Avanti popolo
Voglio pubblicare la Dichiarazione d'Intenti dell'Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, che si è tenuta a Roma l'8 e il 9 dicembre. Quello che c'è scritto, naturalmente, è bellissimo, nobile, condivisibile e - dulcis in fundo - 99 volte su 100 in contrasto con ciò che l'esperienza di governo ha dimostrato. Che cosa significherà una sinistra unita lo scopriremo presto. Intanto vorrei far notare ai vari Mussi, Diliberto, Giordano e Pecoraro che i punti così alti di questa carta suonano come la denuncia dell'incapacità che i loro partiti han dimostrato di fare una politica "altra". Le parole vanno bene, insomma. Ora si attendono i fatti, a cominciare - magari - da un atto abbastanza insolito nella politica italiana: i segretari dei quattro partiti potrebbero lasciare il posto a qualcun altro, più giovane e meno compromesso. Non è possibile votare sì alla precarietà e alla guerra e poi proporre il contrario. Se nuovo corso ha da essere, nuovo corso sia, a cominciare da chi conduce le legioni... Soltanto allora potremo dire onestamente Avanti popolo! Sì, avanti: a cominciare da Vicenza.
Dichiarazione di Intenti
Noi, donne e uomini che abbiamo partecipato all’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, siamo impegnati nella costruzione di un nuovo soggetto della sinistra e degli ecologisti: unitario, plurale, federativo. L’Italia moderna, nata dalla Costituzione repubblicana, democratica ed antifascista, ha bisogno di una sinistra politica rinnovata. Il mondo chiama a nuove culture critiche, che conservano la memoria del passato e tengono lo sguardo rivolto al futuro. (Continua)
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Al panzerotto impazzito

A Torino, Intesa-Sanpaolo vuole una sede nuova, così ha commissionato un grattacielo a Renzo Piano. Il nuovo edificio sarà una torre di 200 metri d'altezza, più di due volte la Mole Antonelliana, il simbolo e, allo stato attuale, la "vetta" della città. Quand'ero piccolo ero innamorato dei grattacieli: nutrito di film americani, sognavo di vivere in una metropoli stile New York. Poi sono cresciuto. Quand'ero piccolo gli adulti avevano una visione delle cose troppo moderata per i miei gusti. Poi tutti sono impazziti e si è perso il senso del limite.
Un grattacielo, oggi, non rappresenta il futuro, non è l’evoluzione contro cui si battono gli spiriti retrogradi. Oggi il futuro passa attraverso strutture ecosostenibili, piccine piccine, poco impattanti, orientate verso l’autosufficienza energetica. Un grattacielo non può rispettare questi requisiti. Oggi, poi, la cementificazione avanza e molti stabili non sono utilizzati. Dovrebbe essere vietato costruire nuovi edifici quando si possono recuperare quelli esistenti!
Renzo Piano è un grande architetto e la sua torre sarà senz'altro un capolavoro. Ma un capolavoro inserito in un contesto che non gli appartiene, un palo piantato in mezzo al cuore di una città dai tratti armoniosi, con uno spirito proprio. O dobbiamo aspettarci tanti altri palazzoni? Facciamo un salto a vedere che cos’è diventata Milano (prossimamente pubblicherò qualche foto).
E infine. È mai possibile che si parli di modificare il piano regolatore della città per consentire a una banca di costruire la propria sede secondo i propri standard? Ecco l’ennesima capitolazione del senso civico (o più semplicemente, del buon senso) di fronte agli interessi dell’economia. Una città è fatta di persone, se al loro posto metti i titoli di borsa significa che stai giocando al Monopoli e non te n'eri accorto.
Visita il sito Non grattiamo il cielo!
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Ancora violenza, ancora Vicenza

Mi sono spesso chiesto che cosa succederebbe se un Presidente del Consiglio dicesse no agli americani. Tutto sommato, non credo che il giorno dopo saremmo bombardati. L'opinione pubblica internazionale non conta più molto, certo, però neppure gli Usa possono ancora permettersi certe cose. Non in Europa, almeno. Perciò se Berlusconi promette una base contro il volere della cittadinanza forse è normale: fare un favore a Bush è nella politica (o nella natura) del Cavaliere. Mi sembra più strano che Prodi confermi, nonostante nulla e nessuno gl'imponga di farlo, gli accordi verbali di Berlusconi, ma questi sono ragionamenti che andavano bene mesi fa, al tempo della prima grande manifestazione nazionale a Vicenza. Nel frattempo, il governo Prodi ha mostrato in più occasioni il suo volto, un volto non esattamente pacifista (con buona pace della Costituzione), con scelte che vanno dalla conferma della cooperazione militare con Israele, alla decisione di partecipare al progetto americano dello Scudo spaziale, fino all'aumento continuo delle spese militari. E poi, naturalmente, c'è la base di Vicenza. Mesi di lotte della popolazione (generosamente attiva per difendere il proprio territorio, trasversalmente alle appartenenze ideologiche tradizionali e alle differenze generazionali) non hanno modificato l'atteggiamento dell'esecutivo che, giorno dopo giorno, ha ripetuto il suo ritornello: la base si farà. Perché, però, non lo ha voluto dire. Si è limitato a tirare in ballo la serietà (la parolina magica del Presidente del Consiglio) che un Paese deve dimostrare rispettando gli accordi presi con le altre potenze. Perché di una politica di potenza si tratta, senz'alcun riguardo per le esigenze reali dei propri amministrati. (Continua)
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Aspettando il 15 dicembre...

Aspettando il 15 dicembre, segnalo la campagna unsubscribe, con la quale è possibile de-sottoscrivere simbolicamente le politiche su cui i nostri governi impostano la guerra al terrorismo: dire no alla pratica della guerra preventiva, alla militarizzazione della società, alla restrizione dei diritti civili...
Segnalo anche una notizia che ho letto l'altro giorno in una breve sul giornale. A quanto pare, IBM avrebbe depositato un brevetto per una tecnologia in grado di consentire d'inserire interruzioni pubblicitarie (non "saltabili") nei dvd in commercio. Se confermata, la notizia significherebbe che per vedere un film senza interruzioni rimarrebbero soltanto il cinema e internet... Vero o falso che sia, questo mi dà lo spunto per riflettere sul nostro presente e per pubblicizzare (eh eh!) una nuova sezione di prossima apertura sul blog. Parlerà di condizionamenti e si chiamerà, semplicemente, orwell.
Intanto segnalo un articolo sulle basi americane in Italia.
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E' lecito invitare all'astensione? Un'interrogazione parlamentare
Durante il mese scorso mi sono occupato più volte del referendum propositivo in Valle d'Aosta. Era il primo caso di referendum propositivo in Italia, un'occasione unica per far valere uno strumento autenticamente democratico di partecipazione del cittadino alla vita politica della sua comunità. Col referendum propositivo si potrebbero proporre - lo dice la parola - molte cose. Ad esempio, di bandire dal Paese le armi atomiche (ce ne sono una novantina tra la base di Aviano e quella di Ghedi). Dobbiamo accontentarci della proposta di legge d'inziativa popolare per la quale in questi giorni si stanno raccogliendo le firme. Ma una proposta di legge d'iniziativa popolare dev'essere poi discussa (e approvata) dal Parlamento. Una proposta sottoposta a referendum propositivo, invece, non ha bisogno di altri passaggi: è il cittadino che decide, recandosi alle urne. Contro il referendum (o, a sentir loro, contro i 5 quesiti proposti) si sono scagliati i rappresentanti del Palazzo locale, che hanno pubblicamente invitato i cittadini all'astensione. In altre parole, a non andare a votare. Di questo comportamento (che non mi sembra per nulla democratico) ho già scritto nei giorni della campagna elettorale. Non sapevo però che in Parlamento qualcuno si stesse ponendo le stesse domande. Nella seduta della Camera del 15 novembre (e quindi 3 giorni prima del referendum), l'onorevole Bruno Mellano, della Rosa nel Pugno, ha posto un'interrogazione al ministro dell'interno circa il comportamento del presidente-prefetto Caveri, figura di spicco del fronte astensionista. Copio e incollo dal sito della Camera.
Ho scritto all'onorevole Mellano per sapere se il ministro aveva risposto. A quanto pare, niente. Il deputato della Rosa nel Pugno, infatti, mi ha risposto:
Egregio signor Badino,
purtroppo il Ministro non ha ancora risposto, speravo che vista l'imminenza con la consultazione referendaria rispondesse con un canale preferenziale ma purtroppo non è stato così. Quando arriverà la risposta potrà leggerne il contenuto dal sito della Camera dei deputati nella mia pagina personale.
Colgo l'occasione per inviarle cordiali saluti,
On. Bruno Mellano
Di seguito, il testo dell'interrogazione parlamentare.
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