L’Autre campagne – Cartoline dalla Francia…

 

 Una caratteristica importante delle ultime elezioni presidenziali francesi è l’aver saputo mobilitare le attese e l’azione concreta di moltissime persone. Dopo l’apatia e l’elevato tasso di astensionismo della precedente tornata elettorale, va riconosciuto ai due candidati di avere convinto, e in alcuni casi mobilitato (vedi le banlieues), nuove fasce dell’elettorato d’Oltralpe.

 Un’esperienza particolarmente interessante è stata (ed è) quella dell’Autre campagne (l’Altra campagna), di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo, e che oggi, dopo la campagna, s’interroga sul suo futuro. Nel corso di tre mesi d’esistenza, il sito è stato uno spazio d’incontro «per le varie forze sociali, militanti e intellettuali che costituiscono oggi la principale ricchezza della sinistra». In Italia, diversi articoli dell’Altra Campagna sono stati tradotti e resi disponibili on line dal Centro riforma Stato [si veda, in particolare, Sarkozy alla prova dei fatti, NdA]. Uno, invece, l’ho tradotto io e si trova su questo blog. Il materiale è molto interessante e vale la pena di darci un’occhiata.

 Nella parte estesa dell’articolo, traduco «L’Autre campagne… après la campagne», uno scritto di Georges Debrégeas e Thomas Lacoste che delinea le prospettive per il presente, per un’«Altra campagna permanente». Si tratta di una grande risorsa per la Francia che si appresta a sperimentare cinque anni di Sarkozy e sarebbe una risorsa anche da questa parte delle Alpi, se le forze politiche che cercano faticosamente d’aggregarsi a sinistra del Partito democratico trovassero uno strumento analogo per confrontarsi. A un certo punto, gli autori dell’articolo invocano un’apertura oltre le frontiere nazionali, per uno scambio fra le esperienze europee più progressiste. Sarà anche «una risposta collettiva della sinistra europea che permetterà di opporsi alle derive nazionaliste, ai discorsi sul rifiuto e lo scontro di civiltà, vera cancrena del panorama politico europeo».

 E come dimenticare – aggiungo io – l’importanza di tutte le critiche, gli sfottò e gli sberleffi che sono giunti dall’estero e hanno aiutato l’Italia a non perdere il contatto con la realtà durante il quinquennio Berlusconi? C’è sempre bisogno, io credo, all’interno e all’esterno di un Paese, di qualcuno (democraticamente, il numero più ampio possibile di cittadini) disposto a vigilare, a fare il cane da guardia dei valori democratici. È sufficiente accendere la televisione (e sintonizzarsi su un canale qualsiasi) per rendersi conto di come cinque anni di centrodestra al governo abbiano cambiato l’Italia. Basterà avere un poco di memoria per notare la differenza al primo sguardo; a patto di pensarci, però. Perché altrimenti è facile convincersi che tutto sia normale, sotto controllo.

 Penso sia giusto ricambiare il favore e aiutare i nostri vicini francesi a tenere gli occhi ben aperti, a non lasciarsi abbindolare. Monsieur Sarkozy non farà le corna durante una foto ufficiale per far ridere i bambini, ma molti punti del suo programma ricordano straordinariamente i cavalli di battaglia di Silvio Berlusconi. Con il suo nuovo Presidente, la Francia svolta a destra e si scopre – rischia di scoprirsi – liberista e filoamericana. C’è bisogno del lavoro e dell’energia di molti come antidoto al lavaggio del cervello che cinque anni di governo rischiano di far passare quasi inosservato. Chissà che, collaborando insieme a questo compito, non si finisca con il costruire davvero un’Europa diversa: l’Europa dei popoli e della solidarietà, da contrapporre a quella dei Pil e dell’omologazione. 

 L’Altra campagna… dopo la campagna

  L’Altra campagna oggi 

 L’Altra campagna ha dato prova, durante le sue prime settimane d’esistenza, della sua capacità di essere uno spazio d’incontro per le diverse forze sociali, militanti e intellettuali che costituiscono oggi la principale ricchezza della sinistra. Nonostante una visibilità quasi nulla presso i grandi mezzi d’informazione, i numerosi contributi riuniti nel libro e sul sito, così come i «Portraits d’idées» (“Ritratti di idee”) e il film Réfutations (“Confutazioni”) che li hanno seguiti, hanno suscitato una grande attenzione. Nel giro di tre mesi, sono state visitate circa un milione di pagine del sito, i film sono stati scaricati in totale 500.000 volte. Diverse centinaia di persone hanno assistito alle assemblee pubbliche e in 2.000 si sono iscritti alla mailing list. Ma al di là dell’aspetto quantitativo, ciò che dimostra la pertinenza di questa iniziativa è la qualità dei dibattiti che questi contributi hanno stimolato e il gran numero di messaggi di sostegno che ci sono arrivati, che provano come la nostra iniziativa abbia imboccato la giusta strada.

 Per un’Altra campagna permanente

 Ci sembra essenziale che questo paziente lavoro di condivisione, diffusione e valorizzazione delle alternative più progressiste della sinistra continui. Si tratta del bastione più solido contro le politiche involutive che si annunciano e l’unica base sulla quale potrà ricostruirsi la sinistra istituzionale, oggi così male in arnese. Adesso invitiamo a un’Altra campagna permanente.Questa nuova prospettiva c’impone di chiarire i nostri obiettivi politici e di definire i mezzi che desideriamo mettere in pratica per conseguirli.

 Uno strumento al servizio dei cittadini impegnati

 È utile ricordare innanzi tutto che l’Altra campagna non è, come l’ha talvolta descritta la caricatura mediatica, un luogo di riflessione per intellettuali che lasciano cadere dall’alto il proprio sguardo sui dibattiti che si svolgono a sinistra. L’Altra campagna, al contrario, vuole impegnarsi direttamente nell’ambito sociale e politico, al fine di pesare in maniera concreta sui rapporti di forza in tutte le occasioni offerte dall’attualità sociale e politica. Non si tratta neppure di costituire un’organizzazione a struttura verticale, aspirando a un qualche ruolo di portavoce: l’Altra campagna è uno strumento al servizio dei cittadini impegnati, delle lotte, dei movimenti sociali, dei militanti delle associazioni e dei sindacati, dei ricercatori.

 Valorizzare, diffondere, confrontare

 L’Altra campagna ha per obiettivo principale quello di valorizzare, diffondere e inserire in una prospettiva politica ampia le riflessioni e le proposte di militanti, specialisti e ricercatori, nonché di far conoscere le esperienze alternative che definiscono forme di resistenza concrete e immediate. Questa rete organizzata d’individui, già largamente avviata in questi ultimi mesi, deve arricchirsi oltre la Francia e in particolare presso la sinistra europea.

 Una contro perizia militante

 L’Altra campagna si propone di fornire, reagendo agli stimoli dell’attualità sociale e politica, strumenti d’analisi concreti e rigorosi che permettano di smontare le false prove dei partiti dominanti, dei numerosi think-tank socio-liberali e dei principali media. Questa attrezzatura teorica è organizzata in forma di piccoli testi, volantini, film, schematizzazioni, ecc, e liberamente diffusa perché i militanti possano reperirla con facilità. Oppone alle «perizie» dei circoli del potere, quelle degli attori direttamente impegnati nelle lotte.

 Oltre le frontiere

 Questa controinformazione dovrà rinunciare a qualsiasi visione francocentrica e aprirsi a punti di vista esterni e in particolare europei. Questa apertura permetterà uno scambio tra le esperienze più progressiste e gli strumenti politici già messi in pratica sul continente (servizi pubblici, fiscalità, libertà individuali). Ciò sarà tanto più importante dal momento che oggi per un certo numero di questioni, come ad esempio l’immigrazione o l’ecologia, non è pensabile una visione unicamente nazionale. Ma è anche una risposta collettiva della sinistra europea che permetterà di opporsi alle derive nazionaliste, ai discorsi sul rifiuto e lo scontro di civiltà, vera cancrena del panorama politico europeo.

 Affrontare le divergenze

 L’Altra campagna favorisce l’incontro di pratiche militanti e intellettuali diverse, al fine di far emergere nuove alleanze e nuovi spazi di conquista. Aiuta a chiarire certe contraddizioni apparenti che possono sussistere tra le diverse componenti della sinistra progressista. Bisognerà considerare, ad esempio, come conciliare l’apertura delle frontiere e la conservazione di un sistema di protezione sociale universale, come garantire l’equità territoriale in materia di servizi pubblici favorendo nel contempo un controllo democratico locale, come salvaguardare la libertà di ricerca permettendo un dibattito sulle sfide tecnologiche correlate, ecc.

 Uno spazio che sia una risorsa indipendente 

 L’Altra campagna offre infine alle numerose strutture associative un punto di riferimento per orientarsi nel labirinto delle strutture militanti, un luogo cui rivolgersi per l’organizzazione d’incontri pubblici.L’Altra campagna deve rimanere uno spazio autonomo, vale a dire indipendente dalle forze politiche istituzionali, ma ugualmente svincolato da qualsiasi dipendenza dai media. Per questo, è essenziale disporre di mezzi propri di diffusione. Il sito, che sarà prossimamente rinnovato, è il portale visibile dell’iniziativa. Assicura una diffusione libera dei contributi e il loro inserimento in un dibattito e informa sugli incontri e le pubblicazioni. Altri supporti di diffusione (DVD, proiezioni, riviste, volantini, ecc) potranno accompagnare l’uscita di dossier tematici. Sin d’ora, ci proponiamo anche di mettere in cantiere la preparazione di un’opera, sul modello dell’Altra campagna [il libro, NdT], da donare ai protagonisti della sinistra europea, la cui pubblicazione coinciderà con la campagna elettorale europea del 2009. 

 Per l’Altra campagna, Georges Debrégeas et Thomas Lacoste

 Leggi il testo francese.

 © 2007 – L’Autre campagne


 L'immagine utilizzata è un'istantanea tratta da una cartolina raffigurante la fotografia di Robert Doisneau (1912-1994), dal titolo Au Pont de l'Alma.

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