Il sesso non è bello se ci vuole l’ombrello [dal blog Femminismo a Sud]

 
 Ancora un articolo dal blog Femminismo a Sud.
 Il clima di allegro maschilismo che pervade l’Italia, col presidente del consiglio più sessista degli ultimi 150 anni a far scuola, m’induce a riflettere sui sessi e sul sesso, sulle differenze di genere e, più semplicemente, su quelle di approccio alla vita, alle cose, fra uomini e donne.
 Non ho risposte da dare (ci mancherebbe!) e cito, sperando di chiarirmi un po’ le idee e di fornire materiale utile alla riflessione.
 Certo, la mercificazione cui siamo sottopost*, noi e i nostri corpi, riguarda tutt*, uomini e donne, e forse è anche l’«aria del tempo» a suscitare così tanti egoismi. Ma la cronaca nera ci spiega con abbondanza di particolari macabri la differenza non così sottile tra gli egoismi di (alcune) donne e gli egoismi di (alcuni) uomini.
 Soprattutto, sto cercando di capire come l’educazione che riceviamo (in famiglia, per strada, a scuola, in tivù) agisca come veicolo di legittimazione delle differenze oggi esistenti tra i «diritti degli uni» e «quelli delle altre».
 Come genitore e come insegnante, la cosa m’interessa molto.
 
 Il sesso non è bello se ci vuole l’ombrello
 da Femminismo a Sud
 

 
 

 Oggi il gruppo di F.a.S. parla di sesso,
"fraintendimenti", sessismo colposo o premeditato e così anch’io
decido di esprimere un parere in proposito. Anzi racconto alcuni aneddoti che
ho già condiviso con le mie amiche e che ora condivido anche con voi.
 
 La prima volta che un uomo tentò di farmi pensare che il
fatto che non mi piacesse una pratica sessuale era a dir poco abominevole fu
più o meno quindici anni fa. Voleva convincermi che io dovevo essere
disponibile a fare qualcosa per lui.
 
 "Le donne sono felici di fare felice il loro
uomo!"
 
 "Davvero? E questo l’hai letto nel pizzino dei
cioccolattini?"
 
 In particolare la funzione che mi chiedeva di svolgere era
farmi pizzicare, tirare, diciamo pure strappare i capezzoli a morsi. Si
eccitava così, LUI. Al primo pizzico reagii d’impulso. Gli pizzicai il pene e
mi dissi che era doloroso. Dissi che anche i miei capezzoli avrebbero gradito
una attenzione maggiore. Lui affermò, offeso, che una entità astratta definita
in un generico "donne" era ben felice di godere vedendo godere il
proprio partner. Ero senz’altro io ad avere problemi, ad essere repressa perchè
se fossi stata "normale" non avrei fatto tante storie e mi sarei
fatta mordere tranquillamente fino a sanguinare.
 
 Una seconda volta accadde in un incontro amichevole.
Approcci informali: lui era convinto che dietro ogni volto di donna ci fosse
una porca insaziabile e passiva. La sua idea di sesso era: "fatti fare
questo, fatti fare quello". Nessun dubbio: al primo "fatti fare"
dissi che non mi sarei "fatta fare" un bel niente.
 
 Poi ci fu quello che "se non ti piacciono i rapporti
anali hai dei problemi, sei inibita, lasciati andare, abbandonati".
Chiarii semplicemente che odio il dolore fisico e che già soffro dopo qualche
giorno di stitichezza, figuriamoci a farmi torturare in una cavità ben lontana
dalle mie zone erogene.
 
 Anche lui tentò di convincermi che ero io ad avere dei
problemi. Gli chiesi:
 
 "ma dimmi semplicemente che è una cosa che piace a te e
la finiamo qui"
 
 "e se te lo dico tu lo farai per me?"
 
 "assolutamente no. vedi scritto madre teresa di
calcutta da qualche parte?"
 
 Un tizio, in una conversazione estemporanea, parlò di
erotismo legato alla cacca. Spalmata addosso. Mi limitai a chiedere se la cacca
doveva essere la mia o la sua.
 
 "Indifferente – rispose – di te voglio assaggiare
tutto"
 
 "Potendo scegliere io preferirei solo il petto, anche
la coscia va bene ma già le interiora mi fanno abbastanza senso!"
 
 C’era quello che voleva farlo per forza nella doccia. In
due, dentro una doccia di 80 cm per 80 cm, io attaccata al gancio su parete e
lui a reggermi mimando i movimenti di una scena hard hollywoodiana. Fu un gran
disastro. Il gancio mi si infilzò varie volte tra le costole e lui era così
infoiato e sfinito che non si rese conto che il suo pene aveva smesso di stare
dentro la mia vagina un bel pezzo prima del SUO orgasmo.
 
 Fui veramente buona, gemiti e tutto, servizio completo,
delicatissima quando gli dissi che era una posizione impossibile per noi.
 
 "Perchè?" – chiese.
 
 "Perchè sfugge, non si incastra, non si posiziona,
beddamatri santissima… bisognerebbe allungarlo per farci ‘ste cose e comunque
a me non è piaciuto affatto!"
 
 Poi toccò alla sucaruola vivente. Spruzzo man. Non so come
dire: quando una donna fa sesso più o meno tenta di fare capire dove deve
finire la congrega di spermatozoi. Ci si inarca, incunea, raggomitola. Che non
è carino indossare l’impermeabile, tirare fuori l’ombrello e aprirlo in faccia
al maschio con il rischio di cavargli un occhio. Fu una storia di pochi
incontri durante i quali chissà come mai lui comunque mi centrava sempre nello
stesso punto: i capelli. Riusciva a scavalcare la barriera di mani, braccia e
teli che provavo a posizionare per arginare lo straripamento e invece niente.
L’ultima volta intercettai il movimento e lo lanciai in direzione uguale e
contraria. Dopo un pò lui bestemmiava perchè gli avevo rovinato il ciuffo. Non
lo vidi più.
 
 Queste le storie più curiose che mi vengono in mente. Non vi
racconto quelle in cui il sesso è stato reciproco e ben riuscito perchè non è
quello l’argomento in discussione.
 
 Conclusione: tanti uomini non fanno sesso. E’ soliloquio,
una cosa priva di reciprocità e consensualità. Dove la consensualità si
dovrebbe stabilire in ogni singola pratica e invece finisce per essere
prevaricata perchè "così fan tutte" e dunque così DEVI fare anche tu.
Il sesso è un ballo a due. Bisogna ballare insieme senza che nessuno diriga o
forzi la mano altrimenti non c’è armonia. Se nella testa di tanti uomini le
donne devono essere soltanto interpreti dei loro desideri è come se in fondo
non si riconoscesse l’altro come entità autonoma, diversa, indipendente. E se
non si riconosce l’altro mentre si fa sesso è difficile che si riesca a farlo
in altre situazioni.
 
 —>>>L’immagine viene da qui


 La foto d’apertura non rappresenta un quadro moderno intitolato «Differenze di genere» ma è, semplicemente, l’incredibile insegna del bagno in un bar di Venezia.

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2 risposte a Il sesso non è bello se ci vuole l’ombrello [dal blog Femminismo a Sud]

  1. fikasicula scrive:

    forse può essere utile alla riflessione questo testo.

    ciao 🙂

  2. Mario scrive:

    E’ interessante, soprattutto il concetto per cui «neghiamo […] a noi stessi la possibilità di riconoscerci come oppressi, esiti di una pedagogia del maschile che ci costruisce con violenza morale e fisica»…

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