Il sessista non ha bisogno di scuse [da Femminismo a Sud]

 
 Questa mia foto è stata pubblicata sul blog Femminismo a Sud. Volevo
copincollare l’articolo, ma – a parte che non ne ho il tempo – che
senso avrebbe proporre due volte di seguito la stessa cosa? Vi rimando
all’originale, che s’intitola Il sessista non ha bisogno di scuse.
Troverete, tra l’altro, il solito uso del corpo femminile per vendere
un prodotto, e l’interpretazione di un ragazzino che ha scritto il suo
commento con il pennarello rosso. Il contenuto e gli errori mi inquietano particolarmente, perché il cartellone si trovava vicino alla scuola media in cui
insegno.

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Ricercare la diossina nel sangue della popolazione di Taranto e provincia

  Il
 Ricevo e pubblico volentieri questa lettera aperta dell’associazione Contramianto e altri rischi Onlus di Taranto. Potrà sembrare strano, nel giro di pochi giorni, un secondo articolo sull’inquinamento nella città pugliese e sulle sue conseguenze sulla salute dei cittadini. Potrà sembrare strano, visto che abito oltre 1000 chilometri più a nord, sulla diagonale sud-est/nord-ovest d’Italia. Ma quella tarantina è, purtroppo, una delle situazioni che meglio evidenziano, in questo sventurato Paese, il vero volto di quel "progresso" che i nostri governanti (tanto i bersani quanto i berlusconi) continuano ad anteporre al benessere reale della popolazione e alla speranza di un futuro non troppo catastrofico per tutto il genere umano.
 Al di là delle kermesse internazionali, cui nessuno dovrebbe dar troppo credito (Copenhagen, gli obiettivi europei di riduzione dei gas-serra), c’è sempre una differenza tra chi mette sul piatto del cambiamento almeno le briciole del proprio Pil e chi, invece, come il governo italiano, tira in ballo la tante volte negata crisi economica per chiedere a Bruxelles il permesso d’inquinare di più.
 Di questa Italietta, incapace di guardare oltre l’istante successivo a quello presente, la città avvelenata di Taranto assume, purtroppo, la statura di simbolo, attraverso terreni e bestiame contaminati e una presenza probabile di «
dosi significative di diossina» nel sangue della popolazione, senza che nessuno si preoccupi ameno di avviare uno studio per verificare la legittimità di questo terribile sospetto.
 
 CITTADINI IN MARCIA
 SIANO LE ISTITUZIONI AD AVVIARE UNO STUDIO SCIENTIFICO PER LA RICERCA DELLA DIOSSINA NEL SANGUE DELLA POPOLAZIONE DI TARANTO E PROVINCIA
 

 Taranto, 4 gennaio 2010

 
 Al Presidente della Giunta Regionale Puglia On. Nichi Vendola
 All’Assessore Regionale Politiche della Salute Puglia Prof. Tommaso Fiore
 Al Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Taranto Dott. Gianni Florido
 Al Sindaco della Città di Taranto Dott. Ippazio Stefano
 Al Sindaco della Città di Statte Angelo Miccoli
 Al Direttore Generale dell’ARPA Puglia Prof. Giorgio Assennato
 Al Direttore Generale della ASL di Taranto Dott. Domenico Angelo Colasanto
 
 Oggetto: Attivazione di uno «Studio di ricerca della diossina nel sangue della popolazione di Taranto, Statte e area jonica».
 
 I quantitativi di diossina immessi nell’aria di Taranto e provincia e la contaminazione dei terreni e del bestiame, ma anche di taluni alimenti, inducono a ritenere che la popolazione possa aver assorbito negli anni dosi significative di diossina e che la presenza e i livelli della stessa possano essere individuati nel sangue attraverso un adeguato studio scientifico.
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End Israeli Apartheid Cairo Delegation

 
 Con invito alla sottoscrizione,
copio e incollo da Guerrilla Radio, il blog di Vittorio Arrigoni, la dichiarazione conclusiva della Gaza Freedom March, iniziativa internazionale di solidarietà con Gaza, che non è riuscita a entrare nella Striscia dal valico di Rafah, ma ha avuto il merito di riaccendere i riflettori dei media sulla situazione della città assediata, a un anno dal «Piombo Fuso» israeliano, che giusto un anno fa causò tra i 1300 e i 1400 morti presso la popolazione palestinese.
 Mi sono preso la libertà di far precedere il testo italiano a quello originale in inglese.
 [English version below]
 
 Dichiarazione dal Cairo
 

 1° Gennaio, 2010

 
 Noi, delegati internazionali riuniti al Cairo durante la Gaza Freedom March 2009, come risposta collettiva a un’iniziativa della delegazione sudafricana, dichiariamo:
 
 In considerazione di quanto segue:

 

  • l’attuale punizione collettiva che Israele infligge ai Palestinesi attraverso l’occupazione e l’assedio illegale di Gaza;
  • l’occupazione illegale della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, e il proseguimento della costruzione illegale del muro dell’Apartheid e delle colonie;
  • il nuovo muro che stanno costruendo Egitto e USA che addirittura rafforzerà l’assedio di Gaza;
  • il disprezzo per la democrazia palestinese mostrato da Israele, Usa, Canada, Unione Europea e altri dopo le elezioni Palestinesi del 2006;
  • i crimini di guerra commessi da Israele durante l’invasione di Gaza un anno fa;
  • la continua discriminazione e repressione che i palestinesi affrontano all’interno di Israele;
  • la continuazione dell’esilio per milioni di rifugiati;
  • tutti i suddetti atti di oppressione trovano fondamentalmente origine nell’ideologia sionista che è alla base di Israele;
  • sappiamo che i nostri governi hanno dato a Israele diretto supporto economico, finanziario, militare e diplomatico, consentendogli di agire con impunità;
  • e memori della Dichiarazione Onu dei Diritti dei Popoli Indigeni (2007);

 

 Riconfermiamo il nostro impegno per:
 
 L’auto-determinazione dei palestinesi;
 La fine dell’occupazione;
 Pari diritti per tutti all’interno della storica Palestina;
 Il pieno diritto al ritorno per i rifugiati Palestinesi.
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Veline

 A tutti i mezzi di comunicazione di massa e, per conoscenza, ai comandi di pubblica sicurezza.
 
 Ignorare notizia lavoratori in lotta sui tetti. Gia’ hanno fatto trovare traffico a Babbo Natale; impediamo che capiti lo stesso anche a Befana. Per agenti P.S.: impedire a tutti i costi permanenza manifestanti fino ad aprile. Potrebbero nutrirsi con i piccioni, causando un brusco crollo delle vendite di colombe in occasione della Pasqua.
 
 Ignorare notizia delegazioni pacifiste che dovevano entrare a Gaza e sono state bloccate dall’Egitto. Lontano dai nostri occhi, che ci frega di quello che succede?
 
 Accreditare capacita’ di recupero soprannaturali a viso del premier, in occasione prima uscita pubblica dopo tremendo agguato piazza Duomo. Instillare supposizione che S.E. abbia acquisito poteri di taumaturgo, potendo imporre le mani per guarire chi tartaglia.
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2010

 Praga. Il muro di John Lennon
 Buon anno a tutt* e speriamo in un 2010 migliore del suo predecessore. Intendo dal punto di vista politico e dei diritti, perché per altri versi per me il 2009 è stato un anno meraviglioso, visto che, ad esempio, son diventato papà.
 Se non aggiorno il blog da un po’ è perché ho problemi col computer. In pratica il mio Mac mi permette di entrare nell’amministrazione del blog, ma non di fare modifiche. Non riesco neppure a inserire i post o i commenti (in questo momento scrivo su un mini-pc che mi ha prestato un amico, ma mi sa che ho le dita troppo grosse per questa tastiera, accidenti!). Lo stesso vale per Facebook (posso iscrivermi ai gruppi ma non postare o commentare) e per l’accesso ad alcuni server di posta (ma non ad altri!). Se tra i naviganti "in visita" vi fossero valenti informatici, li invito a darmi una mano lasciando un commento.
 Causa problemi tecnici, mi sa che farò anche un po’ di vacanza, nel senso che non so con quale frequenza riuscirò a pubblicare, anche perché – lo ripeto – in questo pc che sto utilizzando adesso è tutto quanto in miniatura…
 A chi volesse seguire le vicende della Gaza Freedom March consiglio il blog Scirocco. Gli attivisti internazionali sono ancora bloccati in Egitto, il che ha – quantomeno – l’effetto positivo di mettere a nudo (se mai ce ne fosse bisogno) la verità sugli interessi che muovono il regime di Mubarak, che dopo la fine dell’impero di George W. Bush cerca di sostituire l’Arabia Saudita come Paese musulmano di riferimento per la Casa Bianca. Credo che i sit in di protesta degli attivisti della Gaza Freedom March al Cairo e i riflettori puntati sulla barriera d’acciaio che l’Egitto sta costruendo ai propri confini con Gaza per mettere fuori uso i tunnel del commercio clandestino non possano non sollecitare una reazione – almeno a livello di opinione – in larga parte della popolazione egiziana. Continua a leggere

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Inquinanti industriali: lettera aperta dell’associazione Contramianto e altri rischi di Taranto

 

 Ricevo
e volentieri pubblico questa lettera aperta di Contramianto e altri rischi Onlus, che giunge da Taranto, una delle realtà d’Italia che maggiormente subisce, in termini di malattie e decessi, le conseguenze di un modello di sviluppo criminale, nel quale l’egoismo di pochi si trasforma in occasione di sofferenza fisica e morale, nonché di dipendenza economica, per molti.
 
 Incidenza degli inquinanti industriali e conseguenze sulla salute della popolazione di Taranto e dell’area jonica

 
 Lettera aperta
 
 A Regione Puglia, Provincia di Taranto, Comune di Taranto, Comune di Statte, ARPA, ASL Taranto
 
 La situazione della città di Taranto e del territorio jonico per la contemporanea presenza di numerosi insediamenti industriali con emissioni inquinanti ha determinato negli anni gravi effetti sulla salute della popolazione con aumenti di patologie e conseguenti crescite dei livelli di morbilità e mortalità.
 Tale situazione è oggettiva e desumibile dagli studi scientifici e dagli atti pubblici degli organi sanitari a livello locale, nazionale e mondiale.
 Le numerose inchieste avviate dalla Procura e quelle ancora in corso come le azioni giudiziarie stanno e cercheranno di chiarire eventuali responsabilità e responsabili.
 In tutta questa vicenda rimane di certo che migliaia di lavoratori e cittadini per colpe non loro patiscono il dramma della malattia e la tragedia della morte, mentre rimane in capo agli organi istituzionali la responsabilità di controllare, garantire e tutelare la salute della popolazione come previsto dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato. Riteniamo pertanto al momento prioritario conoscere quali interventi gli organi istituzionali intendano adottare per ridurre/eliminare gli effetti degli inquinanti e salvaguardare la cittadinanza dalla sinergica azione di tali sostanze e contestualmente quali interventi di sanità pubblica siano programmati a garanzia della salute della cittadinanza anche in relazione agli obblighi previsti dalla L.833/78 nei confronti del sindaco nel caso di situazioni di emergenza sanitaria. Continua a leggere

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Viva Palestina ancora in Egitto

 Carovana bloccata tenta via alternativa
 
 Viva Palestina, la carovana di attivisti internazionali guidata dal parlamentare britannico George Galloway, che doveva raggiungere Gaza ieri, 27 dicembre, è ancora ferma in Egitto a causa del divieto del governo del Cairo di superare il valico di Rafah. Contrariamente a quanto avevo affermato in un precedente articolo, la carovana sta subendo lo stesso trattamento riservato ai 1400 attivisti della Gaza Freedom March. Le due iniziative, volte a spezzare il blocco di Gaza voluto dallo Stato d’Israele, sono ferme in Egitto, nonostante gli accordi precedentemente presi con le autorità del Paese, a causa delle pressioni esercitate da Israele e Stati Uniti.
 Come si legge sul quotidiano israeliano Haaretz, più di 400 membri di Viva Palestina hanno iniziato uno sciopero della fame, che intendono interrompere solo al momento della partenza della carovana per Gaza.
 Update: Secondo l’agenzia d’informazione Arab Monitor, «i 250 automezzi con tonnellate di aiuti umanitari a bordo, a cui l’Egitto ha impedito di attraversare il Mar Rosso, partendo da Aqaba, per raggiungere la striscia di Gaza», si dirigeranno ora verso il porto di Latakia, in Siria, per poi «imbarcarsi alla volta del porto egiziano di el Arish e da qui raggiungere il territorio palestinese assediato da Israele e dal regime egiziano».

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