A rischio la scuola – La Cgil contro la riforma Gelmini

 
 
 L’altro giorno,
entrando in sala insegnanti, ho avuto la sorpresa di trovare, a illustrazione di un volantino della Cgil Scuola della mia regione, la foto che inserisco a commento di questo articolo. Si tratta di un’immagine trovata casualmente su internet, mi hanno detto al sindacato. Il fatto è che l’immagine proviene da questo blog: l’avevo pubblicata due anni (scolastici) fa, a commento della decisione dell’allora ministro Fioroni di eliminare il giudizio di ammissione agli esami di terza media. Avevo allestito un piccolo set fotografico, con tanto di registro e scritta sulla lavagna. Siccome ero sprovvisto della macchina fotografica, Josette Grimod, autrice della foto e al tempo mia collega di francese, mi aveva soccorso col suo cellulare. Quella di Josette è una foto fortunata: cercando in internet l’ho già trovata citata in vari siti. Alcuni parlano di scuola, altri sono blog di ragazzi che festeggiano la fine dell’anno scolastico.
 
 Sono contento che la Cgil abbia utilizzato questa immagine, perché condivido in pieno il contenuto del volantino, significamene intitolato: «Uniti insegnanti, genitori e studenti contro il tentativo di smantellare la scuola pubblica nel nostro Paese». Ricambio, comunque, il piccolo “furto” commettendone uno a mia volta e pubblicando di seguito il testo del volantino (i grassetti sono quelli dell’originale). Le proposte del ministro Gelmini, che al momento del suo insediamento aveva assicurato di non voler fare l’ennesima riforma della scuola, rischiano di distruggere completamente la qualità della scuola pubblica italiana. Chiunque abbia a cuore il futuro delle generazioni più giovani è chiamato a resistere.
 
 Il testo della Cgil Scuola Valle d’Aosta
 
 Il Governo Berlusconi e il Ministro Gelmini vogliono cancellare il ruolo della scuola pubblica nel nostro Paese.
 Sconfiggere questo tentativo non è solo una battaglia per difendere i posti di lavoro degli insegnanti, ma è una necessità per garantire una scuola di qualità per i nostri figli.
 La legge finanziaria prevede tagli organici del personale della scuola per 150.000 posti (pari a quasi il 7% dell’intera dotazione di personale docente e amministrativo).
 Il ritorno al maestro unico comporterà una riduzione ulteriore di 60/70.000 posti, ma soprattutto ridurrà l’orario di lezione degli alunni a 22/24 ore alla settimana e attribuirà a un solo insegnante tutte le competenze, oggi ripartite su più docenti proprio per fare fronte alla complessità e diversità degli insegnamenti.
 Il Ministro Gelmini rassicura, ma intanto riduce i posti di sostegno per i diversamente abili, ipotizza una riduzione generalizzata dell’orario settimanale dalla scuola media alle superiori, pensa a un accorpamento delle classi di concorso per risparmiare e intanto generalizza tutti i tipi di insegnamento, mortificando competenze e professionalità.
 Il Ministro Gelmini chiude le Scuole di specializzazione per gli insegnanti e annuncia la fine del precariato (non ci saranno più precari perché non potranno più aspirare a un posto di lavoro nella scuola, ma saranno riconvertiti).
 Per nascondere la durezza dell’attacco alla scuola e al diritto all’istruzione dei cittadini, il Ministro Gelmini – in perfetto stile berlusconiano – promuove l’immagine della scuola: una scuola seria, maestra dalla penna rossa e alunni con il grembiulino. Per contrastare i “bulli” il voto di condotta (ma si spaventeranno davvero?), il voto invece del giudizio: una sentenza invece di una analisi delle ragioni del successo o dell’insuccesso.
 Il Ministro Brunetta, con la scusa dei fannulloni, ha già individuato un milione di pubblici dipendenti da snidare, emana circolari punitive sulla malattia, impone visite fiscali a raffica (a proposito, chi le paga?) e domicilio coatto per i colpevoli.
 In spregio a qualunque forma di civiltà il Ministro fustigatore aveva previsto la punibilità e la riduzione di stipendio anche per i donatori di sangue e i parenti dei disabili che usano i permessi della legge 104.
 Dove basterebbe usare le norme che già ci sono, si preferisce colpire nel mucchio e criminalizzare intere categorie: oggi tocca ai medici, domani sicuramente ai giudici.
 Il Governo ha già messo in atto la chiusura delle piccole scuole (oltre 7.000), ha inserito in finanziaria la riduzione di tutto (orari, discipline, risorse e personale) a scapito della qualità e della quantità delle ore di insegnamento. Pur di risparmiare si parla addirittura di ridurre a quattro gli anni delle superiori!
 L’Onorevole Aprea sta preparando l’ultimo atto, in nome dell’efficienza e del “privato è bello”: abolizione dei contratti collettivi per gli insegnanti, soppressione delle RSU, scelte discrezionali dei Dirigenti nelle assunzioni, tagli delle risorse alle Università e alle singole Istituzioni che si vorrebbero far diventare “Fondazioni” private finanziate dagli sponsor, e guidate da un Consiglio di Amministrazione.
 Questi provvedimenti e queste scelte riguardano tutti, anche la Valle d’Aosta, perché non basteranno l’autonomia e le competenze in maniera di istruzione per contrastare questo piano sistematico di smantellamento della scuola pubblica.
 


 L’immagine, come ho detto, è di Josette Grimod.

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