Tre belve feroci nella foresta scura
Mentre mi trovavo a passeggiare in un bosco, intento a meditare sugli odierni liberismi (qualunque cosa essi siano), come non so, però mi sono perso. Mi sono spaventato e tremo ancora tutto, solo a pensarci, ma la cosa più dura è dover ammettere d’aver smarrito la strada, come un idiota. Vagavo un poco qua e un poco (per par condicio) anche là, finché ho scorto dietro agli alberi la sommità d’un monte e mi son detto: «Orpo, saliamovi in cima, così vedremo, dall’alto, dove andare».
Allora ho principiato la mia ascesa, ma ecco all’improvviso uno strano animale, minaccioso all’aspetto, che mi ha costretto (solo al vederlo) a fare qualche passo indietro. Aveva in volto due colori e nelle zampe teneva, da una parte, la tessera della Cgil, dall’altra quella di Confindustria. Due code aveva, ma la destra e la sinistra si toccavano, fino a fondersi insieme, formando un cerchio solo, tondo come la “o” di Giotto, simbolo dello stupore. Allora ho compreso che si trattava del subdolo Produsconi, un animale dalle mille astuzie, ma non tanto feroce da impedirmi di salire: mi sono fatto animo e ho ripreso il mio cammino, facendo un breve giro, onde evitare il bestione. (Continua)
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Sette mondi

Finiti i festeggiamenti per l’anniversario del
blog e prima di buttarmi a capofitto nel vivo del confronto pre-elettorale,
traggo un respiro profondo e ne approfitto per pubblicare un nuovo testo nella
Biblioteca di Babele.
Per la prima volta, si tratta di un libro-libro (50
pagine in formato word) e ciò che mi fa veramente piacere è che si tratta di
un’opera altrui, il che significa che la Biblioteca comincia a ospitare voci diverse.
Il
titolo del libro, una commedia, è Sette mondi, l’autore è Andrea Cogerino,
giovane scrittore originario di Rubiana (Val di Susa), che vive e lavora a
Torino. Quella che segue è una piccola recensione in forma di dialogo
(delirante) a causa dell’intromissione dell’Autore, che deve sempre dire la
sua.
Il libro è scaricabile gratuitamente e, come al solito, è protetto da una licenza Creative
Commons.

(Continua)
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La Biblioteca di Babele (Catalogo generale)
N.B.: Come tutto ciò che viene proposto in questo blog, anche i testi contenuti in questa sezione sono pubblicati sotto una licenza Creative Commons. Chiunque, perciò, può riprodurli liberamente, purché ne specifichi l’autore, non abbia finalità commerciali e rispetti l'integrità dell’opera. Le stesse condizioni avranno validità per chi decidesse di pubblicare i propri testi su queste pagine, inviandoli a info.blog@libero.it.
I miei racconti sparsi:
Piccola divagazione in prosa poetica rebelde (?!, sic)
Ancora lo straniero
L’epidemia
Tre belve feroci nella foresta scura
Le mie rime:
Lo straniero
Ancora due dita di sciampagna
Scilla e Cariddi
Una sezione particolare di questa Biblioteca è costituita dall'archivio Camminante, cui rimando per la consultazione del catalogo.
Prose di ospiti e di naviganti:
Sette mondi, di Andrea Cogerino
Poesie di ospiti e di naviganti:
Bianchi carichi rami, di Ivan
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La Biblioteca di Babele (Presentazione)
Questa sezione del blog prende le mosse da una citazione di Jorge Luís Borges e della sterminata Biblioteca di Babele, nata dalla mente dello scrittore argentino. Come in una biblioteca, il visitatore incontrerà scaffali, che conto mano a mano di riempire di testi: poesie, racconti, veri e propri libri troveranno la loro collocazione sui ripiani della Biblioteca. È tutto materiale originale. Quando non specifico nulla significa che l’ho scritto io, altrimenti lo dico.
Come tutto ciò che viene proposto in questo blog, anche i testi contenuti in questa sezione sono pubblicati sotto una licenza Creative Commons. Chiunque, perciò, può riprodurli liberamente, purché ne specifichi l’autore, non abbia finalità commerciali e rispetti l'integrità dell’opera. Le stesse condizioni avranno validità per chi decidesse di pubblicare i propri testi su queste pagine, inviandoli a info.blog@libero.it.La foto di questo articolo raffigura un particolare di un’edizione secentesca della Filli di Sciro, dramma pastorale di Guidubaldo Bonarelli, conte della Rovere. Si tratta di un’opera oggi praticamente sconosciuta, anche se ha goduto a lungo di grande fama in Italia e all’estero.
Ci sono affezionato perché è stata l’argomento della mia tesi di laurea.
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