La riduzione dei caveat

 Ci si potrebbe domandare che differenza faccia concedere al governo 6 ore anziché 72 per decidere dell’intervento dei nostri militari in soccorso di alleati impegnati in scontri a fuoco. In un caso come nell’altro, è garantita la possibilità d’intervento. Esattamente come con Prodi. Ne consegue, esattamente come con Prodi, che l’Italia è in guerra. Ora, in più, manderemo i cacciabombardieri, una squadriglia di Tornado. «Non più di quattro», assicura sòr Ignazio (La Russa).
E avranno «compiti di perlustrazione […] mai di bombardamento», ci
tranquillizza. Magari fino a quando non saranno stufi d’individuare in
conto terzi gli obiettivi e inizieranno a bombardare in proprio. Per difendere il biglietto verde crocifisso, naturalmente: le nostre economia e civiltà. Con buona pace dell’undicesimo articolo della Costituzione.
 
 [Seguono sproloqui, suppostamente artistici.]
 
 È guerra, ormai è guerra! Grazie, ministro La Russa! Uomini veri, affileremo le nostre baionette, olio ai fucili e giungeremo in Afghanistan,
per scongiurare la minaccia talebana, che insidia da presso l’ultimo
chilometro di fila in superstrada, c’impedisce l’accesso alla spiaggia,
al mare, al refrigerio dall’afa, mette a repentaglio la sicurezza dei
nostri marciapiede e delle serate tiepide salotto-tivvù. Grazie,
ministro La Russa! Per la disponibilità a rivedere i caveat,  i nostri «cave canem», ma forse solo abbaia, non morde, eppure non demorde e ringhia, latra, latrina, la trama, là trami… traminer! Per dimenticare d’essere (stati) arruolati – Kabul Tripoli Pristina e prima Nassiriyaottavo stato al mondo per spesa militare:
 
 SANT’IGNAZIO LA ERRE: E non darai la vita per il Piano, milite di Cristo?
 SAN GIORGINO VUDDOPPIA: La tana del Drago è lo Stato canaglia.
 JOSEPHUS ERRE: Ke bello, mi sento kosì giòfane!
 
 Armeggiare distratto di nuovi sistemi di guida per razzi mai sazi, prenoto ecatombe con timer cinese (oh, Svizzera verde!) – collina visione piscina – si vince si perde si pesta la brina con passo di guerra pesante – scarpone anfibio.
 
 RANOCCHIO: Papà!
 
 (…)
 
 RANOCCHIO:
Papà?
 
 Fuga verso i monti, villaggio, sosta. L’aereo vuoto avvista, il fosforo fa luce di flagello sui porci talebani e su decine d’inermi effetti collaterali umani.
 
 

 
 IL MINISTRO DELLA GUERRA CON DELEGA ALLE PARI OPPORTUNITÀ:
Strapperemo il burqa di dosso alle donne! Il tanga, simbolo di libertà,
fiorirà malizioso tra le cosce racchiuse! Vuol essere afgana la
prossima velina! [D.M. n. 51 del 25/07/08]
 
 JAAP DE HOOP SCHEFFER [Segretario Generale della Nato], in visita a Roma, a proposito della riduzione dei caveat: L’Italia ha rafforzato la sicurezza di tutte le forze Nato presenti sul territorio e delle popolazioni locali.
 
 PASSANTE MALEDUCATO: Ma almeno statte zitto, che caveat!
 

 Mi piace immaginarti, caro il mio Jaap (e intanto ti saluto), davanti alla fontana di Trevi, con una mano sulla fondina e l’altra sospesa in volo, mentre lanci 50 centesimi di euro nell’acqua trasparente, facendoli passare al di sopra della spalla. Le monetine sono per Alemanno, che ha promesso ai pizzardoni le pistole e i manganelli. E per te, che tornerai a Roma, se il fato lo concede.
 

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