiutare chi qualcosa di utile lo fa davvero: vedete voi, c’è solo l’imbarazzo della scelta! Pensate ad esempio al drammatico appello di Gino Strada, che circola proprio in questi giorni: «Il lavoro di EMERGENCY continua ad aumentare, perché sono in crescita costante le vittime della guerra e della povertà, e curarle è insieme il nostro dovere e il nostro ruolo. In questo momento, le nostre risorse economiche non ci consentono più di farvi fronte. Abbiamo bisogno di molti soldi per tenere aperti i nostri ospedali, i centri chirurgici per le vittime di guerra, i centri ostetrici, pediatrici, di primo soccorso, di riabilitazione. E per mantenere in vita anche i poliambulatori specialistici gratuiti che EMERGENCY ha aperto in Italia – in Italia!, ndr – negli ultimi anni».

Pensate a questo e poi vedete se dobbiamo veramente usare 3 milioni di euro per ottenere che Carlo Conti faccia il “trenino” a Courmayeur anziché a Rimini. A meno, naturalmente, che non sia un riferimento al trenino di Cogne.

>>> Nella foto, il motto riportato sul palazzo regionale della Valle d’Aosta: «Vedere chiaro, volere vivere». Mi soffermo sul «vedere chiaro», invito alla lungimiranza troppo spesso inascoltato.

Questa voce è stata pubblicata in Le Colonne d'Ercole (di Pont-St-Martin), Orwell (fascismi, sessismi, controllo, censura), Piazzetta della cittadinanza attiva, Strane cose accadono in Italia e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.