Da Alex Zanotelli a Wu Ming, un appello per i cittadini di Chiaiano – Democrazia militarizzata

 È un tale susseguirsi di attacchi sferrati alla democrazia e ai diritti che fare il punto della situazione non è facile. Non credo che se il precedente governo Berlusconi fosse rimasto in carica altri cinque anni si sarebbe potuto permettere tutte le licenze che oggi si concede. Senza una sinistra fuori dal Parlamento, senza un’opposizione ipnotizzata da un concetto malinteso della «responsabilità» istituzionale, senza la diffusione di una temperie, di un clima favorevole alle misure razziste e autoritarie dell’attuale maggioranza (un clima, si badi, largamente condiviso all’interno del Paese, anche da parte di quelle forze che attualmente dovrebbero svolgere un ruolo di opposizione), non avremmo mai avuto i pogrom antirumeni, oppure l’idea di subordinare la gravità di un reato alla «regolarità» o alla «clandestinità» di un cittadino, per cui lo stesso crimine è più grave di un terzo se a commetterlo è stato l’uomo nero.
 
 Di fronte al continuo ridursi dei diritti (si guardi, ad esempio, al mondo del lavoro) e delle libertà, dovrebbe stupire la sostanziale indifferenza dell’opinione pubblica che non solo non si è precipitata sulle barricate in difesa delle conquiste del XX secolo (lo Stato sociale, ad esempio), ma ha accettato, quando con rassegnazione, quando addirittura con entusiasmo, di subordinare il diritto alle emergenze divulgate dai media, prima fra tutte la retorica securitaria. Così ci troviamo alle prese con la militarizzazione delle città, con il ministro La Russa pronto a garantire che il provvedimento gode del favore dell’80% degli italiani. Non dice invece la percentuale di italiani (e di campani) convinti della bontà di un’analoga militarizzazione per risolvere la questione dei rifiuti, ma il ricorso insistito all’esercito spiega bene come questo esecutivo intenda liberarsi di alcune faccende scomode come (ipotizzo le prossime “battaglie”) i No Tav della Val di Susa o gli oppositori della base Usa a Vicenza.
 
 
In favore della lotta dei cittadini di Chiaiano, considerati reprobi in quanto sostenitori di quella strana idea per cui una grossa discarica non si può fare in città, voglio diffondere un appello nato per esprimere solidarietà a chi non accetta le imposizioni del governo e per chiedere ai media di raccontare correttamente quanto sta accadendo in Campania. Tra i primi firmatari, padre Alex Zanotelli, 24 Grana, Antonio Onorato, Canio Loguercio, Daniele Sepe, Erri De Luca, Guido Piccoli, Luca Zulù, Luciano Ferrara, Marco Philopat, Maurizio Capone, Patrizio Esposito, Valerio Evangelisti, Wu Ming.
 
 «Nei giorni della protesta», dice l’appello, «i cronisti di radio, giornali e televisioni hanno spesso descritto chi si opponeva alla discarica come una folla di egoisti o di oscuri personaggi, inventando storie di armi, droga e camorra […] Lo stesso era accaduto a gennaio a Pianura, mentre allora come oggi il consiglio comunale e quello regionale si sono tenuti a distanza dalle tensioni che hanno contribuito a provocare con le loro assurde politiche sui rifiuti. A loro e al governo Berlusconi, gli abitanti di Chiaiano, Marano e Mugnano chiedono: di non realizzare una discarica in un terreno non idoneo, già destinato a parco naturale; di interrompere la gestione straordinaria dei rifiuti che perdura dal 1994 e che ha causato l’attuale disastro ambientale; di iniziare immediatamente la raccolta differenziata a Napoli e in Campania applicando la legislazione europea; di lasciare libera la magistratura di indagare sulle reti di illeciti intorno alla gestione dei rifiuti […] Il decreto Berlusconi si inserisce perfettamente in questa filosofia emergenziale e tenta di rimuovere gli ostacoli alla sua realizzazione. E lo fa in più punti: nella costituzione di una superprocura che controlli le inchieste accettabili e quelle inadeguate, nella possibilità di stoccare in discarica diverse tipologie di rifiuti speciali e tossici, nello stanziamento senza controllo di altri 150 milioni di euro che permetterà di assegnare le infrastrutture senza gara d’appalto, nell’imposizione di uno stato d’eccezione con norme penali ad hoc per punire chi protesta».
 
 Per leggere il testo integrale dell’appello e per vedere l’elenco completo di coloro che hanno aderito, consulta il sito di Rifiuti Zero Campania.
 
 Per sottoscrivere l’appello invia un’e-mail con i tuoi dato (nome, cognome, professione, città di residenza) ad antoniabasura@gmail.com.

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