Dal basso. Tecniche di comunicazione povera

Scrivi Free Palestine sulle tue banconote

Sarebbe bello intitolarlo così, un manuale sulle modalità di comunicazione di massa dal basso, da parte cioè di chi non possiede né media, né altri strumenti di persuasione per lavare il cervello di tutti con la riproposizione continua del pensiero unico dominante.

Facciamo finta che ci sto lavorando (e quando mai troverò il tempo?), ma certo sarebbe meglio se ci lavorassimo insieme (commenti? e-mail? suggerimenti? proposte?).

L’idea mi è venuta partecipando a un’iniziativa che si propone dare visibilità all’occupazione diretta o indiretta di tutti i territori palestinesi da parte dello Stato di Israele e alle politiche condotte da quest’ultimo nei confronti dei palestinesi.

L’ho trovata su Facebook e si chiama Scrivi Free Palestine sulle tue banconote.

Naturalmente immagino che scarabocchiare le banconote costituisca reato, quindi preciso – per l’intelligenza del Grande Censore –  che non sto invitando nessuno a fare alcunché (non c’è istigazione a delinquere, voglio dire); penso tuttavia che chiunque possa farsi un’idea della cosa da sé.

Utilizzare i soldi per veicolare un messaggio costituisce infatti un’idea geniale, perché non c’è nulla che circoli come il denaro, “cacca del diavolo” quando si parla dal pulpito, eppure in fin dei conti feticcio di fronte al quale non esistono né frontiere, né embarghi, né CIE o permessi di soggiorno.

Insomma, tanto per bruciare in due righe un post che meriterebbe più ragionamenti (che del resto davvero non avrei il tempo di mettere giù), concludo dicendo che l’iniziativa Scrivi Free Palestine sulle tue banconote potrebbe essere uno dei moltissimi esempi di tecnica “povera” (per male che si sia messi una banconota ogni tanto la spendiamo tutti) finalizzata alla comunicazione di massa che potremmo inserire nel nostro «manuale».

Naturalmente, qualcuno dirà che non serve a niente, come già le petizioni, eccetera. Male non fa, in ogni caso, e tempo non ne porta via molto. Anche perché il segreto, nelle «tecniche di comunicazione povera», potrebbe essere proprio il fatto di usarle tutte contemporaneamente.

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