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Martedì 17 - La prova nazionale

mariobadino | 18 Giugno, 2008 20:02

 

Siamo proprio sicuri?  Martedì 17 giugno 2008 si è svolta la prova nazionale di matematica e italiano, introdotta a partire da quest’anno all’interno dell’esame di terza media. Si tratta di schede a cura dell’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), che hanno il triplice fine di permettere una valutazione uguale per tutta la nazione delle competenze logico-matematiche, grammaticali e relative alla comprensione di un testo scritto; di valutare a fini statistici il livello raggiunto dagli studenti delle varie regioni d’Italia; di valutare, come ha insinuato un alunno, la qualità dell’insegnamento fornito dai docenti.
 
 I correttori delle prove andavano scaricati dal sito dell’Invalsi a mezzogiorno in punto. Certe cose, però, è meglio farle quando si è capaci: le richieste, giunte contemporaneamente da tutte le scuole medie d’Italia, hanno bloccato il sistema (non so se dappertutto o solo in alcune aree); a meno di non credere alla fantasiosa spiegazione fornita dall’Istituto, che trovate riportata qui, a mo’ d’illustrazione.

Tu chiamalo, se vuoi, fascismo

mariobadino | 18 Giugno, 2008 19:33

 Latina oggi, 27 maggio 2008

 
 
 Esperimento:
leggete con attenzione il testo che segue.
 
 «Dopo pochi minuti dal suo arrivo nel palco delle autorità S.E. Benito Mussolini, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore, si recava verso la posizione dove assisteva alla sfilata Roberto Farinacci, segretario del Partito Nazionale Fascista e membro del Gran Consiglio del Fascismo. Nel ricordo di una antica e significativa militanza in comuni ideali S.E. abbracciava affettuosamente il camerata Farinacci».
 
 Rispondete alla domanda: in che periodo storico ci troviamo?
 
 Suppongo abbiate pensato tutt* a quello fascista, non solo per la presenza di Mussolini, ma anche per lo stile inconfondibile, retorico, della prosa del Ventennio.
 
 Provate ora a fare un esercizio di sostituzione: al posto di «S. E. Benito Mussolini», mettete «il Ministro La Russa»; al posto di «Roberto Farinacci, segretario del Partito Nazionale Fascista e membro del Gran Consiglio del Fascismo», inserite «il senatore editore professor Giuseppe Ciarrapico» e, più avanti, sostituite «il camerata Farinacci» con «il senatore Ciarrapico».  (Continua)

In extremis... Pulizie di primavera!

mariobadino | 18 Giugno, 2008 19:08

 Il bosco sopra Fénis (Aosta)

 
 Oggi, finalmente,
il sole è tornato.
Ne ho approfittato per un’escursione sopra Fénis (Aosta), fino all’eremo di Saint-Julien, due ore di cammino nel bosco. La pioggia pressoché ininterrotta che ha caratterizzato questa strana primavera ci ha talmente abituati al fresco che basta qualche raggio per credere che la primavera stia finalmente iniziando, invece sabato comincia già l’estate ed è bastata la scomparsa delle nubi per essere avvolti dal sole caldo, che si prepara per luglio.
 
 Onestamente mi vergogno, ma in questi mesi ho pensato di avere qualche responsabilità nel persistere del maltempo, dal momento che per il 21 marzo avevo organizzato l’iniziativa Pulizie di Primavera (un’ora del proprio tempo a raccattare rifiuti, non importa in quale parte del mondo) e poi l’avevo snobbata a causa di un lieve… nevischio! Mi sono detto spesso che probabilmente avrebbe continuato a fare brutto finché non avessi proceduto alle pulizie, ma fino a oggi ho sempre rimandato. Di ritorno dalla passeggiata all’eremo (che racconterò quanto prima nella sezione camminante) ho tirato fuori un sacco di plastica e mi son messo a raccattare schifezze, da buttare una volta a valle.
 
  
 


 
 
 Sarà che
ieri sera al cinema ho visto Biùtiful Cauntri, ma mi aspettavo più rifiuti. Segno che il bosco è pulito, e meno male. Comunque, sono tornato alla macchina con il sacco mezzo vuoto, ma con prede di tutto rispetto, come un barattolo talmente arrugginito che dev’essere stato anni nel bosco (quasi mi è dispiaciuto doverlo sfrattare), un paio di bottiglie di vetro, un’improbabile flacone che aveva ospitato una «bibita a base di carboidrati», plastiche varie, qualche mozzicone di sigaretta, pacchetti vuoti con il celofan attorno, la linguetta di uno yogurt (non dico la marca per non fare pubblicità), un vassoietto in plastica da biscotti, la busta di un supermercato
 
 Tutto sommato, dal bosco sopra Fénis è più bello tornare carichi di castagne.

I miei link

mariobadino | 18 Giugno, 2008 19:00

 Lavori in corsoQuesta è una pagina in evoluzione e queste righe saranno cancellate non appena i lavori saranno finiti. Ho deciso di liberare la colonna di destra del blog da un po’ di materiale, ad esempio i link. Li riunisco tutti in questo spazio, provando a presentarli un pochino. Siccome è un lavoro lungo, lo rimando, ma comincio ad  appropriarmi di questa superficie inutilizzata, come nelle corse dei pionieri del west, dove il primo che arrivava piantava la sua bandierina e tirava su il ranch. Lanciato il sasso, non potrò più nascondere la mano, anche se certi lavori appaiono noiosi… Ho finito di dire cretinate, per ora. Ancora non scrivo niente, tranne un primissimo link, che metterò nella sezione dedicata ai movimenti in lotta, dal titolo provocatorio «Il Cortile d’Italia». Si tratta degli Amici del Vallone di Comboé (nel comune di Charvensod, alle porte di Aosta) che lottano per difendere un luogo ancora pressoché incontaminato da un’utilissima strada poderale che avrebbe l’unico merito di congiungere la civiltà con… un alpeggio! Questa domenica gli Amici del Vallone organizzano la quarta marcia di sensibilizzazione, a Comboé, il che potrebbe interessare le amanti e gli amanti della montagna, delle gite all’aria aperta, della polenta! Alla Marcia saranno presenti gli Amici di altri due valloni da salvare: l’Alleigne (Champorcher, AO) e San Grato (Issime, AO), che ospiteranno le prossime tappe di un minitour a per il rispetto dell’ambiente.

Da Alex Zanotelli a Wu Ming, un appello per i cittadini di Chiaiano - Democrazia militarizzata

mariobadino | 15 Giugno, 2008 22:44

 È un tale susseguirsi di attacchi sferrati alla democrazia e ai diritti che fare il punto della situazione non è facile. Non credo che se il precedente governo Berlusconi fosse rimasto in carica altri cinque anni si sarebbe potuto permettere tutte le licenze che oggi si concede. Senza una sinistra fuori dal Parlamento, senza un’opposizione ipnotizzata da un concetto malinteso della «responsabilità» istituzionale, senza la diffusione di una temperie, di un clima favorevole alle misure razziste e autoritarie dell’attuale maggioranza (un clima, si badi, largamente condiviso all’interno del Paese, anche da parte di quelle forze che attualmente dovrebbero svolgere un ruolo di opposizione), non avremmo mai avuto i pogrom antirumeni, oppure l’idea di subordinare la gravità di un reato alla «regolarità» o alla «clandestinità» di un cittadino, per cui lo stesso crimine è più grave di un terzo se a commetterlo è stato l’uomo nero.
 
 Di fronte al continuo ridursi dei diritti (si guardi, ad esempio, al mondo del lavoro) e delle libertà, dovrebbe stupire la sostanziale indifferenza dell’opinione pubblica che non solo non si è precipitata sulle barricate in difesa delle conquiste del XX secolo (lo Stato sociale, ad esempio), ma ha accettato, quando con rassegnazione, quando addirittura con entusiasmo, di subordinare il diritto alle emergenze divulgate dai media, prima fra tutte la retorica securitaria.  (Continua)

Il Previdente del Consiglio e il gioco (dell'estate?)

mariobadino | 14 Giugno, 2008 12:45

 Roma. Carabinieri presidiano l'Altare della PatriaIl nostro Previdente del Consiglio, per non venire meno alla sua proverbiale prudenza, prima di festeggiare l'arrivo del suo compare americano a Roma ha riservato una sezione del carcere di Rebibbia agli eventuali fermati e un' intera ala di ospedale per i possibili feriti. Sarebbe stato spiacevole, infatti, accorgersi all'ultimo momento che non c'era posto per tutti: son quelle cose che ti fan fare brutta figura con l'opinione pubblica di sinistra (PD?).
 
 Chi si aspettava un'altra Genova è rimasto, però, deluso: tutto è andato liscio, il che naturalmente è positivo. Sarebbe stato bello replicare la grande partecipazione dell'anno scorso, però, con quasi 100 mila manifestanti in giro per il centro della città. Quest'anno ci si è fermati a 10 mila, pare. Okay, sto zitto: questa volta non c'ero neppure io (motivi di lavoro), ma non vorrei che ci si fosse già stancati di calpestare asfalto inutilmente. In tanti non aspettano altro che un ritorno di tutt* al privato per poter disegnare senza scocciature la loro idea di mondo.
 
 In epoca di reality show, mi piacerebbe lanciare un gioco. L'idea me l'ha fornita il solito Previdente del Consiglio, immaginando di aprire le vie di Napoli ai volontari, desiderosi (come si sa) di raccogliere i rifiuti. (Sempre meglio di La Russa che le strade le apre ai militari, comunque) Si tratta, in poche parole, di reclutare qualche volontario tra i potenti, tra i più ricchi, tra i privilegiati (ognuno immagini la sua categoria preferita) e metterli in un appartamento normale in una zona normale (neanche troppo disagiata) del nostro Belpaese. Tempo di permanenza: a partire da un mese. Reddito fisso: 800-1000 euro o anche meno (che il concorrente deve versare di tasca sua per partecipare al gioco, ci mancherebbe ancora che glieli dessimo noi!), con i quali il "potente" deve pagarsi l'affitto e tutte le spese quotidiane. Scopo del gioco: mostrare come vive un cittadino normale a chi evidentemente non riesce nemmeno a immaginarlo. Titolo possibile: "Torno coi piedi per terra".
 
  Secondo voi si può fare?
Mi piacerebbe che se ne parlasse sul blog.
 

La V Marcia Granparadiso estate

mariobadino | 11 Giugno, 2008 18:59

  V edizione MARCIA GRANPARADISO estate                            Guarda le foto dell'edizione 2007!
  Domenica 13 luglio 2008 - Ore 8.30
  Cogne (AO) - Prati di Sant'Orso

 La locandina dell'edizione 2008 
 «È capitato a tutti», lo dicevo un anno fa, «di pensare che, nel mondo, gli spazi lasciati all’iniziativa del singolo diminuiscano continuamente e che ogni “evento” abbia bisogno di essere autorizzato, patrocinato, sponsorizzato da qualcuno e magari anche “piazzato” sul mercato televisivo. Altrimenti l’evento non esiste». E commentavo che forse qualche volta pure noi abbiamo storto il naso di fronte a proposte calate dall’alto, anche quando si tratta di sport e di divertimento, di fronte a competizioni per pochi eletti, oppure destinate a tutti, ma solo formalmente, perché tanto la gara vera e propria è territorio esclusivo dei professionisti.
 
 Come chi mi segue sa già, la Marcia Granparadiso estate nasce per reazione a tutto questo, come un momento spontaneo, autorganizzato, da vivere all'aria aperta, in maniera non competitiva. Esiste una data (domenica 13 luglio 2008), ci sono un orario e un luogo di ritrovo (i prati di Sant'Orso a Cogne, Aosta, alle 8.30 del mattino), un regolamento e un percorso, ma poi vige la massima libertà, per tutt*, di scegliere il proprio passo, di camminare in gruppo o da sol*, di arrivare fino in fondo oppure fermarsi prima. Unico limite: è vietato correre, il regolamento non lo permette. Unica spesa: il prezzo di un panino, se lo volete portare, e poi, visto che non si paga l'iscrizione, l'obbligo del vincitore di comprarsi la coppa. Pena la squalifica.  (Continua)

Apartheid e altri fascismi

mariobadino | 04 Giugno, 2008 19:02

 Dal blog Femminismo a Sud
 
 Approfitto di
questo articolo per linkare un piccolo dialogo tratto dal blog Femminismo a Sud, che rende molto bene il clima d’involuzione democratica che oggi caratterizza l'Italia. Negli ultimi giorni si sono susseguiti gli assalti agli stranieri, compreso un pogrom in piena regola (Napoli), un omicidio di matrice fascista (Verona, ai danni, in questo caso, di un ragazzo italiano), un episodio grave di squadrismo (Roma), un blitz leghista, con relativo presidio, nell’area che dovrà ospitare una comunità sinta, a Favaro Veneto. Le immagini dei roghi di Ponticelli, le accuse dell’eurodeputata ungherese Viktoria Mohacsi, che ha denunciato le pessime condizioni di vita della comunità rom in Italia, le condanne del Vaticano e dell’Onu dipingono una situazione ben diversa da quella che traspare dalle dichiarazioni dell’esecutivo, nella persona di Giovanni Caracciolo di Vietri, rappresentante italiano presso le organizzazioni internazionali a Ginevra, che ha invece ribadito l’impegno della Penisola nella lotta al razzismo. Mentre accadevano gli episodi (che non so se chiamare di cronaca) citati qui sopra, il governo prevedeva con un apposito disegno di legge un «giro di vite» sull’immigrazione clandestina e, addirittura, l’introduzione di un reato ad hoc, quello di «clandestinità», incompatibile peraltro con l’articolo 13 della Dichiarazione universale dei diritti umani, secondo il quale «ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato».
 
 Le critiche sopraggiunte, difficilmente ignorabili (anche il Quirinale aveva lasciato trapelare la propria preoccupazione), hanno convinto al dietro-front il capo del governo. Che ieri, nel corso della conferenza stampa congiunta con il Presidente francese Sarkozy, ha ammesso che «non si può perseguire nessuno per la permanenza non regolare nel nostro Paese condannandolo con una pena», salvo poi precisare che «la clandestinità può essere un’aggravante per chi commette un reato».
La Bossi-Fini rende la clandestinità permanenteCome dire che se io rubo una mela e uno straniero irregolare ne ruba un’altra il suo furto, rispetto al mio, merita un aggravio della pena, benché il reato sia lo stesso. L’idea del governo («un’aggravante di un terzo di pena», secondo una dichiarazione di Ignazio La Russa) è pericolosissima perché mette in discussione il principio dell’eguaglianza di tutte e di tutti di fronte alla legge (art. 3 della Costituzione italiana) e il concetto stesso dell’unicità del diritto. L’impressione, del resto, è proprio quella di uno slittamento continuo verso una consacrazione ufficiale delle disuguaglianze in atto nella società. La lotta (peraltro negata, nel nuovo clima di convergenza nazionale) è quella di sempre, fra ricchi e poveri, ma oggi i poveri, gli oppressi, sono gli stranieri sprovvisti di documenti, per i quali non valgono i diritti e le garanzie tutelati da quanto ancora sopravvive dello Stato sociale.
 
 Per garantire le attuali possibilità di sfruttamento, la clandestinità è lo strumento ideale. Così, una legge che nella sostanza impedisce la messa in regola dei clandestini, è naturalmente il caso della Bossi-Fini, raggiunge puntualmente lo scopo che le è stato assegnato: la costruzione di una società all’interno della quale le regole e i diritti non sono gli stessi per tutti.
 
 Se poi si soffia sul fuoco dell’emergenza sicurezza…

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