25 aprile di lotta: No all'inceneritore!
Giusto qualche foto del banchetto informativo che il Comitato Rifiuti Zero Valle d'Aosta ha allestito ieri 25 aprile in piazza Arco d'Augusto. Le ho dovute scattare con un cellulare perché la mia macchina digitale è, ahimè, rotta. Quella di ieri, comunque, passando così alla cronaca della giornata, è stata un'iniziativa di sensibilizzazione contro la costruzione dell'inceneritore di Brissogne e per un'alternativa più razionale, in grado di evitare le ricadute sulla salute (e sul portafogli) dei cittadini. Si è anche incominciato a raccogliere le firme per una petizione, e la risposta della popolazione è stata più che buona: verso le sei e mezza, quando me ne sono andato, navigavamo - se non sabaglio - verso le 500 firme. Il che, in un giorno solo, non è affatto male. Conto di mettere quanto prima on line il modulo della petizione da scaricare, così da permettere a chiunque lo desideri di partecipare.
Qualche foto:
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Inceneritore: risposta Regione e sospensione in Consiglio
Sull’inceneritore, con qualche ritardo, una
notizia cattiva e una buona. Prima la cattiva. Giovedì scorso, l’Assessorato
regionale del Territorio, Ambiente e Opere pubbliche ha ritenuto di dover
rispondere al volantino del Comitato Rifiuti Zero, parlando di
menzogne, allarmismi ingiustificati, per lo
più su aspetti tecnici, volti volutamente a confondere le idee e a sminuire e a
interrompere le azioni avviate dalla Regione nel corso degli ultimi anni e
finalizzate ad individuare un sistema di trattamento e smaltimento dei rifiuti
che assicuri, in coerenza con le disposizioni comunitarie vigenti:
- Il rispetto della nuova normativa comunitaria che limita l’uso della discarica, sino ad oggi sistema privilegiato per lo smaltimento finale dei rifiuti;
- La piena coerenza con i nuovi e più restrittivi livelli di garanzia ambientale richiesti per i moderni sistemi di trattamento dei rifiuti;
- Il raggiungimento per un periodo di almeno 25 anni di una gestione autosufficiente nel rispetto dei principi di efficacia, tutela igienico-sanitaria e ambientale e di contenimento dei costi.
Al Comitato viene negato persino il beneficio
del dubbio: si tratta solo di «menzogne» e chi non è d’accordo con la decisione
della Giunta è per forza in malafede.
Nel comunicato, pubblicato sul sito
istituzionale della Regione Valle d’Aosta e, a quanto mi dicono, inoltrato
tramite e-mail a tutti i dipendenti regionali (!), sono presentati gli studi
commissionati, che hanno messo a confronto due soluzioni diverse, l’impianto di
termovalorizzazione e il trattamento meccanico biologico, individuando nel
primo un’alternativa «nettamente più vantaggiosa rispetto alla soluzione di
Piano» per quanto concerne «acidificazione, formazione fotochimica di ozono e
tossicità umana», mentre «l’indicatore di riscaldamento globale (effetto
serra)» sarebbe «sostanzialmente uguale per entrambi gli scenari». Sarò
malfidente, ma non mi sembra che la non meglio precisata «soluzione di Piano» e
il trattamento meccanico biologico siano la stessa cosa. Come non credo che un
trattamento a freddo possa incidere sull’effetto serra allo stesso modo del
processo di incenerimento. (Continua)
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No inceneritore perché: riunione Rifiuti Zero Valle d'Aosta (29 marzo)
Quando si leggono certi titoli, come quello qui riprodotto (tratto dalla prima pagina della Vallée Notizie di sabato 22 marzo), viene da pensare che sull’inceneritore valdostano sia già stata presa una decisione definitiva e vincolante, che tutte le tappe dell’iter previsto dalla legge per un impianto di questo tipo siano state superate, che non ci sia più spazio per proporre soluzioni alternative. Così uno si mette il cuore in pace e pensa che la decisione presa sia ineluttabile. Invece il cammino è appena all’inizio: a oggi, infatti, il progetto del termovalorizzatore di Brissogne aspetta ancora di essere discusso dal Consiglio regionale e sono tante le autorizzazioni che devono ancora essere concesse. C’è tutto il tempo, per chi crede che l’inceneritore non sia una scelta sostenibile (né per la salute, né per il portafoglio), di organizzarsi e lottare, di mettersi in gioco, di praticare e proporre un’altra via.
Sabato sera, al CSV di Aosta, eravamo una quarantina in risposta all’appello di Rifiuti Zero. Abbiamo discusso della situazione dal punto di vista tecnico e informativo, ma anche da quello operativo, interrogandoci sul che fare e proponendo alcune iniziative. A presentare le molte ombre del progetto della Giunta regionale è stato Fabrizio. Qui di seguito intendo proporre un sunto di quanto s’è detto, a beneficio di chi ancora dovesse farsi un’idea precisa della questione. Aggiungo soltanto che nei prossimi giorni saranno prese alcune iniziative, di cui darò notizia in queste pagine. Per un’informazione più puntuale, rinvio al blog di Rifiuti Zero Valle d’Aosta. (Continua)
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Approvato nuovo inceneritore: Pensa al tuo futuro, studia oncologia!
APPROVATO L'INCENERITORE VALDOSTANO!
VISITA IL BLOG Rifiuti Zero Valle d'Aosta
SABATO 29 MARZO ORE 21, RIUNIONE SALA CVS (AOSTA), Via Xavier De Maistre, 19!
Nella mappa degli inceneritori in Italia, che compare nella colonna di destra del blog e che ho "rubato" a Beppe Grillo, si vede molto bene come la nostra Penisola sia trapuntata (viva la primavera!) non di ameni fiorellini ma d'inceneritori (o termovalorizzatori, come pomposamente vengono definiti). Nel post che accompagna la mappa, intitolato significativamente Le previsioni del cancro, Grillo parla di «bel tempo sanitario sulle Alpi orientali e in Valle d'Aosta. Su quest'ultima regione però è previsto un aggravamento a breve grazie a un inceneritore nuovo di zecca». Ieri, 21 marzo, primo giorno di primavera, proprio in coincidenza con l'iniziativa ecologica di questo blog, la Giunta regionale ha dato il via libera alla realizzazione di un termovalorizzatore a Brissogne, località alle porte di Aosta. Qualche chilometro più in giù, sempre lungo il fondovalle, sarà realizzato un sito di stoccaggio dei residui (tra il 20 e il 30% dei rifiuti bruciati si trasforma in ceneri altamente tossiche), nel comune di Issogne, capace di assorbire UN MILIONE DI METRI CUBI di materiale, all'interno del quale saranno anche essiccati i fanghi.
La costruzione del termovalorizzatore è stata presentata dal presidente della regione, Luciano Caveri, e dall'assessore regionale all'ambiente, Alberto Cerise, come un sistema per «conseguire l'autosufficienza in materia di gestione dei rifiuti per un periodo relativamente lungo, non meno di 25 anni, a partire dalla fine del 2012», data entro la quale è previsto l'esaurimento dell'attuale discarica di Brissogne. Il costo previsto per la realizzazione della nuova struttura è di circa 80 milioni di euro, ma la Giunta regionale spera di realizzare «importanti introiti derivanti dalla vendita dell'energia elettrica prodotta» e «dalla possibilità di fornire calore ad un numero significativo di utenti: circa 250-300 alloggi».
Come se non fosse risaputo che il business dell'incenerimento sta solo nei soldi con i quali si paga il servizio: l'energia necessaria per incenerire i rifiuti è infatti maggiore di quella recuperabile durante il processo di termovalorizzazione. Molto abbondanti, invece, sono le ricadute sulla salute dei cittadini: (Continua)
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